Roger Two Hawks credeva d'avercela fatta quando si era lanciato fuori dal suo bombardiere in fiamme. L'aeroplano aveva tremato paurosamente appena prima del suo salto nel vuoto, ma niente avrebbe potuto preparare Roger a ci che stava per trovare a terra: uomini vestiti di rozze pelli che combattevano con coltelli e archi e frecce e parlavano una lingua diversa da tutte quelle che lui aveva mai sentito. La Guerra, la Grande Guerra - e con essa tutto il mondo che Roger Two Hawks conosceva - era scomparsa, svanita nel nulla, ed era stata rimpiazzata da una selvaggia lotta per il controllo di una Terra parallela i cui continenti erano molto simili a quelli del globo a lui noto eppure stranamente differenti, ma soprattutto una Terra dalla cultura terribilmente primitiva dove sopravvivere diventava il primo imperativo e un'impresa tutt'altro che scontata. E se le sue conoscenze scientifiche e tecnologiche facevano di Roger una preda di inestimabile valore per i suoi catturatori - troppo importante perch potessero lasciarlo libero- certo lo rendevano anche terribilmente pericoloso per la fazione nemica ... troppo pericoloso perch lo potessero lasciar vivere!
Copertina di Boris Vallejo
PHILIP J. FARMER
ROGER TWO HAWKS
Editrice Nord
COSMO collana di fantascienza. Volume n. 156, maggio 1985
Pubblicazione periodica registrata al Tribunale di Milano in data 5/2/1973 n. 27
Direttore responsabile: Gianfranco Viviani
Titolo originale
TWO HAWKS FROM EARTH
Traduzione di Nicoletta Vallorani
Copertina di Boris, tratta dall'edizione originale Ace Book (1980)
No 1979 by Philip Jos Farmer
No 1985 per l'edizione italiana by Editrice Nord, via Rubens 25, 20148 Milano
Stampato dalla litografia Agel, Rescaldina (Milano)
--
PRESENTAZIONE
L'idea dei mondi paralleli, o pi precisamente di una Terra alternata che l'immagine di quello che sarebbe potuto diventare il nostro pianeta in conseguenza di ipotetiche alterazioni della storia, ha sempre affascinato molto gli scrittori di fantascienza. Il viaggio tra gli universi paralleli e le porte tra i mondi ad esempio erano gi presenti nel classico The Blind Spot (1921) di Homer Eon Flint e Austin Hall, ma fu Murray Leinster che rese popolare questo concetto con il suo Sidewise in Time (1934), dove un incidente temporale causa la contemporanea coesistenza in diverse aree geografiche della superficie terrestre di differenti periodi della storia e di diversi sentieri paralleli. questo racconto che esprime per la prima volta compiutamente i fondamenti logici e metafisici dei bivi nel tempo : a ogni bivio della storia si creerebbe tutta una serie di alternative e di mondi che incarnano ogni possibile decisione che avrebbe potuto essere presa... Per Leinster il tempo una serie di linee che si ramificano e si intersecano; in corrispondenza di certi suoi punti si mescolano avvenimenti del passato, del presente e del futuro, e anche di linee temporali che per noi non sono mai esistite.
Partendo da queste premesse gli autori di quel periodo svilupparono il concetto dei mondi paralleli, utilizzandone le numerose implicazioni e mescolandolo a quello dei viaggi nel tempo. Jack Williamson, nel suo celeberrimo The Legion of Time (1938), concep una storia di mondi in perpetua lotta fra loro: un romanzo che non trattava di passati o presenti alternati ma di futuri alternati in guerra per la loro stessa esistenza che cercavano di difendere le linee temporali e di controllare gli eventi cruciali che avevano prodotto tali mondi e causato la loro esistenza reale.
Un altro grande autore di sf che riprese questo tema fu Fritz Leiber nel suo complesso Destiny Times Three (1945), un ottimo romanzo d'azione che descriveva una vera e propria battaglia tra mondi alternati esistenti in parallelo, mentre in tempi recenti ricordiamo l'originalissimo La caduta di Chronopolis (1974) di Barrington J. Bayley, che presenta un Impero futuro che si sforza di mantenere intatta la sua realt contro la minaccia di versioni alternate che gli sono avversarie.
Lyon Sprague De Camp invece aveva esplorato, negli anni quaranta, tutta una serie di possibili sviluppi del genere: un viaggio nel tempo improvviso e imprevisto porta il protagonista di Abisso del passato (1939) nell'antica Roma imperiale e gli offre l'opportunit di rimodellare la storia e di evitare cos l'oscura decadenza del Medioevo, mentre The Wheels of If (1940) descrive un'America contemporanea alternativa derivata dalla colonizzazione fatta dagli scandinavi nel decimo secolo dopo Cristo.
Uno dei passi pi importanti nell'evoluzione di questo interessante sottogenere lo comp il compianto H. Beam Piper negli anni cinquanta con il suo ciclo della polizia paratemporale . In questa serie Piper unisce tra loro la ramificazione delle linee temporali immaginata da Leinster in Bivi nel tempo, la polizia del tempo creata da Williamson in The Legion of Time, e i passaggi da un universo all'altro di The Blind Spot di Hall e Flint. Nella piacevole serie di Piper le varie terre esistenti fianco a fianco hanno diverso grado di civilt e la polizia para-temporale vigila affinch gli uomini delle Terre pi evolute non si servano delle loro armi per conquistare le linee temporali pi arretrate.
Sulla falsariga di questo ciclo abbiamo poi la serie di Poul Anderson della pattuglia temporale (time patrol) raccolta nel classico volume Guardians of Time (1960) e quella di Times without Number (1962) di John Brunner.
Tra le storie pi celebri e belle incentrate su un mondo alternato diverso dal nostro ricordiamo invece Bring the Jubilee (1953) di Ward Moore, in cui la guerra civile degli Stati Uniti stata vinta dal Sud, il magnifico La svastica sul sole (1962) di Philip Kindred Dick, splendida esposizione di un presente dove il Terzo Reich ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e l'America vive sotto la dominazione dei nazisti e dei giapponesi, e il divertente Tunnel negli abissi (1972) di Harry Harrison, che descrive un mondo in cui gli Stati Uniti non si sono mai ribellati alla madrepatria inglese (o meglio la ribellione morta sul nascere e George Washington viene considerato uno dei massimi traditori della storia). Ancora da citare rimane Pavane (1968) di Keith Roberts, cupa e affascinante visione di un'Inghilterra tuttora dominata dal Cattolicesimo e l'ottimo ciclo avventuroso dei mondi dell'impero di Keith Laumer, che ci mostra tutta un'incredibile serie di Terre parallele, mondi sfarzosi e terre desolate distrutte dall'olocausto atomico, mondi in cui Napoleone non perse affatto a Waterloo ma port l'Europa unita sotto il suo dominio, mondi in cui i Plantageneti non si sono estinti lasciando il posto ai Tudor, mondi dominati infine da discendenti dei pitecantropi e di brutali uomini-scimmia.
In questo Roger Two Hawks il Terrestre (riscrittura di un romanzo del 1966 intitolato The Gate of Time) Philip Jos Farmer riprende anche lui questo tema e impegna tutta la sua eccezionale abilit narrativa e descrittiva nella stesura di una serie di avvincenti avventure su una Terra parallela dove le Americhe (il continente americano, cio ) sono rimaste sempre sommerse dalle acque (o forse non sono mai emerse). Le conseguenze di questo fatto sono ovviamente enormi: Farmer immagina che gli antenati degli Amerindi (che nel nostro mondo emigrarono nelle Americhe nel lontano passato), non avendo a disposizione il passaggio su un continente ad est, si spostarono verso l'interno e divennero quindi una forza che si contrappose a tutte le potenze del Vecchio Mondo, cio dell'Asia e dell'Europa.
Potete ben immaginare quali sviluppi e quali incredibili vicende un autore come Philip Jos Farmer possa creare a partire da queste premesse: un mondo totalmente diverso dal nostro come geografia, usi, costumi, lingue, razze, un mondo pieno di avventura e di fascino che, ne siamo certi, rimarr indelebilmente impresso nella fantasia dei nostri lettori.
Sandro Pergameno
--
CAPITOLO PRIMO
Un anno dopo la fine della guerra, il mio editore mi mand a Stavanger, in Norvegia, per intervistare Roger Two Hawks. Avevo piena autorit di negoziare un contratto con lui. I termini erano molto favorevoli, specie se si considera la mancanza di strutture tipografiche e di distribuzione di quel periodo postbellico. Avevo chiesto io quell'incarico, dato che avevo sentito parlare cos tanto di Roger Two Hawks. Le storie erano, per la maggior parte, incredibili e persino contraddittorie, eppure i miei informatori giuravano che le loro testimonianze erano vere.
La mia curiosit era cos acuta che, se l'editore mi avesse negato l'incarico, sarei andato in Norvegia per conto mio, e questo in un periodo in cui, nel mio campo, non era facile trovare un impiego. L'obiettivo principale era quello di ricostruire la nostra civilt distrutta; l'abilit artigianale nei lavori in acciaio e in muratura era molto pi richiesta della destrezza con la penna.
Tuttavia, la gente comprava ancora i libri, e l'interesse per Roger Two Hawks, il misterioso straniero, era diffuso in tutto il mondo: tutti avevano sentito parlare di lui, ma quelli che lo avevano conosciuto bene erano morti o scomparsi.
Prenotai un posto su un battello a vapore che impieg cinque giorni per arrivare a Stavanger. Dato che era sera avanzata, non aspettai nemmeno di informare del mio arrivo l'albergo, e chiesi invece indicazioni, nel mio abominevole norvegese, per arrivare all'hotel in cui sapevo che era alloggiato Roger Two Hawks. Avevo tentato di prenotare una camera l , ma senza riuscirci.
Dato che il carburante era ancora razionato, il prezzo del taxi fu altissimo. Percorremmo molte strade buie, con lampioni a gas spenti. Ma la facciata dell'albergo era vivacemente illuminata, e l'anticamera era affollata di ospiti allegri e chiassosi, ancora felici di essere usciti vivi dalla guerra.
Chiesi all'impiegato della ricezione il numero della camera di Two Hawks, e lui mi disse che si trovava nella sala da ballo e che stava partecipando ad una grande festa offerta dal sindaco di Stavanger.
Individuare Roger Two Hawks non fu un problema, per me, dato che lo avevo visto in molte fotografie: era in un angolo della stanza, circondato da uomini e donne. Mi feci strada fra loro e mi trovai subito al suo fianco. Era alto circa un metro e ottantacinque, aveva una buona muscolatura e bei lineamenti, anche se piuttosto aquilini; i capelli perfettamente lisci erano neri, la pelle scura e gli occhi grandi e color nocciola scuro.
Aveva in mano un bicchiere pieno di una bevanda nordica e chiacchierava; i suoi frequenti sorrisi mettevano in mostra denti bianchissimi. Parlava correntemente la lingua locale, anche se con un pesante accento e occasionali errori di grammatica. Al suo fianco, c'era una splendida bionda: riconobbi subito anche lei dalle fotografie. Era sua moglie.
Durante una breve pausa nella conversazione, colsi l'occasione per presentarmi. Naturalmente, sapeva gi di me e della mia visita, perch sia io che il mio editore gli avevamo scritto. La sua voce era baritonale, ricca e profonda; era molto gradevole e al tempo stesso, ispirava fiducia.
Mi chiese com'era andato il viaggio e io gli risposi che era stato lungo. Sorrise e comment : - Cominciavo a pensare che il suo editore avesse cambiato idea e che alla fine lei non venisse pi . Evidentemente, sulla sua nave non funzionava neanche la radio.
- Non funzionava nulla - replicai. - Durante la guerra, usavano il vascello per la navigazione costiera, ed stato bombardato almeno quattro volte. Alcune riparazioni erano piuttosto frettolose e fatte con materiali scadenti.
- Lascer la Norvegia tra due giorni - disse bruscamente. - Questo significa che posso dedicarle circa un giorno e mezzo. Devo raccontarle la storia e dipende da lei afferrarne bene il significato. Com' la sua memoria?
- Fotografica - risposi. - Molto bene, ma questo significa che nessuno di noi dormir gran ch . Sono stanco, ma mi piacerebbe cominciare prima possibile. Dunque...?
- Immediatamente. Dir a mia moglie che saliamo in camera e impiegher un minuto per dare spiegazioni al mio ospite.
Cinque minuti pi tardi eravamo nella sua stanza. Prepar una grossa cuccuma di caff , mentre io tiravo fuori il contratto, la penna e il blocco per le annotazioni. Poi lui disse: - Davvero non so perch lo faccio. Forse vorrei... be', non importa. Il punto che ho bisogno di denaro e questo libro sembra il modo pi semplice per ottenerlo. Tuttavia, possibile che io non torni indietro ad incassare i diritti d'autore: tutto dipende da quello che succeder alla fine del mio viaggio.
Inarcai le sopracciglia, ma non feci osservazioni. Con uno dei movimenti rapidi, ma fluidi, che gli erano caratteristici, lui si allontan dal mio fianco e attravers la stanza verso un ampio tavolo, su cui c'era un mappamondo, un modello prebellico che non riportava il cambiamento di confini verificatosi durante l'anno precedente.
- Venga qui un momento - disse. - Voglio mostrarle dove comincia la mia storia.
Mi alzai e mi portai al suo fianco: lui fece ruotare lentamente il mappamondo, poi lo ferm , e con la punta di una matita, indic una macchiolina sulla terraferma un po' a sinistra della costa centro-occidentale del Mar Nero.
- Ploesti, Romania. Comincer da qui. Potrei iniziare da molto pi indietro, ma per farlo impiegheremmo del tempo che non abbiamo. Se deve pormi qualche domanda a proposito della mia storia prima di allora, la inserir nella discussione quando ne avr l'occasione. Tuttavia, ho un manoscritto che racconta la mia vita, prima della missione contro i campi petroliferi di Ploesti.
- Ploesti, Romania - dissi.
- Ploesti, il grande cuore produttore e raffinatore di petrolio del nuovo impero tedesco: l'obiettivo della 9a Air Force, che aveva la base in Cirenaica, Nord-Africa. Ci vollero anni di guerra prima che gli americani potessero sferrare un attacco contro il nucleo vitale dei trasporti e dell'efficienza militare tedesca. Stracarichi di bombe, munizioni e carburante, 175 bombardieri quadrimotori decollarono per distruggere i serbatoi petroliferi e le raffinerie di Ploesti. Non sapevamo che essa veniva chiamata la Festung Ploesti, la Fortezza Ploesti, e che la pi grande concentrazione di armi antiaeree in Europa circondava quella citt . Non che l'averlo saputo prima avrebbe fatto molta differenza, eccetto, forse, che non saremmo stati cos sorpresi quando lo scoprimmo.
- Ero primo pilota dell'Hiawatha; il mio copilota era Jim Andrews. Veniva da Birmingham, Alabama, eppure il fatto che io fossi in parte un Indiano Irochese non sembrava dargli fastidio. Eravamo ottimi amici.
Si interruppe, poi sorrise e disse: - A proposito, lei sta guardando l'Irochese Completo: ho antenati in ogni trib irochese esistente, inclusi bisnonni appartenenti alle trib Cherokee di lingua irochese, ma mio padre era in parte islandese e mia madre in parte scozzese.
Scrollai le spalle e chiesi, per spiegare il mio sguardo vuoto: - Posso aspettarmi di trovare qualche chiarimento di questo fatto nel manoscritto del quale mi ha parlato?
- S , certo. Comunque...
--
CAPITOLO SECONDO
Il comandante di missione del gruppo aveva sbagliato la virata a Targoviste: invece di puntare su Ploesti, il Circus stava andando verso Bucarest. Il Primo Luogotenente Two Hawks si accorse dell'errore e, come qualche altro pilota, disobbed agli ordini rompendo il silenzio radio, ma il comandante di missione non diede risposta e continu a muoversi ostinatamente lungo il percorso sbagliato. Poi, lontano, sulla sinistra, Two Hawks vide una colonna di fumo nella foschia e seppe che doveva provenire dalle raffinerie in fiamme: altri gruppi erano arrivati alla destinazione giusta e avevano sganciato le bombe.
Two Hawks guard il bombardiere di testa e si chiese se anche il Colonnello avesse notato il fumo rivelatore. All'improvviso, l'aereo in testa esegu una virata ad angolo retto e punt verso il fumo. Two Hawks, con gli altri, volt il suo apparecchio eseguendo una manovra di una precisione tale che la formazione fu strettamente mantenuta come prima; l'Hiawatha, con i motori sotto sforzo per raggiungere la velocit di quattrocento chilometri all'ora, saett a soli quindici metri da terra: sezioni di alto frumento verde, di trifoglio e covoni di grano in stoppie luminose gli sfrecciarono sotto. Sopra il gruppo, fuori dal fumo, si libravano i cavi e i corpi elefantiaci dei palloni di sbarramento. Alcuni si stavano sollevando da terra e quelli ad elevata altitudine venivano tirati gi per contrastare l'attacco a bassa quota.
Two Hawks si sent sgomento, anche se non disse nulla ad Andrews: gli aerei venivano dalla direzione sbagliata, e cos tutte le settimane di preparazione intensiva per l'identificazione dei bersagli erano state sprecate, perch avvicinarsi da quella angolazione avrebbe reso ogni cosa irriconoscibile.
La strada per Ploesti era lunga quaranta chilometri e ci vollero cinque minuti per coprirla; molto prima che la meta fosse raggiunta, i tedeschi fecero scattare la trappola: i lati dei mucchi di fieno esplosero per rivelare fucili da 20 e 37 mm, le pareti dei vagoni merci sul binario di raccordo caddero e i cannoni da 37 mm che vi erano stati nascosti in precedenza cominciarono a lampeggiare. I campi stessi rivelarono improvvisamente trincee contenenti armi che sparavano all'impazzata, e sulle loro teste, mostri da 88 e 105 mm, sparando orizzontalmente con proiettili a detonazione immediata, trasformarono l'aria in una sorta di guanto bianco e nero: il rosso affare per il quale attaccanti e difensori si erano preparati per cos tanto tempo era cominciato.
L'Hiawatha fu scosso dallo scoppio dei grandi proiettili e poi trem quando i suoi stessi artiglieri aprirono il fuoco sulle batterie AA con i loro calibro 50. L'aria era intessuta di una tela ubriaca di proiettili traccianti e cos strettamente intrecciata da dare l'impressione che nessun apparecchio potesse attraversarla senza essere colpito pi volte. Il chiasso rompeva i timpani, con il boato di 134 motori a 14 cilindri, le esplosioni dei calibro 88 a solo pochi chilometri di distanza, il frastuono degli scoppi degli shrapnel e il chiacchierio insensato delle duecentotrenta mitragliatrici sui bombardieri.
Roger Two Hawks mantenne la formazione e la quota di quindici metri da terra, ma riusc anche a lanciare sguardi laterali con la coda dell'occhio; da una parte, ad un incrocio, lampeggi la bocca di fuoco di un calibro 88 e lui riusc a vedere la massa oscura e indistinta del proiettile che volava verso il suo bersaglio. Spinse la cloche e si tuff leggermente in picchiata, scendendo a sei metri dal terreno, che gli precipitava incontro ed il proiettile lo oltrepass senza colpirlo.
Davanti a lui, esplosero i serbatoi delle raffinerie, e si innalzarono fiamme alte come l'Himalaya; lui riport l'Hiawatha a quindici metri di quota. L'apparecchio ebbe uno scossone quando un proiettile ne colp la coda, ma mantenne fermamente la rotta, invece di cadere in picchiata come lui si aspettava. L'artigliere di coda chiam per riferire che l'elica e l'alettone sinistro erano andati. L'aereo alla sinistra di Two Hawks aveva l'aria di essere stato colpito con violenza da una grande spada, ma si stava mantenendo in formazione; quello alla sua destra ondeggi improvvisamente col muso avvolto nel fumo, probabilmente colpito da un calibro 88, cadde come un martello, scivol bruciando verso terra, si sollev in aria in mille pezzi e poi fu avvolto da una grande palla di fuoco.
Pezzi di alluminio e plexiglass, luminosi nel sole, lo oltrepassarono. Il fumo davanti a lui si separ per rivelare serbatoi e torri avvolti nel fuoco; un bombardiere, in fiamme, punt verso un serbatoio rimasto intatto, un altro cominci a virare con i due motori sinistri incendiati ed un terzo, anch'esso in fiamme, sal per guadagnare altitudine in modo che il suo equipaggio potesse tentare di paracadutarsi a terra. Un quarto, a destra, sganci le bombe e queste caddero verticalmente colpendo parecchi serbatoi; esplosero tutti, incendiandosi; uno di essi coinvolse anche il bombardiere. Il grosso aereo si spacc in due e rote , emerse dal fumo e si schiant contro un serbatoio intatto. Ci avvenne con un'esplosione che afferr l'Hiawatha e lo scagli in avanti: Two Hawks e Andrews lottarono contro la morsa del vento e riguadagnarono il controllo.
Davanti a loro c'era un gruppo di serbatoi, camini e torri. Two Hawks tir forte la cloche e sped in alto l'Hiawatha, per impedirgli di colpire le torri. Grid ad Andrews: - Molla le bombe!
Andrew non mosse obbiezioni alla sua decisione di effettuare subito lo sgancio invece di aspettare il bombardiere, obbed , e l'aereo si sollev con maggiore potenza quando fu alleggerito del peso delle grandi bombe. La parte terminale di una torre apr uno squarcio al centro del ventre dell'Hiawatha, ma questo continu a volare.
O'Brien, l'artigliere della torretta superiore, rifer nella sua pesante cadenza irlandese: - Gazzarra andato, signore! Lui e la sua torre sono semplicemente andati gi nel fumo.
- Charlie Fine-Coda andato - disse Two Hawks ad Andrews.
- Diavolo, non ho nemmeno sentito il colpo! - esclam Andrews.
- Sentita la bomba?
Two Hawks non rispose: aveva gi spedito in basso l'Hiawatha per evitare io sbarramento letale sopra i quindici metri di quota, ed ora guid l'apparecchio tra due serbatoi cos vicini che soltanto una trentina di centimetri separavano la punta di ogni ala dal serbatoio. Fu per costretto a farlo salire di nuovo e cos rapidamente che esso sembr reggersi sulla coda per superare una torre radio la cui cima vibrava come la coda di un cane a causa delle esplosioni dell'artiglieria antiaerea.
- Dio! Non credo che ce la faremo! - grid Andrews. Two Hawks non rispose: era troppo impegnato ad inclinare
l'aereo per sollevare l'ala destra ed evitare in questo modo la collisione con la cima della torre.
L'apparecchio trem di nuovo; un'esplosione lo assord , poi il vento ulul nella carlinga: un foro era apparso nel plexiglass davanti ad Andrews e lui era crollato in avanti, con la faccia ridotta ad un ammasso di carne lacerata, ossa tranciate e spruzzi di sangue.
Two Hawks gir l'Hiawatha verso est, ma prima che la manovra fosse completata, l'aereo fu colpito di nuovo in parecchi punti. Qualcuno a poppa stava gridando cos forte che lo si poteva sentire persino sopra la cacofonia l fuori e il sibilo dell'aria attraverso il foro nella carlinga dell'apparecchio. Two Hawks fece sollevare l'Hiawatha, compiendo una virata con l'angolazione pi acuta che osava effettuare: doveva guadagnare quota, anche se sarebbe stato costretto ad attraversare il merletto infuocato sulla sua testa. Con i due motori ausiliari in fiamme e l'elica del motore principale di destra spazzata via, non poteva rimanere in volo ancora per molto: doveva salire pi in alto possibile e poi saltare.
Ebbe una strana sensazione di dissociazione. Dur solo due secondi, e poi spar , ma durante quel lasso di tempo egli sapeva che qualcosa di alieno, di soprannaturale, era accaduto. Ci che era particolare, era l'impressione che quella dissociazione non fosse solo soggettiva: era sicuro che l'aereo stesso e tutto ci che vi era dentro fossero stati strappati via dal contesto della normalit , o della realt .
Poi dimentic la sensazione. La ragnatela di proiettili traccianti e di stelle della contraerea si apr per un attimo e lui si trov sopra ad essa ed attraverso essa. Il ruggito e il rumore violento dei proiettili esplosivi erano spariti e si sentiva solo il sibilo del vento attraverso il foro nello schermo protettivo.
Dal nulla apparve un caccia: arriv cos rapidamente, come da una botola nel cielo, che egli non ebbe il tempo di identificarlo, e gli saett davanti come un lampo nero, con il cannone e le mitragliatrici che sputavano fuoco. I due aerei erano cos vicini che non riuscirono ad evitarsi. Quello tedesco inclin un'ala e si gett in picchiata per sfuggire all'impatto. L'apparecchio ondeggi di nuovo e questa volta ricevette il colpo mortale: l'ala sinistra venne tranciata e fluttu via con l'ala destra del caccia tedesco.
Un momento pi tardi, Two Hawks si era liberato dell'Hiawatha. La terra era cos vicina che non aspett il tempo previsto per tirare la corda a strappo, ma lo fece appena ritenne che l'aereo non gli fosse di intralcio. Cadde senza capovolgersi e vide che la citt di Ploesti, come la conosceva lui, non era pi l : invece dei sobborghi che prima gli stavano sotto, c'erano strade polverose, alberi e fattorie. Ploesti stessa era cos lontana da non risultare altro che una colonna di fumo.
Sotto di lui, l'Hiawatha, ora un globo infuocato, stava precipitando. L'aereo tedesco gir ripetutamente su se stesso; a cento metri di distanza e trenta metri pi sopra, il paracadute dell'aviatore si apr ondeggiando. Si era aperto anche il suo e il colpo, dovuto alla presa sull'aria, lo aveva afferrato.
Alla sua sinistra un altro uomo dondolava sotto il mezzo pallone di seta. Two Hawks riconobbe i lineamenti di Pat O'Brien, l'artigliere della torretta principale. Dall'Hiawatha erano riusciti a fuggire solo in due.
--
CAPITOLO TERZO
Lo strappo del paracadute, che si apr come una vela per prendere il vento, mand le cinghie a sbattere contro le gambe di Two Hawks. Qualcosa gli schiocc nel collo, ma non prov dolore: se non altro, pens brevemente, lo strattone e lo schiocco delle vertebre erano stati probabilmente qualcosa di molto simile ad un trattamento osteopatico e gli avevano liberato il corpo dalla tensione e raddrizzato lo scheletro.
Poi si trov ad esaminare la terra che si dilatava sotto di lui, mentre i dettagli diventavano pi ampi ma il campo di visione si restringeva. Il paracadute si era aperto a soltanto sessanta metri da terra, cos non ebbe molto tempo per studiare e pochissimo per prepararsi alla caduta.
Il vento lo trasportava ad una velocit approssimativa di dieci chilometri all'ora, su una massiccia macchia d'alberi. Al momento di cadere a terra, li avrebbe gi avuti alle spalle e si sarebbe trovato in un campo di grano tagliato; oltre il campo di grano, scorse una piccola strada battuta che gli veniva incontro ad angolo retto. Gli alberi crescevano lungo la strada e, al di l di essa, c'erano un cottage con il tetto di paglia, un cortile e parecchie piccole stalle. Oltre la casa, c'era un giardino circondato da uno steccato di legno, e, dietro il giardino, gli alberi crescevano in una fila compatta, larga un quarto di miglio. Un'apertura tra gli alberi gli permise di intravedere l'oscurit di una valletta ombrosa.
Cadde pi vicino agli alberi di quanto avesse previsto, perch ci fu un'inaspettata bonaccia nel vento. I piedi gli strusciarono contro la cima di un albero al limitare del bosco, poi si trov a rotolare per terra. Scatt subito in piedi e cominci ad eseguire la procedura per districarsi fra gli alberi che fermavano il vento, qualunque forza avesse; il paracadute si era afflosciato sul terreno.
Sciolse le cinghie e cominci ad arrotolare il paracadute in una palla. O'Brien stava facendo lo stesso. Dopo aver ripiegato il telo di seta, Two Hawks lo raccolse e si avvi lentamente verso l'artigliere che gli stava correndo incontro.
O'Brien disse eccitato: - Ha visto quei soldati, l , a sinistra?
Two Hawks scosse la testa. -No. Stavano venendo in questa direzione?
- Erano su una strada ad angolo retto con questa. Deve essere una strada principale, anche se non era asfaltata. Erano troppo lontani perch riuscissi a cogliere molti dettagli, ma di sicuro avevano un'aria strana.
- Strana?
O'Brien si tolse l'elmetto e fece scorrere nella zazzera color arancio una mano pesante e tozza, lentigginosa e coperta di peli rossi. - S . Avevano molti carri trascinati da buoi. C'erano un paio di macchine in testa, ma non somigliavano a nessuna macchina che io abbia mai visto. Una era un'autoblindo, e mi ricordava le foto di macchine simili che c'erano in quel vecchio libro che mio padre aveva sulla Prima Guerra Mondiale.
O'Brien sogghign di gusto. - Sa, la Grande Guerra, la Guerra Importante, la Guerra Vera.
Two Hawks non fece commenti: aveva sentito O'Brien parlare dell'atteggiamento di suo padre a proposito del conflitto attuale.
- Andiamo nel bosco e seppelliamo questa roba. Sei riuscito a portar con te qualche equipaggiamento di sopravvivenza?
Two Hawks si avvi per primo nel fitto sottobosco.
O'Brien scosse la testa. - Sono gi stato fortunato a portarmi dietro la pelle. C' qualcun altro che riuscito a fare lo stesso?
- Non credo. Non ho visto nessuno.
Si fece strada tra gli alberi. Le gambe e le braccia gli tremavano, e anche qualcosa dentro di lui vibrava. - la reazione - si disse: era naturale e si sarebbe sentito bene appena avesse avuto l'occasione di riprendere il controllo di se stesso. L'unica cosa era che forse non ci sarebbe stata nessuna occasione: i Tedeschi o i Rumeni avrebbero mandato ora gruppi di ricerca e, probabilmente i contadini che vivevano nella casa dall'altra parte della strada li avevano visti cadere, anche se era possibile che nessuno l'avesse fatto. Ma se avevano osservato il grande aereo americano bruciare e cadere e avevano visto i due paracadutisti, forse avevano gi telefonato al presidio o al posto di polizia pi vicino.
Si era appoggiato sulle mani e sulle ginocchia, nell'atto di coprire il paracadute di fango in una cavit tra due radici, ma si tir su bruscamente, grugnendo come se lo avessero colpito alla bocca dello stomaco: si era appena reso conto di non aver visto un solo cavo telefonico durante la caduta. E non aveva visto nemmeno torri o cavi di trasmissione elettrica: era molto strano. La loro assenza non sarebbe stata rilevante se l'aereo fosse caduto in un'area molto lontana della citt , perch la Romania non era una nazione molto sviluppata, a confronto dell'America. Ma l'Hiawatha non doveva trovarsi a pi di otto chilometri di distanza dalle raffinerie di Ploesti quando aveva incontrato il caccia tedesco.
Inoltre, dov'erano i sobborghi che si trovavano sotto di lui appena un attimo prima che provasse la sensazione di spaesamento? Prima erano l , ed il momento successivo erano spariti. E c'era qualcosa di particolare anche nella subitaneit con cui era apparso l'aereo tedesco: poteva giurare che era caduto gi dal cielo stesso.
Finirono di coprire i paracadute. Two Hawks si tolse la pesante tuta e subito sent pi freddo. C'era una leggera brezza, il che significava che il vento si era levato di nuovo oltre gli alberi. O'Brien, che si era gi levato la tuta, si asciug la fronte lentigginosa ed osserv : - Certo che tranquillo, non vero? Dannatamente pi tranquillo di quanto dovrebbe essere, mmh?
- Hai un'arma?
O'Brien scosse la testa e indic la calibro 32 automatica nella fondina sul fianco di Two Hawks. - Non molto come arma. Quante pallottole ha?
- Cinque nel caricatore, ed altre venti in tasca - rispose Two Hawks. Non accenn alla derringer a due canne nella piccola fondina all'interno della cintura, sulla schiena, e nemmeno al coltello a serramanico che aveva in tasca.
- Be' meglio di mente - comment O'Brien.
- Non molto meglio. - Two Hawks rimase in silenzio per un attimo, consapevole del fatto che O'Brien lo stava guardando, in attesa: era evidente che non avrebbe offerto alcun suggerimento. Era cos che doveva essere, dato che lui era l'ufficiale, ma Two Hawks dubitava che O'Brien avrebbe avuto qualcosa di utile da dire anche se gli fosse stato richiesto di farlo.
Allora si rese conto di sapere molto poco sul conto del suo compagno, eccetto che in missione era un uomo disciplinato, che era nato a Dublino e che era immigrato in America quando aveva undici anni, e da allora viveva a Chicago.
Finalmente, O'Brien disse: - Certo che sono contento che lei sia con me; un Indiano ed cresciuto in campagna: non saprei che diavolo fare tra tutti questi alberi. Mi sento perso.
A quel punto, Two Hawks aveva tirato fuori la mappa dalla tasca della giacca: pens che non avrebbe sollevato il morale di O'Brien sapere che il suo ufficiale, un Indiano, era cresciuto in campagna e conosceva le foreste di laggi , ma non conosceva questa campagna n queste foreste.
Two Hawks apri la mappa ed esamin i migliori percorsi di fuga; dopo una mezz'ora, durante la quale si erano tolta la giacca e sbottonata la camicia per il caldo, avevano individuato diverse vie per le quali fuggire: qualunque percorso avessero scelto, avrebbero viaggiato di notte e si sarebbero nascosti in cavit del terreno durante il giorno.
- Torniamo al limitare del bosco, cos potremo sorvegliare la strada - disse Two Hawks. - E la fattoria. Se abbiamo fortuna, non ci hanno visti, ma se qualche contadino ha riferito la cosa alla polizia locale, perlustreranno subito questa foresta per cercarci. Forse faremmo meglio ad uscire di qui, solo per precauzione. In effetti, quel che faremo se troviamo via libera.
Si sedettero dietro un grosso cespuglio, nell'ombra gettata da un imponente pino, e osservarono la strada e la fattoria. Pass mezz'ora mentre schiacciavano zanzare e moscerini, ostacolati dal fatto di doverli colpire delicatamente per non produrre rumore di schiaffi. Non videro nessun essere umano: gli unici suoni erano il vento che frusciava tra le cime degli alberi, il lontano abbaiare di un cane e il muggito di un toro, proveniente da dietro la fattoria.
Two Hawks se ne stava pazientemente seduto, muovendosi soltanto per riattivare la circolazione nelle gambe intorpidite dal fatto di rimanere immobile in quella posizione. O'Brien si agitava: toss sottovoce ed accenn a prendere una sigaretta dalla tasca della camicia, ma Two Hawks lo ammon : - Non fumare: qualcuno potrebbe vedere il fumo, o persino sentire l'odore del tabacco.
- Da questa distanza?
- Probabilmente non accadr , ma non ci conviene correre il rischio - replic Two Hawks; per un'altra mezz'ora, rimase in osservazione, mentre O'Brien brontolava sottovoce, fischiava tra i denti, si spostava avanti e indietro, ed infine cominciava a dondolarsi sul fondoschiena.
- Come cacciatore, saresti dannatamente scarso - osserv Two Hawks.
- Non sono un Indiano - replic O'Brien. - Sono solo un ragazzo di citt .
- Non siamo in citt , quindi cerca di avere un po' di pazienza.
Rimase seduto ancora per quindici minuti, poi disse: - Andiamo verso la casa. Sembra deserta, e forse riusciremo a procurarci del cibo e a proseguire nei boschi sull'altro lato della casa.
- Chi che ha le formiche nei pantaloni ora?
Two Hawks non rispose. Si alz , prese il coltello a serramanico dalla tasca e lo inser tra la parte anteriore della cintura e il ventre, avviandosi davanti ad O'Brien, che sembrava riluttante a lasciare la sicurezza del bosco. Prima che Two Hawks avesse percorso una decina di metri, O'Brien lo aveva raggiunto di corsa.
- Calmati - ingiunse Two Hawks. - Chiunque ci veda da molto lontano, forse non ci trover niente di strano, se siamo disinvolti.
Tra il limite del campo e la strada c'era un fossato: saltarono oltre il piccolo ruscello in fondo ad esso ed attraversarono la strada di terra battuta. Il terreno era bagnato ma non fangoso, come se avesse piovuto alcuni giorni prima. Tuttavia, c'erano solchi profondi, che sembravano prodotti da carri, e c'erano orme di bestiame e mucchi di escrementi.
- Niente cavalli - comment fra s Two Hawks. O'Brien replic - Come? - Ma Two Hawks aveva aperto il cancello di legno era andato avanti; si accorse che anche i cardini erano di legno, ed erano fissati al cancello da pioli dello stesso materiale. L'erba nei cortili era corta, mantenuta a quell'altezza da parecchie pecore dalla coda grassa che alzarono la testa e poi si allontanarono impaurite, senza per emettere belati. Two Hawks si chiese se avessero corde vocali: gli sembrava improbabile che pecore normali fossero rimaste in silenzio per tutto il tempo che aveva passato in ascolto nel bosco.
Ora riusciva a sentire le galline che chiocciavano da dietro la casa e qualche grosso animale che sbuffava nella stalla. La casa stessa era costruita a forma di L e la parte allungata della lettera dava sulla strada. Non c'era portico. La struttura della casa era costituita da ceppi grandi e spessi e gli interstizi tra uno e l'altro erano riempiti di una sostanza biancastra. Il tetto era di paglia.
Sul legno piatto della porta era disegnata la rozza immagine di un'aquila, e al di sopra di essa, era dipinto un grande occhio blu aperto, sul quale c'era una X nera.
Two Hawks sollev il chiavistello di legno che chiudeva la porta e la spinse verso l'interno, ma non ebbe modo di attuare il suo piano e di entrare baldanzosamente: in quel momento, una donna gir l'angolo della casa. Sussult e rimase immobile, fissandoli con grandi occhi marroni, mentre la sua pelle bruna impallidiva.
Two Hawks sorrise e la salut in quello che sperava fosse un rumeno accettabile: aveva cercato di acquisire una qualche abilit nel parlare quella lingua da un amico ufficiale di discendenza rumena mentre si trovava a Tobruk, ma non aveva avuto tempo di imparare pi di poche frasi di convenienza e il nome di alcuni oggetti di uso comune.
La donna sembr sorpresa, mormor qualcosa in una lingua sconosciuta e poi si avvi verso di loro. Aveva un viso abbastanza grazioso, anche se fisicamente risultava tozza e aveva le gambe un po' troppo grosse per i gusti di Two Hawks; i capelli neri, divisi nel mezzo, avevano riflessi blu, erano impomatati con una specie di olio, e raccolti in due trecce che le pendevano sulla schiena. Portava una collana di conchiglie rosse avvolte ben strette, una camicia di cotone blu aperta sul collo, una larga cintura di pelle con fibbie di rame, una gonna di cotone color rosso vivo che le arrivava alle caviglie. I piedi erano nudi ed imbrattati di sporco, di fango e di qualcosa che sembrava escremento di gallina. Una vera contadina, pens Two Hawks. L'unica cosa che conta che ci sia amica.
Prov a parlare ancora rumeno non ottenne nulla e pass al tedesco. Lei rispose nello stesso linguaggio gutturale di prima. Anche se non gli sembrava slavo, lui parl in bulgaro. Lo conosceva in modo ancora pi limitato del rumeno. Evidentemente lei non cap neanche questa volta. Tuttavia, parl per la terza volta usando una lingua differente dalla prima. Ricordava lo slavo; lui prov ancora il bulgaro, poi il russo e l'ungherese. La donna si limit a stringersi nelle spalle e ripet la frase. Dopo aver sentito ancora parecchie frasi ripetute, Two Hawks cap che lei stava facendo la stessa cosa: cio , provava diverse lingue straniere, delle quali sapeva molto poco.
Ma quando vide che Two Hawks non capiva una sola parola, sembr sollevata. Gli sorrise persino, e poi torn alla prima lingua che aveva usato.
Two Hawks aggrott le sopracciglia. C'era qualcosa di familiare in essa. Riusciva quasi ad afferrare qualche parola qua e l . Quasi, ma non del tutto.
Disse a O'Brien: - Dovremmo provare il linguaggio gestuale. Io...
Si interruppe; evidentemente allarmata, la donna stava indicando qualcosa alle sue spalle: lui si volt appena in tempo per essere investito dal sole riflesso nel metallo di un veicolo tra gli alberi. Il bosco si diradava vicino alla strada: riusc a vedere oltre un altro campo, forse a trecento metri di distanza, fino ad una fila di alberi ad angolo retto rispetto alla sua posizione. Dovevano fiancheggiare la strada: probabilmente anch'essa aveva una svolta in quel punto, oppure era incrociata da un'altra strada.
- Sta arrivando qualcuno in macchina - avvert . - Faremmo meglio a filarcela. O ci fidiamo della ragazza oppure ce la portiamo dietro. Se lo facciamo, pu darsi che saremo costretti ad ucciderla. Nel qual caso, potremmo anche farlo adesso.
- No! - esclam O'Brien. - Che diavolo...!
- Non preoccuparti - rispose Two Hawks. - Se veniamo catturati, possiamo solo finire in un campo di prigionia, ma se uccidiamo la ragazza, probabilmente ci giustizieranno come criminali comuni.
La donna gli mise una mano sul polso e lo trascin verso l'angolo della casa, mentre gesticolava con l'altra mano e parlava rapidamente: era chiaro che voleva allontanarli dal veicolo in avvicinamento, o forse nasconderli.
Two Hawks si strinse nelle spalle e decise che c'erano poche altre cose da fare: se andavano verso il bosco, li avrebbero presi subito. Semplicemente, non c'erano abbastanza alberi tra i quali nascondersi.
Seguirono la donna dietro l'angolo e sul retro della casa: li condusse all'interno, nella cucina, dove c'era un imponente camino di pietra con un ceppo e un grande calderone su un tripode sul fuoco. Da quello che ci bolliva dentro saliva un profumo delizioso. Two Hawks ebbe poco tempo per esaminare la cucina, perch la donna sollev una botola al centro del nudo pavimento di legno e fece loro cenno di scendere l sotto. A Two Hawks non piaceva l'idea di mettere se stesso e O'Brien in una posizione nella quale non c'erano possibilit di fuga, ma poteva solo adattarsi, oppure fuggire verso gli alberi, e aveva gi rifiutato quella soluzione se gli veniva offerta qualche altra opportunit . Scese una rampa di cinque gradini, con l'Irlandese che lo seguiva da vicino, poi la botola venne richiusa e si trovarono nell'oscurit pi completa.
--
CAPITOLO QUARTO
Da sopra arriv il rumore di qualcosa che veniva trascinato sul pavimento: la donna stava nascondendo la botola con la mobilia. Two Hawks tir fuori la torcia ed esamin la stanza: l'olfatto gli aveva gi rivelato che c'erano gambi d'aglio, spezie ed altri cibi appesi alle travi rozzamente tagliate del soffitto. L vicino c'era una porta; la spalanc e poi spense la lampada perch attraverso i numerosi interstizi nella parete di tronchi della casa arrivava abbastanza luce perch ci si potesse vedere: nell'ampia stanza erano allineati scaffali sui quali c'erano barattoli di vetro coperti di polvere che contenevano frutta conservata, verdure, e gelatine. Sul pavimento, sotto gli scaffali, c'erano mucchi di roba vecchia che il proprietario non era stato in grado di gettar via o che aveva pensato valesse la pena di riparare, prima o poi. Un oggetto in particolare attir la sua attenzione: era una grande maschera di legno, rotta in un angolo. Per osservarla pi da vicino, accese la torcia. Rappresentava la faccia di un demone o di un mostro, dipinta in rosso vistoso, scarlatto e bianco cadaverico.
- Non mi piace stare qui, Luogotenente - si lament O'Brien.
Si avvicin a Two Hawks come se trovasse conforto nello stargli accanto: anche se nella cantina buia faceva caldo, l'Irlandese stava sudando, e puzzava di paura.
Poi disse: - C' qualcosa di dannatamente strano in tutto questo: avevo intenzione di chiederglielo, ma poi mi venuto in mente che avrebbe pensato che ero crollato. Non si sentito come se fosse, ecco, come alterato? Io ho provato una sensazione di nausea, subito prima che apparisse il Tedesco. All'inizio, ho pensato che mi avessero colpito, poi le cose sono precipitate troppo in fretta perch potessi rifletterci. Ma quando eravamo nel bosco, seduti l , ho provato la stessa sensazione, per non era cos forte. Soltanto la percezione che ci fosse qualcosa di molto pi pericoloso che non essere abbattuti e nascondersi dai crucchi.
- S , ho avuto anch'io la stessa sensazione - rispose Two Hawks. - Ma non riesco a spiegarla.
- Ho sentito come, be', come se proprio la Vecchia Madre Terra fosse scomparsa per un attimo.
Two Hawks non replic : ud il veicolo avvicinarsi sulla strada e poi fermarsi davanti alla casa: dal suono del motore sembrava un vecchio Modello T. Ordin al sergente di aiutarlo ad ammucchiare la roba vecchia sotto uno degli interstizi, quindi si sistem in piedi su quell'instabile piattaforma: il foro era appena un po' pi grande del suo occhio, ma gli permise di vedere la macchina e i soldati che uscirono da essa. Il veicolo aveva un aspetto particolare, forse non tanto particolare quanto antiquato che gli ricord il commento di O'Brien, appena erano atterrati, sulle macchine in testa al convoglio di carri trascinati da buoi.
Be', si supponeva che la Romania fosse un paese molto arretrato, anche se possedeva le raffinerie petrolifere pi grandi e pi moderne d'Europa, e quei soldati non erano di sicuro membri della Wehrmacht. D'altra parte, le loro uniformi non somigliavano affatto a nessuna delle illustrazioni che aveva visto durante il periodo di addestramento a Tobruk. L'ufficiale indossava uno splendente elmetto d'acciaio, fatto in modo tale da somigliare alla testa di un lupo e munito persino di due orecchi d'acciaio; la giacca, che gli arrivava al ginocchio, era grigio-verde, ma il colletto aveva una striscia di pelliccia grigia cucita sopra. Su ogni spalla c'era una enorme spallina bordata d'oro e sulla parte anteriore della giacca tre file di bottoni gialli, grandi e lucidi. I pantaloni erano aderentissimi, color cremisi, e avevano la testa di un toro nero su ogni gamba, appena sopra il ginocchio. L'uomo indossava una cintura di cuoio alta, con una fondina. In mano, aveva una pistola dall'aspetto strano e gesticolava con essa mentre impartiva ordini ai suoi uomini, in una lingua che sembrava slavo. Si volt , rivelando che aveva addosso anche una spada, in un fodero sul fianco sinistro; l'uniforme era completata da stivali neri e lucidi, alti fino al polpaccio.
Parecchi dei soldati erano nel campo visivo di Two Hawks: indossavano elmetti che avevano una parte posteriore per proteggere il collo, ma sulla testa erano di forma tubolare, come cappelli a cilindro d'acciaio. Le giacche nere, davanti, arrivavano fino alla vita, poi si incurvavano a formare una coda di rondine, sulla schiena, che arrivava appena alla parte posteriore del ginocchio. Indossavano pantaloni rigonfi color arancio e stivali alti fin sopra il ginocchio; nel fodero che pendeva dalla larga cintura, c'era una spada e in mano tenevano un fucile. I fucili avevano camere di caricamento a rotazione per le cartucce, come quelli del vecchio West.
Tutti avevano una grande barba e capelli lunghi, eccetto l'ufficiale, un giovane ben sbarbato, biondo e pallido di carnagione, certamente non il classico tipo bruno rumeno. Ma del resto, non tutti i rumeni erano bruni.
Gli uomini si sparpagliarono; di sopra, si sent il rumore degli stivali sul pavimento e quindi il suono di qualcosa che veniva sfasciato. L'ufficiale cammin fuori dal suo spazio visivo, ma Two Hawks lo sent parlare lentamente, come se stesse usando una lingua che gli avevano insegnato a scuola. La donna rispose nello stesso linguaggio, che doveva essere la sua parlata nativa. Two Hawks si trov a sforzarsi di capire il significato di quello che dicevano, e ci riusc in parte, ma non del tutto. Passarono dieci minuti, poi i soldati si riunirono, ed un chiocciare spaventato preannunci l' esproprio di alcune galline: c'era da aspettarsi una certa quantit di furti, pens Two Hawks, ma anche da parte di gente appartenente allo stesso popolo della donna? No, i soldati non potevano essere della sua nazionalit , altrimenti non ci sarebbero stati problemi di lingua; forse la donna apparteneva ad una delle minoranze rumene. Gli sembrava una cosa logica, ma non credeva che fosse cos .
Two Hawks attese. Sentiva i soldati ridere e parlare ad alta voce tra loro, mentre la donna taceva. Circa venti minuti pi tardi, l'ufficiale decise che i suoi soldati si erano divertiti abbastanza, usc dallo spazio visivo, e Two Hawks lo sent parlare a voce alta: nel giro di un minuto, i soldati erano allineati davanti a lui, mentre faceva loro un discorso breve, ma severo. Poi salirono in macchina e si allontanarono lungo la strada.
- Non credo che cercassero noi - osserv Two Hawks. - Dovevano sapere che la casa ha una cantina. Ma cosa potevano cercare, se non noi?
Voleva andar fuori subito, ma decise che i soldati sarebbero potuti tornare immediatamente indietro o che sarebbe potuto arrivarne un altro gruppo: meglio aspettare che la donna li avvertisse quando non c'era pericolo. La giornata pass lentamente, e fuori, non si sent alcun suono per molto tempo, eccetto quello delle galline che chiocciavano e delle mucche che muggivano.
Solo al crepuscolo udirono il rumore della mobilia che veniva tirata via da sopra la botola: la porta si apr scricchiolando e la luce di una lampada flu attraverso il rettangolo.
Two Hawks prese l'automatica da O'Brien e si fece avanti per primo, deciso a sparare a chiunque li stesse aspettando. Nonostante tutte le prove di lealt che la donna aveva dato, non era ancora sicuro che non avesse cambiato idea e non avesse mandato a chiamare le truppe. Non sembrava molto probabile, dato che i soldati non si sarebbero presi la briga di aspettare l intorno fino al tramonto, ma non si poteva sapere, ed era meglio non correre rischi.
Un uomo stava in piedi in un angolo della cucina e mangiava biascicando un pezzo di carne disseccata. Two Hawks, vedendo che non era armato, a parte un grosso coltello sistemato in una guaina, rimise l'automatica nella cintura. L'uomo li guard con espressione impenetrabile: era bruno come la donna e aveva naso aquilino e zigomi alti. I capelli neri e lisci erano tagliati a forma di elmetto, elmetto tedesco; la camicia nera e i sudici pantaloncini marroni sembravano fatti di un tipo di cotone ruvido e resistente, gli stivali erano sporchi. Puzzava come se avesse sudato nei campi per tutto il giorno. Sembrava abbastanza vecchio per essere il padre della donna, e probabilmente lo era.
La donna offr due scodelle di stufato preso dalla pentola che ancora bolliva sul fuoco: non aveva nemmeno fame, perch avevano assaggiato le vivande della cantina, ma Two Hawks pens che sarebbe stato corretto accettare. Era possibile che questa gente credesse che offrire il cibo a uno straniero fosse un gesto di ospitalit e fiducia, come era anche possibile che credessero che un uomo che mangiava sotto il loro tetto fosse automaticamente intoccabile. E poteva anche essere vero il contrario. Uno straniero che accettava il loro pane non avrebbe infranto il tab facendo loro del male.
Spieg questo a O'Brien. Mentre parlava, vide l'espressione del contadino abbandonare la sua impenetrabilit : sembrava sorpreso e aggrott le sopracciglia come se pensasse che in quella lingua c'era qualcosa di familiare, anche se nel tradurla non ebbe maggiore successo di quanto ne avesse avuto Two Hawks con il loro linguaggio.
I due aviatori sedettero ad un tavolo a cinque gambe, di pino ben piallato ma non verniciato: la donna li serv , poi si diede da fare a lavorare in cucina, prelevando l'acqua da una pompa a mano sull'acquaio. Two Hawks prov una punta di nostalgia di casa quando vide questo, poich gli ricordava la pompa nella cucina della fattoria dei suoi genitori nella regione settentrionale dello Stato di New York, quando lui era bambino. L'uomo cominci a camminare avanti e indietro, parlando con la donna, poi si sedette con i due e cominci a mangiare da un'ampia ciotola: questa era di ceramica, con sopra dipinti alcuni simboli in blu, uno dei quali era simile alla maschera rotta che Two Hawks aveva visto in cantina.
Quando ebbero finito di mangiare, il contadino si alz in modo brusco e fece loro cenno di seguirlo. Uscirono da una porta a schermo girevole, con una rete per le zanzare fatta di fibre di cotone strettamente intrecciate: gli interstizi sembravano troppo larghi per servire allo scopo, ma i fili erano stati inzuppati d'olio. D'un tratto, Two Hawks riconobbe l'odore: era lo stesso olio con il quale la donna si era impomatata i capelli.
Anche se quello non era olio di girasole, scaten in lui una sequenza di pensieri: alcune delle donne pi anziane della Riserva vicino alla fattoria di suo padre avevano usato olio di semi sui capelli. La sua mente salt ad una conclusione che lui poteva solo rifiutare, perch era incredibile. Ma c'era anche il fatto innegabile che ora riconosceva la parlata dei due contadini come un tipo molto particolare di irochese: era ancora ampiamente inintelligibile, ma non era rumeno, n ungherese, n slavo, n indoeuropeo n ungro-altaico. Era un dialetto collegato alla lingua degli Onondaga, dei Seneca, dei Mohawk, e dei Cherokee, non solo nella fonologia, ma anche nella struttura.
Non disse nulla a O'Brien, ma segu in silenzio l'uomo e la ragazza attraverso il cortile ora buio. Oltrepassarono una baracca per i servizi e O'Brien fece una richiesta che Two Hawks cerc di riferire al contadino: l'uomo era impaziente, ma acconsent . Pochi minuti pi tardi, ripresero il cammino verso la stalla.
O'Brien si lament : - Siamo veramente tra selvaggi. Non hanno carta; ci sono un mucchio di stracci puliti e un recipiente per quelli sporchi. Probabilmente dopo li lavano. Perdiana, e pensare che abbiamo mangiato il cibo che lei ha cucinato: scommetto che non si lava nemmeno le mani!
Two Hawks si strinse nelle spalle: aveva questioni pi importanti a cui pensare che non le condizioni igieniche. L'uomo apr le porte della stalla ed essi entrarono.
Le due grandi porte si richiusero con uno scricchiolio di cardini di legno. Nell'oscurit , Two Hawks mise la mano sulla spalla di O'Brien e lo spinse leggermente per farlo spostare di qualche metro a sinistra: se il fattore aveva in mente di attaccarli di sorpresa, non avrebbe trovato le sue vittime dove le aveva viste l'ultima volta. Per circa trenta secondi, non ci fu alcun rumore. Two Hawks si accucci sul terreno, con O'Brien a fianco e, chiuse le dita intorno all'impugnatura della sua calibro trentadue, attese.
Poi il fattore si mosse sulla paglia del pavimento e si allontan da Two Hawks; lievi suoni metallici indussero Two Hawks a chiedersi se stessero tirando fuori da un posto nascosto dei coltelli, o forse delle armi. Improvvisamente si accese un fiammifero e lui vide il fattore avvicinare la fiamma allo stoppino di una lanterna: lo stoppino prese fuoco, il fattore regol il flusso dell'olio, e l'interno della stalla fu tagliato da luci ed ombre.
Il fattore, vedendoli accucciati per terra, sorrise brevemente, un sorriso che sembrava indicare pi approvazione che altro, e fece loro cenno di seguirlo. Si alzarono e andarono dietro al fattore e alla ragazza. Vicino al retro della stalla, da un recinto, grugn un maiale. Grandi occhi marroni li guardarono alla luce della lanterna da dietro sbarre di legno. Mucche e maiali e pecore, pens Two Hawks, ma niente cavalli: era possibile che i Tedeschi li avessero presi tutti? Forse avevano requisito tutti i cavalli di quel particolare fattore. Ma le fotografie fatte dagli aerei di ricognizione prima dell'incursione avevano mostrato la presenza di moltissimi cavalli nelle fattorie rumene. E poi c'era la breve visione di O'Brien della colonna sulla strada: macchine e carri tirati da buoi. Il fattore si ferm davanti ad una baracca costruita contro la parete esterna della stalla. Buss tre volte, attese parecchi secondi, buss ancora tre volte, poi, dopo un'altra attesa, batt altri tre colpi. La porta si spalanc , mostrando l'interno scuro della baracca. I due nativi entrarono, poi il fattore fece cenno agli Americani di seguirli: non appena i piloti furono dentro, la porta venne richiusa ed il fattore alz la fiamma della lanterna.
Nel capanno, c'erano stipate sei persone. L'odore di sudore secco e di olio rancido era forte. Quattro uomini, bruni, con lineamenti aquilini, vestiti di abiti di cotone pesante, erano accovacciati oppure appoggiati alla parete: tutti indossavano piccoli copricapi rotondi con un'unica piuma rossa che fuorusciva dalla cima di ognuno di essi; due erano armati di moschetti ad avancarica a canna lunga. Uno aveva una faretra di frecce fissata alla schiena con delle cinghie e un piccolo arco di corno ricurvo in mano, e gli altri due avevano lo stesso tipo di fucile a tamburo che prima portavano i soldati; tutti portavano lunghi coltelli in guaine appese alla cintura e nella cintola di uno era affondata l'impugnatura di un tomahawk.
- Ges ! - esclam O'Brien sottovoce. Forse l'esclamazione era dovuta al fatto che era in trappola, oppure alla stranezza e alla disparit delle armi, ma pi probabilmente, era sorpreso dalla sesta persona, una donna, che era vestita allo stesso modo degli altri, ma ovviamente non era una di loro. La sua pelle, dove non era sporca, era bianchissima e i capelli erano lunghi e biondo oro; aveva un viso grazioso, anche se dall'aria stanca, col naso camuso ed una spruzzata di leggere lentiggini. Gli occhi erano grandi e color blu scuro.
Two Hawks, stando in piedi vicino a lei, si accorse che doveva avere indossato quei vestiti per molto tempo. Puzzava, aveva le mani sporche e mezzelune di sudiciume nelle unghie. Tutti i componenti del gruppo avevano l'aria e l'aspetto dei fuggitivi, oppure di guerriglieri rimasti per molto tempo lontani dalla base.
Il capo era un uomo alto con guance incavate e infuocati occhi scuri; gli spessi capelli neri erano tagliati in modo da ricordare la forma di un elmetto tedesco e indossava pesanti stivali di pelle. La camicia era di pelle di daino e pendeva fuori dalla cintura. Sul dorso della mano c'erano tatuaggi con facce di mostri o demoni.
Parl a lungo con il fattore e con sua figlia, lanciando di tanto in tanto sguardi taglienti ai due americani. Two Hawks ascoltava ad orecchi tesi: ogni tanto riusciva a capire qualcosa in quel rapido scoppiettio di petardi. S , la fonologia gli era familiare, e lo erano anche una parola o una frase qua e l , ma non avrebbe mai capito nulla se non avesse avuto una conoscenza approfondita di tutte le lingue irochesi, inclusa quella cherokee. Una volta, il capo (si chiamava Dzikohses) si volt a parlare alla bionda: us un linguaggio completamente diverso, ma anche quello sembrava vagamente familiare a Two Hawks: era sicuro che appartenesse alla famiglia tedesca e che fosse scandinavo. Lo era davvero? Ora avrebbe potuto giurare che fosse un dialetto basso-tedesco.
Bruscamente Dzikohses concentr l'attenzione su O'Brien e Two Hawks, e, puntando loro addosso l'indice e indicando di tanto in tanto parti della loro uniforme, spar una domanda dopo l'altra. Two Hawks cap l'intonazione interrogativa, ma non comprese le domande stesse. Cerc di rispondere in onondaga, poi in Seneca, poi in cherokee, e Dzikohses lo ascolt con le sopracciglia sollevate e con espressione perplessa, a volte irritata. Pass allo stesso linguaggio che aveva usato con la donna, e, rendendosi conto che non veniva compreso, prov un'altra lingua, e prosegu i suoi tentativi in tre altre lingue prima che Two Hawks riuscisse a comprenderne qualche parola; il tentativo finale fu fatto in un tipo di greco. Sfortunatamente Two Hawks, anche se possedeva una buona conoscenza scritta del greco omerico ed attico, non era abile nel parlarlo, n questa conoscenza lo avrebbe aiutato molto, dato che il greco di Dzikohses sembrava solo lontanamente collegato a quello che Two Hawks conosceva.
- Che diavolo sta farfugliando? - borbott O'Brien.
- Chiedigli qualcosa in gaelico - sugger Two Hawks.
- impazzito? - rispose O'Brien, ma snocciol parecchie frasi.
Dzikohses aggrott le sopracciglia, poi lev in aria le braccia, come ad indicare che si sentiva completamente perso. Tuttavia Two Hawks era sicuro di una cosa: Dzikohses non era un contadino, perch un linguista della sua abilit doveva aver viaggiato molto oppure doveva aver ricevuto una buona educazione. E si comportava come un uomo abituato a comandare.
Dzikohses divenne impaziente ed impart parecchi ordini. Gli uomini controllarono le armi; la ragazza tir fuori un revolver da sotto la giacca di volpe aperta e ne esamin il caricatore. Dzikohses tese la mano per avere l'automatica di Two Hawks. Sorridendo, Two Hawks scosse la testa, poi, con lentezza, in modo da non prendere gli altri di sorpresa o da indurli a fraintendere le sue azioni, estrasse l'automatica dalla fondina, tir fuori il caricatore dei proiettili e poi lo reinser , accertandosi che ci fosse la sicura prima di rimettere l'arma nella fondina.
Gli altri spalancarono gli occhi ed esplosero in una serie di domande, ma Dzikohses ordin loro di star zitti. Il contadino spense la lampada e l'intero gruppo lasci il capanno: due minuti dopo, erano nella foresta. Il contadino e la figlia li salutarono sottovoce e poi tornarono verso casa sotto la luce della mezza luna.
--
CAPITOLO QUINTO
Per tutta la notte, il gruppo segu un sentiero che si allontanava dall'ombra degli alberi solo quando era necessario attraversare i campi per passare da un bosco all'altro. Non videro nulla che li turbasse e, poco prima dell'alba, si sistemarono per il giorno in una ampia cavit nelle profondit della foresta. In generale, si erano mossi verso nord-est.
Prima di cadere addormentato sotto un mucchio di foglie, O'Brien chiese a Two Hawks se stavano andando verso la Russia, e Two Hawks rispose che pensava di s .
- Questa gente non n russa n rumena - osserv O'Brien. - Quando ero bambino, a Chicago, vivevo in un quartiere nelle cui vicinanze c'erano dei Russi e dei Rumeni, quindi so che queste persone non parlano n l'una n l'altra lingua. Chi diavolo sono questi indigeni?
- Parlano qualche oscuro dialetto - rispose Two Hawks. Pens che ora non fosse il momento di stupire O'Brien esponendogli alcune delle sue riflessioni che lo avrebbero soltanto confuso; inoltre erano cos fantastiche che neanche lui stesso poteva prenderle seriamente in considerazione.
- Sa un'altra cosa strana? - aggiunse O'Brien, - l , dietro la casa del contadino, e in tutte le altre fattorie che abbiamo visto, non c'era un solo cavallo. Pensa che i Crucchi li abbiano presi tutti?
- Qualcuno lo ha fatto. Meglio mettersi a dormire. Domani sar una notte lunga e faticosa.
Fu anche una giornata lunga e faticosa: le grosse zanzare, che durante la notte avevano reso la loro vita un inferno, non se ne andarono con la luce del giorno. Quando non riusc pi a sopportarle, Two Hawks svegli Dzikohses, e, a segni, gli fece capire che ora avrebbe accettato l'offerta che prima aveva rifiutato. Prese la bottiglietta che Dzikohses gli porgeva e vers un liquido pallido che emanava l'odore pi spregevole e da voltastomaco che avesse mai avuto la sfortuna di annusare ma teneva lontane le zanzare. Se ne imbratt la faccia e il dorso delle mani, poi si rintan sotto le foglie per proteggere il resto della persona: sembrava che il pungiglione delle zanzare attraversasse persino i vestiti, ed ora capiva perch gli altri indossassero indumenti cos pesanti anche nel clima caldo dell'estate. La scelta era tra soffrire il caldo, che era sopportabile, oppure impazzire per le insopportabili pugnalate delle zanzare.
Anche se era protetto dagli insetti, non dorm pesantemente. A mezzogiorno, il bosco era diventato caldo, e, sia per il sudore, che lo ricopriva completamente, sia per il rumore degli uomini che si voltavano, facevano frusciare le foglie o evacuavano l vicino, si svegli spesso. Una volta apr gli occhi e scorse chino su di s il viso tagliente e gli occhi neri di Dzikohses. Two Hawks fece un sogghigno e si volt su un fianco: era impotente e poteva essere disarmato o ucciso in qualsiasi momento, ma fino ad allora, Dzikohses non aveva mostrato alcuna tendenza a trattarlo come un probabile nemico. Semplicemente, tutto ci che riguardava i due stranieri lo sorprendeva. Non pi di quanto ci che riguarda lui sorprenda me, pens Two Hawks, e scivol un'altra volta in un sonno interrotto.
Al crepuscolo, mangiarono carne di manzo disseccata e pane nero duro, e bevvero l'acqua delle borracce che erano state riempite in un ruscello l vicino; poi gli uomini si voltarono tutti verso est e presero dai loro zaini da approvvigionamento di pelle delle collane di perline e varie immagini intagliate nel legno. Si misero le collane di perline intorno al collo e cominciarono a scorrerle con la mano sinistra, mentre con la destra tenevano sospese sulla propria testa le immagini lignee. Le loro voci mormoravano qualcosa di simile a un canto, anche se non tutti i canti erano uguali. Two Hawks fu sorpreso dall'immagine che teneva l'uomo pi vicino a lui: era la testa di un mammouth, con la proboscide sollevata verso l'alto come se stesse emettendo un barrito, le lunghe zanne incurvate in su, gli occhi fatti di piccole gemme che risplendevano rosse.
Gli uomini stavano in piedi e guardavano verso est. La bionda era accovacciata, rivolta verso ovest: scorreva con la mano le perline, ma lo faceva con la destra, ed aveva preso dalla borsa un'asticella d'argento appuntita e l'aveva piantata nella terra davanti a s . Ora, guardando fissa l'immagine, muoveva le labbra, e Two Hawks riusciva a distinguere le parole del suo lento e misurato linguaggio solo avvicinandosi molto. Adesso sentiva una lingua che nessuno aveva usato prima: gli sembrava semitico, e avrebbe potuto giurare di aver udito pi di una volta parole simili all'ebraico Baal e Adoni . L'immagine argentea era la rappresentazione simbolica di un albero dal quale pendeva un uomo, con un cappio intorno al collo stretto da nove nodi.
Era tutto molto strano: O'Brien rabbrivid e imprec , si fece il segno della croce, e recit un rapido pater noster a voce molto bassa. Poi chiese: - Luogotenente, in mezzo a che razza di pagani siamo caduti?
- Vorrei saperlo - rispose Two Hawks. - Ad ogni modo, non preoccupiamoci della loro religione: se ci portano fino ad un territorio neutrale, o in Russia, avranno assolto il loro compito.
Le cerimonie durarono circa tre minuti, poi le perline e gli idoli (se erano idoli) furono messi via e si riprese la marcia. Non si fermarono fino a mezzanotte, quando due uomini sgusciarono nel villaggio a sole cento metri da loro per tornare dopo quindici minuti, con altre strisce di manzo disseccato, pane nero e sei bottiglie di un vino molto aspro. Tutti bevvero un sorso dalle bottiglie e ripresero quindi rapidamente a camminare. All'alba, quando si sistemarono per dormire, sentirono il lontano boato di un grosso cannone. Un po' pi tardi nel pomeriggio, Two Hawks fu svegliato da O'Brien: l'Irlandese punt il dito verso l'alto, attraverso un'apertura tra gli alberi, e Two Hawks vide una grande sagoma argentea a forma di salsiccia passare a circa cento metri sulle loro teste.
- Sicuro come la morte che somiglia a uno di quei dirigibili dei quali ho letto qualcosa quando ero bambino - osserv O'Brien. - Non sapevo che i Crucchi ne avessero ancora.
- Non ne hanno - replic Two Hawks.
- No? Come se lo spiega questo allora? Li usano i Russi?
- Forse gran parte del loro equipaggiamento antiquato.
Non credeva che quell'ordigno volante fosse russo o tedesco, tanto valeva impedire che O'Brien fosse preso dal panico ora. Una volta che avesse scoperto tutta la verit , naturalmente, O'Brien avrebbe dovuto affrontare l'inevitabile terrore, e Two Hawks sperava che riuscisse a controllarlo: stava gi avendo abbastanza problemi a dominare il suo panico personale.
Si sedette, sbadigli , si stiracchi , e finse un'indifferenza che non provava. La ragazza gli dormiva vicino, le labbra leggermente aperte. Nonostante lo sporco e il grasso contro le zanzare che aveva sul viso, appariva graziosa, come una bambina non ancora adolescente che si fosse sentita troppo stanca per lavarsi la faccia prima di andare a dormire. Ormai, ne conosceva il nome: Huskarle Ilmika Thorrsstein. Tuttavia, Huskarle era probabilmente un titolo, e corrispondeva a Lady. Gli altri la trattavano con grande rispetto.
Comunque, la ragazza non dorm a lungo, perch Dzikohses svegli tutti, cominciando a farli camminare anche di giorno: evidentemente, riteneva che fossero abbastanza distanti dal nemico per avventurarsi alla luce del sole. Da quel momento in poi incontrarono poche fattorie e il cammino divenne pi difficoltoso. Per diversi giorni, le colline seguitarono a diventare pi grandi e la foresta pi folta, poi si trovarono sulle montagne. Two Hawks consult la sua mappa: stando ad essa, non avrebbero ancora dovuto essere giunti sui Carpazi, eppure i monti erano l , e non c'era nessuna utilit nel negare la realt delle montagne. Inoltre, gli sembrava che fossero pi alte di quanto risultasse dalla mappa.
Esaurirono il manzo, il pane e il vino. Per un intero giorno, camminarono sui pendii pi bassi delle montagne senza cibo. Il giorno successivo, Ka'hnya, l'arciere, si ecliss nella foresta, mentre gli altri schiacciavano un pisolino dietro pini o betulle. L era pi freddo e le notti erano abbastanza rigide da giustificare i pesanti indumenti che indossavano, ma anche cos , le zanzare prosperavano durante il giorno e parte della notte. In qualche modo, esse riuscivano a individuare e a penetrare piccoli punti nell'uniforme di Two Hawks e O'Brien, che potevano sfuggire l'attacco solo seppellendosi sotto le foglie.
Due ore pi tardi, riapparve Ka'hnya. Era un uomo grosso, ma barcollava sotto il peso del cinghiale non ancora adulto che portava sulle spalle; sorrise in risposta alle congratulazioni e si ripos mentre gli altri si davano da fare a macellare quel maialino da latte gigante. Two Hawks li aiut , dato che nella fattoria di suo padre aveva fatto esperienza in faccende del genere. Comprese cos che Dzikohses probabilmente considerava la loro dislocazione abbastanza sicura da viaggiare di giorno, ma non era tanto fiducioso da desiderare di correre il rischio di usare un fucile; forse si erano portati dietro archi e frecce soltanto come misura di sicurezza per casi del genere, ma dal loro strano assortimento di armi, Two Hawks aveva l'impressione che questa gente fosse costretta ad usare qualsiasi cosa si trovasse a portata di mano. I due fucili a camera di caricamento girevole erano stati probabilmente rubati a nemici morti.
Subito dopo misero a cuocere il maiale su una serie di fuochi piccoli e relativamente privi di fumo. Two Hawks mangi con avidit e sent la forza rifluire in lui: la carne era dura e grassa e cotta solo a met , ma non fu un problema divorarla. Ilmika Thorrsstein, invece, sembrava che avesse uno stomaco delicato, perch rifiut la grossa porzione che le venne offerta. Quando la respinse, sorrise, ma quando volt il viso e pens che nessuno la vedesse, non riusc a reprimere una smorfia di disgusto. Poi, mentre guardava mangiare gli altri, sembr che cambiasse idea, o appetito, prese un libretto dalla borsa e cominci a sfogliarlo, e Two Hawks, guardando da dietro la sua spalla, vide quello che sembrava un calendario. Tuttavia non era contrassegnato da numerali arabi, ma da numerali derivati dall'alfabeto greco. Ce n'erano parecchi che somigliavano a simboli runici.
La ragazza domand qualcosa a Dzikohses, che si avvicin e indic il secondo quadrato in una fila di sette figure: cos , pens Two Hawks, avevano una settimana di sette giorni. Ilmika sorrise e parl ancora a Dzikohses, che le tese la stessa porzione che le aveva offerto prima e questa volta lei la mangi .
Two Hawks poteva soltanto dedurre da questo che il maiale era tab per lei, eccetto che in certi giorni della settimana.
- Sempre pi curioso - mormor .
- Che cosa? - domand O'Brien.
Two Hawks non rispose: cercare di spiegare l'intera faccenda avrebbe soltanto confuso e forse spaventato O'Brien, ed il sergente sembrava troppo felice al momento perch Two Hawks lo turbasse ulteriormente. Povero irlandese: non era abituato a escursioni a piedi cos lunghe e cos dure e a cos poco cibo, e quindi era stato pronto a sconvolgersi. Ma ora stava persino canticchiando. •
O'Brien si diede una pacca sullo stomaco, rutt ed annunci : - Uomo, mi sento benissimo! Se solo potessi dormire per una settimana sarei una persona nuova.
Dopo parecchi giorni, stavano ancora arrampicandosi sui pendii pi bassi delle montagne. Di tanto in tanto, salivano pi in alto per attraversare un passo, che li avrebbe di nuovo portati a discendere. Poi dovettero far fronte ad una situazione in cui furono costretti ad usare le armi da fuoco, rumore o non rumore. Avevano disceso una montagna fino ad una valle ampia circa dieci chilometri e lunga venti. Parte della valle era boscosa; il resto era costituito da una piana erbosa e da una palude. I gridi delle anitre si alzavano dalla palude, una volpe inseguiva una lepre a non pi di sei metri davanti a loro, ed un grosso orso marrone stava in cima ad una piccola collina; li guard per un po' prima di voltarsi e di discendere l'altro versante dell'altura. Il gruppo attravers una fascia d'alberi che divideva la valle in due, cominciando a percorrere l'ampia spianata, ed in quel momento, udirono un forte muggito alla loro destra: si voltarono di scatto, tenendo pronti i fucili, e videro un grosso toro trottare verso di loro.
O'Brien, in piedi vicino a Two Hawks, esclam : - Ges , che mostro!
Il toro superava in altezza le loro spalle di almeno due metri; era marrone, scuro e lucido, e l'estensione delle corna era di circa tre metri.
- Un uro! - grid Two Hawks, stringendo la propria arma con la strana sensazione che fosse l'unica cosa solida dell'universo. Non era tanto spaventato dalla grandezza della bestia, poich il gruppo disponeva di armi da fuoco sufficienti a buttare gi persino quella imponente creatura: ci che lo atterr fu il fatto di sentirsi come se fosse stato rigettato indietro, fino all'alba dell'umanit . Quello era il tipo di creatura che l'uomo primitivo aveva affrontato. Poi si rassicur , dicendosi che questa era anche una creatura che l'uomo aveva spazzato via dalla terra; inoltre, essa, o qualcosa di simile ad essa, non era cos antica, dopotutto. Era sopravvissuta, anche se non in una forma cos gigantesca, fino alla I Guerra Mondiale, nelle foreste della Germania e della Polonia.
L'uro mugg e trott verso di loro. Si ferm parecchie volte, sollev la testa e annus l'aria, gli occhi neri lampeggiavano alla luce del sole, ma non si capiva ancora se in essi brillasse l'assassinio premeditato o la curiosit . Cinquanta metri alle sue spalle, le teste munite di corna di parecchie mucche emergevano da dietro i cespugli. Ognuna di esse sembrava sufficientemente grande da badare a se stessa abbastanza bene, ma forse si erano tenute indietro per difendere i vitelli. Two Hawks non vide piccoli e si chiese dubbioso se quella fosse la stagione dei vitelli. Non aveva importanza se il toro stesse difendendo i vitelli o no: stavano minacciando il suo territorio, e lui era intenzionato ad assicurarsi che quella intrusione non si protraesse oltre.
Dzikohses ordin qualcosa agli uomini, poi si allontan da loro e url : il toro rallent , si ferm e gli lanci uno sguardo ardente. Dzikohses url di nuovo, e l'uro ruot su se stesso e corse via; Two Hawks cominci a respirare meglio. Poi, come guidato da un capriccio o come se avesse trovato una nuova pista che la fece voltare per fronteggiarli di nuovo, la bestia si ferm e ruot su se stessa. La grande testa si abbass , un pesante zoccolo percosse il terreno, e con un altro grande muggito, il toro si lanci alla carica contro di loro. La terra trem sotto l'impatto degli zoccoli, che portavano tre quintali o pi .
Dzikohses grid altri ordini: i suoi uomini si sparpagliarono in modo da poter sparare all'uro lateralmente e colpirlo nel corpo. Questa manovra non confuse l'uro che evidentemente aveva scelto i due Americani ed Ilmika come bersaglio. Prima, essi si trovavano al centro del gruppo, e quando gli altri si erano spostati verso sinistra e verso destra, erano rimasti nella stessa posizione di quando avevano visto il toro per la prima volta.
Two Hawks lanci uno sguardo ad O'Brien e ad Ilmika e vide che non accennavano a voler rompere la formazione ed a scappare. Ilmika impugnava il revolver, la canna poggiata sul braccio sinistro perch non tremasse; O'Brien non aveva armi, ma aveva preso posizione proprio a destra di Two Hawks, pronto a mettersi a correre.
- Io andr da una parte, lei dall'altra - propose l'Irlandese. - Forse non sapr a chi correre dietro.
Ormai i fucili ad avancarica e le carabine stavano facendo fuoco. Ka'hnya scocc una freccia che affond nel fianco destro della bestia, proprio dietro la spalla. Questo non la ferm e non la fece nemmeno barcollare: anche se vacill sotto l'impatto dei proiettili e della freccia, il toro continu a correre a velocit incontrollata. Ilmika cominci a sparare, apparentemente senza ottenere alcun effetto: se i suoi proiettili calibro 40 raggiunsero il toro, lo colpirono sulla spessa striscia ossea tra le corna oppure sfiorarono gli imponenti e forti muscoli del collo. Two Hawks le disse di smetterla di sprecare munizioni, ma lei non lo guard nemmeno, continuando a sparare con freddezza.
Poi un'altra freccia si piant nel toro, questa volta, per volont o per caso, nella zampa destra. L'animale cadde su un fianco, slitt sull'erba e la forza d'inerzia lo fece scivolare proprio fino ai piedi di Two Hawks. Questi abbass lo sguardo verso la grande testa e gli enormi occhi neri che lo fissavano con odio: le lunghe ciglia gli ricordavano una ragazza che aveva conosciuto a Siracusa (pi tardi, si chiese perch quel pensiero irrilevante gli fosse venuto in mente in una situazione cos pericolosa). Poi fece un passo avanti per piazzargli nell'occhio un proiettile della calibro 32. Gli altri uomini si avvicinarono e spararono al corpo. Esso si scosse sotto l'impatto ed ormai il sangue sprizzava da almeno una dozzina di ferite; tuttavia il toro era animato da una vitalit cos forte che cominci di nuovo ad alzarsi, e, nonostante la freccia che lo aveva azzoppato, riusc a sollevarsi sulle quattro zampe.
Two Hawks mise la bocca da fuoco dell'automatico a solo un paio di centimetri dall'occhio della bestia dovette sollevare la canna) e fece fuoco: l'occhio esplose e lasci una cavit vuota. Nel mezzo di un muggito, l'uro croll al suolo, tent di nuovo di alzarsi, poi cadde su un fianco, emise un debole muggito e mor .
Solo allora Two Hawks cominci a tremare: pens di essere sul punto si sentirsi male, ma il bisogno di vomitare svan a poco a poco e non lo costrinse a perdere la sua dignit .
Dzikohses si accert che il toro fosse morto tagliandogli la gola, quindi si rialz con il pugnale insanguinato e per il momento dimentic la bestia, scandagliando la valle con lo sguardo, preoccupato che il rumore dei fucili potesse condurre l una compagnia indesiderata. Two Hawks avrebbe voluto chiedergli chi si aspettava di trovare in un posto cos remoto, ma decise di non farlo: non solo non era sicuro che sarebbe stato capito, ma pens anche che era per lui forse un vantaggio se i catturatori credevano di poter parlare liberamente in sua presenza. In effetti, non sbagliavano di molto: lui comprendeva soltanto, all'incirca, la sedicesima parte di quello che dicevano, ma stava imparando.
Gli uomini tagliarono brandelli di carne dai fianchi e dalla groppa del toro. Ka'hnya cominci a tagliare a pezzi il corpo con l'intenzione di arrivare al cuore, ma Dzikohses lo ferm : i due discussero per un attimo, poi Ka'hnya, di malavoglia, obbed . Da quello che aveva capito della rapida conversazione, Two Hawks dedusse che Ka'hnya voleva il cuore per qualcosa di pi della sua carne: anche se non lo disse, era implicito che tutti avrebbero mangiato parte del cuore e in tal modo avrebbero ingerito il valore del toro. Dzikohses non ne volle sentir parlare: intendeva infatti attraversare la pianura e il bosco il pi rapidamente possibile.
Viaggiarono a trotto di lupo: cento passi di corsa veloce, e cento passi di marcia. Divorarono i chilometri, ma ad un caro prezzo. Quando arrivarono all'altra estremit della valle, dove cominciavano il bosco e la montagna, avevano il respiro pesante ed erano inzuppati di sudore. Dzikohses fu impietoso: cominci subito la scalata, e gli altri componenti del gruppo si guardarono l'un l'altro e si chiesero se valesse la pena di implorare un riposo o se avrebbero fatto meglio a risparmiare il fiato. Two Hawks sogghign : ormai aveva ripreso a respirare regolarmente e era deciso a dimostrare di essere un uomo altrettanto in gamba quanto Dzikohses.
Si erano inerpicati su per il pendio scosceso per non pi di cinquanta metri, e avevano percorso parte del cammino aggrappandosi ai cespugli e tirandosi su, quando nei paraggi si sent l'esplosione di un'arma da fuoco: Ka'hnya url , perse la presa e cadde all'indietro gi per la montagna. La testa si piant nella base di un cespuglio che ne ferm la caduta. Gli altri componenti del gruppo si gettarono a terra e si guardarono intorno, ma non videro nulla.
Poi un'arma latr di nuovo, e un proiettile fischi tra le foglie proprio sopra la testa di Two Hawks. Gli capit di guardare nella direzione dalla quale era venuto lo sparo e vide un uomo che si sporgeva per met da dietro una quercia. Non cerc di rispondere al fuoco, dato che quello che aveva sparato si era ritratto dietro l'albero, senza contare che, a cinquanta metri, l'automatica era troppo imprecisa: avrebbe fatto meglio a risparmiare i proiettili.
Dzikohses li chiam e cominci a strisciare verso le querce proprio sopra di lui ed alla sua sinistra, e gli altri lo seguirono. Parecchie volte, le armi esplosero colpi e i proiettili fischiarono sulle loro teste e si piantarono nel terreno l vicino; dal rumore, Two Hawks giudic che i nemici stessero usando fucili ad avancarica, e, se cos era, non potevano essere troppo precisi a quella distanza; Ka'hnya era stato colpito solo perch in quel momento era notevolmente esposto ed immobile. Two Hawks decise di tentare la fortuna prima che i nemici potessero avvicinarsi per sparare meglio: salt in piedi e corse a zig zag verso le querce. Da quella direzione non era arrivato nessuno sparo: o non c'erano nemici l , oppure stavano aspettando prima di aprire il fuoco. Se l'ultima ipotesi era vera, allora lui si stava suicidando, ma c'era un solo modo per scoprirlo.
Alle sue spalle e da entrambi i lati, si levarono spari e le armi esplosero di nuovo. Proiettili, o pallottole, incresparono l'aria intorno a lui, ma riusc a raggiungere la quercia senza essere colpito sebbene la maggior parte dei colpi arrivasse quasi a sfiorarlo. Aspett , scrutando il bosco per vedere se qualcuno gli si stava avvicinando strisciando, poi ud un tonfo sordo di piedi sul terreno, e Dzikohses vol nell'aria e atterr al suo fianco. Two Hawks gli indic i grandi rami sulle loro teste: Dzikohses sorrise, tese il fucile a Two Hawks e cominci ad arrampicarsi. Sui rami pi bassi, allung la mano e riprese l'arma, poi ricominci a salire. Two Hawks lo segu e si ferm proprio sotto Dzikohses. Questi rest in silenzio per un minuto, poi emise un'esclamazione soddisfatta: mir con cura, fece fuoco, e un uomo cadde da dietro un albero. Un momento pi tardi spar di nuovo. Questa volta, un uomo cominci a urlare, ed un terzo lasci il riparo di un cespuglio per correre, piegato in due, in aiuto del ferito. Skehnaske', che probabilmente era chiamato Volpe per via dei suoi folti capelli rossicci, fece fuoco e l'uomo che stava correndo si volt di scatto e cadde al suolo. Fece l'errore di cercare di rialzarsi: questa volta tutto il gruppo spar e lui fu rigettato indietro dalla forza di parecchi proiettili.
Ci fu silenzio per un po'. Two Hawks vide alcuni uomini passare da un albero all'altro, in apparenza per incontrarsi dietro una quercia particolarmente grande, con ogni probabilit per consultarsi, pens . Dzikohses non cerc di sparare contro di loro: stava aspettando finch non avesse individuato qualcuno immobile ed esposto.
Chiam gli altri, e, uno per uno, essi si alzarono e corsero verso la quercia seguendo un percorso irregolare. La loro fuga non provoc spari. Dal ramo, Dzikohses dava ordini ai suoi uomini e anche ad Huskarle Ilmika. Si sparpagliarono ad entrambi i lati della quercia e cominciarono ad aprirsi la strada all'indietro verso la montagna, mentre Dzikohses rimaneva sulla quercia per indirizzare spari occasionali verso l'albero che riparava il nemico. Two Hawks segu Skehnaske', ed O'Brien and con gli uomini a sinistra. Per un po', Ilmika rimase con Skehnaske' e Two Hawks, poi strisci via per conto suo.
Improvvisamente una raffica di spari si sprigion dall'albero che riparava il nemico. Dzikohses rispose, facendo fuoco il pi rapidamente possibile. Two Hawks ipotizz che i nemici avessero abbandonato la quercia e si stessero spargendo nella boscaglia per preparare un agguato. Pens a quanto sarebbe stato ironico se lui fosse stato ucciso in quella piccola schermaglia in una valle isolata, senza sapere per chi stava combattendo. Se per questo, non sapeva con certezza neanche contro chi stesse combattendo, o perch .
La voce di Ilmika url alla loro destra, seguita da tre spari: due venivano da un fucile ad avancarica, uno da un revolver. Skehnaske' e Two Hawks andarono verso il punto dal quale erano arrivati gli spari, ma avanzarono con cautela, approfittando di ogni copertura e fermandosi per perlustrare la zona: quasi subito, si imbatterono in un uomo morto, steso sulla schiena, con lo sguardo rivolto verso l'alto, la gola lacerata da un buco e del sangue sulla gola e sul torace. Aveva un fazzoletto rosso intorno alla testa, agli orecchi portava grandi anelli rotondi d'argento e indossava una camicia a maniche lunghe che una volta era stata bianca. Una sciarpa color porpora era avvolta intorno alla vita e in essa erano sistemati una pistola a retrocarica a un solo colpo e un pugnale lungo e sottile. I pantaloni erano rigonfi e lunghi fino al ginocchio, e le calze di lana grezza erano nere con la feletta scarlatta. Le scarpe erano di pelle nera lucida, con grosse fibbie d'argento.
La pelle del morto era scura come quella di un Ind , e l'uomo somigliava ad uno zingaro pi che a qualunque altra cosa.
I due si separarono e ripresero la loro minuziosa ricerca. Anche se non c'erano segni di lotta. Two Hawks dedusse che i compagni del morto avevano preso prigioniera Ilmika. Un minuto pi tardi, videro il bagliore di una camicia bianca e poi Ilmika, con le mani legate dietro la schiena, che veniva spinta avanti da uno dei suoi catturatori. L'altro, che imbracciava una carabina a sei colpi, era alcuni passi pi indietro e badava che non li seguissero.
Two Hawks aspett finch non sparirono dietro un'altura, e poi strisciando l'aggir per accertarsi di non cadere in un'imboscata. Ud deboli grida, il suono di uno schiaffo e il basso mormorio di uomini.
Qualcosa lampeggi alla sua destra. Si appiatt a terra, aspett e alz cautamente la testa: vide Skehnaske' che gli faceva dei segni e rispose a cenni, poi l'uomo dai capelli rossi strisci fuori vista e Two Hawks avanz contorcendosi come un serpente verso i suoi bersagli, perdendoli di vista per un minuto, mentre percorreva una stretta cavit formata nel fango dall'acqua piovana. Dal fucile di Skehnaske' part un colpo; Two Hawks sollev la testa e vide la guardia che barcollava all'indietro, ma che continuava ad imbracciare il fucile. Two Hawks balz in piedi e gli spar da una distanza di venti metri, quindi cominci a correre in avanti, solo per gettarsi dietro un cespuglio mentre il secondo uomo si alzava brevemente in piedi. Il nemico spar a Two Hawks con una carabina, e il proiettile si piant nel fango con un suono sordo a soli due centimetri dalla sua faccia: Two Hawks rotol verso un cespuglio pi grande.
Skehnaske' continu a sparare e il nemico non tir pi fuori la testa. Skehnaske' stava gridando qualcosa a Two Hawks che non cap le sue parole, ma, ne afferr il significato: salt allora in piedi e si precipit verso la collinetta, mentre Skehnaske' riprendeva il fuoco di copertura. Cerc di fare meno rumore possibile, ma l'uomo doveva aver udito lo scalpiccio delle scarpe nel fango. Apparve la testa, cinta di un fazzoletto nero, e poi la canna del fucile. Two Hawks poteva vederlo, ma Skehnaske' no. Tuttavia, quello aveva paura di sollevare troppo in alto la testa, ed era questo che rendeva i suoi spari difficoltosi. Lo manc con il primo proiettile, ruot la canna per correggere la mira e fece fuoco di nuovo.
Two Hawks ud il proiettile oltrepassarlo sibilando. Non fu sorpreso di non essere stato colpito, perch aveva visto il piede di Ilmika sferrare un calcio e colpire violentemente l'uomo alle costole. L'uomo si paralizz per un attimo, incapace di decidere se sparare a Two Hawks o uccidere Ilmika. Two Hawks si ferm e spar due volte ed entrambe le pallottole colpirono l'uomo: una gli penetr nella tempia destra, l'altra lo colp in qualche altro punto del corpo. L'uomo cadde e sembr rattrappirsi come un pallone aerostatico punto da uno spillo.
Ilmika piangeva e parlava in tono isterico mentre Two Hawks le slegava le mani. Tornarono al gruppo, che si era liberato degli altri. Alcuni dei nemici erano fuggiti; due erano morti ed uno era stato preso vivo con un proiettile nella coscia sinistra e un altro nella spalla destra. Era accovacciato per terra, con gli occhi annebbiati dal dolore.
Dzikohses gli fece alcune domande; l'uomo gli sput addosso. Dzikohses appoggi la bocca da fuoco della carabina alla tempia dell'uomo e ripet la domanda. Di nuovo, l'uomo sput . Dalla carabina part un colpo: con la testa mezzo divelta, l'uomo si accasci al suolo.
Skehnaske' port un altro prigioniero ferito. Dzikohses era sul punto di sparare anche a lui, poi scambi idea. Il prigioniero fu spogliato dei suoi indumenti, le mani gli furono legate sulla schiena e le caviglie furono unite strettamente, quindi venne sollevato e appeso ad un ramo, a testa in gi , con una corda, finch la testa non si trov ad alcuni metri da terra. Dzikohses prese allora il pugnale lungo e sottile del prigioniero e gli tagli entrambi gli orecchi: l'uomo svenne, ed il gruppo lo lasci appeso l . Qualche tempo dopo, lo sentirono urlare, poi torn il silenzio: doveva aver perso i sensi ancora una volta. Lo sentirono urlare ancora, proprio mentre stavano oltrepassando un costone della montagna, dopo di che, non lo sentirono pi .
O'Brien e Two Hawks erano entrambi pallidi, ma non per lo sforzo. O'Brien mormor : - Maria ci salvi! Questi indigeni giocano duro!
Two Hawks stava osservando Lady Ilmika Thorrsstein: sembrava che si fosse ripresa completamente. In effetti, l'incidente dell'uomo torturato le aveva restituito il colorito, e, in apparenza, quella punizione l'aveva divertita. Lui rabbrivid : di sicuro, gli zingari, o qualunque cosa fossero, avrebbero fatto lo stesso, o peggio, a loro, se avessero vinto, eppure lui non avrebbe mai potuto vendicarsi in un modo simile. Non avrebbe avuto esitazione a sparare a qualcuno a sangue freddo, ma questo! No, poteva darsi che fosse un Indiano Irochese, ma era troppo civilizzato.
Dopo di allora, si accorse che la bionda non lo teneva pi alla larga come prima: gli era grata perch l'aveva salvata, anche se il merito era solo in parte suo, parlava con lui ogni volta che ne avevano la possibilit e cominci a insegnargli la sua lingua. Ora, anche se voleva imparare il suo linguaggio, era lui che si sentiva bloccato, e pass molto tempo prima che potesse dimenticare l'espressione del viso di lei mentre guardava Dzikohses tagliare gli orecchi al prigioniero.
--
CAPITOLO SESTO
Due settimane pi tardi, discesero dalla montagna: si trovavano ora in un territorio piatto e in mezzo a fattorie; ed erano anche vicini al nemico, i Perkunishani, come li chiamava Ilmika. Ripresero a viaggiare di notte, e, quarantotto ore dopo, si rifugiarono durante il giorno in una grande casa che era stata teatro di una schermaglia: sei corpi giacevano in varie posizioni e distanze dalla casa, e ce n'erano anche di pi all'interno. I guerriglieri avevano preso la casa, ma erano morti tutti in un combattimento corpo a corpo con i soldati perkunishani che la controllavano: non c'era rimasto nessuno a seppellire i morti, e adesso era gi tardi per metterli sotto terra. I componenti del gruppo trascinarono i cadaveri fino ad un boschetto di olmi l vicino e li collocarono in fosse poco profonde. I fucili ad avancarica furono abbandonati per quelli pi moderni a sei colpi.
Two Hawks si chiese perch Dzikohses non avesse scelto un luogo pi nascosto per il loro riposo. Lo ascolt parlare con alcuni dei suoi uomini (ormai capiva almeno per met il loro linguaggio) e decise che quello doveva essere il posto fissato per un appuntamento. Gli esploratori tornarono a riferire che non c'erano nemici nelle vicinanze, tuttavia un cannone tuon a qualche chilometro di distanza.
Two Hawks esamin la grande stanza, che doveva essere stata lo studio del proprietario della casa: c'erano libri sugli scaffali e sul pavimento, alcuni distrutti da una bomba ed un grosso mappamondo della Terra giaceva sul pavimento, vicino al tavolo dal quale era stato scagliato via dall'esplosione. Lo rimise diritto sul tavolo, e, col cuore che gli batteva forte, verific i suoi sospetti e chiar alcuni misteri.
Quello che vide non era del tutto inaspettato: aveva indovinato parte della verit . Aveva avuto tutte le prove di cui aveva bisogno per sapere che non poteva trovarsi nel suo universo, ed all'inizio, aveva pensato che forse era stato trasferito in qualche modo in un'altra zona della sua Terra, ma era troppo istruito per insistere in questa teoria. Dopo aver visto i soldati stranamente abbigliati attraverso il foro nella cantina del contadino, aveva capito che quella non era la sua Terra: era forse stato deviato, in qualche maniera inspiegabile, verso un altro pianeta del suo universo? Era molto improbabile, anzi, era, o cos gli sembrava, impossibile: qualsiasi ciclo evolutivo avesse avuto luogo in quei non-terrestri, non sarebbe stato esattamente lo stesso che si era verificato sulla Terra per tutte le creature, n i continenti avrebbero avuto la stessa forma o forma simile. Inoltre, le lingue che aveva udito erano troppo somiglianti ad alcune della sua Terra. No, era impossibile. Eppure su quel mappamondo c'erano lettere che erano greche, almeno per la maggior parte, ed i nomi dovevano essere Hotinohsonih. Presumerlo era ragionevole.
L sul mappamondo c'erano Eurasia, Africa e Australia, e la loro forma non corrispondeva del tutto a quella che gli era familiare; inoltre, le linee della latitudine indicavano che le tre masse di terraferma erano circa quattrocento miglia pi a sud che non sulle mappe che conosceva lui.
Ci era abbastanza alieno, ma quello che lo turb di pi fu l'India.
Aveva la stessa forma triangolare.
Per era separata dal continente asiatico da circa 800 miglia di mare.
A sud-ovest di essa c'era Ceylon, che non era pi un'isola ma era collegata all'India da una sottile striscia di terra.
- Mio Dio! - mormor - La sua teoria era giusta, dopotutto! Una cosa come la deriva dei continenti