Farmer, Philip
Two Hawks from Earth

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   Roger Two Hawks credeva d'avercela fatta quando si era lanciato fuori dal suo bombardiere in fiamme. L'aeroplano aveva tremato paurosamente appena prima del suo salto nel vuoto, ma niente avrebbe potuto preparare Roger a ci che stava per trovare a terra: uomini vestiti di rozze pelli che combattevano con coltelli e archi e frecce e parlavano una lingua diversa da tutte quelle che lui aveva mai sentito. La Guerra, la Grande Guerra - e con essa tutto il mondo che Roger Two Hawks conosceva - era scomparsa, svanita nel nulla, ed era stata rimpiazzata da una selvaggia lotta per il controllo di una Terra parallela i cui continenti erano molto simili a quelli del globo a lui noto eppure stranamente differenti, ma soprattutto una Terra dalla cultura terribilmente primitiva dove sopravvivere diventava il primo imperativo e un'impresa tutt'altro che scontata. E se le sue conoscenze scientifiche e tecnologiche facevano di Roger una preda di inestimabile valore per i suoi catturatori - troppo importante perch potessero lasciarlo libero- certo lo rendevano anche terribilmente pericoloso per la fazione nemica ... troppo pericoloso perch lo potessero lasciar vivere!
   Copertina di Boris Vallejo

PHILIP J. FARMER

ROGER
TWO HAWKS

Editrice Nord

   COSMO collana di fantascienza. Volume n. 156, maggio 1985
   Pubblicazione periodica registrata al Tribunale di Milano in data 5/2/1973 n. 27
   Direttore responsabile: Gianfranco Viviani
   Titolo originale
   TWO HAWKS FROM EARTH
   Traduzione di Nicoletta Vallorani
   Copertina di Boris, tratta dall'edizione originale Ace Book (1980)
   No 1979 by Philip Jos Farmer
   No 1985 per l'edizione italiana by Editrice Nord, via Rubens 25, 20148 Milano
   Stampato dalla litografia Agel, Rescaldina (Milano)
  -- PRESENTAZIONE
   L'idea dei mondi paralleli, o pi precisamente di una Terra alternata che l'immagine di quello che sarebbe potuto diventare il nostro pianeta in conseguenza di ipotetiche alterazioni della storia, ha sempre affascinato molto gli scrittori di fantascienza. Il viaggio tra gli universi paralleli e le porte tra i mondi ad esempio erano gi presenti nel classico The Blind Spot (1921) di Homer Eon Flint e Austin Hall, ma fu Murray Leinster che rese popolare questo concetto con il suo Sidewise in Time (1934), dove un incidente temporale causa la contemporanea coesistenza in diverse aree geografiche della superficie terrestre di differenti periodi della storia e di diversi sentieri paralleli. questo racconto che esprime per la prima volta compiutamente i fondamenti logici e metafisici dei bivi nel tempo: a ogni bivio della storia si creerebbe tutta una serie di alternative e di mondi che incarnano ogni possibile decisione che avrebbe potuto essere presa... Per Leinster il tempo una serie di linee che si ramificano e si intersecano; in corrispondenza di certi suoi punti si mescolano avvenimenti del passato, del presente e del futuro, e anche di linee temporali che per noi non sono mai esistite.
   Partendo da queste premesse gli autori di quel periodo svilupparono il concetto dei mondi paralleli, utilizzandone le numerose implicazioni e mescolandolo a quello dei viaggi nel tempo. Jack Williamson, nel suo celeberrimo The Legion of Time (1938), concep una storia di mondi in perpetua lotta fra loro: un romanzo che non trattava di passati o presenti alternati ma di futuri alternati in guerra per la loro stessa esistenza che cercavano di difendere le linee temporali e di controllare gli eventi cruciali che avevano prodotto tali mondi e causato la loro esistenza reale.
   Un altro grande autore di sf che riprese questo tema fu Fritz Leiber nel suo complesso Destiny Times Three (1945), un ottimo romanzo d'azione che descriveva una vera e propria battaglia tra mondi alternati esistenti in parallelo, mentre in tempi recenti ricordiamo l'originalissimo La caduta di Chronopolis (1974) di Barrington J. Bayley, che presenta un Impero futuro che si sforza di mantenere intatta la sua realt contro la minaccia di versioni alternate che gli sono avversarie.
   Lyon Sprague De Camp invece aveva esplorato, negli anni quaranta, tutta una serie di possibili sviluppi del genere: un viaggio nel tempo improvviso e imprevisto porta il protagonista di Abisso del passato (1939) nell'antica Roma imperiale e gli offre l'opportunit di rimodellare la storia e di evitare cos l'oscura decadenza del Medioevo, mentre The Wheels of If (1940) descrive un'America contemporanea alternativa derivata dalla colonizzazione fatta dagli scandinavi nel decimo secolo dopo Cristo.
   Uno dei passi pi importanti nell'evoluzione di questo interessante sottogenere lo comp il compianto H. Beam Piper negli anni cinquanta con il suo ciclo della polizia paratemporale. In questa serie Piper unisce tra loro la ramificazione delle linee temporali immaginata da Leinster in Bivi nel tempo, la polizia del tempo creata da Williamson in The Legion of Time, e i passaggi da un universo all'altro di The Blind Spot di Hall e Flint. Nella piacevole serie di Piper le varie terre esistenti fianco a fianco hanno diverso grado di civilt e la polizia para-temporale vigila affinch gli uomini delle Terre pi evolute non si servano delle loro armi per conquistare le linee temporali pi arretrate.
   Sulla falsariga di questo ciclo abbiamo poi la serie di Poul Anderson della pattuglia temporale (time patrol) raccolta nel classico volume Guardians of Time (1960) e quella di Times without Number (1962) di John Brunner.
   Tra le storie pi celebri e belle incentrate su un mondo alternato diverso dal nostro ricordiamo invece Bring the Jubilee (1953) di Ward Moore, in cui la guerra civile degli Stati Uniti stata vinta dal Sud, il magnifico La svastica sul sole (1962) di Philip Kindred Dick, splendida esposizione di un presente dove il Terzo Reich ha vinto la Seconda Guerra Mondiale e l'America vive sotto la dominazione dei nazisti e dei giapponesi, e il divertente Tunnel negli abissi (1972) di Harry Harrison, che descrive un mondo in cui gli Stati Uniti non si sono mai ribellati alla madrepatria inglese (o meglio la ribellione morta sul nascere e George Washington viene considerato uno dei massimi traditori della storia). Ancora da citare rimane Pavane (1968) di Keith Roberts, cupa e affascinante visione di un'Inghilterra tuttora dominata dal Cattolicesimo e l'ottimo ciclo avventuroso dei mondi dell'impero di Keith Laumer, che ci mostra tutta un'incredibile serie di Terre parallele, mondi sfarzosi e terre desolate distrutte dall'olocausto atomico, mondi in cui Napoleone non perse affatto a Waterloo ma port l'Europa unita sotto il suo dominio, mondi in cui i Plantageneti non si sono estinti lasciando il posto ai Tudor, mondi dominati infine da discendenti dei pitecantropi e di brutali uomini-scimmia.
   In questo Roger Two Hawks il Terrestre (riscrittura di un romanzo del 1966 intitolato The Gate of Time) Philip Jos Farmer riprende anche lui questo tema e impegna tutta la sua eccezionale abilit narrativa e descrittiva nella stesura di una serie di avvincenti avventure su una Terra parallela dove le Americhe (il continente americano, cio) sono rimaste sempre sommerse dalle acque (o forse non sono mai emerse). Le conseguenze di questo fatto sono ovviamente enormi: Farmer immagina che gli antenati degli Amerindi (che nel nostro mondo emigrarono nelle Americhe nel lontano passato), non avendo a disposizione il passaggio su un continente ad est, si spostarono verso l'interno e divennero quindi una forza che si contrappose a tutte le potenze del Vecchio Mondo, cio dell'Asia e dell'Europa.
   Potete ben immaginare quali sviluppi e quali incredibili vicende un autore come Philip Jos Farmer possa creare a partire da queste premesse: un mondo totalmente diverso dal nostro come geografia, usi, costumi, lingue, razze, un mondo pieno di avventura e di fascino che, ne siamo certi, rimarr indelebilmente impresso nella fantasia dei nostri lettori.

Sandro Pergameno

  -- CAPITOLO PRIMO
   Un anno dopo la fine della guerra, il mio editore mi mand a Stavanger, in Norvegia, per intervistare Roger Two Hawks. Avevo piena autorit di negoziare un contratto con lui. I termini erano molto favorevoli, specie se si considera la mancanza di strutture tipografiche e di distribuzione di quel periodo postbellico. Avevo chiesto io quell'incarico, dato che avevo sentito parlare cos tanto di Roger Two Hawks. Le storie erano, per la maggior parte, incredibili e persino contraddittorie, eppure i miei informatori giuravano che le loro testimonianze erano vere.
   La mia curiosit era cos acuta che, se l'editore mi avesse negato l'incarico, sarei andato in Norvegia per conto mio, e questo in un periodo in cui, nel mio campo, non era facile trovare un impiego. L'obiettivo principale era quello di ricostruire la nostra civilt distrutta; l'abilit artigianale nei lavori in acciaio e in muratura era molto pi richiesta della destrezza con la penna.
   Tuttavia, la gente comprava ancora i libri, e l'interesse per Roger Two Hawks, il misterioso straniero, era diffuso in tutto il mondo: tutti avevano sentito parlare di lui, ma quelli che lo avevano conosciuto bene erano morti o scomparsi.
   Prenotai un posto su un battello a vapore che impieg cinque giorni per arrivare a Stavanger. Dato che era sera avanzata, non aspettai nemmeno di informare del mio arrivo l'albergo, e chiesi invece indicazioni, nel mio abominevole norvegese, per arrivare all'hotel in cui sapevo che era alloggiato Roger Two Hawks. Avevo tentato di prenotare una camera l, ma senza riuscirci.
   Dato che il carburante era ancora razionato, il prezzo del taxi fu altissimo. Percorremmo molte strade buie, con lampioni a gas spenti. Ma la facciata dell'albergo era vivacemente illuminata, e l'anticamera era affollata di ospiti allegri e chiassosi, ancora felici di essere usciti vivi dalla guerra.
   Chiesi all'impiegato della ricezione il numero della camera di Two Hawks, e lui mi disse che si trovava nella sala da ballo e che stava partecipando ad una grande festa offerta dal sindaco di Stavanger.
   Individuare Roger Two Hawks non fu un problema, per me, dato che lo avevo visto in molte fotografie: era in un angolo della stanza, circondato da uomini e donne. Mi feci strada fra loro e mi trovai subito al suo fianco. Era alto circa un metro e ottantacinque, aveva una buona muscolatura e bei lineamenti, anche se piuttosto aquilini; i capelli perfettamente lisci erano neri, la pelle scura e gli occhi grandi e color nocciola scuro.
   Aveva in mano un bicchiere pieno di una bevanda nordica e chiacchierava; i suoi frequenti sorrisi mettevano in mostra denti bianchissimi. Parlava correntemente la lingua locale, anche se con un pesante accento e occasionali errori di grammatica. Al suo fianco, c'era una splendida bionda: riconobbi subito anche lei dalle fotografie. Era sua moglie.
   Durante una breve pausa nella conversazione, colsi l'occasione per presentarmi. Naturalmente, sapeva gi di me e della mia visita, perch sia io che il mio editore gli avevamo scritto. La sua voce era baritonale, ricca e profonda; era molto gradevole e al tempo stesso, ispirava fiducia.
   Mi chiese com'era andato il viaggio e io gli risposi che era stato lungo. Sorrise e comment: - Cominciavo a pensare che il suo editore avesse cambiato idea e che alla fine lei non venisse pi. Evidentemente, sulla sua nave non funzionava neanche la radio.
   - Non funzionava nulla - replicai. - Durante la guerra, usavano il vascello per la navigazione costiera, ed stato bombardato almeno quattro volte. Alcune riparazioni erano piuttosto frettolose e fatte con materiali scadenti.
   - Lascer la Norvegia tra due giorni - disse bruscamente. - Questo significa che posso dedicarle circa un giorno e mezzo. Devo raccontarle la storia e dipende da lei afferrarne bene il significato. Com' la sua memoria?
   - Fotografica - risposi. - Molto bene, ma questo significa che nessuno di noi dormir gran ch. Sono stanco, ma mi piacerebbe cominciare prima possibile. Dunque...?
   - Immediatamente. Dir a mia moglie che saliamo in camera e impiegher un minuto per dare spiegazioni al mio ospite.
   Cinque minuti pi tardi eravamo nella sua stanza. Prepar una grossa cuccuma di caff, mentre io tiravo fuori il contratto, la penna e il blocco per le annotazioni. Poi lui disse: - Davvero non so perch lo faccio. Forse vorrei... be', non importa. Il punto che ho bisogno di denaro e questo libro sembra il modo pi semplice per ottenerlo. Tuttavia, possibile che io non torni indietro ad incassare i diritti d'autore: tutto dipende da quello che succeder alla fine del mio viaggio.
   Inarcai le sopracciglia, ma non feci osservazioni. Con uno dei movimenti rapidi, ma fluidi, che gli erano caratteristici, lui si allontan dal mio fianco e attravers la stanza verso un ampio tavolo, su cui c'era un mappamondo, un modello prebellico che non riportava il cambiamento di confini verificatosi durante l'anno precedente.
   - Venga qui un momento - disse. - Voglio mostrarle dove comincia la mia storia.
   Mi alzai e mi portai al suo fianco: lui fece ruotare lentamente il mappamondo, poi lo ferm, e con la punta di una matita, indic una macchiolina sulla terraferma un po' a sinistra della costa centro-occidentale del Mar Nero.
   - Ploesti, Romania. Comincer da qui. Potrei iniziare da molto pi indietro, ma per farlo impiegheremmo del tempo che non abbiamo. Se deve pormi qualche domanda a proposito della mia storia prima di allora, la inserir nella discussione quando ne avr l'occasione. Tuttavia, ho un manoscritto che racconta la mia vita, prima della missione contro i campi petroliferi di Ploesti.
   - Ploesti, Romania - dissi.
   - Ploesti, il grande cuore produttore e raffinatore di petrolio del nuovo impero tedesco: l'obiettivo della 9a Air Force, che aveva la base in Cirenaica, Nord-Africa. Ci vollero anni di guerra prima che gli americani potessero sferrare un attacco contro il nucleo vitale dei trasporti e dell'efficienza militare tedesca. Stracarichi di bombe, munizioni e carburante, 175 bombardieri quadrimotori decollarono per distruggere i serbatoi petroliferi e le raffinerie di Ploesti. Non sapevamo che essa veniva chiamata la Festung Ploesti, la Fortezza Ploesti, e che la pi grande concentrazione di armi antiaeree in Europa circondava quella citt. Non che l'averlo saputo prima avrebbe fatto molta differenza, eccetto, forse, che non saremmo stati cos sorpresi quando lo scoprimmo.
   - Ero primo pilota dell'Hiawatha; il mio copilota era Jim Andrews. Veniva da Birmingham, Alabama, eppure il fatto che io fossi in parte un Indiano Irochese non sembrava dargli fastidio. Eravamo ottimi amici.
   Si interruppe, poi sorrise e disse: - A proposito, lei sta guardando l'Irochese Completo: ho antenati in ogni trib irochese esistente, inclusi bisnonni appartenenti alle trib Cherokee di lingua irochese, ma mio padre era in parte islandese e mia madre in parte scozzese.
   Scrollai le spalle e chiesi, per spiegare il mio sguardo vuoto: - Posso aspettarmi di trovare qualche chiarimento di questo fatto nel manoscritto del quale mi ha parlato?
   - S, certo. Comunque...
  -- CAPITOLO SECONDO
   Il comandante di missione del gruppo aveva sbagliato la virata a Targoviste: invece di puntare su Ploesti, il Circus stava andando verso Bucarest. Il Primo Luogotenente Two Hawks si accorse dell'errore e, come qualche altro pilota, disobbed agli ordini rompendo il silenzio radio, ma il comandante di missione non diede risposta e continu a muoversi ostinatamente lungo il percorso sbagliato. Poi, lontano, sulla sinistra, Two Hawks vide una colonna di fumo nella foschia e seppe che doveva provenire dalle raffinerie in fiamme: altri gruppi erano arrivati alla destinazione giusta e avevano sganciato le bombe.
   Two Hawks guard il bombardiere di testa e si chiese se anche il Colonnello avesse notato il fumo rivelatore. All'improvviso, l'aereo in testa esegu una virata ad angolo retto e punt verso il fumo. Two Hawks, con gli altri, volt il suo apparecchio eseguendo una manovra di una precisione tale che la formazione fu strettamente mantenuta come prima; l'Hiawatha, con i motori sotto sforzo per raggiungere la velocit di quattrocento chilometri all'ora, saett a soli quindici metri da terra: sezioni di alto frumento verde, di trifoglio e covoni di grano in stoppie luminose gli sfrecciarono sotto. Sopra il gruppo, fuori dal fumo, si libravano i cavi e i corpi elefantiaci dei palloni di sbarramento. Alcuni si stavano sollevando da terra e quelli ad elevata altitudine venivano tirati gi per contrastare l'attacco a bassa quota.
   Two Hawks si sent sgomento, anche se non disse nulla ad Andrews: gli aerei venivano dalla direzione sbagliata, e cos tutte le settimane di preparazione intensiva per l'identificazione dei bersagli erano state sprecate, perch avvicinarsi da quella angolazione avrebbe reso ogni cosa irriconoscibile.
   La strada per Ploesti era lunga quaranta chilometri e ci vollero cinque minuti per coprirla; molto prima che la meta fosse raggiunta, i tedeschi fecero scattare la trappola: i lati dei mucchi di fieno esplosero per rivelare fucili da 20 e 37 mm, le pareti dei vagoni merci sul binario di raccordo caddero e i cannoni da 37 mm che vi erano stati nascosti in precedenza cominciarono a lampeggiare. I campi stessi rivelarono improvvisamente trincee contenenti armi che sparavano all'impazzata, e sulle loro teste, mostri da 88 e 105 mm, sparando orizzontalmente con proiettili a detonazione immediata, trasformarono l'aria in una sorta di guanto bianco e nero: il rosso affare per il quale attaccanti e difensori si erano preparati per cos tanto tempo era cominciato.
   L'Hiawatha fu scosso dallo scoppio dei grandi proiettili e poi trem quando i suoi stessi artiglieri aprirono il fuoco sulle batterie AA con i loro calibro 50. L'aria era intessuta di una tela ubriaca di proiettili traccianti e cos strettamente intrecciata da dare l'impressione che nessun apparecchio potesse attraversarla senza essere colpito pi volte. Il chiasso rompeva i timpani, con il boato di 134 motori a 14 cilindri, le esplosioni dei calibro 88 a solo pochi chilometri di distanza, il frastuono degli scoppi degli shrapnel e il chiacchierio insensato delle duecentotrenta mitragliatrici sui bombardieri.
   Roger Two Hawks mantenne la formazione e la quota di quindici metri da terra, ma riusc anche a lanciare sguardi laterali con la coda dell'occhio; da una parte, ad un incrocio, lampeggi la bocca di fuoco di un calibro 88 e lui riusc a vedere la massa oscura e indistinta del proiettile che volava verso il suo bersaglio. Spinse la cloche e si tuff leggermente in picchiata, scendendo a sei metri dal terreno, che gli precipitava incontro ed il proiettile lo oltrepass senza colpirlo.
   Davanti a lui, esplosero i serbatoi delle raffinerie, e si innalzarono fiamme alte come l'Himalaya; lui riport l'Hiawatha a quindici metri di quota. L'apparecchio ebbe uno scossone quando un proiettile ne colp la coda, ma mantenne fermamente la rotta, invece di cadere in picchiata come lui si aspettava. L'artigliere di coda chiam per riferire che l'elica e l'alettone sinistro erano andati. L'aereo alla sinistra di Two Hawks aveva l'aria di essere stato colpito con violenza da una grande spada, ma si stava mantenendo in formazione; quello alla sua destra ondeggi improvvisamente col muso avvolto nel fumo, probabilmente colpito da un calibro 88, cadde come un martello, scivol bruciando verso terra, si sollev in aria in mille pezzi e poi fu avvolto da una grande palla di fuoco.
   Pezzi di alluminio e plexiglass, luminosi nel sole, lo oltrepassarono. Il fumo davanti a lui si separ per rivelare serbatoi e torri avvolti nel fuoco; un bombardiere, in fiamme, punt verso un serbatoio rimasto intatto, un altro cominci a virare con i due motori sinistri incendiati ed un terzo, anch'esso in fiamme, sal per guadagnare altitudine in modo che il suo equipaggio potesse tentare di paracadutarsi a terra. Un quarto, a destra, sganci le bombe e queste caddero verticalmente colpendo parecchi serbatoi; esplosero tutti, incendiandosi; uno di essi coinvolse anche il bombardiere. Il grosso aereo si spacc in due e rote, emerse dal fumo e si schiant contro un serbatoio intatto. Ci avvenne con un'esplosione che afferr l'Hiawatha e lo scagli in avanti: Two Hawks e Andrews lottarono contro la morsa del vento e riguadagnarono il controllo.
   Davanti a loro c'era un gruppo di serbatoi, camini e torri. Two Hawks tir forte la cloche e sped in alto l'Hiawatha, per impedirgli di colpire le torri. Grid ad Andrews: - Molla le bombe!
   Andrew non mosse obbiezioni alla sua decisione di effettuare subito lo sgancio invece di aspettare il bombardiere, obbed, e l'aereo si sollev con maggiore potenza quando fu alleggerito del peso delle grandi bombe. La parte terminale di una torre apr uno squarcio al centro del ventre dell'Hiawatha, ma questo continu a volare.
   O'Brien, l'artigliere della torretta superiore, rifer nella sua pesante cadenza irlandese: - Gazzarra andato, signore! Lui e la sua torre sono semplicemente andati gi nel fumo.
   - Charlie Fine-Coda andato - disse Two Hawks ad Andrews.
   - Diavolo, non ho nemmeno sentito il colpo! - esclam Andrews.
   - Sentita la bomba?
   Two Hawks non rispose: aveva gi spedito in basso l'Hiawatha per evitare io sbarramento letale sopra i quindici metri di quota, ed ora guid l'apparecchio tra due serbatoi cos vicini che soltanto una trentina di centimetri separavano la punta di ogni ala dal serbatoio. Fu per costretto a farlo salire di nuovo e cos rapidamente che esso sembr reggersi sulla coda per superare una torre radio la cui cima vibrava come la coda di un cane a causa delle esplosioni dell'artiglieria antiaerea.
   - Dio! Non credo che ce la faremo! - grid Andrews. Two Hawks non rispose: era troppo impegnato ad inclinare
   l'aereo per sollevare l'ala destra ed evitare in questo modo la collisione con la cima della torre.
   L'apparecchio trem di nuovo; un'esplosione lo assord, poi il vento ulul nella carlinga: un foro era apparso nel plexiglass davanti ad Andrews e lui era crollato in avanti, con la faccia ridotta ad un ammasso di carne lacerata, ossa tranciate e spruzzi di sangue.
   Two Hawks gir l'Hiawatha verso est, ma prima che la manovra fosse completata, l'aereo fu colpito di nuovo in parecchi punti. Qualcuno a poppa stava gridando cos forte che lo si poteva sentire persino sopra la cacofonia l fuori e il sibilo dell'aria attraverso il foro nella carlinga dell'apparecchio. Two Hawks fece sollevare l'Hiawatha, compiendo una virata con l'angolazione pi acuta che osava effettuare: doveva guadagnare quota, anche se sarebbe stato costretto ad attraversare il merletto infuocato sulla sua testa. Con i due motori ausiliari in fiamme e l'elica del motore principale di destra spazzata via, non poteva rimanere in volo ancora per molto: doveva salire pi in alto possibile e poi saltare.
   Ebbe una strana sensazione di dissociazione. Dur solo due secondi, e poi spar, ma durante quel lasso di tempo egli sapeva che qualcosa di alieno, di soprannaturale, era accaduto. Ci che era particolare, era l'impressione che quella dissociazione non fosse solo soggettiva: era sicuro che l'aereo stesso e tutto ci che vi era dentro fossero stati strappati via dal contesto della normalit, o della realt.
   Poi dimentic la sensazione. La ragnatela di proiettili traccianti e di stelle della contraerea si apr per un attimo e lui si trov sopra ad essa ed attraverso essa. Il ruggito e il rumore violento dei proiettili esplosivi erano spariti e si sentiva solo il sibilo del vento attraverso il foro nello schermo protettivo.
   Dal nulla apparve un caccia: arriv cos rapidamente, come da una botola nel cielo, che egli non ebbe il tempo di identificarlo, e gli saett davanti come un lampo nero, con il cannone e le mitragliatrici che sputavano fuoco. I due aerei erano cos vicini che non riuscirono ad evitarsi. Quello tedesco inclin un'ala e si gett in picchiata per sfuggire all'impatto. L'apparecchio ondeggi di nuovo e questa volta ricevette il colpo mortale: l'ala sinistra venne tranciata e fluttu via con l'ala destra del caccia tedesco.
   Un momento pi tardi, Two Hawks si era liberato dell'Hiawatha. La terra era cos vicina che non aspett il tempo previsto per tirare la corda a strappo, ma lo fece appena ritenne che l'aereo non gli fosse di intralcio. Cadde senza capovolgersi e vide che la citt di Ploesti, come la conosceva lui, non era pi l: invece dei sobborghi che prima gli stavano sotto, c'erano strade polverose, alberi e fattorie. Ploesti stessa era cos lontana da non risultare altro che una colonna di fumo.
   Sotto di lui, l'Hiawatha, ora un globo infuocato, stava precipitando. L'aereo tedesco gir ripetutamente su se stesso; a cento metri di distanza e trenta metri pi sopra, il paracadute dell'aviatore si apr ondeggiando. Si era aperto anche il suo e il colpo, dovuto alla presa sull'aria, lo aveva afferrato.
   Alla sua sinistra un altro uomo dondolava sotto il mezzo pallone di seta. Two Hawks riconobbe i lineamenti di Pat O'Brien, l'artigliere della torretta principale. Dall'Hiawatha erano riusciti a fuggire solo in due.
  -- CAPITOLO TERZO
   Lo strappo del paracadute, che si apr come una vela per prendere il vento, mand le cinghie a sbattere contro le gambe di Two Hawks. Qualcosa gli schiocc nel collo, ma non prov dolore: se non altro, pens brevemente, lo strattone e lo schiocco delle vertebre erano stati probabilmente qualcosa di molto simile ad un trattamento osteopatico e gli avevano liberato il corpo dalla tensione e raddrizzato lo scheletro.
   Poi si trov ad esaminare la terra che si dilatava sotto di lui, mentre i dettagli diventavano pi ampi ma il campo di visione si restringeva. Il paracadute si era aperto a soltanto sessanta metri da terra, cos non ebbe molto tempo per studiare e pochissimo per prepararsi alla caduta.
   Il vento lo trasportava ad una velocit approssimativa di dieci chilometri all'ora, su una massiccia macchia d'alberi. Al momento di cadere a terra, li avrebbe gi avuti alle spalle e si sarebbe trovato in un campo di grano tagliato; oltre il campo di grano, scorse una piccola strada battuta che gli veniva incontro ad angolo retto. Gli alberi crescevano lungo la strada e, al di l di essa, c'erano un cottage con il tetto di paglia, un cortile e parecchie piccole stalle. Oltre la casa, c'era un giardino circondato da uno steccato di legno, e, dietro il giardino, gli alberi crescevano in una fila compatta, larga un quarto di miglio. Un'apertura tra gli alberi gli permise di intravedere l'oscurit di una valletta ombrosa.
   Cadde pi vicino agli alberi di quanto avesse previsto, perch ci fu un'inaspettata bonaccia nel vento. I piedi gli strusciarono contro la cima di un albero al limitare del bosco, poi si trov a rotolare per terra. Scatt subito in piedi e cominci ad eseguire la procedura per districarsi fra gli alberi che fermavano il vento, qualunque forza avesse; il paracadute si era afflosciato sul terreno.
   Sciolse le cinghie e cominci ad arrotolare il paracadute in una palla. O'Brien stava facendo lo stesso. Dopo aver ripiegato il telo di seta, Two Hawks lo raccolse e si avvi lentamente verso l'artigliere che gli stava correndo incontro.
   O'Brien disse eccitato: - Ha visto quei soldati, l, a sinistra?
   Two Hawks scosse la testa. -No. Stavano venendo in questa direzione?
   - Erano su una strada ad angolo retto con questa. Deve essere una strada principale, anche se non era asfaltata. Erano troppo lontani perch riuscissi a cogliere molti dettagli, ma di sicuro avevano un'aria strana.
   - Strana?
   O'Brien si tolse l'elmetto e fece scorrere nella zazzera color arancio una mano pesante e tozza, lentigginosa e coperta di peli rossi. - S. Avevano molti carri trascinati da buoi. C'erano un paio di macchine in testa, ma non somigliavano a nessuna macchina che io abbia mai visto. Una era un'autoblindo, e mi ricordava le foto di macchine simili che c'erano in quel vecchio libro che mio padre aveva sulla Prima Guerra Mondiale.
   O'Brien sogghign di gusto. - Sa, la Grande Guerra, la Guerra Importante, la Guerra Vera.
   Two Hawks non fece commenti: aveva sentito O'Brien parlare dell'atteggiamento di suo padre a proposito del conflitto attuale.
   - Andiamo nel bosco e seppelliamo questa roba. Sei riuscito a portar con te qualche equipaggiamento di sopravvivenza?
   Two Hawks si avvi per primo nel fitto sottobosco.
   O'Brien scosse la testa. - Sono gi stato fortunato a portarmi dietro la pelle. C' qualcun altro che riuscito a fare lo stesso?
   - Non credo. Non ho visto nessuno.
   Si fece strada tra gli alberi. Le gambe e le braccia gli tremavano, e anche qualcosa dentro di lui vibrava. - la reazione - si disse: era naturale e si sarebbe sentito bene appena avesse avuto l'occasione di riprendere il controllo di se stesso. L'unica cosa era che forse non ci sarebbe stata nessuna occasione: i Tedeschi o i Rumeni avrebbero mandato ora gruppi di ricerca e, probabilmente i contadini che vivevano nella casa dall'altra parte della strada li avevano visti cadere, anche se era possibile che nessuno l'avesse fatto. Ma se avevano osservato il grande aereo americano bruciare e cadere e avevano visto i due paracadutisti, forse avevano gi telefonato al presidio o al posto di polizia pi vicino.
   Si era appoggiato sulle mani e sulle ginocchia, nell'atto di coprire il paracadute di fango in una cavit tra due radici, ma si tir su bruscamente, grugnendo come se lo avessero colpito alla bocca dello stomaco: si era appena reso conto di non aver visto un solo cavo telefonico durante la caduta. E non aveva visto nemmeno torri o cavi di trasmissione elettrica: era molto strano. La loro assenza non sarebbe stata rilevante se l'aereo fosse caduto in un'area molto lontana della citt, perch la Romania non era una nazione molto sviluppata, a confronto dell'America. Ma l'Hiawatha non doveva trovarsi a pi di otto chilometri di distanza dalle raffinerie di Ploesti quando aveva incontrato il caccia tedesco.
   Inoltre, dov'erano i sobborghi che si trovavano sotto di lui appena un attimo prima che provasse la sensazione di spaesamento? Prima erano l, ed il momento successivo erano spariti. E c'era qualcosa di particolare anche nella subitaneit con cui era apparso l'aereo tedesco: poteva giurare che era caduto gi dal cielo stesso.
   Finirono di coprire i paracadute. Two Hawks si tolse la pesante tuta e subito sent pi freddo. C'era una leggera brezza, il che significava che il vento si era levato di nuovo oltre gli alberi. O'Brien, che si era gi levato la tuta, si asciug la fronte lentigginosa ed osserv: - Certo che tranquillo, non vero? Dannatamente pi tranquillo di quanto dovrebbe essere, mmh?
   - Hai un'arma?
   O'Brien scosse la testa e indic la calibro 32 automatica nella fondina sul fianco di Two Hawks. - Non molto come arma. Quante pallottole ha?
   - Cinque nel caricatore, ed altre venti in tasca - rispose Two Hawks. Non accenn alla derringer a due canne nella piccola fondina all'interno della cintura, sulla schiena, e nemmeno al coltello a serramanico che aveva in tasca.
   - Be' meglio di mente - comment O'Brien.
   - Non molto meglio. - Two Hawks rimase in silenzio per un attimo, consapevole del fatto che O'Brien lo stava guardando, in attesa: era evidente che non avrebbe offerto alcun suggerimento. Era cos che doveva essere, dato che lui era l'ufficiale, ma Two Hawks dubitava che O'Brien avrebbe avuto qualcosa di utile da dire anche se gli fosse stato richiesto di farlo.
   Allora si rese conto di sapere molto poco sul conto del suo compagno, eccetto che in missione era un uomo disciplinato, che era nato a Dublino e che era immigrato in America quando aveva undici anni, e da allora viveva a Chicago.
   Finalmente, O'Brien disse: - Certo che sono contento che lei sia con me; un Indiano ed cresciuto in campagna: non saprei che diavolo fare tra tutti questi alberi. Mi sento perso.
   A quel punto, Two Hawks aveva tirato fuori la mappa dalla tasca della giacca: pens che non avrebbe sollevato il morale di O'Brien sapere che il suo ufficiale, un Indiano, era cresciuto in campagna e conosceva le foreste di laggi, ma non conosceva questa campagna n queste foreste.
   Two Hawks apri la mappa ed esamin i migliori percorsi di fuga; dopo una mezz'ora, durante la quale si erano tolta la giacca e sbottonata la camicia per il caldo, avevano individuato diverse vie per le quali fuggire: qualunque percorso avessero scelto, avrebbero viaggiato di notte e si sarebbero nascosti in cavit del terreno durante il giorno.
   - Torniamo al limitare del bosco, cos potremo sorvegliare la strada - disse Two Hawks. - E la fattoria. Se abbiamo fortuna, non ci hanno visti, ma se qualche contadino ha riferito la cosa alla polizia locale, perlustreranno subito questa foresta per cercarci. Forse faremmo meglio ad uscire di qui, solo per precauzione. In effetti, quel che faremo se troviamo via libera.
   Si sedettero dietro un grosso cespuglio, nell'ombra gettata da un imponente pino, e osservarono la strada e la fattoria. Pass mezz'ora mentre schiacciavano zanzare e moscerini, ostacolati dal fatto di doverli colpire delicatamente per non produrre rumore di schiaffi. Non videro nessun essere umano: gli unici suoni erano il vento che frusciava tra le cime degli alberi, il lontano abbaiare di un cane e il muggito di un toro, proveniente da dietro la fattoria.
   Two Hawks se ne stava pazientemente seduto, muovendosi soltanto per riattivare la circolazione nelle gambe intorpidite dal fatto di rimanere immobile in quella posizione. O'Brien si agitava: toss sottovoce ed accenn a prendere una sigaretta dalla tasca della camicia, ma Two Hawks lo ammon: - Non fumare: qualcuno potrebbe vedere il fumo, o persino sentire l'odore del tabacco.
   - Da questa distanza?
   - Probabilmente non accadr, ma non ci conviene correre il rischio - replic Two Hawks; per un'altra mezz'ora, rimase in osservazione, mentre O'Brien brontolava sottovoce, fischiava tra i denti, si spostava avanti e indietro, ed infine cominciava a dondolarsi sul fondoschiena.
   - Come cacciatore, saresti dannatamente scarso - osserv Two Hawks.
   - Non sono un Indiano - replic O'Brien. - Sono solo un ragazzo di citt.
   - Non siamo in citt, quindi cerca di avere un po' di pazienza.
   Rimase seduto ancora per quindici minuti, poi disse: - Andiamo verso la casa. Sembra deserta, e forse riusciremo a procurarci del cibo e a proseguire nei boschi sull'altro lato della casa.
   - Chi che ha le formiche nei pantaloni ora?
   Two Hawks non rispose. Si alz, prese il coltello a serramanico dalla tasca e lo inser tra la parte anteriore della cintura e il ventre, avviandosi davanti ad O'Brien, che sembrava riluttante a lasciare la sicurezza del bosco. Prima che Two Hawks avesse percorso una decina di metri, O'Brien lo aveva raggiunto di corsa.
   - Calmati - ingiunse Two Hawks. - Chiunque ci veda da molto lontano, forse non ci trover niente di strano, se siamo disinvolti.
   Tra il limite del campo e la strada c'era un fossato: saltarono oltre il piccolo ruscello in fondo ad esso ed attraversarono la strada di terra battuta. Il terreno era bagnato ma non fangoso, come se avesse piovuto alcuni giorni prima. Tuttavia, c'erano solchi profondi, che sembravano prodotti da carri, e c'erano orme di bestiame e mucchi di escrementi.
   - Niente cavalli - comment fra s Two Hawks. O'Brien replic - Come? - Ma Two Hawks aveva aperto il cancello di legno era andato avanti; si accorse che anche i cardini erano di legno, ed erano fissati al cancello da pioli dello stesso materiale. L'erba nei cortili era corta, mantenuta a quell'altezza da parecchie pecore dalla coda grassa che alzarono la testa e poi si allontanarono impaurite, senza per emettere belati. Two Hawks si chiese se avessero corde vocali: gli sembrava improbabile che pecore normali fossero rimaste in silenzio per tutto il tempo che aveva passato in ascolto nel bosco.
   Ora riusciva a sentire le galline che chiocciavano da dietro la casa e qualche grosso animale che sbuffava nella stalla. La casa stessa era costruita a forma di L e la parte allungata della lettera dava sulla strada. Non c'era portico. La struttura della casa era costituita da ceppi grandi e spessi e gli interstizi tra uno e l'altro erano riempiti di una sostanza biancastra. Il tetto era di paglia.
   Sul legno piatto della porta era disegnata la rozza immagine di un'aquila, e al di sopra di essa, era dipinto un grande occhio blu aperto, sul quale c'era una X nera.
   Two Hawks sollev il chiavistello di legno che chiudeva la porta e la spinse verso l'interno, ma non ebbe modo di attuare il suo piano e di entrare baldanzosamente: in quel momento, una donna gir l'angolo della casa. Sussult e rimase immobile, fissandoli con grandi occhi marroni, mentre la sua pelle bruna impallidiva.
   Two Hawks sorrise e la salut in quello che sperava fosse un rumeno accettabile: aveva cercato di acquisire una qualche abilit nel parlare quella lingua da un amico ufficiale di discendenza rumena mentre si trovava a Tobruk, ma non aveva avuto tempo di imparare pi di poche frasi di convenienza e il nome di alcuni oggetti di uso comune.
   La donna sembr sorpresa, mormor qualcosa in una lingua sconosciuta e poi si avvi verso di loro. Aveva un viso abbastanza grazioso, anche se fisicamente risultava tozza e aveva le gambe un po' troppo grosse per i gusti di Two Hawks; i capelli neri, divisi nel mezzo, avevano riflessi blu, erano impomatati con una specie di olio, e raccolti in due trecce che le pendevano sulla schiena. Portava una collana di conchiglie rosse avvolte ben strette, una camicia di cotone blu aperta sul collo, una larga cintura di pelle con fibbie di rame, una gonna di cotone color rosso vivo che le arrivava alle caviglie. I piedi erano nudi ed imbrattati di sporco, di fango e di qualcosa che sembrava escremento di gallina. Una vera contadina, pens Two Hawks. L'unica cosa che conta che ci sia amica.
   Prov a parlare ancora rumeno non ottenne nulla e pass al tedesco. Lei rispose nello stesso linguaggio gutturale di prima. Anche se non gli sembrava slavo, lui parl in bulgaro. Lo conosceva in modo ancora pi limitato del rumeno. Evidentemente lei non cap neanche questa volta. Tuttavia, parl per la terza volta usando una lingua differente dalla prima. Ricordava lo slavo; lui prov ancora il bulgaro, poi il russo e l'ungherese. La donna si limit a stringersi nelle spalle e ripet la frase. Dopo aver sentito ancora parecchie frasi ripetute, Two Hawks cap che lei stava facendo la stessa cosa: cio, provava diverse lingue straniere, delle quali sapeva molto poco.
   Ma quando vide che Two Hawks non capiva una sola parola, sembr sollevata. Gli sorrise persino, e poi torn alla prima lingua che aveva usato.
   Two Hawks aggrott le sopracciglia. C'era qualcosa di familiare in essa. Riusciva quasi ad afferrare qualche parola qua e l. Quasi, ma non del tutto.
   Disse a O'Brien: - Dovremmo provare il linguaggio gestuale. Io...
   Si interruppe; evidentemente allarmata, la donna stava indicando qualcosa alle sue spalle: lui si volt appena in tempo per essere investito dal sole riflesso nel metallo di un veicolo tra gli alberi. Il bosco si diradava vicino alla strada: riusc a vedere oltre un altro campo, forse a trecento metri di distanza, fino ad una fila di alberi ad angolo retto rispetto alla sua posizione. Dovevano fiancheggiare la strada: probabilmente anch'essa aveva una svolta in quel punto, oppure era incrociata da un'altra strada.
   - Sta arrivando qualcuno in macchina - avvert. - Faremmo meglio a filarcela. O ci fidiamo della ragazza oppure ce la portiamo dietro. Se lo facciamo, pu darsi che saremo costretti ad ucciderla. Nel qual caso, potremmo anche farlo adesso.
   - No! - esclam O'Brien. - Che diavolo...!
   - Non preoccuparti - rispose Two Hawks. - Se veniamo catturati, possiamo solo finire in un campo di prigionia, ma se uccidiamo la ragazza, probabilmente ci giustizieranno come criminali comuni.
   La donna gli mise una mano sul polso e lo trascin verso l'angolo della casa, mentre gesticolava con l'altra mano e parlava rapidamente: era chiaro che voleva allontanarli dal veicolo in avvicinamento, o forse nasconderli.
   Two Hawks si strinse nelle spalle e decise che c'erano poche altre cose da fare: se andavano verso il bosco, li avrebbero presi subito. Semplicemente, non c'erano abbastanza alberi tra i quali nascondersi.
   Seguirono la donna dietro l'angolo e sul retro della casa: li condusse all'interno, nella cucina, dove c'era un imponente camino di pietra con un ceppo e un grande calderone su un tripode sul fuoco. Da quello che ci bolliva dentro saliva un profumo delizioso. Two Hawks ebbe poco tempo per esaminare la cucina, perch la donna sollev una botola al centro del nudo pavimento di legno e fece loro cenno di scendere l sotto. A Two Hawks non piaceva l'idea di mettere se stesso e O'Brien in una posizione nella quale non c'erano possibilit di fuga, ma poteva solo adattarsi, oppure fuggire verso gli alberi, e aveva gi rifiutato quella soluzione se gli veniva offerta qualche altra opportunit. Scese una rampa di cinque gradini, con l'Irlandese che lo seguiva da vicino, poi la botola venne richiusa e si trovarono nell'oscurit pi completa.
  -- CAPITOLO QUARTO
   Da sopra arriv il rumore di qualcosa che veniva trascinato sul pavimento: la donna stava nascondendo la botola con la mobilia. Two Hawks tir fuori la torcia ed esamin la stanza: l'olfatto gli aveva gi rivelato che c'erano gambi d'aglio, spezie ed altri cibi appesi alle travi rozzamente tagliate del soffitto. L vicino c'era una porta; la spalanc e poi spense la lampada perch attraverso i numerosi interstizi nella parete di tronchi della casa arrivava abbastanza luce perch ci si potesse vedere: nell'ampia stanza erano allineati scaffali sui quali c'erano barattoli di vetro coperti di polvere che contenevano frutta conservata, verdure, e gelatine. Sul pavimento, sotto gli scaffali, c'erano mucchi di roba vecchia che il proprietario non era stato in grado di gettar via o che aveva pensato valesse la pena di riparare, prima o poi. Un oggetto in particolare attir la sua attenzione: era una grande maschera di legno, rotta in un angolo. Per osservarla pi da vicino, accese la torcia. Rappresentava la faccia di un demone o di un mostro, dipinta in rosso vistoso, scarlatto e bianco cadaverico.
   - Non mi piace stare qui, Luogotenente - si lament O'Brien.
   Si avvicin a Two Hawks come se trovasse conforto nello stargli accanto: anche se nella cantina buia faceva caldo, l'Irlandese stava sudando, e puzzava di paura.
   Poi disse: - C' qualcosa di dannatamente strano in tutto questo: avevo intenzione di chiederglielo, ma poi mi venuto in mente che avrebbe pensato che ero crollato. Non si sentito come se fosse, ecco, come alterato? Io ho provato una sensazione di nausea, subito prima che apparisse il Tedesco. All'inizio, ho pensato che mi avessero colpito, poi le cose sono precipitate troppo in fretta perch potessi rifletterci. Ma quando eravamo nel bosco, seduti l, ho provato la stessa sensazione, per non era cos forte. Soltanto la percezione che ci fosse qualcosa di molto pi pericoloso che non essere abbattuti e nascondersi dai crucchi.
   - S, ho avuto anch'io la stessa sensazione - rispose Two Hawks. - Ma non riesco a spiegarla.
   - Ho sentito come, be', come se proprio la Vecchia Madre Terra fosse scomparsa per un attimo.
   Two Hawks non replic: ud il veicolo avvicinarsi sulla strada e poi fermarsi davanti alla casa: dal suono del motore sembrava un vecchio Modello T. Ordin al sergente di aiutarlo ad ammucchiare la roba vecchia sotto uno degli interstizi, quindi si sistem in piedi su quell'instabile piattaforma: il foro era appena un po' pi grande del suo occhio, ma gli permise di vedere la macchina e i soldati che uscirono da essa. Il veicolo aveva un aspetto particolare, forse non tanto particolare quanto antiquato che gli ricord il commento di O'Brien, appena erano atterrati, sulle macchine in testa al convoglio di carri trascinati da buoi.
   Be', si supponeva che la Romania fosse un paese molto arretrato, anche se possedeva le raffinerie petrolifere pi grandi e pi moderne d'Europa, e quei soldati non erano di sicuro membri della Wehrmacht. D'altra parte, le loro uniformi non somigliavano affatto a nessuna delle illustrazioni che aveva visto durante il periodo di addestramento a Tobruk. L'ufficiale indossava uno splendente elmetto d'acciaio, fatto in modo tale da somigliare alla testa di un lupo e munito persino di due orecchi d'acciaio; la giacca, che gli arrivava al ginocchio, era grigio-verde, ma il colletto aveva una striscia di pelliccia grigia cucita sopra. Su ogni spalla c'era una enorme spallina bordata d'oro e sulla parte anteriore della giacca tre file di bottoni gialli, grandi e lucidi. I pantaloni erano aderentissimi, color cremisi, e avevano la testa di un toro nero su ogni gamba, appena sopra il ginocchio. L'uomo indossava una cintura di cuoio alta, con una fondina. In mano, aveva una pistola dall'aspetto strano e gesticolava con essa mentre impartiva ordini ai suoi uomini, in una lingua che sembrava slavo. Si volt, rivelando che aveva addosso anche una spada, in un fodero sul fianco sinistro; l'uniforme era completata da stivali neri e lucidi, alti fino al polpaccio.
   Parecchi dei soldati erano nel campo visivo di Two Hawks: indossavano elmetti che avevano una parte posteriore per proteggere il collo, ma sulla testa erano di forma tubolare, come cappelli a cilindro d'acciaio. Le giacche nere, davanti, arrivavano fino alla vita, poi si incurvavano a formare una coda di rondine, sulla schiena, che arrivava appena alla parte posteriore del ginocchio. Indossavano pantaloni rigonfi color arancio e stivali alti fin sopra il ginocchio; nel fodero che pendeva dalla larga cintura, c'era una spada e in mano tenevano un fucile. I fucili avevano camere di caricamento a rotazione per le cartucce, come quelli del vecchio West.
   Tutti avevano una grande barba e capelli lunghi, eccetto l'ufficiale, un giovane ben sbarbato, biondo e pallido di carnagione, certamente non il classico tipo bruno rumeno. Ma del resto, non tutti i rumeni erano bruni.
   Gli uomini si sparpagliarono; di sopra, si sent il rumore degli stivali sul pavimento e quindi il suono di qualcosa che veniva sfasciato. L'ufficiale cammin fuori dal suo spazio visivo, ma Two Hawks lo sent parlare lentamente, come se stesse usando una lingua che gli avevano insegnato a scuola. La donna rispose nello stesso linguaggio, che doveva essere la sua parlata nativa. Two Hawks si trov a sforzarsi di capire il significato di quello che dicevano, e ci riusc in parte, ma non del tutto. Passarono dieci minuti, poi i soldati si riunirono, ed un chiocciare spaventato preannunci l'esproprio di alcune galline: c'era da aspettarsi una certa quantit di furti, pens Two Hawks, ma anche da parte di gente appartenente allo stesso popolo della donna? No, i soldati non potevano essere della sua nazionalit, altrimenti non ci sarebbero stati problemi di lingua; forse la donna apparteneva ad una delle minoranze rumene. Gli sembrava una cosa logica, ma non credeva che fosse cos.
   Two Hawks attese. Sentiva i soldati ridere e parlare ad alta voce tra loro, mentre la donna taceva. Circa venti minuti pi tardi, l'ufficiale decise che i suoi soldati si erano divertiti abbastanza, usc dallo spazio visivo, e Two Hawks lo sent parlare a voce alta: nel giro di un minuto, i soldati erano allineati davanti a lui, mentre faceva loro un discorso breve, ma severo. Poi salirono in macchina e si allontanarono lungo la strada.
   - Non credo che cercassero noi - osserv Two Hawks. - Dovevano sapere che la casa ha una cantina. Ma cosa potevano cercare, se non noi?
   Voleva andar fuori subito, ma decise che i soldati sarebbero potuti tornare immediatamente indietro o che sarebbe potuto arrivarne un altro gruppo: meglio aspettare che la donna li avvertisse quando non c'era pericolo. La giornata pass lentamente, e fuori, non si sent alcun suono per molto tempo, eccetto quello delle galline che chiocciavano e delle mucche che muggivano.
   Solo al crepuscolo udirono il rumore della mobilia che veniva tirata via da sopra la botola: la porta si apr scricchiolando e la luce di una lampada flu attraverso il rettangolo.
   Two Hawks prese l'automatica da O'Brien e si fece avanti per primo, deciso a sparare a chiunque li stesse aspettando. Nonostante tutte le prove di lealt che la donna aveva dato, non era ancora sicuro che non avesse cambiato idea e non avesse mandato a chiamare le truppe. Non sembrava molto probabile, dato che i soldati non si sarebbero presi la briga di aspettare l intorno fino al tramonto, ma non si poteva sapere, ed era meglio non correre rischi.
   Un uomo stava in piedi in un angolo della cucina e mangiava biascicando un pezzo di carne disseccata. Two Hawks, vedendo che non era armato, a parte un grosso coltello sistemato in una guaina, rimise l'automatica nella cintura. L'uomo li guard con espressione impenetrabile: era bruno come la donna e aveva naso aquilino e zigomi alti. I capelli neri e lisci erano tagliati a forma di elmetto, elmetto tedesco; la camicia nera e i sudici pantaloncini marroni sembravano fatti di un tipo di cotone ruvido e resistente, gli stivali erano sporchi. Puzzava come se avesse sudato nei campi per tutto il giorno. Sembrava abbastanza vecchio per essere il padre della donna, e probabilmente lo era.
   La donna offr due scodelle di stufato preso dalla pentola che ancora bolliva sul fuoco: non aveva nemmeno fame, perch avevano assaggiato le vivande della cantina, ma Two Hawks pens che sarebbe stato corretto accettare. Era possibile che questa gente credesse che offrire il cibo a uno straniero fosse un gesto di ospitalit e fiducia, come era anche possibile che credessero che un uomo che mangiava sotto il loro tetto fosse automaticamente intoccabile. E poteva anche essere vero il contrario. Uno straniero che accettava il loro pane non avrebbe infranto il tab facendo loro del male.
   Spieg questo a O'Brien. Mentre parlava, vide l'espressione del contadino abbandonare la sua impenetrabilit: sembrava sorpreso e aggrott le sopracciglia come se pensasse che in quella lingua c'era qualcosa di familiare, anche se nel tradurla non ebbe maggiore successo di quanto ne avesse avuto Two Hawks con il loro linguaggio.
   I due aviatori sedettero ad un tavolo a cinque gambe, di pino ben piallato ma non verniciato: la donna li serv, poi si diede da fare a lavorare in cucina, prelevando l'acqua da una pompa a mano sull'acquaio. Two Hawks prov una punta di nostalgia di casa quando vide questo, poich gli ricordava la pompa nella cucina della fattoria dei suoi genitori nella regione settentrionale dello Stato di New York, quando lui era bambino. L'uomo cominci a camminare avanti e indietro, parlando con la donna, poi si sedette con i due e cominci a mangiare da un'ampia ciotola: questa era di ceramica, con sopra dipinti alcuni simboli in blu, uno dei quali era simile alla maschera rotta che Two Hawks aveva visto in cantina.
   Quando ebbero finito di mangiare, il contadino si alz in modo brusco e fece loro cenno di seguirlo. Uscirono da una porta a schermo girevole, con una rete per le zanzare fatta di fibre di cotone strettamente intrecciate: gli interstizi sembravano troppo larghi per servire allo scopo, ma i fili erano stati inzuppati d'olio. D'un tratto, Two Hawks riconobbe l'odore: era lo stesso olio con il quale la donna si era impomatata i capelli.
   Anche se quello non era olio di girasole, scaten in lui una sequenza di pensieri: alcune delle donne pi anziane della Riserva vicino alla fattoria di suo padre avevano usato olio di semi sui capelli. La sua mente salt ad una conclusione che lui poteva solo rifiutare, perch era incredibile. Ma c'era anche il fatto innegabile che ora riconosceva la parlata dei due contadini come un tipo molto particolare di irochese: era ancora ampiamente inintelligibile, ma non era rumeno, n ungherese, n slavo, n indoeuropeo n ungro-altaico. Era un dialetto collegato alla lingua degli Onondaga, dei Seneca, dei Mohawk, e dei Cherokee, non solo nella fonologia, ma anche nella struttura.
   Non disse nulla a O'Brien, ma segu in silenzio l'uomo e la ragazza attraverso il cortile ora buio. Oltrepassarono una baracca per i servizi e O'Brien fece una richiesta che Two Hawks cerc di riferire al contadino: l'uomo era impaziente, ma acconsent. Pochi minuti pi tardi, ripresero il cammino verso la stalla.
   O'Brien si lament: - Siamo veramente tra selvaggi. Non hanno carta; ci sono un mucchio di stracci puliti e un recipiente per quelli sporchi. Probabilmente dopo li lavano. Perdiana, e pensare che abbiamo mangiato il cibo che lei ha cucinato: scommetto che non si lava nemmeno le mani!
   Two Hawks si strinse nelle spalle: aveva questioni pi importanti a cui pensare che non le condizioni igieniche. L'uomo apr le porte della stalla ed essi entrarono.
   Le due grandi porte si richiusero con uno scricchiolio di cardini di legno. Nell'oscurit, Two Hawks mise la mano sulla spalla di O'Brien e lo spinse leggermente per farlo spostare di qualche metro a sinistra: se il fattore aveva in mente di attaccarli di sorpresa, non avrebbe trovato le sue vittime dove le aveva viste l'ultima volta. Per circa trenta secondi, non ci fu alcun rumore. Two Hawks si accucci sul terreno, con O'Brien a fianco e, chiuse le dita intorno all'impugnatura della sua calibro trentadue, attese.
   Poi il fattore si mosse sulla paglia del pavimento e si allontan da Two Hawks; lievi suoni metallici indussero Two Hawks a chiedersi se stessero tirando fuori da un posto nascosto dei coltelli, o forse delle armi. Improvvisamente si accese un fiammifero e lui vide il fattore avvicinare la fiamma allo stoppino di una lanterna: lo stoppino prese fuoco, il fattore regol il flusso dell'olio, e l'interno della stalla fu tagliato da luci ed ombre.
   Il fattore, vedendoli accucciati per terra, sorrise brevemente, un sorriso che sembrava indicare pi approvazione che altro, e fece loro cenno di seguirlo. Si alzarono e andarono dietro al fattore e alla ragazza. Vicino al retro della stalla, da un recinto, grugn un maiale. Grandi occhi marroni li guardarono alla luce della lanterna da dietro sbarre di legno. Mucche e maiali e pecore, pens Two Hawks, ma niente cavalli: era possibile che i Tedeschi li avessero presi tutti? Forse avevano requisito tutti i cavalli di quel particolare fattore. Ma le fotografie fatte dagli aerei di ricognizione prima dell'incursione avevano mostrato la presenza di moltissimi cavalli nelle fattorie rumene. E poi c'era la breve visione di O'Brien della colonna sulla strada: macchine e carri tirati da buoi. Il fattore si ferm davanti ad una baracca costruita contro la parete esterna della stalla. Buss tre volte, attese parecchi secondi, buss ancora tre volte, poi, dopo un'altra attesa, batt altri tre colpi. La porta si spalanc, mostrando l'interno scuro della baracca. I due nativi entrarono, poi il fattore fece cenno agli Americani di seguirli: non appena i piloti furono dentro, la porta venne richiusa ed il fattore alz la fiamma della lanterna.
   Nel capanno, c'erano stipate sei persone. L'odore di sudore secco e di olio rancido era forte. Quattro uomini, bruni, con lineamenti aquilini, vestiti di abiti di cotone pesante, erano accovacciati oppure appoggiati alla parete: tutti indossavano piccoli copricapi rotondi con un'unica piuma rossa che fuorusciva dalla cima di ognuno di essi; due erano armati di moschetti ad avancarica a canna lunga. Uno aveva una faretra di frecce fissata alla schiena con delle cinghie e un piccolo arco di corno ricurvo in mano, e gli altri due avevano lo stesso tipo di fucile a tamburo che prima portavano i soldati; tutti portavano lunghi coltelli in guaine appese alla cintura e nella cintola di uno era affondata l'impugnatura di un tomahawk.
   - Ges! - esclam O'Brien sottovoce. Forse l'esclamazione era dovuta al fatto che era in trappola, oppure alla stranezza e alla disparit delle armi, ma pi probabilmente, era sorpreso dalla sesta persona, una donna, che era vestita allo stesso modo degli altri, ma ovviamente non era una di loro. La sua pelle, dove non era sporca, era bianchissima e i capelli erano lunghi e biondo oro; aveva un viso grazioso, anche se dall'aria stanca, col naso camuso ed una spruzzata di leggere lentiggini. Gli occhi erano grandi e color blu scuro.
   Two Hawks, stando in piedi vicino a lei, si accorse che doveva avere indossato quei vestiti per molto tempo. Puzzava, aveva le mani sporche e mezzelune di sudiciume nelle unghie. Tutti i componenti del gruppo avevano l'aria e l'aspetto dei fuggitivi, oppure di guerriglieri rimasti per molto tempo lontani dalla base.
   Il capo era un uomo alto con guance incavate e infuocati occhi scuri; gli spessi capelli neri erano tagliati in modo da ricordare la forma di un elmetto tedesco e indossava pesanti stivali di pelle. La camicia era di pelle di daino e pendeva fuori dalla cintura. Sul dorso della mano c'erano tatuaggi con facce di mostri o demoni.
   Parl a lungo con il fattore e con sua figlia, lanciando di tanto in tanto sguardi taglienti ai due americani. Two Hawks ascoltava ad orecchi tesi: ogni tanto riusciva a capire qualcosa in quel rapido scoppiettio di petardi. S, la fonologia gli era familiare, e lo erano anche una parola o una frase qua e l, ma non avrebbe mai capito nulla se non avesse avuto una conoscenza approfondita di tutte le lingue irochesi, inclusa quella cherokee. Una volta, il capo (si chiamava Dzikohses) si volt a parlare alla bionda: us un linguaggio completamente diverso, ma anche quello sembrava vagamente familiare a Two Hawks: era sicuro che appartenesse alla famiglia tedesca e che fosse scandinavo. Lo era davvero? Ora avrebbe potuto giurare che fosse un dialetto basso-tedesco.
   Bruscamente Dzikohses concentr l'attenzione su O'Brien e Two Hawks, e, puntando loro addosso l'indice e indicando di tanto in tanto parti della loro uniforme, spar una domanda dopo l'altra. Two Hawks cap l'intonazione interrogativa, ma non comprese le domande stesse. Cerc di rispondere in onondaga, poi in Seneca, poi in cherokee, e Dzikohses lo ascolt con le sopracciglia sollevate e con espressione perplessa, a volte irritata. Pass allo stesso linguaggio che aveva usato con la donna, e, rendendosi conto che non veniva compreso, prov un'altra lingua, e prosegu i suoi tentativi in tre altre lingue prima che Two Hawks riuscisse a comprenderne qualche parola; il tentativo finale fu fatto in un tipo di greco. Sfortunatamente Two Hawks, anche se possedeva una buona conoscenza scritta del greco omerico ed attico, non era abile nel parlarlo, n questa conoscenza lo avrebbe aiutato molto, dato che il greco di Dzikohses sembrava solo lontanamente collegato a quello che Two Hawks conosceva.
   - Che diavolo sta farfugliando? - borbott O'Brien.
   - Chiedigli qualcosa in gaelico - sugger Two Hawks.
   - impazzito? - rispose O'Brien, ma snocciol parecchie frasi.
   Dzikohses aggrott le sopracciglia, poi lev in aria le braccia, come ad indicare che si sentiva completamente perso. Tuttavia Two Hawks era sicuro di una cosa: Dzikohses non era un contadino, perch un linguista della sua abilit doveva aver viaggiato molto oppure doveva aver ricevuto una buona educazione. E si comportava come un uomo abituato a comandare.
   Dzikohses divenne impaziente ed impart parecchi ordini. Gli uomini controllarono le armi; la ragazza tir fuori un revolver da sotto la giacca di volpe aperta e ne esamin il caricatore. Dzikohses tese la mano per avere l'automatica di Two Hawks. Sorridendo, Two Hawks scosse la testa, poi, con lentezza, in modo da non prendere gli altri di sorpresa o da indurli a fraintendere le sue azioni, estrasse l'automatica dalla fondina, tir fuori il caricatore dei proiettili e poi lo reinser, accertandosi che ci fosse la sicura prima di rimettere l'arma nella fondina.
   Gli altri spalancarono gli occhi ed esplosero in una serie di domande, ma Dzikohses ordin loro di star zitti. Il contadino spense la lampada e l'intero gruppo lasci il capanno: due minuti dopo, erano nella foresta. Il contadino e la figlia li salutarono sottovoce e poi tornarono verso casa sotto la luce della mezza luna.
  -- CAPITOLO QUINTO
   Per tutta la notte, il gruppo segu un sentiero che si allontanava dall'ombra degli alberi solo quando era necessario attraversare i campi per passare da un bosco all'altro. Non videro nulla che li turbasse e, poco prima dell'alba, si sistemarono per il giorno in una ampia cavit nelle profondit della foresta. In generale, si erano mossi verso nord-est.
   Prima di cadere addormentato sotto un mucchio di foglie, O'Brien chiese a Two Hawks se stavano andando verso la Russia, e Two Hawks rispose che pensava di s.
   - Questa gente non n russa n rumena - osserv O'Brien. - Quando ero bambino, a Chicago, vivevo in un quartiere nelle cui vicinanze c'erano dei Russi e dei Rumeni, quindi so che queste persone non parlano n l'una n l'altra lingua. Chi diavolo sono questi indigeni?
   - Parlano qualche oscuro dialetto - rispose Two Hawks. Pens che ora non fosse il momento di stupire O'Brien esponendogli alcune delle sue riflessioni che lo avrebbero soltanto confuso; inoltre erano cos fantastiche che neanche lui stesso poteva prenderle seriamente in considerazione.
   - Sa un'altra cosa strana? - aggiunse O'Brien, - l, dietro la casa del contadino, e in tutte le altre fattorie che abbiamo visto, non c'era un solo cavallo. Pensa che i Crucchi li abbiano presi tutti?
   - Qualcuno lo ha fatto. Meglio mettersi a dormire. Domani sar una notte lunga e faticosa.
   Fu anche una giornata lunga e faticosa: le grosse zanzare, che durante la notte avevano reso la loro vita un inferno, non se ne andarono con la luce del giorno. Quando non riusc pi a sopportarle, Two Hawks svegli Dzikohses, e, a segni, gli fece capire che ora avrebbe accettato l'offerta che prima aveva rifiutato. Prese la bottiglietta che Dzikohses gli porgeva e vers un liquido pallido che emanava l'odore pi spregevole e da voltastomaco che avesse mai avuto la sfortuna di annusare ma teneva lontane le zanzare. Se ne imbratt la faccia e il dorso delle mani, poi si rintan sotto le foglie per proteggere il resto della persona: sembrava che il pungiglione delle zanzare attraversasse persino i vestiti, ed ora capiva perch gli altri indossassero indumenti cos pesanti anche nel clima caldo dell'estate. La scelta era tra soffrire il caldo, che era sopportabile, oppure impazzire per le insopportabili pugnalate delle zanzare.
   Anche se era protetto dagli insetti, non dorm pesantemente. A mezzogiorno, il bosco era diventato caldo, e, sia per il sudore, che lo ricopriva completamente, sia per il rumore degli uomini che si voltavano, facevano frusciare le foglie o evacuavano l vicino, si svegli spesso. Una volta apr gli occhi e scorse chino su di s il viso tagliente e gli occhi neri di Dzikohses. Two Hawks fece un sogghigno e si volt su un fianco: era impotente e poteva essere disarmato o ucciso in qualsiasi momento, ma fino ad allora, Dzikohses non aveva mostrato alcuna tendenza a trattarlo come un probabile nemico. Semplicemente, tutto ci che riguardava i due stranieri lo sorprendeva. Non pi di quanto ci che riguarda lui sorprenda me, pens Two Hawks, e scivol un'altra volta in un sonno interrotto.
   Al crepuscolo, mangiarono carne di manzo disseccata e pane nero duro, e bevvero l'acqua delle borracce che erano state riempite in un ruscello l vicino; poi gli uomini si voltarono tutti verso est e presero dai loro zaini da approvvigionamento di pelle delle collane di perline e varie immagini intagliate nel legno. Si misero le collane di perline intorno al collo e cominciarono a scorrerle con la mano sinistra, mentre con la destra tenevano sospese sulla propria testa le immagini lignee. Le loro voci mormoravano qualcosa di simile a un canto, anche se non tutti i canti erano uguali. Two Hawks fu sorpreso dall'immagine che teneva l'uomo pi vicino a lui: era la testa di un mammouth, con la proboscide sollevata verso l'alto come se stesse emettendo un barrito, le lunghe zanne incurvate in su, gli occhi fatti di piccole gemme che risplendevano rosse.
   Gli uomini stavano in piedi e guardavano verso est. La bionda era accovacciata, rivolta verso ovest: scorreva con la mano le perline, ma lo faceva con la destra, ed aveva preso dalla borsa un'asticella d'argento appuntita e l'aveva piantata nella terra davanti a s. Ora, guardando fissa l'immagine, muoveva le labbra, e Two Hawks riusciva a distinguere le parole del suo lento e misurato linguaggio solo avvicinandosi molto. Adesso sentiva una lingua che nessuno aveva usato prima: gli sembrava semitico, e avrebbe potuto giurare di aver udito pi di una volta parole simili all'ebraico Baal e Adoni. L'immagine argentea era la rappresentazione simbolica di un albero dal quale pendeva un uomo, con un cappio intorno al collo stretto da nove nodi.
   Era tutto molto strano: O'Brien rabbrivid e imprec, si fece il segno della croce, e recit un rapido pater noster a voce molto bassa. Poi chiese: - Luogotenente, in mezzo a che razza di pagani siamo caduti?
   - Vorrei saperlo - rispose Two Hawks. - Ad ogni modo, non preoccupiamoci della loro religione: se ci portano fino ad un territorio neutrale, o in Russia, avranno assolto il loro compito.
   Le cerimonie durarono circa tre minuti, poi le perline e gli idoli (se erano idoli) furono messi via e si riprese la marcia. Non si fermarono fino a mezzanotte, quando due uomini sgusciarono nel villaggio a sole cento metri da loro per tornare dopo quindici minuti, con altre strisce di manzo disseccato, pane nero e sei bottiglie di un vino molto aspro. Tutti bevvero un sorso dalle bottiglie e ripresero quindi rapidamente a camminare. All'alba, quando si sistemarono per dormire, sentirono il lontano boato di un grosso cannone. Un po' pi tardi nel pomeriggio, Two Hawks fu svegliato da O'Brien: l'Irlandese punt il dito verso l'alto, attraverso un'apertura tra gli alberi, e Two Hawks vide una grande sagoma argentea a forma di salsiccia passare a circa cento metri sulle loro teste.
   - Sicuro come la morte che somiglia a uno di quei dirigibili dei quali ho letto qualcosa quando ero bambino - osserv O'Brien. - Non sapevo che i Crucchi ne avessero ancora.
   - Non ne hanno - replic Two Hawks.
   - No? Come se lo spiega questo allora? Li usano i Russi?
   - Forse gran parte del loro equipaggiamento antiquato.
   Non credeva che quell'ordigno volante fosse russo o tedesco, tanto valeva impedire che O'Brien fosse preso dal panico ora. Una volta che avesse scoperto tutta la verit, naturalmente, O'Brien avrebbe dovuto affrontare l'inevitabile terrore, e Two Hawks sperava che riuscisse a controllarlo: stava gi avendo abbastanza problemi a dominare il suo panico personale.
   Si sedette, sbadigli, si stiracchi, e finse un'indifferenza che non provava. La ragazza gli dormiva vicino, le labbra leggermente aperte. Nonostante lo sporco e il grasso contro le zanzare che aveva sul viso, appariva graziosa, come una bambina non ancora adolescente che si fosse sentita troppo stanca per lavarsi la faccia prima di andare a dormire. Ormai, ne conosceva il nome: Huskarle Ilmika Thorrsstein. Tuttavia, Huskarle era probabilmente un titolo, e corrispondeva a Lady. Gli altri la trattavano con grande rispetto.
   Comunque, la ragazza non dorm a lungo, perch Dzikohses svegli tutti, cominciando a farli camminare anche di giorno: evidentemente, riteneva che fossero abbastanza distanti dal nemico per avventurarsi alla luce del sole. Da quel momento in poi incontrarono poche fattorie e il cammino divenne pi difficoltoso. Per diversi giorni, le colline seguitarono a diventare pi grandi e la foresta pi folta, poi si trovarono sulle montagne. Two Hawks consult la sua mappa: stando ad essa, non avrebbero ancora dovuto essere giunti sui Carpazi, eppure i monti erano l, e non c'era nessuna utilit nel negare la realt delle montagne. Inoltre, gli sembrava che fossero pi alte di quanto risultasse dalla mappa.
   Esaurirono il manzo, il pane e il vino. Per un intero giorno, camminarono sui pendii pi bassi delle montagne senza cibo. Il giorno successivo, Ka'hnya, l'arciere, si ecliss nella foresta, mentre gli altri schiacciavano un pisolino dietro pini o betulle. L era pi freddo e le notti erano abbastanza rigide da giustificare i pesanti indumenti che indossavano, ma anche cos, le zanzare prosperavano durante il giorno e parte della notte. In qualche modo, esse riuscivano a individuare e a penetrare piccoli punti nell'uniforme di Two Hawks e O'Brien, che potevano sfuggire l'attacco solo seppellendosi sotto le foglie.
   Due ore pi tardi, riapparve Ka'hnya. Era un uomo grosso, ma barcollava sotto il peso del cinghiale non ancora adulto che portava sulle spalle; sorrise in risposta alle congratulazioni e si ripos mentre gli altri si davano da fare a macellare quel maialino da latte gigante. Two Hawks li aiut, dato che nella fattoria di suo padre aveva fatto esperienza in faccende del genere. Comprese cos che Dzikohses probabilmente considerava la loro dislocazione abbastanza sicura da viaggiare di giorno, ma non era tanto fiducioso da desiderare di correre il rischio di usare un fucile; forse si erano portati dietro archi e frecce soltanto come misura di sicurezza per casi del genere, ma dal loro strano assortimento di armi, Two Hawks aveva l'impressione che questa gente fosse costretta ad usare qualsiasi cosa si trovasse a portata di mano. I due fucili a camera di caricamento girevole erano stati probabilmente rubati a nemici morti.
   Subito dopo misero a cuocere il maiale su una serie di fuochi piccoli e relativamente privi di fumo. Two Hawks mangi con avidit e sent la forza rifluire in lui: la carne era dura e grassa e cotta solo a met, ma non fu un problema divorarla. Ilmika Thorrsstein, invece, sembrava che avesse uno stomaco delicato, perch rifiut la grossa porzione che le venne offerta. Quando la respinse, sorrise, ma quando volt il viso e pens che nessuno la vedesse, non riusc a reprimere una smorfia di disgusto. Poi, mentre guardava mangiare gli altri, sembr che cambiasse idea, o appetito, prese un libretto dalla borsa e cominci a sfogliarlo, e Two Hawks, guardando da dietro la sua spalla, vide quello che sembrava un calendario. Tuttavia non era contrassegnato da numerali arabi, ma da numerali derivati dall'alfabeto greco. Ce n'erano parecchi che somigliavano a simboli runici.
   La ragazza domand qualcosa a Dzikohses, che si avvicin e indic il secondo quadrato in una fila di sette figure: cos, pens Two Hawks, avevano una settimana di sette giorni. Ilmika sorrise e parl ancora a Dzikohses, che le tese la stessa porzione che le aveva offerto prima e questa volta lei la mangi.
   Two Hawks poteva soltanto dedurre da questo che il maiale era tab per lei, eccetto che in certi giorni della settimana.
   - Sempre pi curioso - mormor.
   - Che cosa? - domand O'Brien.
   Two Hawks non rispose: cercare di spiegare l'intera faccenda avrebbe soltanto confuso e forse spaventato O'Brien, ed il sergente sembrava troppo felice al momento perch Two Hawks lo turbasse ulteriormente. Povero irlandese: non era abituato a escursioni a piedi cos lunghe e cos dure e a cos poco cibo, e quindi era stato pronto a sconvolgersi. Ma ora stava persino canticchiando. •
   O'Brien si diede una pacca sullo stomaco, rutt ed annunci: - Uomo, mi sento benissimo! Se solo potessi dormire per una settimana sarei una persona nuova.
   Dopo parecchi giorni, stavano ancora arrampicandosi sui pendii pi bassi delle montagne. Di tanto in tanto, salivano pi in alto per attraversare un passo, che li avrebbe di nuovo portati a discendere. Poi dovettero far fronte ad una situazione in cui furono costretti ad usare le armi da fuoco, rumore o non rumore. Avevano disceso una montagna fino ad una valle ampia circa dieci chilometri e lunga venti. Parte della valle era boscosa; il resto era costituito da una piana erbosa e da una palude. I gridi delle anitre si alzavano dalla palude, una volpe inseguiva una lepre a non pi di sei metri davanti a loro, ed un grosso orso marrone stava in cima ad una piccola collina; li guard per un po' prima di voltarsi e di discendere l'altro versante dell'altura. Il gruppo attravers una fascia d'alberi che divideva la valle in due, cominciando a percorrere l'ampia spianata, ed in quel momento, udirono un forte muggito alla loro destra: si voltarono di scatto, tenendo pronti i fucili, e videro un grosso toro trottare verso di loro.
   O'Brien, in piedi vicino a Two Hawks, esclam: - Ges, che mostro!
   Il toro superava in altezza le loro spalle di almeno due metri; era marrone, scuro e lucido, e l'estensione delle corna era di circa tre metri.
   - Un uro! - grid Two Hawks, stringendo la propria arma con la strana sensazione che fosse l'unica cosa solida dell'universo. Non era tanto spaventato dalla grandezza della bestia, poich il gruppo disponeva di armi da fuoco sufficienti a buttare gi persino quella imponente creatura: ci che lo atterr fu il fatto di sentirsi come se fosse stato rigettato indietro, fino all'alba dell'umanit. Quello era il tipo di creatura che l'uomo primitivo aveva affrontato. Poi si rassicur, dicendosi che questa era anche una creatura che l'uomo aveva spazzato via dalla terra; inoltre, essa, o qualcosa di simile ad essa, non era cos antica, dopotutto. Era sopravvissuta, anche se non in una forma cos gigantesca, fino alla I Guerra Mondiale, nelle foreste della Germania e della Polonia.
   L'uro mugg e trott verso di loro. Si ferm parecchie volte, sollev la testa e annus l'aria, gli occhi neri lampeggiavano alla luce del sole, ma non si capiva ancora se in essi brillasse l'assassinio premeditato o la curiosit. Cinquanta metri alle sue spalle, le teste munite di corna di parecchie mucche emergevano da dietro i cespugli. Ognuna di esse sembrava sufficientemente grande da badare a se stessa abbastanza bene, ma forse si erano tenute indietro per difendere i vitelli. Two Hawks non vide piccoli e si chiese dubbioso se quella fosse la stagione dei vitelli. Non aveva importanza se il toro stesse difendendo i vitelli o no: stavano minacciando il suo territorio, e lui era intenzionato ad assicurarsi che quella intrusione non si protraesse oltre.
   Dzikohses ordin qualcosa agli uomini, poi si allontan da loro e url: il toro rallent, si ferm e gli lanci uno sguardo ardente. Dzikohses url di nuovo, e l'uro ruot su se stesso e corse via; Two Hawks cominci a respirare meglio. Poi, come guidato da un capriccio o come se avesse trovato una nuova pista che la fece voltare per fronteggiarli di nuovo, la bestia si ferm e ruot su se stessa. La grande testa si abbass, un pesante zoccolo percosse il terreno, e con un altro grande muggito, il toro si lanci alla carica contro di loro. La terra trem sotto l'impatto degli zoccoli, che portavano tre quintali o pi.
   Dzikohses grid altri ordini: i suoi uomini si sparpagliarono in modo da poter sparare all'uro lateralmente e colpirlo nel corpo. Questa manovra non confuse l'uro che evidentemente aveva scelto i due Americani ed Ilmika come bersaglio. Prima, essi si trovavano al centro del gruppo, e quando gli altri si erano spostati verso sinistra e verso destra, erano rimasti nella stessa posizione di quando avevano visto il toro per la prima volta.
   Two Hawks lanci uno sguardo ad O'Brien e ad Ilmika e vide che non accennavano a voler rompere la formazione ed a scappare. Ilmika impugnava il revolver, la canna poggiata sul braccio sinistro perch non tremasse; O'Brien non aveva armi, ma aveva preso posizione proprio a destra di Two Hawks, pronto a mettersi a correre.
   - Io andr da una parte, lei dall'altra - propose l'Irlandese. - Forse non sapr a chi correre dietro.
   Ormai i fucili ad avancarica e le carabine stavano facendo fuoco. Ka'hnya scocc una freccia che affond nel fianco destro della bestia, proprio dietro la spalla. Questo non la ferm e non la fece nemmeno barcollare: anche se vacill sotto l'impatto dei proiettili e della freccia, il toro continu a correre a velocit incontrollata. Ilmika cominci a sparare, apparentemente senza ottenere alcun effetto: se i suoi proiettili calibro 40 raggiunsero il toro, lo colpirono sulla spessa striscia ossea tra le corna oppure sfiorarono gli imponenti e forti muscoli del collo. Two Hawks le disse di smetterla di sprecare munizioni, ma lei non lo guard nemmeno, continuando a sparare con freddezza.
   Poi un'altra freccia si piant nel toro, questa volta, per volont o per caso, nella zampa destra. L'animale cadde su un fianco, slitt sull'erba e la forza d'inerzia lo fece scivolare proprio fino ai piedi di Two Hawks. Questi abbass lo sguardo verso la grande testa e gli enormi occhi neri che lo fissavano con odio: le lunghe ciglia gli ricordavano una ragazza che aveva conosciuto a Siracusa (pi tardi, si chiese perch quel pensiero irrilevante gli fosse venuto in mente in una situazione cos pericolosa). Poi fece un passo avanti per piazzargli nell'occhio un proiettile della calibro 32. Gli altri uomini si avvicinarono e spararono al corpo. Esso si scosse sotto l'impatto ed ormai il sangue sprizzava da almeno una dozzina di ferite; tuttavia il toro era animato da una vitalit cos forte che cominci di nuovo ad alzarsi, e, nonostante la freccia che lo aveva azzoppato, riusc a sollevarsi sulle quattro zampe.
   Two Hawks mise la bocca da fuoco dell'automatico a solo un paio di centimetri dall'occhio della bestia dovette sollevare la canna) e fece fuoco: l'occhio esplose e lasci una cavit vuota. Nel mezzo di un muggito, l'uro croll al suolo, tent di nuovo di alzarsi, poi cadde su un fianco, emise un debole muggito e mor.
   Solo allora Two Hawks cominci a tremare: pens di essere sul punto si sentirsi male, ma il bisogno di vomitare svan a poco a poco e non lo costrinse a perdere la sua dignit.
   Dzikohses si accert che il toro fosse morto tagliandogli la gola, quindi si rialz con il pugnale insanguinato e per il momento dimentic la bestia, scandagliando la valle con lo sguardo, preoccupato che il rumore dei fucili potesse condurre l una compagnia indesiderata. Two Hawks avrebbe voluto chiedergli chi si aspettava di trovare in un posto cos remoto, ma decise di non farlo: non solo non era sicuro che sarebbe stato capito, ma pens anche che era per lui forse un vantaggio se i catturatori credevano di poter parlare liberamente in sua presenza. In effetti, non sbagliavano di molto: lui comprendeva soltanto, all'incirca, la sedicesima parte di quello che dicevano, ma stava imparando.
   Gli uomini tagliarono brandelli di carne dai fianchi e dalla groppa del toro. Ka'hnya cominci a tagliare a pezzi il corpo con l'intenzione di arrivare al cuore, ma Dzikohses lo ferm: i due discussero per un attimo, poi Ka'hnya, di malavoglia, obbed. Da quello che aveva capito della rapida conversazione, Two Hawks dedusse che Ka'hnya voleva il cuore per qualcosa di pi della sua carne: anche se non lo disse, era implicito che tutti avrebbero mangiato parte del cuore e in tal modo avrebbero ingerito il valore del toro. Dzikohses non ne volle sentir parlare: intendeva infatti attraversare la pianura e il bosco il pi rapidamente possibile.
   Viaggiarono a trotto di lupo: cento passi di corsa veloce, e cento passi di marcia. Divorarono i chilometri, ma ad un caro prezzo. Quando arrivarono all'altra estremit della valle, dove cominciavano il bosco e la montagna, avevano il respiro pesante ed erano inzuppati di sudore. Dzikohses fu impietoso: cominci subito la scalata, e gli altri componenti del gruppo si guardarono l'un l'altro e si chiesero se valesse la pena di implorare un riposo o se avrebbero fatto meglio a risparmiare il fiato. Two Hawks sogghign: ormai aveva ripreso a respirare regolarmente e era deciso a dimostrare di essere un uomo altrettanto in gamba quanto Dzikohses.
   Si erano inerpicati su per il pendio scosceso per non pi di cinquanta metri, e avevano percorso parte del cammino aggrappandosi ai cespugli e tirandosi su, quando nei paraggi si sent l'esplosione di un'arma da fuoco: Ka'hnya url, perse la presa e cadde all'indietro gi per la montagna. La testa si piant nella base di un cespuglio che ne ferm la caduta. Gli altri componenti del gruppo si gettarono a terra e si guardarono intorno, ma non videro nulla.
   Poi un'arma latr di nuovo, e un proiettile fischi tra le foglie proprio sopra la testa di Two Hawks. Gli capit di guardare nella direzione dalla quale era venuto lo sparo e vide un uomo che si sporgeva per met da dietro una quercia. Non cerc di rispondere al fuoco, dato che quello che aveva sparato si era ritratto dietro l'albero, senza contare che, a cinquanta metri, l'automatica era troppo imprecisa: avrebbe fatto meglio a risparmiare i proiettili.
   Dzikohses li chiam e cominci a strisciare verso le querce proprio sopra di lui ed alla sua sinistra, e gli altri lo seguirono. Parecchie volte, le armi esplosero colpi e i proiettili fischiarono sulle loro teste e si piantarono nel terreno l vicino; dal rumore, Two Hawks giudic che i nemici stessero usando fucili ad avancarica, e, se cos era, non potevano essere troppo precisi a quella distanza; Ka'hnya era stato colpito solo perch in quel momento era notevolmente esposto ed immobile. Two Hawks decise di tentare la fortuna prima che i nemici potessero avvicinarsi per sparare meglio: salt in piedi e corse a zig zag verso le querce. Da quella direzione non era arrivato nessuno sparo: o non c'erano nemici l, oppure stavano aspettando prima di aprire il fuoco. Se l'ultima ipotesi era vera, allora lui si stava suicidando, ma c'era un solo modo per scoprirlo.
   Alle sue spalle e da entrambi i lati, si levarono spari e le armi esplosero di nuovo. Proiettili, o pallottole, incresparono l'aria intorno a lui, ma riusc a raggiungere la quercia senza essere colpito sebbene la maggior parte dei colpi arrivasse quasi a sfiorarlo. Aspett, scrutando il bosco per vedere se qualcuno gli si stava avvicinando strisciando, poi ud un tonfo sordo di piedi sul terreno, e Dzikohses vol nell'aria e atterr al suo fianco. Two Hawks gli indic i grandi rami sulle loro teste: Dzikohses sorrise, tese il fucile a Two Hawks e cominci ad arrampicarsi. Sui rami pi bassi, allung la mano e riprese l'arma, poi ricominci a salire. Two Hawks lo segu e si ferm proprio sotto Dzikohses. Questi rest in silenzio per un minuto, poi emise un'esclamazione soddisfatta: mir con cura, fece fuoco, e un uomo cadde da dietro un albero. Un momento pi tardi spar di nuovo. Questa volta, un uomo cominci a urlare, ed un terzo lasci il riparo di un cespuglio per correre, piegato in due, in aiuto del ferito. Skehnaske', che probabilmente era chiamato Volpe per via dei suoi folti capelli rossicci, fece fuoco e l'uomo che stava correndo si volt di scatto e cadde al suolo. Fece l'errore di cercare di rialzarsi: questa volta tutto il gruppo spar e lui fu rigettato indietro dalla forza di parecchi proiettili.
   Ci fu silenzio per un po'. Two Hawks vide alcuni uomini passare da un albero all'altro, in apparenza per incontrarsi dietro una quercia particolarmente grande, con ogni probabilit per consultarsi, pens. Dzikohses non cerc di sparare contro di loro: stava aspettando finch non avesse individuato qualcuno immobile ed esposto.
   Chiam gli altri, e, uno per uno, essi si alzarono e corsero verso la quercia seguendo un percorso irregolare. La loro fuga non provoc spari. Dal ramo, Dzikohses dava ordini ai suoi uomini e anche ad Huskarle Ilmika. Si sparpagliarono ad entrambi i lati della quercia e cominciarono ad aprirsi la strada all'indietro verso la montagna, mentre Dzikohses rimaneva sulla quercia per indirizzare spari occasionali verso l'albero che riparava il nemico. Two Hawks segu Skehnaske', ed O'Brien and con gli uomini a sinistra. Per un po', Ilmika rimase con Skehnaske' e Two Hawks, poi strisci via per conto suo.
   Improvvisamente una raffica di spari si sprigion dall'albero che riparava il nemico. Dzikohses rispose, facendo fuoco il pi rapidamente possibile. Two Hawks ipotizz che i nemici avessero abbandonato la quercia e si stessero spargendo nella boscaglia per preparare un agguato. Pens a quanto sarebbe stato ironico se lui fosse stato ucciso in quella piccola schermaglia in una valle isolata, senza sapere per chi stava combattendo. Se per questo, non sapeva con certezza neanche contro chi stesse combattendo, o perch.
   La voce di Ilmika url alla loro destra, seguita da tre spari: due venivano da un fucile ad avancarica, uno da un revolver. Skehnaske' e Two Hawks andarono verso il punto dal quale erano arrivati gli spari, ma avanzarono con cautela, approfittando di ogni copertura e fermandosi per perlustrare la zona: quasi subito, si imbatterono in un uomo morto, steso sulla schiena, con lo sguardo rivolto verso l'alto, la gola lacerata da un buco e del sangue sulla gola e sul torace. Aveva un fazzoletto rosso intorno alla testa, agli orecchi portava grandi anelli rotondi d'argento e indossava una camicia a maniche lunghe che una volta era stata bianca. Una sciarpa color porpora era avvolta intorno alla vita e in essa erano sistemati una pistola a retrocarica a un solo colpo e un pugnale lungo e sottile. I pantaloni erano rigonfi e lunghi fino al ginocchio, e le calze di lana grezza erano nere con la feletta scarlatta. Le scarpe erano di pelle nera lucida, con grosse fibbie d'argento.
   La pelle del morto era scura come quella di un Ind, e l'uomo somigliava ad uno zingaro pi che a qualunque altra cosa.
   I due si separarono e ripresero la loro minuziosa ricerca. Anche se non c'erano segni di lotta. Two Hawks dedusse che i compagni del morto avevano preso prigioniera Ilmika. Un minuto pi tardi, videro il bagliore di una camicia bianca e poi Ilmika, con le mani legate dietro la schiena, che veniva spinta avanti da uno dei suoi catturatori. L'altro, che imbracciava una carabina a sei colpi, era alcuni passi pi indietro e badava che non li seguissero.
   Two Hawks aspett finch non sparirono dietro un'altura, e poi strisciando l'aggir per accertarsi di non cadere in un'imboscata. Ud deboli grida, il suono di uno schiaffo e il basso mormorio di uomini.
   Qualcosa lampeggi alla sua destra. Si appiatt a terra, aspett e alz cautamente la testa: vide Skehnaske' che gli faceva dei segni e rispose a cenni, poi l'uomo dai capelli rossi strisci fuori vista e Two Hawks avanz contorcendosi come un serpente verso i suoi bersagli, perdendoli di vista per un minuto, mentre percorreva una stretta cavit formata nel fango dall'acqua piovana. Dal fucile di Skehnaske' part un colpo; Two Hawks sollev la testa e vide la guardia che barcollava all'indietro, ma che continuava ad imbracciare il fucile. Two Hawks balz in piedi e gli spar da una distanza di venti metri, quindi cominci a correre in avanti, solo per gettarsi dietro un cespuglio mentre il secondo uomo si alzava brevemente in piedi. Il nemico spar a Two Hawks con una carabina, e il proiettile si piant nel fango con un suono sordo a soli due centimetri dalla sua faccia: Two Hawks rotol verso un cespuglio pi grande.
   Skehnaske' continu a sparare e il nemico non tir pi fuori la testa. Skehnaske' stava gridando qualcosa a Two Hawks che non cap le sue parole, ma, ne afferr il significato: salt allora in piedi e si precipit verso la collinetta, mentre Skehnaske' riprendeva il fuoco di copertura. Cerc di fare meno rumore possibile, ma l'uomo doveva aver udito lo scalpiccio delle scarpe nel fango. Apparve la testa, cinta di un fazzoletto nero, e poi la canna del fucile. Two Hawks poteva vederlo, ma Skehnaske' no. Tuttavia, quello aveva paura di sollevare troppo in alto la testa, ed era questo che rendeva i suoi spari difficoltosi. Lo manc con il primo proiettile, ruot la canna per correggere la mira e fece fuoco di nuovo.
   Two Hawks ud il proiettile oltrepassarlo sibilando. Non fu sorpreso di non essere stato colpito, perch aveva visto il piede di Ilmika sferrare un calcio e colpire violentemente l'uomo alle costole. L'uomo si paralizz per un attimo, incapace di decidere se sparare a Two Hawks o uccidere Ilmika. Two Hawks si ferm e spar due volte ed entrambe le pallottole colpirono l'uomo: una gli penetr nella tempia destra, l'altra lo colp in qualche altro punto del corpo. L'uomo cadde e sembr rattrappirsi come un pallone aerostatico punto da uno spillo.
   Ilmika piangeva e parlava in tono isterico mentre Two Hawks le slegava le mani. Tornarono al gruppo, che si era liberato degli altri. Alcuni dei nemici erano fuggiti; due erano morti ed uno era stato preso vivo con un proiettile nella coscia sinistra e un altro nella spalla destra. Era accovacciato per terra, con gli occhi annebbiati dal dolore.
   Dzikohses gli fece alcune domande; l'uomo gli sput addosso. Dzikohses appoggi la bocca da fuoco della carabina alla tempia dell'uomo e ripet la domanda. Di nuovo, l'uomo sput. Dalla carabina part un colpo: con la testa mezzo divelta, l'uomo si accasci al suolo.
   Skehnaske' port un altro prigioniero ferito. Dzikohses era sul punto di sparare anche a lui, poi scambi idea. Il prigioniero fu spogliato dei suoi indumenti, le mani gli furono legate sulla schiena e le caviglie furono unite strettamente, quindi venne sollevato e appeso ad un ramo, a testa in gi, con una corda, finch la testa non si trov ad alcuni metri da terra. Dzikohses prese allora il pugnale lungo e sottile del prigioniero e gli tagli entrambi gli orecchi: l'uomo svenne, ed il gruppo lo lasci appeso l. Qualche tempo dopo, lo sentirono urlare, poi torn il silenzio: doveva aver perso i sensi ancora una volta. Lo sentirono urlare ancora, proprio mentre stavano oltrepassando un costone della montagna, dopo di che, non lo sentirono pi.
   O'Brien e Two Hawks erano entrambi pallidi, ma non per lo sforzo. O'Brien mormor: - Maria ci salvi! Questi indigeni giocano duro!
   Two Hawks stava osservando Lady Ilmika Thorrsstein: sembrava che si fosse ripresa completamente. In effetti, l'incidente dell'uomo torturato le aveva restituito il colorito, e, in apparenza, quella punizione l'aveva divertita. Lui rabbrivid: di sicuro, gli zingari, o qualunque cosa fossero, avrebbero fatto lo stesso, o peggio, a loro, se avessero vinto, eppure lui non avrebbe mai potuto vendicarsi in un modo simile. Non avrebbe avuto esitazione a sparare a qualcuno a sangue freddo, ma questo! No, poteva darsi che fosse un Indiano Irochese, ma era troppo civilizzato.
   Dopo di allora, si accorse che la bionda non lo teneva pi alla larga come prima: gli era grata perch l'aveva salvata, anche se il merito era solo in parte suo, parlava con lui ogni volta che ne avevano la possibilit e cominci a insegnargli la sua lingua. Ora, anche se voleva imparare il suo linguaggio, era lui che si sentiva bloccato, e pass molto tempo prima che potesse dimenticare l'espressione del viso di lei mentre guardava Dzikohses tagliare gli orecchi al prigioniero.
  -- CAPITOLO SESTO
   Due settimane pi tardi, discesero dalla montagna: si trovavano ora in un territorio piatto e in mezzo a fattorie; ed erano anche vicini al nemico, i Perkunishani, come li chiamava Ilmika. Ripresero a viaggiare di notte, e, quarantotto ore dopo, si rifugiarono durante il giorno in una grande casa che era stata teatro di una schermaglia: sei corpi giacevano in varie posizioni e distanze dalla casa, e ce n'erano anche di pi all'interno. I guerriglieri avevano preso la casa, ma erano morti tutti in un combattimento corpo a corpo con i soldati perkunishani che la controllavano: non c'era rimasto nessuno a seppellire i morti, e adesso era gi tardi per metterli sotto terra. I componenti del gruppo trascinarono i cadaveri fino ad un boschetto di olmi l vicino e li collocarono in fosse poco profonde. I fucili ad avancarica furono abbandonati per quelli pi moderni a sei colpi.
   Two Hawks si chiese perch Dzikohses non avesse scelto un luogo pi nascosto per il loro riposo. Lo ascolt parlare con alcuni dei suoi uomini (ormai capiva almeno per met il loro linguaggio) e decise che quello doveva essere il posto fissato per un appuntamento. Gli esploratori tornarono a riferire che non c'erano nemici nelle vicinanze, tuttavia un cannone tuon a qualche chilometro di distanza.
   Two Hawks esamin la grande stanza, che doveva essere stata lo studio del proprietario della casa: c'erano libri sugli scaffali e sul pavimento, alcuni distrutti da una bomba ed un grosso mappamondo della Terra giaceva sul pavimento, vicino al tavolo dal quale era stato scagliato via dall'esplosione. Lo rimise diritto sul tavolo, e, col cuore che gli batteva forte, verific i suoi sospetti e chiar alcuni misteri.
   Quello che vide non era del tutto inaspettato: aveva indovinato parte della verit. Aveva avuto tutte le prove di cui aveva bisogno per sapere che non poteva trovarsi nel suo universo, ed all'inizio, aveva pensato che forse era stato trasferito in qualche modo in un'altra zona della sua Terra, ma era troppo istruito per insistere in questa teoria. Dopo aver visto i soldati stranamente abbigliati attraverso il foro nella cantina del contadino, aveva capito che quella non era la sua Terra: era forse stato deviato, in qualche maniera inspiegabile, verso un altro pianeta del suo universo? Era molto improbabile, anzi, era, o cos gli sembrava, impossibile: qualsiasi ciclo evolutivo avesse avuto luogo in quei non-terrestri, non sarebbe stato esattamente lo stesso che si era verificato sulla Terra per tutte le creature, n i continenti avrebbero avuto la stessa forma o forma simile. Inoltre, le lingue che aveva udito erano troppo somiglianti ad alcune della sua Terra. No, era impossibile. Eppure su quel mappamondo c'erano lettere che erano greche, almeno per la maggior parte, ed i nomi dovevano essere Hotinohsonih. Presumerlo era ragionevole.
   L sul mappamondo c'erano Eurasia, Africa e Australia, e la loro forma non corrispondeva del tutto a quella che gli era familiare; inoltre, le linee della latitudine indicavano che le tre masse di terraferma erano circa quattrocento miglia pi a sud che non sulle mappe che conosceva lui.
   Ci era abbastanza alieno, ma quello che lo turb di pi fu l'India.
   Aveva la stessa forma triangolare.
   Per era separata dal continente asiatico da circa 800 miglia di mare.
   A sud-ovest di essa c'era Ceylon, che non era pi un'isola ma era collegata all'India da una sottile striscia di terra.
   - Mio Dio! - mormor - La sua teoria era giusta, dopotutto! Una cosa come la deriva dei continenti c' davvero!
   - Cosa? - fece O'Brien. Two Hawks non rispose.
   Si chin per studiare i contorni dei rilievi.
   L'altopiano iraniano con la catena montuosa che lo delimitava, le montagne Kunlun, l'Himalaya, e l'altopiano del Tibet mancavano: c'erano alcune catene montuose, ma la zona era per la maggior parte abbastanza piatta e bassa, se stava interpretando correttamente le indicazioni dei rilievi.
   Mormor di nuovo: - Se l'India non ha ancora cozzato con l'Asia, non divenuta parte di essa, ed allora...
   Temendo quello che avrebbe visto eppure sapendo da qualche tempo quale doveva essere la verit, gir la sfera verso ovest. L'oceano Atlantico ruot lentamente.
   Trattenne il respiro, consapevole del fatto che O'Brien, con la bocca spalancata, stava al suo fianco.
   - Che diavolo? - disse O'Brien, e poi: - Maria, Madre di Cristo!
   C'erano le Hawaii. E c'era una catena di isole che cominciavano dove avrebbe dovuto esserci l'Alaska, si estendevano gradualmente verso sud-ovest e terminavano in una grande isola dove avrebbe dovuto esserci l'altipiano del Messico: erano le Montagne Rocciose e le Sierre, o meglio, le loro cime ridotte a isole. Alcuni puntini ad Est erano i picchi degli Appalachi. In ogni altra zona, solo acqua.
   L'America Centrale era tutta blu. Il Sud-America era una altra catena di isole, pi grandi di quelle dell'emisfero settentrionale: le Ande.
   Two Hawks, sudando pi di quanto fosse dovuto al caldo, studi per alcuni minuti l'emisfero occidentale. Poi ruot il mappamondo verso l'emisfero orientale. Si chin a leggere, o a cercare di leggere, i nomi stampati l sopra. C'erano un alfa e un beta abbastanza familiari, ma il gamma era girato verso sinistra, ed erano ancora usati il digamma e il kappa. Inoltre non c'erano lettere iniziali maiuscole, o meglio, tutte le lettere erano maiuscole.
   O'Brien grugn e disse: - Sto per vomitare: sapevo che c'era qualcosa che non andava, ma non riuscivo a mettere il dito sulla piaga. Dove diavolo siamo?
   - Pu darsi che vomitare ti faccia stare meglio - rispose Two Hawks. - Dopo dovrai comunque affrontare la verit.
   - Quale?
   - Hai mai letto molta fantascienza?
   - No. Tutte stupidaggini.
   - Sarebbe meglio per te se le avessi lette: probabilmente avresti una mente pi elastica, e questa situazione non sarebbe cos difficile da afferrare per te. O da accettare. Perch, che ti piaccia o no, devi accettarla. O impazzire.
   - Sto gi impazzendo. Oh, mio Dio, dov' l'America? Dove Chicago?
   Aveva la voce stridula. Gli altri nella stanza smisero di parlare per guardarlo incuriositi.
   - Mai sentito parlare di universi paralleli? - spieg Two Hawks. - So di s, perch ti ho visto leggere dei fumetti nei quali c'era questo concetto.
   O'Brien sembr sollevato. - S, vero. Solo... diavolo, mi sta dicendo che siamo in un universo parallelo? Un universo che ad angolo retto con il nostro?
   Two Hawks annu e sorrise all'espressione angolo retto usata da O'Brien: questo termine non era una spiegazione, ma solo un metodo di descrizione per portare il lettore a comprendere meglio, o piuttosto per portarlo a pensare che stava comprendendo l'incomprensibile. Ma se il termine aiutava O'Brien ad ancorarsi alla realt e a calmare il suo panico, poteva tenerselo: qualsiasi ancora era meglio di niente.
   O'Brien chiese: - Quindi quella strana sensazione che abbiamo provato l nell'Hiawatha...? Era perch stavamo attraversando una... specie di... porta?
   - Puoi chiamarla porta. Il punto che le favole della fantascienza per noi sono diventate realt: gli universi paralleli esistono. Mi piacerebbe negarlo tanto quanto piacerebbe a te, ma non c' modo di negare questo fatto. In qualche maniera, siamo passati in un altro universo: siamo sulla Terra, ma non su quella che conosciamo.
   O'Brien volt il mappamondo verso l'emisfero occidentale. - E questa una Terra in cui l'America del Nord e del Sud sono sommerse?
   Rabbrivid e poi si fece il segno della croce.
   Two Hawks disse: - So da un po' di tempo che cose che non potevano essere possibili ci nonostante lo erano. Quella gente - e indic gli altri nella stanza, - parla una lingua che decisamente irochese.
   Indic la bionda, Ilmika. - E il suo linguaggio, che tu lo creda o no, inglese. Un tipo di inglese, in ogni caso. Lei lo definisce Ingwinetalu o Blodland spraech.
   - Sta scherzando? Pensavo che fosse svedese o forse olandese. Inglese?
   Two Hawks ruot di nuovo il mappamondo verso l'emisfero orientale.
   - Sulla nostra Terra, gli antenati degli Amerindi, i cosiddetti Indiani Americani, migrarono in tempi preistorici dalla Siberia nel Nord-America e poi nel Sud-America. Vennero gruppo dopo gruppo e probabilmente impiegarono pi di diecimila anni per farlo. Gli Eskimo, i pi mongolici di quella che essenzialmente una mescolanza caucasico-mongolica, furono gli ultimi ad arrivare.
   Ma su questa Terra gli Amerindi non hanno avuto Americhe verso cui migrare, cos si sono rivolti verso l'interno e sono diventati una forza con cui fare i conti nel Vecchio Mondo. Cio, l'Asia e l'Europa.
   Fece scorrere il dito sulla mappa dell'Europa e si ferm sulla penisola dell'Italia: il color malva che la ricopriva si estendeva attraverso una parte della Yugoslavia settentrionale e copriva anche la Sicilia. Lesse a voce alta la grande definizione che evidentemente si riferiva all'intera zona.
   - Akhaivia! Achea? Se Achea, allora possibile che gli antichi Greci siano discesi, per qualche ragione, nella penisola che nel nostro mondo chiamiamo Italia, invece che nella penisola ellenica!
   Guard la Grecia. Era definita Hatti.
   - Gli Ittiti - si domand a voce alta. - Sulla nostra Terra, conquistarono una parte dell'Asia Minore, prosperarono per un po', contemporaneamente ai Greci Micenei, e poi sparirono. Che cosa avvenuto qui? Hanno invaso una nazione che i Greci hanno evitato, deviati per qualche ragione verso ovest. E gli Ittiti hanno conquistato i Pelasgi e hanno dato il loro nome alla nostra Eliade?
   Continu a parlare a voce alta, in parte per aiutare O'Brien a capire cosa era successo.
   - Non conosco i dettagli e dovr indovinare una parte dello schema, ma scommetto che gli Irochesi, o forse altre trib americane, invasero l'Europa orientale e si stabilirono l. Se l'hanno fatto in epoca primitiva, probabilmente hanno alterato il corso delle migrazioni dalla Terra d'Origine verso qualche luogo in Germania o in Polonia. Le invasioni ebbero il risultato di spingere i vari popoli, gli Ittiti, gli Elleni, gli Italici, i Germanici e cos via, una nazione pi a ovest. O qualcosa di simile.
   Mmm! Mi chiedo cosa sia successo agli Italici: i Sabini, i Volsci, i Sanniti, i Latini? Sono stati sospinti verso ovest? O si sono stabiliti in Italia prima degli Achei solo per essere conquistati e alla fine assorbiti da loro?
   Mise il dito su una zona verde chiaro che copriva approssimativamente l'area della Romania e della Russia meridionale. - Hotinohsonih? Housebuilders? Irochesi? Sicuro! E quella grande croce l, 'Estokwa, sarebbe Odessa sulla nostra Terra. Probabilmente la capitale di Hotinohsonih. 'Estokwa? Pala? Pu essere, anche se non so perch un posto dovrebbe prendere il nome da una spatola o da un mestolo. Ma poi, non conosco la sua storia.
   Penso che siamo diretti a EstoKwa, con ogni probabilit perch la bionda, Ilmika Thorrsstein, una persona importante: ho capito dalla loro conversazione che suo padre un ambasciatore del Blodland nella nazione del Dakota, la nostra Ungheria. Dakota? possibile che nel Dakota si parli sioux?
   Sogghign, poi rise e chiese a O'Brien: - Non ti fa sentire un po' pi a casa sapere che c' uno stato del Dakota anche qui?
   Indic un fiume che da nord scorreva in direzione sud, verso 'Estokwa per sfociare nel Mar Nero. - Questo ti far sentire ancora di pi a casa. Il nostro Dnjestr il loro Ohiyo, cio un bel fiume. E se ricordo bene, il nostro fiume Ohio viene da una parola irochese che significa bello. Che te ne pare, O'Brien? Il Dakota e l'Ohio! Forse le cose non vanno cos male, dopotutto.
   O'Brien sorrise debolmente e rispose: - Grazie del tentativo di tirarmi su, Luogotenente. Ma ci vorr un po' di pi di un paio di nomi familiari per farmi superare questo shock. Ancora non ci credo.
   - Faresti bene ad aggiornarti - consigli Two Hawks.
   Indic un'area rosso pallido che copriva approssimativamente l'Austria, la Germania, la Danimarca, la Polonia, la Cecoslovacchia e la Svizzera del suo mondo.
   - Il Perkunisha, se la s greca attraversata da una sbarra obliqua indica un sh, e sono sicuro che sia cos. Sembra che la parola sia in relazione o provenga dal lituano Perkunis. Era il dio principale dei Lituani pagani e forse anche degli Antichi Prussiani: essi parlavano lingue della famiglia baltica strettamente imparentate fra loro, e Perkunis significava tuono, proprio come il norvegese Thor e l'antico inglese Thonar o Thunor. Ma la parola ha una qualche affinit con la madre di Thor, Firgyn.
   - S? - disse O'Brien. - Non voglio conferenze, professore.
   - Scusa. Trovo molto interessanti alcune informazioni. Comunque, ho sentito Dzikohses chiamare il nemico Pozosha. Questo sarebbe il suo modo di pronunciare Borussia: anche gli Antichi Prussiani erano chiamati Borussi. Berlino, tra parentesi, un nome dall'antico prussiano: quando i Tedeschi conquistarono gli Antichi Prussiani, o Borussi, usarono per il luogo il nome originario.
   Guard il resto della mappa dell'Europa: le grandi lettere che la denominavano non formavano di sicuro la parola Europa, o qualcosa di simile, ma questo c'era da aspettarselo. Europa era un nome derivato da un mito greco: il grande dio Zeus si era innamorato di Europa, la figlia del re fenicio Agenore, si era trasformato in un toro e si era mescolato alla mandria di Agenore. Europa, affascinata dalla bellezza e dalla grazia del dio camuffato, gli era salita in groppa, e Zeus si era allora precipitato in mare e aveva nuotato fino a Creta con lei sulla schiena. Creta, anche se era un'isola del Mediterraneo orientale, era considerata parte del mondo occidentale, e cos da Europa era venuto il nome del mondo occidentale, Europa.
   Ma su quella Terra, probabilmente non esisteva una storia del genere, cos l'Europa di quel mondo era chiamata in qualche altro modo.
   Khephdakh.
   Un nome semitico? Egiziano?
   Il terzo superiore della penisola scandinava, la maggior parte della Scozia e il quarto superiore dell'Irlanda erano in bianco e contraddistinti dal profilo nero di un orso polare: ci doveva significare che queste zone erano coperte da neve e ghiaccio o forse da ghiacciai. L'Islanda e la Groenlandia erano contraddistinte nello stesso modo.
   Fischi sottovoce e gir per met il mappamondo.
   Quelle file di piccole frecce indicavano sicuramente le maggiori correnti oceaniche, tuttavia la corrente giapponese, invece di diventare la corrente della California, scorreva verso est senza essere deviata dalla massa continentale del Nord-America, passava sopra la terra sommersa ed attraverso l'Atlantico: in effetti, in questo mondo, non doveva esserci nessuna designazione particolare per l'oceano; sarebbe solo stato parte del Pacifico, comunque lo chiamassero. S. Proprio come aveva previsto. Okevanos. Se quel doppio digamma stava per v.
   Alla fine, la corrente giapponese veniva deviata verso sud dalle coste della Francia e del Portogallo e diventava una corrente equatoriale, scorrendo in direzione ovest verso l'Asia.
   Non c'era nessuna Corrente del Golfo, il grande flusso che, spostandosi verso nord-est dal Golfo del Messico, scaldava l'Europa nord-occidentale e le impediva di diventare una terra sub-artica. Tuttavia l'Europa era circa quattrocento miglia pi a sud, ed era probabile che la corrente giapponese aumentasse la temperatura media dell'Europa settentrionale.
   Fischi di nuovo sottovoce: nella storia dell'Europa di questo mondo, qui c'era un qualcosa pi significativo persino della presenza degli Amerindi.
   In primo luogo, l'Europa doveva essere pi fredda.
   Inoltre, doveva essere pi addentro nell'Era Glaciale, il che significava che dovevano verificarsi pi precipitazioni sia in Europa che nel Nord-Africa. Il Deserto del Sahara non doveva essere cos arido e probabilmente non era affatto deserto: era possibile che fosse fertile come lo era stato, diciamo, nell'8000 a.C. Questo doveva significare che gli stati del Nord-Africa, cos poco popolati e cos deboli politicamente ed economicamente nel suo mondo, con ogni probabilit erano nazioni molto potenti, qui. E questo doveva fare molta differenza nella storia di quel mondo.
   - Fa caldo qui, ora - comment. - Ma scommetto che l'inverno sar lungo e freddo. Tuttavia, c' da considerare la differenza di latitudine.
   Two Hawks and verso gli scaffali ed esamin parecchi libri: trov un atlante contenente molti pi dettagli geografici e nazionali che il mappamondo. Inoltre, il testo di accompagnamento e i nomi sulla cartine erano bilingui, greci e irochesi. Il greco gli riusciva difficile da comprendere, dato che era diverso da quello omerico ed attico, e inoltre sembrava contenere parecchi barbarismi derivati da linguaggi a lui completamente sconosciuti. Cerc e trov un dizionario bilingue e questo gli diede un piccolo aiuto.
   - O'Brien! Ti chiedevi perch non abbiamo visto cavalli; la ragione molto semplice: non ce ne sono. Per di pi, non troveremo nessun cammello, niente tabacco, pomodori, tacchini, arachidi, chinino, mirtilli, popone, mais o granoturco indiano; potrei proseguire: niente pettirossi americani o aquile calve, niente giaguari, ocelot, marguai, tapiri o scimmie dalla coda prensile.
   Ma due tra le creature mancanti, quelle in realt pi importanti, sono il cavallo e il cammello, entrambi originari del Nuovo Mondo e poi diffusisi anche nel Vecchio Mondo solo per estinguersi nella terra nativa. Be', per essere esatti, il dromedario e il cammello battriano si sono estinti nelle Americhe, mentre il lama, l'alpaca e il guanaco, che erano membri della stessa famiglia cui appartiene il cammello, sono sopravvissuti in Sud-America.
   In ogni caso, ora sappiamo perch nessuno capisce cosa vogliamo quando chiediamo una sigaretta.
   - Ehi! - esclam O'Brien. - Anche la gomma! La gomma venuta dal Sud-America, non vero? Sicuro che vero!
   Ecco perch quelle autoblindo si muovevano su ruote di legno bordate di metallo. Niente gomma!
   - N potrai mangiare tavolette di cioccolato o cacao!
   - Che diavolo di mondo!
   Two Hawks non nomin un altro articolo mancante: la cosa avrebbe depresso O'Brien ancora di pi, in particolar modo perch era un Irlandese.
   - Poi c' l'India - continu - che molto pi isolata dall'Asia dell'Australia, perch non ci sono isole tra essa e il continente. Non sembra probabile che sia stata abitata da esseri umani fino a tempi relativamente recenti. Ci significa che la razza negra non esiste in questo mondo?
   - Cosa glielo fa affermare?
   - Nessuno sa di dove siano originari i Negri, anche se esistono diverse ipotesi. C' una teoria, basata su alcuni teschi trovati nell'India meridionale, secondo cui possibile che la razza abbia avuto origine l, nell'Antica Et della Pietra. Poi i Negri si sparsero verso la Nuova Guinea e le zone confinanti, e anche verso l'Africa. Sai, i due rami sono tipi leggermente diversi di Negro. Non lo sapevi? Comunque, in tempi molto antichi, tra le due aree c'era un grosso distacco, una distanza di molte migliaia di chilometri. Nel mezzo, c'erano i due gruppi dei Caucasici e dei Mongolici. Oh, c'erano i Negritos, una variet nana, nell'area della Malesia. Ma questi si erano nascosti nella giungla per sfuggire ai loro nemici pi alti e numericamente superiori.
   Cos gli antropologi sono molto perplessi: come spiegare il mistero? Se la razza negra, che fu probabilmente l'ultima ad evolversi, ha avuto origine in India, perch non la troviamo n laggi n nelle zone tra la Melanesia e l'Africa? Forse i Negri sono stati sterminati o assimilati, o sono fuggiti dalla loro area di origine nel Paleolitico? Forse un gruppo o alcuni gruppi andarono verso le isole e un altro verso l'Africa?
   - Forse la teoria sbagliata - comment O'Brien. - Lasciamo perdere i negri. Che mi dice del cavallo e del cammello? Se non ce ne sono qui, non probabile che la cosa faccia una differenza dannatamente grande?
   - Puoi scommetterci. Dovrebbe significare che i viaggi, le comunicazioni e il commercio sono molto pi lenti. Finch non e stato inventato il motore a vapore, la gente probabilmente doveva viaggiare a piedi o per via fluviale, ed i materiali ingombranti dovevano essere trasportati sulla schiena dagli uomini o su carri trascinati da buoi, anche se forse qui l'elefante veniva usato pi che nel nostro mondo.
   Smise di parlare perch un gruppo di stranieri era entrato nella stanza: erano in venti, la maggior parte con la pelle scura e i capelli neri, ma alcuni anche dal colorito pallido come quello di O'Brien. Avevano uniformi color verde chiaro e stivali di pelle marrone alti fino al ginocchio; i pantaloni erano molto aderenti ed erano ornati da un filo d'oro lungo la cucitura. Le giacche erano a coda di rondine, larghe intorno al torace e alle maniche, con quattro grandi tasche munite di bottoni. Gli elmetti erano conici come i cappelli dei coolies cinesi, ma erano incurvati all'indietro per proteggere il collo. Gli ufficiali indossavano simboliche piume di acciaio infisse sulla parte anteriore dell'elmetto. Tutti portavano carabine a un solo colpo a retrocarica e spade leggermente ricurve lunghe poco pi di un metro. Tutti erano privi di barba.
   L'ufficiale che li comandava parl un po' con Dzikohses, rivolgendo sguardi frequenti agli Americani. L'ufficiale, un kidziaskos (dal greco chiliarchos), aggrott improvvisamente le sopracciglia. Lasci Dzikohses e si avvicin a grandi passi ai due aviatori, chiedendo a Two Hawks di consegnargli l'arma. Two Hawks esit, poi si strinse nelle spalle: doveva acconsentire. Dopo essersi accertato che l'automatica avesse la sicura, tese l'arma all'ufficiale, che la volt e rivolt, e alla fine l'infil nella cintura.
   Dzikohses e i suoi guerriglieri se ne andarono, mentre gli aviatori e Ilmika Thorrsstein lasciavano la casa scortati dai soldati. Di nuovo, viaggiarono di notte e dormirono meglio che poterono di giorno. In apparenza, il nemico aveva invaso quella zona ma non ne aveva ancora uno stretto controllo. Il gruppo evit tutte le pattuglie perkunishane ma non pot sfuggire agli sciami di grosse zanzare: ogni giorno, erano tutti costretti ad applicarsi uno spesso strato del grasso puzzolente sulla pelle.
   Due giorni dopo che si erano separati dai guerriglieri, O'Brien cominci ad avere brividi di freddo e la febbre, ed a sudare. Two Hawks suppose che il sergente avesse la malaria, ed il medico militare conferm la sua diagnosi.
   - In nome di Dio, non hanno del chinino? - disse O'Brien. - Ci si aspetterebbe che in un paese in cui c' la malaria,...
   - Non ce n' - rispose Two Hawks. - Sulla nostra Terra era sconosciuto fino a dopo la scoperta dell'America. Perci...
   - E che facevano prima di Colombo? Devono aver avuto qualcosa!
   - Non lo so. Qualunque cosa avessero, non era molto efficace.
   Non disse ad O'Brien che la malaria era stata un grande flagello nella regione mediterranea della loro Terra, e che in effetti, ancora pretendeva una pesante tassa annuale. Era preoccupato, non solo per O'Brien, ma per se stesso: il parassita della malaria poteva uccidere un uomo se questo non veniva sottoposto a cure mediche, soprattutto perch il parassita di questo mondo poteva risultare anche pi letale di quello del suo.
   I soldati costruirono una rudimentale barella con due rami e una coperta. Il sergente vi fu messo sopra poi Two Hawks prese una estremit della barella e un soldato l'altra. I militari si davano il cambio a intervalli di quindici minuti, ma Two Hawks dovette mantenere il suo posto finch non gli riusc pi di stringere le mani intorno ai rami, le gambe parvero divenire di pietra e sembr che la schiena gli si dovesse scardinare al passo successivo.
   II medico somministrava a O'Brien dell'acqua e due grosse pillole una rossa e una verde, ogni ora. Di qualunque ingrediente fossero fatte, ebbero ben poco effetto: O'Brien continu a gelare, a bruciare e a sudare alternativamente per quattro ore, poi, come ci si poteva aspettare, gli attacchi cessarono, e, anche se era ancora debole, fu costretto ad alzarsi e a camminare, con Two Hawks che lo sosteneva. L'ufficiale fece capire che non voleva ritardi, e Two Hawks incit O'Brien a continuare a camminare: l'ufficiale non avrebbe avuto esitazioni ad uccidere una probabile spia che stava rallentando la marcia. Evidentemente la sua preoccupazione principale era quella di portare la donna blodlandese attraverso le linee nemiche e fino alla capitale.
   Dopo quattro giorni di viaggio, durante i quali O'Brien divenne pi debole e sofferente, arrivarono al primo villaggio. Per le ultime 12 ore, camminarono durante il giorno. Il nemico non doveva aver avanzato molto vicino a quel posto, dove Two Hawks vide la prima ferrovia e la prima locomotiva. La locomotiva sembrava un modello all'incirca del 1890, fatta eccezione per la grande ciminiera, che era modellata come la faccia di un demone; i vagoni del treno erano dipinti in scarlatto e coperti di simboli di buon auspicio, compresa la svastica.
   Il villaggio era la stazione terminale della linea: trenta case e negozi sorgevano parallelamente ad entrambi i lati dei binari, e Two Hawks guard incuriosito le case e la gente che correva fuori a salutarli. Le costruzioni gli ricordavano le strutture a falsa facciata che aveva visto nei film western, tuttavia, ciascuna mostrava sulla cima della falsa facciata l'intaglio di un nume tutelare, in legno ed a colori vivaci. Gli uomini indossavano pesanti stivali e camicie di cotone, o di vacchetta, o di pelle di daino, che pendevano fuori dalla cintura. Le donne erano vestite con casacche di cotone tagliate basse e orlate di perline, e con gonne lunghe fino alla caviglia, sulla quali erano cuciti in vari disegni piccoli intagli di pietra o conchiglie. Entrambi i sessi avevano capelli lunghi che ricadevano sulle spalle: il taglio ad elmetto tedesco dei guerriglieri e dei soldati, pens Two Hawks, doveva essere un requisito militare.
   C'erano alcuni vecchi e vecchie, e avevano tutti il viso e le mani tatuate in blu e rosso: Two Hawks suppose che questa decorazione della pelle fosse stata un'usanza universale tra gli Hotinohsonih prima che qualcosa, probabilmente l'influsso delle nazioni bianche dell'Europa occidentale, ne provocasse la sparizione.
   L'ufficiale chiese educatamente alla donna Thorrsstein di salire a bordo di un vagone passeggeri. Non fu altrettanto educato con i due Americani, cui url di andare tre carrozze pi indietro: Two Hawks fece finta di non capire, dato che non voleva far sapere ai suoi catturatoli che stava diventando bravo nella loro lingua. Alcuni soldati spinsero i due verso il vagone. Two Hawks, aiutando il sergente che batteva i denti, sal i gradini per entrare nella prigione mobile.
   Il vagone era privo di arredamento e affollato di soldati feriti. Two Hawks trov un posto dove far stendere O'Brien, sul pavimento di legno, poi cerc un po' d'acqua da dargli e scopr che era disponibile solo nel vagone successivo. Un uomo, che aveva il braccio appeso al collo in una benda insanguinata e una fasciatura macchiata di sangue intorno alla testa, accompagn Two Hawks. Il ferito impugnava nella mano sana un lungo coltello e promise a Two Hawks di tagliargli la gola se appena avesse accennato all'intenzione di scappare. Non si allontan dal fianco dei prigionieri per il resto del lungo viaggio fino a 'Estokwa.
   Impiegarono cinque giorni e cinque notti. Molte volte, il treno fu deviato su binari di raccordo, per permettere il passaggio di treni carichi di soldati diretti verso ovest. Per un giorno, nessuno nel vagone ospedale ebbe acqua: O'Brien quasi mor, ma, alla fine, il treno si ferm vicino ad un ruscello, e bottiglie e borracce furono riempite.
   Il vagone era stipato di gente, caldo, rumoroso e maleodorante. Un uomo con una gamba in stato di avanzata cancrena giaceva accanto al sergente, ed il tanfo era cos nauseante che Two Hawks non riusc a mangiare. II terzo giorno, il soldato mor e fu seppellito quattro ore dopo nella boscaglia vicino ai binari, mentre il treno sbuffava impaziente su un contrafforte.
   Con sorpresa di Two Hawks, O'Brien miglior: il giorno in cui arrivarono a 'Estokwa, la febbre, i brividi di freddo e il sudore erano spariti. L'Irlandese era debole, pallido e sparuto, ma aveva sconfitto la malattia. Two Hawks non sapeva se la guarigione fosse dovuta alla robustezza di costituzione di O'Brien, alle pillole che il medico aveva continuato a somministrargli o ad una combinazione di entrambe le cose. Era anche possibile che il sergente fosse stato afflitto da qualcos'altro, oltre alla malaria, ma ci non aveva importanza: aveva riguadagnato la salute, anche se soltanto in modo precario.
  -- CAPITOLO SETTIMO
   La notte che il treno arriv ad 'Estokwa, una tempesta di pioggia infuriava sulla citt; Two Hawks non riusc a vedere nulla dai finestrini, eccetto il bagliore dei lampi, e non gli fu permesso nemmeno di dare un'occhiata pi accurata dopo essere stato scortato fuori dal vagone. Gli bendarono gli occhi, gli legarono le mani dietro la schiena e lo portarono sotto la pioggia verso un carro. Sapeva che era un veicolo chiuso, perch sentiva l'acqua cadere sul tetto e appoggiava la schiena contro la parete; sedette su una panca da un lato dell'abitacolo, e O'Brien, anche lui con gli occhi bendati, si sistem sull'altra.
   - Dove pensa che ci stiano portando, Luogotenente?
   O'Brien sembrava debole e nervoso. Two Hawks rispose che non lo sapeva, ma dentro di s, supponeva che li stessero portando ad una stazione di interrogatorio. Sperava ardentemente che la civilt avesse ammorbidito i vecchi modi irochesi di trattare con i prigionieri. Non che essere civilizzati significasse necessariamente che la tortura brutale o sottile non venisse applicata: i Tedeschi civilizzati del suo mondo, per esempio, l'usavano, e i Cinesi, i bianchi americani nel rapporto con i pellerossa, chiunque, preletterato o civilizzato.
   Dopo circa quindici minuti di viaggio, il carro si ferm. O'Brien e Two Hawks furono rudemente aiutati a scendere, vennero messe loro delle corde intorno al collo e furono guidati su per una lunga rampa di gradini, in una sala, in un'altra e poi gi per uno scalone ricurvo. Two Hawks non diceva niente; O'Brien imprecava. Improvvisamente, li fecero fermare, una porta si apr su cardini di ferro cigolanti, e vennero spinti oltre la soglia. Furono fermati di nuovo e rimasero in piedi, in silenzio, per un po', quindi gli furono tolte le bende e si trovarono a sbattere le palpebre per via della luce forte di una lampada elettrica.
   Quando le sue capacit visive tornarono, Two Hawks not che la stanza era di granito lucidato, con un soffitto alto sulle loro teste, e che la luce proveniva da una grossa lampada posata su un tavolo di legno. Intorno a loro c'erano parecchi uomini, che indossavano uniformi nere aderenti: sulla parte anteriore sinistra di ogni giacca c'era un teschio deforme, e questi uomini, diversamente da quelli che aveva visto fino ad allora, avevano la testa completamente rasata.
   Aveva avuto ragione: lui e O'Brien erano l per essere interrogati, ma sfortunatamente, non avevano davvero nulla da dire. La verit era cos incredibile che i loro inquisitori non vi avrebbero creduto. Avrebbero pensato che si trattava di un'invenzione architettata dalle spie perkunishane. Non potevano pensare altro, non pi di quanto un uomo di questo mondo, catturato in una simile situazione sulla Terra di Two Hawks, sarebbe stato creduto dagli Alleati o dai Tedeschi.
   Tuttavia, venne il momento in cui Two Hawks disse la verit, incredibile o meno. O'Brien fu fortunato. Indebolito dalla malaria, non riusciva a sopportare a lungo il dolore. Continu a svenire finch gli inquisitori non si convinsero che non stava recitando e lo trascinarono fuori per i piedi, con la testa che sbatacchiava sul pavimento levigato e dall'aspetto viscido; poi dedicarono a Two Hawks tutte le loro energie e il loro ingegno. Forse erano particolarmente vendicativi perch credevano che fosse un traditore, dato che lui, non era di sicuro un perkunishano.
   Two Hawks mantenne il silenzio il pi a lungo possibile, perch ricordava che gli antichi Irochesi della sua Terra avevano mostrato ammirazione per un uomo che riusciva a sopportare il dolore, ed a volte, anche se di rado, interrompevano la tortura per adottare nella trib un uomo di grande coraggio e resistenza.
   Dopo un po', cominci a chiedersi come avevano fatto i suoi antenati ad essere cos forti da mantenere il silenzio, e persino a cantare e danzare o urlare insulti ai loro tormentatori. Erano uomini migliori di lui. Al diavolo lo stoicismo e la sfida! Cominci a gridare: questo non lo fece sentire meglio, ma almeno gli permise di esprimersi e di liberare energia.
   Venne il momento in cui aveva balbettato la sua storia cinque volte, insistendo ogni volta che era vera; svenne sei volte e fu rianimato dall'acqua ghiacciata che gli versarono addosso. Dopo un po', non sapeva pi quello che stava facendo o dicendo, ma almeno non stava certo implorando piet, e li stava maledicendo, dicendo loro che creature basse, indegne e spregevoli fossero e affermando che gli avrebbe strappato le budella e gliele avrebbe annodate intorno al collo, appena ne avesse avuto la possibilit.
   Poi cominci a urlare di nuovo; il mondo era una fiamma rossa, un urlo rosso.
   Quando si svegli, soffriva, ma ci che provava somigliava di pi al ricordo della sofferenza. Quel ricordo faceva abbastanza male, ma era preferibile di molto all'agonia reale che gli era stata inflitta in quella camera di pietra; eppure, desider di morire e di farla finita con quella raffinata sofferenza. Poi pens agli uomini che gli avevano inflitto quel trattamento e desider vivere: una volta in piedi, sarebbe bastato che gli dessero una possibilit di scappare, e in qualche modo li avrebbe uccisi.
   Pass del tempo. Si svegli per trovarsi con la testa sollevata e con una bevanda fresca che gli scendeva lungo la gola secca: c'erano parecchie donne nella stanza, tutte vestite di abiti lunghi e neri e con nastri bianchi intorno alla fronte. Zittirono le sue domande gracchiami e cominciarono a cambiare alcune delle bende nelle quali era avvolto. Lo facevano con molta delicatezza, ma non poterono evitare di fargli male. Dopo, gli applicarono lozioni calmanti e gli misero bende pulite.
   Chiese dove si trovava e una delle donne gli rispose che era in un bel posto sicuro e che nessuno gli avrebbe fatto di nuovo del male; allora croll e pianse. Le sue soccorritrici si voltarono da una parte come se fossero imbarazzate, ma Two Hawks non cap se ci fosse dovuto al suo scoppio emotivo oppure a quello che gli era stato fatto.
   Non rimase sveglio a lungo, ma cadde in un sonno dal quale si svegli due giorni dopo, sentendosi come se fosse stato drogato: aveva la testa pesante ed un pessimo sapore nella bocca impastata. Quella sera riusc ad alzarsi dal letto ed a camminare avanti e indietro nel lungo atrio fuori dalla stanza: nessuno glielo imped, e parl persino, e cerc di parlare, con alcuni degli altri pazienti. Esterrefatto da quanto aveva appreso, torn nella sua piccola stanza: O'Brien, che occupava l'altro letto, gli chiese debolmente: - Dove siamo?
   - Nella versione irochese di una gabbia di matti - rispose Two Hawks.
   O'Brien sembrava troppo prosciugato delle forze per reagire con violenza, anche se riusciva a parlare. - Com' che siamo qui?
   - Suppongo che i nostri torturatori, la Gestapo irochese, abbiano concluso che dovevamo essere pazzi: abbiamo insistito con la nostra storia e la nostra storia non poteva assolutamente essere vera. Cos eccoci qua, ed una fortuna: sembra che questa gente abbia mantenuto l'antico rispetto per i folli e li tratti bene. Solo che siamo prigionieri, naturalmente.
   - Non credo che ce la far. Penso che finir per morire: quello che mi hanno fatto... ed essere in questo mondo, io... -. farfugli O'Brien.
   - Sei troppo duro e testardo per morire - replic Two Hawks. - Dov' il tuo battagliero spirito irlandese? Ce la farai, duro d'un irlandese. Cerchi solo un po' di compassione.
   - No. Ma mi prometta una cosa: quando ne avr la possibilit, trovi quei bastardi e li uccida. Lentamente. Li faccia urlare come hanno fatto urlare noi, poi li uccida!
   - Mi sento come te - convenne Two Hawks. - Ma ho scoperto qualcosa su questo mondo: non esistono convenzioni di Ginevra. Quello che successo a noi succede a qualsiasi prigioniero, se i catturatori hanno voglia di torturarlo. Se fossimo caduti nelle mani dei Perkunishani, saremmo stati sottoposti allo stesso trattamento, o peggio. Almeno non siamo storpiati a vita o sfregiati senza rimedio. D'ora in poi, ne saremo fuori: ci trattano da re, da divinit prigioniere, perch gli Irochesi considerano i pazzi come posseduti dalla divinit. Forse non ci credono pi in realt, ma l'atteggiamento di fondo esiste ancora.
   - Li uccida! - mormor O'Brien, e cadde di nuovo addormentato.
   Verso la fine della settimana seguente, Two Hawks era quasi tornato alla normalit: le ustioni di terzo grado si stavano ancora cicatrizzando, ma non si sentiva pi come se fosse stato scorticato vivo e ogni nervo e muscolo esposto fosse stato pestato in un mortaio. Incontr il direttore della clinica, Tarhe, un uomo magro con un grosso naso e gli occhi di un'aquila mite; oltre ad essere l'amministratore capo, era anche il latoolats principale. Questa parola significava, alla lettera, lui va a caccia, ed era il termine generico per l'equivalente irochese di psichiatra.
   Tarhe era un uomo gentile e un erudito: diede a Two Hawks il permesso di usare la sua libreria, nella quale l'americano ogni giorno passava ore intere raccogliere informazioni su quel mondo, o Terra 2, come stava cominciando a chiamarlo. C'erano libri in ognuno dei linguaggi principali e in molte delle lingue minori, e pi di un centinaio di volumi di materiale da consultazione; e c'era anche un dizionario multilingue che Two Hawks usava di frequente. La sua istruzione balz in avanti come una lepre con la volpe che segua sue tracce.
   Di tanto in tanto, Tarhe lo convocava per una breve seduta terapeutica: lo psichiatra era un uomo impegnato, ma considerava il caso di Two Hawks come una sfida, e con il passare del tempo, destin un'ora al giorno al suo paziente, anche se per lui ci significava perdere un'ora di sonno o di studio.
   - Allora lei pensa che io abbia avuto, sul fronte occidentale, qualche esperienza tanto terribile che la mia mente ha ceduto? - chiese Two Hawks. - Mi sarei ritratto dalla realt nel mondo immaginario di questa Terra dalla quale affermo di provenire? Ho trovato insopportabile questo mondo?
   Two Hawks rivolse un sogghigno a Tarhe ed aggiunse: - Se questo vero, perch O'Brien avrebbe esattamente la stessa psicosi? La stessa fino ad ogni minimo particolare? Non trova strano, persino incredibile, che noi possiamo essere d'accordo su migliaia di dettagli di questo mondo immaginario?
   - Ha trovato la sua malattia abbastanza affascinante da volerci entrare anche lui. Non c' da meravigliarsi: ovviamente ha un forte rapporto di dipendenza nei suoi confronti, e si sentirebbe tagliato fuori, assolutamente solo, se non fosse in questa... questa Terra 1.
   Tarhe non usava il termine psicosi, o qualcosa di simile: la sua parola, tradotta alla lettera, significava possessione, ed era usata perch un latoolats trattava il pazzo come se fosse davvero posseduto da un demone o da uno spirito del male. I demoni, tuttavia, venivano trattati scientificamente, erano stati divisi in categorie, ed un libro medico di Tarhe dava una lista di cento ventinove spiriti del male. Si supponeva che Two Hawks fosse stato preso da un teotya'tya koh (alla lettera, il suo corpo tagliato in due).
   Sospettando che Tarhe fosse troppo intelligente e fondamentalmente troppo incredulo per credere nell'esistenza di fantasmi e di demoni, Two Hawks gli pose alcune domande in merito. Tarhe rispose con un sorriso e con alcune frasi ambigue accuratamente scelte che convinsero Two Hawks che lui usasse quei termini solo per uniformarsi alla terminologia scientifica della sua professione: potevano esserci stato un tempo in cui le categorizzazioni erano letterali e non figurate, ma uomini come Tarhe non ci credevano pi. Tuttavia, la fede nei demoni era una forza vitale tra la gente comune e tra i preti della religione di stato. Poteva essere pericoloso confessare pubblicamente di essere miscredenti, e cos Tarhe si adeguava all'opinione pubblica.
   La cosa stupefacente era che i principi su cui si basava la cura dei malati di mente erano molto simili a quelli usati dagli specialisti freudiani di Terra 1 : le spiegazioni irochesi della genesi e della cura delle menti alterate potevano essere diverse, ma la terapia era simile.
   - Come si spiega il fatto che non conosciamo il vostro linguaggio? - domand Two Hawks a Tarhe.
   - Lei un uomo intelligente, ed il suo teotya'tya'koh astuto: ha deciso di percorrere la strada fino in fondo in questo mondo di sogno, perci le ha fatto dimenticare la sua lingua madre. Cos lei ancora pi sicuro di non essere costretto a tornare in questo mondo.
   - Lei ha una spiegazione razionale per ogni cosa che dico. In effetti, razionalizza cos tanto che si potrebbe pensare che sia lei il paziente e io il dottore: ha mai pensato, anche solo per un secondo, che sia possibile che io stia dicendo la verit? Perch non conduce un esperimento per appurarlo e non adotta un approccio veramente scientifico, e non pregiudiziale? Chieda separatamente informazioni sul nostro mondo a me o a O'Brien: possibile che ci siamo messi d'accordo su una storia nei suoi tratti generali, ma se lei scava in profondit, se la scompone in piccolissimi dettagli, oh, su migliaia di cose: lingua, storia, geografia, religioni, costumi eccetera, trover una concordanza assolutamente stupefacente.
   Tarhe si tolse gli occhiali e li pul.
   - Questo sarebbe un esperimento scientifico. vero che voi non potete creare un intero linguaggio con tutte le sue complessit di suono, struttura, vocabolario e cos via. O mettervi d'accordo sui dettagli della storia, dell'architettura e cos via.
   - Allora perch non ci sottopone a un test?
   Tarhe si rimise gli occhiali e rivolse a Two Hawks uno sguardo da gufo.
   - Un giorno, forse lo far. Nel frattempo, lavoriamo sulla sua possessione, scopriamo com' riuscito il demone a impadronirsi di lei. Ora, quali erano le sue sensazioni, non i suoi pensieri, quando l'ho contraddetta un momento fa?
   All'inizio, Two Hawks si sent furioso. Poi cominci a ridere: dopotutto, non poteva biasimare Tarhe per il suo atteggiamento. Se fosse stato al suo posto, avrebbe creduto ad una storia simile?
   Molto del tempo di Two Hawks era assorbito dalla routine della clinica. C'erano i bagni di sudore quotidiani, cos lunghi e caldi, che se un demone avesse abitato il suo corpo, si sarebbe sentito troppo scomodo per restarci. C'erano le cerimonie religiose quotidiane, durante le quali i preti di un tempio vicino cercavano di esorcizzare i demoni. Tarhe non presenziava ad esse; evidentemente, aveva avuto problemi a nascondere la sua intolleranza verso i preti. Doveva aver sentito che stavano sprecando del tempo che poteva essere utilizzato meglio. Era un'indicazione del potere della chiesa irochese il fatto che lui non tentasse di interferire con essa. Two Hawks fece qualche ricerca sulla religione di stato e scopr che era indigena: era basata sulle religioni primitive degli Irochesi ed era stata formalizzata e messa per iscritto circa quattrocento anni prima da un profeta, Kaasyotyeetha'. Il fondatore della religione aveva trasformato il credo vagamente panteistico in monoteistico, ed aveva incorporato nella nuova fede vari concetti e credo della religione europea occidentale. Tuttavia, tutti gli elementi acquisiti avevano assunto un sapore irochese.
   Per c'era tolleranza religiosa nella nazione di Hotinosonih.
   Nel tempo libero, Two Hawks andava in libreria o conversava con i pazienti e col personale; intendeva fuggire, un giorno, e perci avrebbe dovuto conoscere bene questo mondo, se voleva agire in modo efficace. Un libro per bambini, stampato da una casa di 'Estokwa, gli diede un'idea generica della preistoria e della storia di Terra 2.
   Nel corso di parecchie migliaia di anni, grandi migrazioni di Amerindi (allora generalmente definiti dagli occidentali come antropofago provenienti dall'Asia centrale e dalla Siberia, avevano vagato per l'Europa e avevano conquistato altri popoli o erano stati a loro volta sottomessi; di solito, i conquistatori erano stati riassorbiti dai popoli sconfitti, che cos avevano riguadagnato la loro identit e integrit nazionale.
   Ma in tempi abbastanza recenti, durante gli ultimi 800 anni, parecchi degli invasori pi tardivi erano riusciti a imporre la loro lingua e alcuni tratti culturali agli aborigeni bianchi: l'area della Cecoslovacchia su Terra 1 qui era chiamata Kinukkinuk. La parola algonchina attribuita a questo stato aveva in origine significato mescolanze ed era stata riferita sia ai diversi dialetti dei vari conquistatori, sia al fatto che gli Amerindi si erano fusi con i nativi bianchi.
   Questo ricord a Two Hawks l'Ungheria di Terra 1, dove una popolazione semi-mongolica, che parlava una lingua uralica, aveva sconfitto i bianchi, imposto loro il suo linguaggio, e poi era stata assorbita, perdendo la sua identit nazionale. Qui, non avevano mai sentito parlare degli Unni.
   I popoli di lingua finnica erano stati deviati verso est, avevano invaso il Giappone, conosciuto su Terra 2 col nome di Saariset, e vi si erano stabiliti; i Giapponesi, respinti quando avevano cercato di conquistare le isole, si erano invece rivolti all'area di quella che il pianeta di Two Hawks conosceva come la Cina meridionale, mentre la Cina settentrionale era abitata da una popolazione di tipo mongolico che parlava una lingua atabaska simile al navajo e all'apache.
   La parte occidentale dell'India, qui chiamata Mardaka (un nome arabo?), era propriet del Blodland (l'Inghilterra) e di altri membri della confederazione dei Sei Regni. Il Rasna aveva conquistato la maggior parte della met orientale, anche se c'erano alcuni regni malesi e turchi sulla costa settentrionale e alcuni regni arabi nell'interno. Il Perkunisha reclamava Ceylon.
   La storia della conquista dell'India era lunga e sanguinosa, riflessa in Europa dalle guerre tra nazioni desiderose di impadronirsi di questa terra grande e ricca. All'inizio, i Nuovi Cretesi, o Kerdezh (abitanti della penisola iberica), e alcune nazioni occidentali del Nord-Africa avevano conquistato parte delle regioni costiere dell'India o Mardaka; poi i Sei Regni e il Rasna erano passati all'attacco, usando le loro colonie in Africa occidentale come basi navali, e la Guerra dei Cinquant'Anni (in realt una serie di guerre) aveva avuto come risultato la vittoria delle tre nazioni dell'Europa Occidentale.
   Anche se era interessato alla storia dell'India, Roger era ancor pi affascinato dai suoi animali e dagli uccelli: come in Australia, i mammiferi indigeni del Mardaka erano stati tutti marsupiali. La tigre, l'elefante, il rinoceronte, il maiale, il bufalo, il cane, l'orso e la scimmia mancavano, ma si erano evolute controparti munite di marsupio. La grande isola aveva bestie marsupiali eccezionalmente somiglianti a queste creature. Per, mancava il canguro.
   Aveva anche i pi grandi uccelli alati e sprovvisti di ali del mondo: uno dei pi recenti apparteneva ad una specie alta sei metri circa.
   Serpenti e coccodrilli erano ovunque, e nell'interno c'era un rettile alto sei metri e lungo diciotto, che viveva nelle paludi. Tuttavia, gli scienziati stavano ancora discutendo sull'esatta natura di questo quadrupede perch, anche se sembrava un dinosauro, aveva il sangue caldo.
   L'Asia Minore presentava un quadro alieno. L'area della Turchia di Terra 1, su Terra 2 parlava un linguaggio derivato da un'antica lingua che alcuni eruditi ritenevano lontanamente collegata al basco e altri invece connessa al circasso; la Pelesta (la Palestina) usava una lingua discendente da quella dei colonizzatori cretesi, mentre l'ebraico era sconosciuto. In questo mondo, mancava la ricca eredit dei Giudei. Il resto dell'Asia Minore e la Persia, l'Afghanistan e le terre ad oriente parlavano una lingua che Roger ipotizz discendesse dal tocariano. Nel suo mondo, questa era stata l'estrema estensione orientale della lingua indoeuropea: i popoli che la parlavano avevano costruito una civilt evoluta nel Turkestan cinese, ma erano stati poi assimilati, nell'11® secolo d.C, da popolazioni mongoliche o turche.
   L'arabo era confinato nella parte meridionale della penisola arabica, in parti dell'Africa orientale e meridionale e nel sottocontinente-isola dell'India.
   A sud della zona del Sahara, l'Africa era suddivisa in zone originariamente occupate da migratori preistorici provenienti dal nord, e poi conquistate dai nord-Africani, dagli Arabi e dai Tocari ed infine dagli Europei.
   Come aveva sospettato Two Hawks, la razza negra non si era mai sviluppata su Terra 2, a causa della multimillenaria separazione dell'India dall'Asia.
   L'Africa era popolata esclusivamente da Caucasici (se si escludeva il Madagascar Malese), anche se gli aborigeni sub sahariani erano scuri come Negri.
   Nel Kemet (Egitto), si parlava una forma di greco. Gli altri stati del Nord-Africa usavano il nuovo cretese, il berbero o dialetti coptici. Come Two Hawks aveva intuito, queste nazioni avevano un suolo molto fertile e una popolazione numerosa che un tempo, per cinque secoli, aveva fatto parte dell'impero dell'Akhaivia. Su Terra 2, le trib elleniche erano state deviate dall'invasione della penisola greca da ondate di Amerindi provenienti dall'Asia ed erano invece finite in Italia o in Jugoslavia. Le popolazioni di Akhaivia erano discese dalla regione del Danubio, avevano conquistato e alla fine assorbito gli Italici e avevano dato il loro nome a quella terra dove avevano costruito una civilt paragonabile sotto alcuni aspetti alla cultura ateniese di Terra 1, ma carente da altri punti di vista. Anche se avevano occupato l'Italia, non erano stati i Romani di questo mondo. I greci avevano impedito agli Etruschi, immigrati dall'Asia Minore, di stabilirsi nell'Italia occidentale, ma, diversamente da Roma, non erano stati capaci di schiacciare i colonizzatori semitici dell'Africa nord-occidentale. Nel mondo di Two Hawks, questi erano stati i Cartaginesi, discendenti dai Fenici. Qui, i Cretesi avevano scacciato i Fenici e fondato una nazione paragonabile a Cartagine. Avevano conquistato l'Iberia, ma era stato loro impedito di fare la stessa cosa con la regione a nord dei Pirenei da un'azione combinata delle citt-stato del Rasna e dell'Akhaivia.
   Alcuni secoli pi tardi, era comparso l'equivalente greco di Alessandro il Grande o di Giulio Cesare. Kassandras aveva unificato i Greci e poi li aveva guidati alla conquista di tutto il Nord-Africa, l'Hatti, e della maggior parte dell'Asia Minore. Per un po', i suoi discendenti avevano governato persino sulla Neftroia (la Bulgaria, abitata dai discendenti dei colonizzatori troiani) e avevano guidato in Russia le nazioni amerinde; uno dei suoi pro-pronipoti aveva anche occupato il Rasna meridionale, ma cinquanta anni pi tardi, gli Akhaivi ne erano stati allontanati.
   Tuttavia, i Greci avevano perso il controllo dell'Egitto solo da settant'anni.
   Il Blodland (l'Inghilterra) e il Bamba (l'Irlanda) erano stati abitati da popolazioni costruttrici di megaliti, quando i commercianti cretesi erano arrivati nelle due isole. Pi tardi, Nuova Creta ne aveva colonizzato la parte meridionale. Poi le invasero i Celti, ma si erano appena affermati stabilmente quando cominciarono i massacri germanici. Questi si erano verificati in un periodo di molto precedente rispetto a Terra 1 : ci furono diverse ondate, a volte germaniche, a volte celtiche e per un centinaio di anni anche i Baltici erano approdati sulle spiagge dell'isola pi grande. Le guerre verificatesi erano state cos numerose, che i Germani l'avevano chiamata Blodland (Terra Sanguinosa).
   Alla fine, avevano vinto le trib dell'Ingwine, e il loro linguaggio si era sviluppato come qualcosa di simile all'antico inglese di Terra 1.
   Ma poi cominciarono le scorrerie danesi, norvegesi e svedesi, seguite da invasioni di massa. In effetti, met della Danimarca, spinta dalle trib perkunishane, migr nel Blodland nel corso di un centinaio di anni.
   I re danesi e norvegesi avevano regnato sul Blodland, sul Grettirsland (la Normandia e la Bretagna), sul Northweg (la Norvegia), sul Tyrsland (la Svezia), sul Gotsland (l'Olanda) e sul Frankland (il Belgio). Poi i Blodlander avevano conquistato il Bamba (l'Irlanda) e un centinaio di anni pi tardi era stata formata la confederazione dei Sei Regni. Le lingue di tutti questi stati erano in rapporto molto stretto durante le conquiste, ed ora l'ingwinetalu era divenuto il linguaggio dominante ed era usato da tutti i governi nei documenti ufficiali, e dalle forze armate. Tuttavia, anche se lo Shof (il Re) del Blodland ne era il capo nominale, la confederazione aveva legami approssimativi.
   Il blodlander era un inglese creolizzato, con un numero enorme di barbarismi norvegesi e una quantit minore di parole in cretese semitico, in rasna etrusco e derivante del greco. Il Perkunisha tuttavia, aveva contribuito molto al vocabolario scientifico e filosofico.
   Le parole francesi e latine mancavano, e, oh, che differenza! Per Two Hawks imparare il Blodlander era come imparare una lingua straniera.
   L'impero Perkunishano era formato dalla Germania di Terra 1, dall'Austria, dalla Danimarca, dalla Polonia, che parlavano tutte la stessa lingua, e dai popoli di lingua algonchina del Kinukkinuk (la Cecoslovacchia) e da quelli di lingua celtica della Trevezia (la Svizzera).
   Sembrava che i Perkunishani fossero i Tedeschi di Terra 2, per quanto concerneva l'industria, la scienza, la filosofia e l'aggressivit: trent'anni prima, essi avevano iniziato la I Guerra Mondiale di questo pianeta. Era sembrato che fossero sulla buona strada per completare la conquista dell'Europa e del nord-Africa quando una peste (la Peste Nera?) aveva devastato l'Europa. Ora, con gli eserciti rafforzati da una nuova generazione, una tecnologia militare superiore e un'ideologia supero-mistica, i Perkunishani ci stavano provando di nuovo, e questa volta, sembrava che potessero riuscirci.
   Two Hawks vide che differenza provocava in questo mondo la mancanza degli Stati Uniti d'America: l'Europa non poteva appellarsi a loro per chiedere aiuti contro gli aggressori centro-europei.
  -- CAPITOLO OTTAVO
   Il sergente O'Brien, nonostante fosse convinto di essere in procinto di morire, miglior; presto fu in piedi e cominci a fare semplici esercizi, ed un giorno, Two Hawks stava lavorando sodo con lui in palestra quando un attendente gli disse che c'era una visita. Two Hawks si preoccup, e si chiese se la polizia segreta non fosse venuta a cercarlo, ma segu l'attendente nella sala visite. Era pronto ad uccidere, se doveva farlo, e poi a fuggire; se invece avessero ucciso lui, tanto meglio: non si sarebbe sottoposto ancora a quella tortura.
   Entrando nella stanza, il suo umore sinistro si dissolse in un sorriso: Lady Ilmika Thorrsstein lo stava aspettando. Rimase seduta sulla sua sedia, come si addiceva ad un membro della nobilt del Blodland alla presenza di un comune cittadino, tuttavia, rispose al sorriso di Two Hawks.
   Two Hawks le baci la mano protesa e disse: - UrHuskarleship. (- Sua Signoria. -)
   - Hufar't vi thi, lautni Tva Havoken? - rispose la donna. (- Come stai, uomo libero (o Signor) Two Hawks? -)
   - Ik ar farri be'er (- Sto migliorando -). Ur Huskarle ship ar mest hunlich aesken min haelth of (- Sua Signoria molto cortese a chiedere della mia salute -).
   Di sicuro, non dava segni di aver attraversato di recente una dura prova: non era pi la donna sporca, puzzolente, con le guance incavate e gli occhi affaticati che aveva conosciuto durante la fuga nella foresta. Era ingrassata un po', si era graziosamente arrotondata, gli occhi erano luminosi e i cerchi scuri erano scomparsi. Sulle labbra, aveva un rossetto rosso scuro, il viso era coperto da un leggero velo di cipria e le guance lievemente imbellettate. Indossava uno degli alti cappelli conici di moda dal quale pendeva una sottile striscia di velo blu: l'insieme ricordava i cappelli indossati dalle dame dei tempi medioevali. Il vestito era di un tipo di stoffa luminosa, color bianco pallido, aderente dalla vita in su, con una scollatura profonda e quadrata sul seno. Una gorgiera di trina gialla le circondava la vita, e la gonna, tenuta su da parecchie sottovesti rigide, le scendeva fino alle caviglie e aveva la forma di un cono troncato. Le scarpe a tacco alto erano di pelle bianca e avevano sulla punta piccoli batuffoli di pelo blu.
   Era molto carina. Guardandola, Two Hawks improvvisamente sent un impeto di desiderio che era stato troppo a lungo soggiogato dai rigori della fuga e poi dalla tortura. Il ritorno delle forze e la lunga astinenza lo stavano rendendo straordinariamente sensibile al sesso, pens. O forse non era tanto straordinario. Solo come al solito.
   Ma quella donna non era per lui. Aveva appreso delle forti barriere tra classi che esistevano nella maggior parte dell'Europa. Erano imposte in modo altrettanto rigido e duro, o forse persino di pi, di quanto lo fossero, ad esempio, nella Francia del diciassettesimo secolo.
   Solo il paese degli Hotinohsonih (il suo popolo) aveva qualcosa che si avvicinava al concetto americano di democrazia: questa era l'unica nazione che avesse concesso alle donne il diritto di voto. Two Hawks veniva da un mondo e da un tempo che consideravano di scarsa importanza, e persino ridicole, le barriere sociali, cos non pot trattenersi dal guardarla con sfrontatezza. Un po' del suo desiderio doveva essersi rivelato, perch lei smise di sorridere e i suoi occhi si restrinsero. Lui si affrett a rassicurarla, dato che non voleva offenderla e quindi perdere l'unico contatto personale con il mondo esterno.
   - Foryi me, faeyer Huskarle. Ik n'a seen swa bricht a faemme for maniy a daey. Yemiltsa. (- Mi perdoni, bella signora. Non vedo una fanciulla cos splendida da molti giorni. Abbia piet -).
   Con un sorriso, aggiunse: - Inoltre, non sono responsabile delle mie azioni. Altrimenti, non sarei qui.
   Lei sorrise, anche se in modo forzato, e rispose: - Sei perdonato. Sono felice che tu abbia sollevato il problema della tua... ah... permanenza qui.
   - La chiami prigionia - la corresse Two Hawks. - Bench io non possa lamentarmi di come mi trattano. Sono molto gentili.
   Lei si protese in avanti e sussurr, con espressione attenta: - Non credo che tu sia pazzo.
   L'americano rimase un po' sorpreso, poi si rese conto che la donna era stata lasciata sola con lui: non l'avrebbero fatto, a meno che lei non l'avesse richiesto, dato che era una persona importante. Aveva appreso che era la figlia dell'Huskarl, cio Lord, Thorrsstein, ambasciatore del Blodland nella nazione del Dakota. Thorrsstein e sua figlia erano fuggiti verso Irochea quando i Perkunishani avevano invaso il Dakota. Il Lord e sua figlia erano stati separati, e pi tardi i guerriglieri avevano portato Ilmika attraverso le linee perkunishane.
   - Che cosa le fa pensare che io non sia matto? - domand. Ora sapeva che lei non era qui solo per una visita di societ.
   - solo che non posso crederlo. - Facendo uno sforzo per nascondere la tensione, si assest sulla sedia, pieg le mani in grembo e aggiunse: - Se non sei pazzo, allora cosa sei?
   Decise che non aveva niente da perdere a dirle la verit. Se era stata mandata dalla polizia segreta per vedere se lui raccontava una storia diversa, sarebbe ritornata con la stessa che gi avevano sentito. Tuttavia, era improbabile che gli Hotinohsonih le avessero chiesto di sondare il terreno per loro: dovevano aver avuto da Tarhe una conferma del fatto che Two Hawks si atteneva alla sua storia.
   Pi probabilmente, Ilmika rappresentava la sua gente, gli agenti segreti del Blodland. Forse essi avevano informazioni che mancavano agli Hotinohsonih, ed era possibile che queste informazioni avessero fatto loro pensare che Two Hawks proveniva da un universo parallelo e che quindi conosceva una tecnologia superiore. Forse avevano scoperto il relitto dell'Hiawatha. Se cos era stato ci aveva messo gli scopritori di fronte ad un enigma fastidioso. Gli agenti del Blodland, venuti a conoscenza di questo e anche della presenza degli stranieri e della loro storia, si erano messi in contatto con Lady Thorrsstein, affidandole il compito di interrogarlo per decidere se poteva essere utile.
   Se questa era la situazione effettiva, i Blodlandesi non stavano dicendo quello che sapevano agli alleati hotinohsonih: volevano tenersi per s le informazioni.
   Lui sorrise: anche nella situazione disperata in cui entrambi gli alleati si trovavano, uno dei due stava giocando contro l'altro. La politica del potere e la sicurezza nazionale erano di importanza suprema qui come sulla Terra.
   Tuttavia, l'interessamento dei Blodlandesi lo metteva nella posizione di contrattare e, poteva permettere a lui e a O'Brien di fuggire non solo dall'istituto, ma anche da un paese che sembrava sulla buona strada per essere sconfitto e occupato. Fino ad ora il Blodland non era minacciato da un'invasione.
   Prima di cominciare il suo racconto, Two Hawks spieg come meglio pot il concetto di universi paralleli. Ilmika lo ascolt attentamente, e le sue domande dimostrarono che era tanto intelligente quanto bella. Non ebbe difficolt a comprenderlo, ma se gli credesse o meno era un'altra questione. Nonostante ci, lo incoraggi a proseguire, il che significava che era disposta ad ammettere la possibilit che lui non fosse pazzo. O forse le era stato ordinato di apprendere tutta la storia, anche se le sembrava fatta solo di vaneggiamenti.
   Two Hawks prosegu la sua teoria con un ampio schema del modo in cui la sua Terra differiva dall'Erthe di lei, come veniva chiamata in Blodlandese, poi le diede un quadro della II Guerra Mondiale e di come lui vi era stato coinvolto, terminando con la descrizione del grande bombardamento aereo su Ploesti, del passaggio dell'Hiawatha attraverso la porta e della discesa in paracadute nel campo del contadino.
   - La vostra Ploesti Tkanotaye'koowaah, oppure, come la chiamano in Europa occidentale, Dares, dall'originario nome troiano - spieg la donna. - I Perkunishani la volevano per la stessa ragione per cui i Tedeschi volevano la sua controparte: petrolio e gas. Siete stati fortunati ad arrivare proprio in quel momento: un giorno pi tardi, e sareste caduti in mano nemica. Ormai avevano la zona completamente sotto controllo.
   Two Hawks cammin verso la grande finestra panoramica che dava una veduta di 'Estokwa. L'istituto sorgeva su una collina, ad alcuni chilometri di distanza dal centro della capitale. La grande costruzione di marmo bianco del Teyotoedzaya-shohkwa', la versione irochese del Parlamento o del Congresso, dominava la metropoli; da un lato, c'era un edificio pi piccolo, anch'esso in stile greco, ma di granito rosso, che era la residenza del hakya'tanoh (alla lettera, egli vigila su di me), il capo esecutivo elettivo.
   'Estokwa, una volta un porto marittimo dei colonizzatori troiani, era stata rasa al suolo e i suoi abitanti erano stati massacrati quando gli Irochesi l'avevano presa, dopo un lungo assedio. Le lunghe case comuni dei barbari erano state costruite in mezzo alle rovine di pietra, ma ora 'Estokwa era una citt moderna, indistinguibile a quella distanza dalla maggior parte delle metropoli dell'Europa Occidentale. Gli edifici del governo e del commercio erano costruiti in marmo o in granito e modellati sull'architettura classica dell'Akhaivia.
   Two Hawks aveva visto, nell'ufficio di Tarhe, foto ravvicinate del palazzo del Congresso: sulle colonne del grande portico erano scolpite rappresentazioni dei sette animali tutelari delle sette principali trib che avevano costituito gli invasori originari. Le mura esterne erano coperte di fregi che descrivevano non solo scene della storia, ma anche figure magiche simboliche, che rappresentavano personaggi della religione e del folclore. Queste erano eseguite nel caratteristico stile non-europeo che i pellerossa avevano sviluppato dopo essere diventati civilizzati.
   Two Hawks desiderava che non fosse cos, ma non si identificava completamente con questa gente: erano Irochesi, ma non gli Irochesi che conosceva lui, il loro passato e il loro presente erano troppo diversi, e le influenze sotto le quali si erano trovati erano anch'esse troppo estranee. In realt, si identificava meno con loro che non con la cultura bianca degli Stati Uniti d'America, in cui era nato.
   Col tempo, forse avrebbe trovato un compromesso soddisfacente, ma sembrava che questa nazione fosse destinata ad essere sconfitta dal potere schiacciante del Perkunisha, e, se questo fosse successo, non gli avrebbe potuto dare una casa, perch si sarebbe tramutata in un inferno. La politica ufficiale del Perkunisha nei confronti delle nazioni conquistate consisteva nella distruzione di tutte le caratteristiche non-perkunishane: prima il genocidio, su una scala che nemmeno la Germania del suo mondo era stata abbastanza sfrontata da proclamare pubblicamente, poi la colonizzazione dei Perkunishani e degli altri Europei ritenuti abbastanza nordici da ottenere la cittadinanza perkunishana.
   Persino ora, una battaglia infuriava a trenta chilometri ad ovest e a nord di 'Estokwa: tre armate nemiche si stavano aprendo con decisione una breccia verso le porte della capitale, ed a meno che non succedesse qualcosa di inverosimile, gli invasori sarebbero entrati ad 'Estokwa nel giro di una settimana. Allora ci sarebbe stata una lotta di casa in casa, ma il governo stesso stava gi organizzando l'evacuazione.
   Mentre guardava la citt, vide apparire tre puntini nel cielo azzurro. Subito, furono abbastanza vicini perch si capisse che erano dirigibili: simili a tre grandi sagome argentee a forma di sigaro, essi scivolavano nell'aria, mentre al di sotto si alzavano piccoli sbuffi neri di fumo. Ignorarono tranquillamente l'inutile e primitivo fuoco antiaereo e procedettero verso i loro bersagli: l'edificio del Congresso e la residenza del capo esecutivo. Molti piccoli oggetti caddero dai ventri da mammuth degli aeromobili, mentre essi passavano uno per uno sui bersagli, e nuvole di fumo con cuori di fuoco si innalzarono come colonne da terra. Alcuni secondi dopo, la finestra panoramica tintinn rumorosamente, l'edificio dell'istituto trem e Two Hawks sent il non troppo distante boom, boom, boom.
   Apparvero altre grandi salsicce e caddero altre bombe. Il tetto semisferico dell'edificio dei legislatori era crollato, alcune case di legno cominciarono a bruciare. Una fabbrica salt in aria fra fumo e travi volanti.
   Two Hawks sent una porta aprirsi alle sue spalle in uno dei brevi intervalli tra le esplosioni delle bombe, e, voltandosi, vide la schiava della Thorrsstein sporgere la testa nella stanza. Era una bella ragazza dagli antenati bianco-amerindi, una discendente degli aborigeni bianchi resi schiavi dagli Hotinohsonih. Lady Thorrsstein aveva accennato in precedenza al fatto che la ragazza le era stata data in prestito dal governo hotinohsonih perch sapeva parlare il blodlandese. Di solito, era dislocata all'ambasciata del Blodland, ad 'Estokwa, ed era probabilmente una spia degli Hotinohsonih.
   Ilmika le chiese cosa volesse, e la ragazza rispose timidamente che voleva accertarsi che la sua signora stesse bene, che non fosse angustiata dal bombardamento. Ilmika sembrava pallida ed aveva la schiena anche pi rigida del solito, ma riusc a sorridere e a rispondere che stava benissimo, ringraziandola. La schiava rimase nella stanza finch non le fu ordinato di andarsene, ed Ilmika non ricominci a parlare prima che avesse richiuso la porta alle proprie spalle. Da ci, Two Hawks comprese che anche lei nutriva dei sospetti sulla ragazza, e che questa doveva essere un'altra ragione per cui si era permessa di rimanere sola in una stanza con un uomo, dato che la tradizione richiedeva che qualsiasi donna non maritata e di nobile nascita avesse sempre un accompagnatore, in situazioni del genere.
   Ilmika parl a voce bassa: - Il mio governo ha ragione di credere che la tua storia sia vera.
   - Sanno della macchina volante.
   - S. Ma c' di pi. Lo sanno anche i Perkunishani. Inoltre, hanno un'altra macchina volante, ed hanno anche l'uomo che la faceva volare. a Berlino ora. I Perkunishani hanno cercato di tenere segrete sia le macchine che il prigioniero, ma noi abbiamo i nostri metodi per raccogliere informazioni.
   Two Hawks imprec. Era stato cos preoccupato dei suoi affari che non aveva pensato neanche una volta all'aereo tedesco apparso nello stesso momento in cui l'Hiawatha aveva attraversato la porta. Naturalmente! Anche l'aviatore tedesco doveva essere arrivato in questo mondo.
   - Siete in grande pericolo - spieg Ilmika. - Proprio come noi sappiamo di questo... questo tedesco... cos anche i Perkunishani sanno di voi, e credono che veniate da un altro universo: siete una minaccia per loro, perch conoscete armi e macchine superiori a quelle di Erthe. Senza dubbio i Perkunishani hanno in programma di usare il sapere e l'abilit del tedesco, ma non vogliono che le vostre conoscenze siano usate dai loro nemici, perci...
   - Perci cercheranno di ucciderci alla prima possibilit che si presenter - complet Two Hawks. - Mi sorprende che non ci abbiano gi provato.
   - Forse hanno esitato perch, in caso di fallimento, la cosa avrebbe convinto il governo hotinohsonih che la tua non la storia di un matto. Ma ora che la citt sar presto messa sotto assedio, pu darsi che tenteranno sotto la copertura della confusione. Potrebbero provarci stanotte. Oppure adesso, durante il bombardamento.
   - In questo caso, anche lei sarebbe in pericolo - osserv l'americano. - Il suo governo deve ritenermi molto prezioso se disposto a rischiare la sua vita nello sforzo di trascinarmi dalla vostra parte.
   Ilmika agit una mano e replic: - Ci sono guardie dislocate intorno alla casa, mentre io mi trovo qui. Vorremmo lasciarle a proteggere te e O'Brien, ma gli Hotinohsonih potrebbero domandarsi il perch.
   Two Hawks alz lo sguardo oltre la finestra, verso i dirigibili. Pens che se i Perkunishani avessero voluto ucciderli, avrebbero potuto ordinare il bombardamento dell'istituto, e invece i grandi velivoli non si stavano affatto avvicinando all'edificio: era possibile che il nemico preferisse prenderli vivi, secondo il vecchio detto che due uccelli (in questo caso, tre) in mano, erano meglio che uno nel cespuglio, o sottoterra.
   Poteva darsi che questo fosse vero, tuttavia, Two Hawks era sicuro che i Perkunishani non avrebbero avuto esitazioni ad uccidere i due uomini provenienti da un altro mondo se avessero visto che non potevano prenderli vivi.
   Era possibile che i Blodlandesi stessero seguendo la stessa linea di pensiero, e che, piuttosto che permettere ai Perkunishani di catturare gli alieni e di usare la loro conoscenza, avrebbero preferito ucciderli.
   Nessuno ci ama, pens Two Hawks. Poi rise: erano in due contro un mondo ostile. Cos fosse: qualsiasi cosa fosse accaduta a lui o a O'Brien, gli altri avrebbero dovuto pagare un caro prezzo.
   Sogghignando, volt la testa dalla finestra per guardare in faccia Lady Thorrsstein, e domand: - Allora perch il vostro governo non dice agli Hotinohsonih quello che sa? Gli Hotinohsonih potrebbero istituire un servizio di guardia intorno all'istituto, oppure trasferirci rapidamente in un posto pi sicuro.
   Fu sorpreso di vederla arrossire: evidentemente, non era un agente di professione, aveva un certo senso dell'onore e la stavano solo usando perch lei aveva una ragione legittima per fargli visita.
   - Non lo so - rispose. Esit, poi sbott: - S, lo so. Mi hanno detto che gli Hotinohsonih non ti avrebbero lasciato andare, ti avrebbero tenuto per loro, e questo sarebbe stupido! Non hanno tempo per sviluppare qualsiasi cosa tu possa dar loro. Saranno troppo occupati a combattere per la loro terra, che perderanno in ogni caso. Parlare loro di te equivarrebbe a sprecarti.
   Devi arrivare nel Blodland: noi abbiamo le menti e i materiali e gli ingegneri e il tempo per usarli, mentre gli Hotinohsonih non possono resistere a lungo.
   - Questo non lo so - obiett lui. - Malgrado tutto, hanno un ampio territorio in cui ritirarsi. La perdita di 'Estokwa non significa che siano sconfitti.
   Pens alle vaste distese di cui la Germania si era impadronita in Russia, alle impressionanti perdite di uomini e di materiale subite dai Russi: eppure, essi non stavano solo continuando a combattere; stavano respingendo i Tedeschi. Ma, naturalmente, i Russi non avrebbero potuto farlo senza gli aiuti americani, e questo mondo non aveva l'America.
   - D'accordo - convenne. - Andr in Inghilterra.
   - Dove?
   - Mi scusi. Nel Blodland. Il problema : come ci arriviamo?
   - Tu tieniti pronto. Questa notte a mezzanotte.
   - Non potete portarmi fuori di qui senza usare la forza. I vostri uomini si apriranno la strada sparando? Forse uccideranno cittadini di una nazione alleata? Questo non potrebbe creare una situazione diplomatica seria? E se la cosa non riesce, gli Hotinohsonih non comprenderanno il fatto che forse hanno in loro possesso qualcosa di molto prezioso?
   - Non preoccuparti di questo. Sappiamo cosa pu succedere.
   Si alz in piedi. - Quest'uomo O'Brien, sta abbastanza bene da uscire con le proprie forze?
   - Non in grado di correre molto lontano o molto in fretta - rispose Two Hawks, poi aggrott le sopracciglia: era ovvio che i Blodlandesi non avrebbero lasciato indietro O'Brien perch fosse usato dagli Hotinohsonih o dai Perkunishani. Non vivo, in ogni caso.
   - Se lo uccidete - minacci, - l'accordo salta: dovrete uccidere anche me.
   Ilmika sembr esterrefatta, e Two Hawks si chiese se stesse recitando o se davvero non avesse considerato una possibilit simile.
   - Io... io sono sicura che la mia gente non farebbe una cosa simile. Tu non ci conosci: noi non siamo selvaggi, siamo Blodlandesi.
   Lui sogghign e comment: - Gli agenti segreti sono tutti uguali, sia che uno li chiami Tedeschi, Yankee, Russi, Perkunishani Hotinohsonih, Blodlandesi. in gioco la sicurezza della nazione, e l'omicidio non significa nulla per difenderla.
   Va bene. Venite a prenderci. Ma pu essere dannatamente certa che deve dire alla sua gente che io non verr se non viene anche O'Brien.
   - Non osare parlarmi in questo modo! - grid lei. Era rossa in viso e gli occhi si erano ristretti. - Tu... tu...
   - Sono un cittadino comune, un selvaggio - complet per lei Two Hawks. - Nel posto da cui vengo, non abbiamo re o nobili o qualsiasi classe parassita e oppressiva del genere. vero che abbiamo i nostri parassiti e i nostri oppressori, ma di solito non si trovano in questa posizione per nascita: la conquistano con una dura fatica o con la connivenza. Si nasce tutti uguali... in teoria, in ogni caso. La pratica imperfetta, ma meglio di niente.
   E non dimentichi che vengo da un mondo pi evoluto del suo: l, sarebbe lei la barbara, la selvaggia ignorante e non troppo pulita, non io. E il fatto che qui lei sia la discendente del grande Danese Thorrsstein Blothaxe e del re Hrithgar non significa una merda di vacca per me. Le direi di mettersi questa cosa nella pipa e di fumarsela, se non fosse perch non significherebbe niente per lei.
   Ilmika si contorse in volto e divent rossa poi, gir sui tacchi con tanta violenza che quasi cadde. Dopo che la porta sbatt alle sue spalle, lui stava ancora ridendo sottovoce. Un momento pi tardi, per, non pensava pi che la situazione fosse cos divertente: O'Brien non poteva andare lontano senza aver necessit di riposarsi. E allora, che fare?
   Torn nella sua stanza. O'Brien era a letto, steso sulla schiena e con un braccio sopra la faccia. Quando sent entrare Two Hawks, sollev il braccio e volt la testa. - Uno degli inservienti mi ha detto che lei aveva una visita: sua altezza Ilmika. Com' che stato preso in considerazione?
   A bassa voce, Two Hawks descrisse la conversazione. O'Brien fischi e comment: - certo che spero che abbiano una macchina. Semplicemente, non sono in grado di fare molti sforzi. E come diavolo ci porteranno fuori dal paese?
   - Con ogni probabilit attraverso il Mar Nero e i Dardanelli. La flotta perkunishana sta conducendo operazioni nell'Iginth, ma una piccola imbarcazione potrebbe oltrepassarla. Dopo di allora, non so.
   - Avr bisogno di tutta la forza che riuscir a trovare. Le dir una cosa. Il cibo non male qui, anche se ha un sapore un po' strano, per come lo cucinano, ma mi venuta voglia di mangiare una grossa ciotola piena di zuppa di patate. Di solito, mia madre me la faceva sempre: calda, densa, cremosa, con le cipolle. Mhmm. Lei pensa che potrei dire al cuoco di metterla nel menu?
   Two Hawks sospir e parve intristirsi, mentre lo sguardo di attesa e di estasi di O'Brien svaniva. Gemette ed esclam: - Oh, no, suvvia! Non mi dica che le buone, vecchie patate irlandesi...
   Two Hawks assent col capo. - Erano originarie delle Ande, in Sud-America.
   O'Brien imprec. - Che diavolo di mondo! Niente tabacco. Niente tacchino per la Festa del Ringraziamento. E, oh, Dio, niente patate!
   - Be', puoi ringraziare il cielo di una cosa - replic Two Hawks - non c' sifilide. Ma, conoscendo la tua avventatezza e la tua intraprendenza, farai bene a guardarti dalla gonorrea.
   - Nelle mie condizioni, l'ultima delle preoccupazioni.
   O'Brien chiuse gli occhi e un minuto dopo stava russando. Two Hawks voleva discutere un piano per quella notte, ma decise che poteva aspettare: O'Brien aveva bisogno di tutto il sonno che riusciva a prendersi, e poi, che altro potevano fare loro due se non lanciare i dadi e star a vedere quello che veniva fuori?
  -- CAPITOLO NONO
   Mezzanotte arriv con agonizzante lentezza. Nell'istituto regnava il silenzio, fatta eccezione per un rombo di tuono proveniente da ovest e da nord. La stanza aveva solo una piccola finestra, sistemata a sessanta centimetri sulla sua testa, e la porta era di spessa quercia, rinforzata in metallo, e era chiusa dall'esterno perch, anche se il dottor Tarhe concedeva molta libert ai suoi migliori pazienti durante il giorno, si accertava che fossero al sicuro di notte.
   Attraverso la porta arriv fioco il suono metallico del grande orologio nell'atrio. Two Hawks cont i rintocchi: ventiquattro. Mezzanotte.
   Nella porta si apr un pannello e lo fece trasalire. Attraverso gli occhi semichiusi, riusc a vedere la luce di una lampada a cherosene che brillava nello stretto spiraglio, e riusc anche ad identificare il viso largo e il grosso naso di Kaisehta'. un inserviente, che faceva il suo giro. Il pannello si chiuse e Two Hawks usc dal letto. Scosse O'Brien, che si sedette, commentando: - Non avr pensato che stessi dormendo in un momento come questo?!
   Entrambi erano gi completamente vestiti, e non avevano niente altro da fare se non aspettare gli sviluppi della situazione. Two Hawks desiderava avere le sue armi, la derringer e l'automatica. Tarhe gli aveva detto che la polizia segreta aveva tenuto le armi per un po' e le aveva studiate, poi le aveva date in consegna a lui: il dottore le teneva chiuse in una piccola cassaforte a muro nel suo studio. Quando ne avevano parlato, Two Hawks si era chiesto come mai la polizia non avesse considerato l'automatica come una prova della veridicit della sua storia, dato che in questo mondo, non esisteva niente del genere. Ma le armi erano state restituite a Tarhe senza commenti, e Two Hawks poteva solo dedurre che la polizia considerasse l'automatica come un'ulteriore prova della sua pazzia: se era cos, doveva trattarsi di un gruppo di gente particolarmente priva di immaginazione.
   I due sedettero in silenzio sulla sponda dei loro letti, ma non dovettero aspettare a lungo: ci fu un grido dal fondo dell'atrio, subito interrotto, e un momento dopo un suono tintinnante li inform che qualcuno stava girando una chiave nel grosso lucchetto. Un chiavistello si apr, la porta si spalanc, e Two Hawks balz in piedi, senza sapere se doveva aspettarsi la salvezza o la morte per arma da fuoco. Nel corridoio c'erano sei uomini incappucciati, vestiti con gli indumenti dei civili hotinohsonih della classe pi bassa. Due imbracciavano una sei colpi, altri due, una carabina a un solo colpo ed i rimanenti erano muniti di un lungo coltello.
   Un uomo tarchiato parl in Hotinohsonih, a voce bassa e profonda, con accento straniero. - Siete Two Hawks e O'Brien?
   Two Hawks annu e chiese: - Dateci un'arma, o almeno dei pugnali.
   - Non ne avete bisogno.
   - Ho due delle mie armi chiuse nella cassaforte a muro - insistette Two Hawks. - Una una pistola automatica, un meccanismo a fuoco rapido che migliorerebbe di molto la potenza dell'artiglieria blodlandese. Ne ho bisogno come modello.
   L'uomo tarchiato esit, poi obiett: - Ci vorrebbe troppo per prenderla dalla cassaforte: non abbiamo il tempo di trapanarla e farla saltare.
   - Conosco la combinazione. Ero in piedi dietro il dottor Tarhe e l'ho osservato abbastanza. piuttosto distratto.
   - Molto bene. Ma sbrighiamoci. Non abbiamo molto tempo.
   Due uomini precedettero gli altri nella sala. Voce Profonda gesticol con la pistola perch i due Americani lo precedessero. In fondo alla sala, l'inserviente che aveva gridato, Kaisehta', giaceva sul pavimento con la faccia rivolta verso l'alto. La cima della testa era insanguinata, gli occhi e la bocca spalancati, la pelle sotto la pigmentazione scura era grigio-bluastra.
   - Questi figli di puttana non dovevano ucciderlo! - esclam O'Brien. - Poveraccio. Non ho mai capito una parola di quello che mi diceva, ma riusciva a farmi ridere. Era una brava persona.
   - Non parlate - ingiunse Voce Profonda. Attraversarono un altro salone e la sala da pranzo, ed entrarono nello studio di Tarhe. Two Hawks sollev il dipinto che doveva nascondere la cassaforte. Alla luce della torcia tenuta da Voce Profonda, ruot il disco della combinazione, contraddistinto dai numeri dell'alfabeto akhaivio modificato. Lo sportello si spalanc e lui trov la derringer e l'automatica in una piccola scatola di cartone.
   Voce Profonda protese la mano per avere le armi. Riluttante, Two Hawks gliele diede: evidentemente, erano prigionieri dei Blodlandesi tanto quanto lo erano stati dei loro precedenti catturatori.
   Il gruppo lasci lo studio e and alla porta principale anteriore dell'istituto. Due uomini armati di carabine uscirono sulla grande veranda e un minuto dopo tornarono indietro segnalando via libera. Two Hawks e O'Brien, seguiti dagli altri quattro Blodlandesi, varcarono la porta: la citt sotto di loro era oscura, fatta eccezione per alcuni fuochi, qua e l, che non erano ancora stati spenti. La luna era nascosta dietro nuvole spesse e scure.
   Cominciarono a scendere i primi gradini, dirigendosi verso due automobili parcheggiate dietro una macchia d'alberi, lungo la curva del viale, alla loro sinistra. Il muso delle macchine era apertamente visibile. Proprio quando i due uomini armati di carabina raggiunsero il suolo, dalla macchia d'alberi giunsero i lampi e i colpi di alcune armi. Two Hawks spinse forte O'Brien verso terra e poi si gett lui stesso gi dai gradini, tuffandosi in fuori.
   Sbatt contro la nuda terra con una violenza che quasi gli mozz il fiato e si rotol di lato. Quando fu nella macchia che cresceva lungo il basamento della veranda, si ferm, mentre dalle piccole armi degli uomini nei cespugli si sprigionava altro fuoco. I due Blodlandesi che lo avevano preceduto giacevano a terra, ai piedi della scala: uno era ferito o morto, l'altro sparava contro i Perkunishani da una posizione prona. Two Hawks presumeva che gli attaccanti fossero Perkunishani e che fossero venuti con la stessa idea dei Blodlandesi, ma un po' pi tardi.
   Un uomo url sulla testa di Two Hawks, ed un corpo gli cadde proprio addosso dalla ringhiera della veranda e gli si schiant sulle gambe. Ormai gli altri Blodlandesi si erano sparpagliati per ripararsi dietro pilastri o la grata della veranda. Un Perkunishano cadde a terra fra i cespugli, mentre gli altri occuparono una nuova posizione dietro le macchine dei Blodlandesi. Nella casa, si stavano accendendo le luci e queste tracciavano la sagoma degli uomini sulla veranda. Un Blodlandese croll sulla ringhiera e il suo fucile cadde a terra, sotto i cespugli, vicino a Two Hawks. L'uomo con la carabina grugn e smise di sparare.
   Two Hawks si avvicin carponi all'arma che l'agente aveva lasciato cadere. Con quella in mano, lasci la relativa sicurezza dei gradini e dei cespugli e strisci verso l'uomo armato di carabina, che era morto o privo di conoscenza: usando il corpo come riparo, gli frug nelle tasche, e trov parecchie piccole scatole; ne apr una e sent alcune forme cilindriche impacchettate all'interno. Erano cartucce di lino con capsule a percussione di ottone.
   Esamin il revolver con le dita, lo apr e riemp le sei camere di caricamento. Alle sue spalle, O'Brien gemette ed esclam: - Mi hanno colpito. Ho il braccio insensibile. Oh, Cristo! Perdo sangue! Morir!
   - Smettila di parlare della tua morte - lo rimprover Two Hawks. - Sembri troppo forte per essere ferito in modo grave.
   Rotol su se stesso e tocc la parte superiore del braccio sinistro di O'Brien: quando le ritrasse, le dita erano appiccicaticce. - Me ne sto andando alla svelta - si lament O'Brien. - La vita mi scivola fuori ad ogni battito del cuore.
   - Smettila di piangere - fece Two Hawks. - solo che credi di morire, forse perch lo desideri. Si tratta di una ferita leggera e neanche tanto profonda.
   - Non lei quello che ferito.
   Two Hawks sollev la testa per vedere oltre il corpo: due uomini sulla veranda e due dietro la macchina stavano ancora sparando, poi uno di loro (sembrava Voce Profonda) si volt per sparare attraverso la finestra alle sue spalle, alla luce delle lampadine che delineavano la sua sagoma. Ci fu un suono come di un pugno che colpiva la carne, e l'uomo vol in avanti, atterrando sulla faccia e scomparendo dal campo visivo di Two Hawks, salvo che per un piede. Il suo revolver, per, scagliato da una mano fiacca, ruppe la finestra.
   Il sopravvissuto corse verso l'angolo della casa. Mentre correva, si pieg e fece fuoco contro i Perkunishani. I loro proiettili andarono a battere contro le mura di legno. Proprio quando raggiunse l'angolo, vol a gambe all'aria e si abbatt al suolo. Dal momento che non si rialzava, Two Hawks dedusse che o era ferito, oppure faceva finta: se stava recitando, per, aveva fatto un bel lavoro, perch anche il suo fucile era caduto rumorosamente a terra.
   - Sono rimasti due Perkunishani, che io sappia - sussurr Two Hawks ad O'Brien. - E devono avere l'ordine di prenderci vivi o morti. Forse a loro non interessa quale delle due cose, altrimenti non ci avrebbero presi di mira liberamente al buio.
   Guard di nuovo oltre il corpo. Non riusc a vedere nessun uomo: probabilmente erano accovacciati dietro le macchine, intenti a ricaricare i revolver ed a discutere un piano d'attacco. Non potevano presumere con certezza che tutti fossero morti o resi inabili. Avrebbero dovuto uscire da dietro le macchine.
   N avrebbero avuto tanto tempo per controllare: c'era molto rumore nella casa, voci che gridavano domande, un paziente che urlava e il suono di piedi che correvano avanti e indietro. Avrebbero cercato di telefonare alla polizia, ma avrebbero trovato i fili tagliati.
   Tuttavia, la sparatoria poteva attrarre l'attenzione della polizia in ricognizione nelle strade della citt, l sotto. Era possibile che cominciassero subito a salire su per la collina tortuosa, e, in tal caso, i Perkunishani avrebbero trovato bloccate le loro macchine. A meno che non le avessero lasciate pi sotto e non fossero saliti a piedi.
   Two Hawks attese con pazienza, il revolver pronto a sparare. O'Brien gemette e Two Hawks gli intim di tacere. Prese il lungo pugnale dalla fondina del fuciliere morto, lo sollev con una mano e ne prov l'equilibrio: sarebbe stato un buon coltello da lancio e gli avrebbe offerto una discreta possibilit di dimostrare quanto fossero state efficaci centinaia di ore di esercizio.
   I Perkunishani avevano deciso di procedere con cautela. Uno corse fuori da dietro la macchina e verso la protezione dell'angolo della veranda, e Two Hawks lo lasci andare. Al buio e a quella distanza, era difficile essere sicuri di un colpo di revolver, ed inoltre, se evitava di sparare, poteva convincerli che non avevano nulla da temere.
   Lentamente, rotol lontano dal corpo e si gir, per trovarsi di fronte alla macchia d'alberi sulla curva opposta del viale. Come aveva sospettato, il secondo agente aveva attraversato i cespugli per avvicinarsi all'altra estremit della veranda. Durante una breve pausa dei rumori provenienti dalla casa, Two Hawks sent un ramoscello che si spezzava, e ritorn allora strisciando verso O'Brien, fra i cespugli alla base della veranda. Aveva la schiena bagnata del sudore della paura e gli sembrava di avere tutti i peli ritti sulla pelle.
   Quando raggiunse il punto in cui la veranda si incurvava bruscamente lungo il lato della casa, si ferm ed attese: come aveva sperato, il Perkunishano si lanci dai cespugli verso la macchia d'alberi dietro la quale lui era accovacciato. Two Hawks spost il pugnale nella mano destra e la rivoltella nella sinistra, si sollev e, proprio mentre l'uomo cadeva nel cespuglio, gli immerse nella gola la punta del pugnale.
   L'agente gorgogli e cadde sulle ginocchia mentre Two Hawks estraeva il pugnale, spostandosi di lato per evitare lo schizzo di sangue. L'uomo cadde su un fianco.
   L'altro Perkunishano chiam il compagno. Two Hawks mormor sottovoce le uniche frasi che conosceva in Perkunishano, rendendole deliberatamente indistinte; soddisfatto, l'altro agente lasci l'angolo della veranda, mentre Two Hawks usciva dai cespugli e camminava con sicurezza verso di lui: nell'oscurit, il Perkunishano non sarebbe stato in grado di riconoscere la sagoma finch non gli fosse arrivata vicina, o almeno cos sperava Two Hawks. Per l'agente doveva essere riuscito a vederci abbastanza bene alla luce delle finestre della casa, perch url e fece fuoco: il suo grido diede a Two Hawks un avvertimento sufficiente a farlo gettare di lato e nei cespugli, ed il proiettile lo oltrepass sibilando. Ci fu un rumore di scarpe sulle pietre frantumate. Two Hawks, guardando fuori, vide un'ombra sparire intorno alla macchina. Salt su, stordito dal rumore, e corse oltre il viale nella alta macchia d'alberi; quando si trov a parecchi metri dal veicolo, rallent e cammin silenziosamente.
   Una massa oscura si stava muovendo senza produrre alcun suono, fatta eccezione per lo scricchiolio delle ruote di legno, bordate di acciaio, sulle pietre spezzate. Per un attimo, Two Hawks pens che la macchina venisse spinta, poi l'assurdit di un simile atto divenne evidente, e comprese che la macchina funzionava a vapore. Corse avanti, spostando ancora le armi da una mano all'altra, in modo da avere il pugnale nella destra. Perch sprecare una pallottola di cui poteva aver bisogno pi tardi? Inoltre, se avesse mancato il colpo, il Perkunishano non avrebbe visto nessuna lancia di fiamma, proveniente dalla bocca della rivoltella, che gli mostrasse dove era il nemico.
   Salt fuori di colpo dalla macchia proprio accanto alla macchina. Il guidatore sedeva a destra, poich il traffico in questo paese si muoveva sulla corsia sinistra, ma il finestrino sinistro era abbassato e perci non offriva alcun ostacolo. Il pugnale arriv a segno, attraversando il finestrino aperto e piantandosi di lato nel collo del guidatore. Questi cadde in avanti, e Two Hawks aggir di corsa la macchina, passandole davanti, mentre essa continuava la sua lenta marcia indietro.
   Apr lo sportello con uno strattone, allung la mano e tir fuori il corpo per un braccio, senza avere il tempo di recuperare il pugnale. Una volta che fu al posto di guida, cerc affannosamente di localizzare i comandi giusti. Per fortuna, aveva visto nella libreria di Tarhe illustrazioni dell'apparato di funzionamento dei mezzi a vapore, e le aveva studiate proprio in previsione di una situazione del genere.
   Due asticelle corte su un piano orizzontale, che sporgeva dal pannello degli strumenti, regolavano la direzione e la velocit. Quella a sinistra si muoveva verso destra o verso sinistra per fare manovra. Quella a destra, se veniva spinta in avanti, produceva accelerazione in avanti. Prima di scoprire questo, Two Hawks aveva fermato la macchina premendo un pedale sul pavimento, anche se essa protest per il contrasto tra il motore e i freni. Two Hawks mise l'asticella della velocit in posizione neutra, la spinse in avanti e apprese che la macchina andava avanti, poi tir l'asticella verso di s. Il veicolo and indietro.
   Guid la macchina in avanti e lungo la curva. Producendo uno sbuffo di vapore quasi inudibile e con le ruote che scricchiolavano sulle pietre, il veicolo arriv fino al punto in cui giaceva O'Brien: Two Hawks lo ferm e poi cerc di stabilire quali manopole sul pannello controllassero le luci. La prima che gir mise in moto l'unico tergicristallo, sistemato al centro del parabrezza. Per svolgere il suo lavoro, doveva descrivere un arco di 180 gradi. Two Hawks pens che le macchine Hotinohsonih dovevano fare ancora molta strada prima di poter competere con quelle della sua Terra.
   Ma era felice di avere almeno quella.
   Gir un'altra manopola. Si accesero un piccolo pannello luminoso e le due luci anteriori, sistemate sulla cima dei parafanghi. Queste ultime non erano molto forti, ma erano sufficienti ai suoi scopi: i raggi illuminarono la facciata dell'istituto, i corpi sulla veranda, sui gradini e sul viale. Lanci un grido ad O'Brien, che si alz lentamente e cammin verso la macchina.
   - Se la sta cavando bene, Luogotenente - comment a voce bassa. - Ma dove andiamo da qui?
   Two Hawks non rispose, perch stava studiando gli indicatori sul pannello: questi erano cilindri di vetro sistemati nel mezzo del quadro degli strumenti. Ce n'erano sei, illuminati da luci che stavano dietro ad essi, ed ognuno era sovrastato da un simbolo luminoso derivante dal linguaggio ideografico che gli Hotinohsonih avevano usato prima di abbandonarlo per l'alfabeto greco. A vari livelli, un fluido rosso pallido saliva in ogni tubo, sul quale c'erano gradazioni bianche. A quanto pareva, i tubi indicavano il livello del rifornimento d'acqua, la temperatura del vapore, la quantit del carburante, la velocit, lo stato della batteria e il chilometraggio. Two Hawks sapeva cosa dovevano significare gli indicatori di grado, ma aveva qualche problema a convertirli in unit inglesi.
   Gli indicatori dell'acqua e del carburante mostravano il pieno, quanto alla velocit, l'avrebbe giudicata in base al suo istinto. Aspett finch O'Brien non si fu seduto al suo fianco poi si avvi lungo la strada ripida e tortuosa che portava verso la citt sottostante, mentre alle loro spalle, alcuni uomini, incoraggiati dall'assenza di sparatorie, uscivano di corsa dalla casa. In quel momento, la luna venne fuori dalle nuvole. Lui spense i fari e guid pi rapidamente alla luce della luna. Quando arriv alla base della collina, ferm la macchina e scese per guardare un segnale stradale. Il fatto che l ce ne fosse uno dimostrava che erano vicini ad un'autostrada principale, dato che pochissime strade erano munite di segnaletiche: nei distretti residenziali, uno straniero, se voleva orientarsi, doveva avere una cartina oppure chiedere indicazioni.
   Lo studio della mappa di 'Estokwa trovata nella libreria lo aveva familiarizzato con le principali arterie di uscita: si trovava solo ad alcuni isolati di distanza dalla grande autostrada che portava ad est. Di fatto, questo lo sapeva gi, ma voleva una conferma della precisione della mappa.
   Girarono un angolo e l, in fondo alla via, c'era l'autostrada. Ora riuscivano a sentire il rumore del traffico, il mormorio delle voci e lo scricchiolio degli assi: l'autostrada era piena zeppa di profughi, uomini, donne e bambini che portavano fagotti o che spingevano carriole o trascinavano carri a due ruote carichi di tutto quello che potevano portare.
   La confusione apparente era ingannevole: dopo che ebbe guidato la macchina tra due gruppi di pedoni, Two Hawks vide che alcuni soldati, dislocati ad intervalli di alcuni isolati, stavano dirigendo il traffico, muniti di lampade a cherosene o di grandi torce. Il primo soldato che incontrarono non ferm la loro macchina, ma Two Hawks si chiedeva quanto potevano andare lontano prima che venissero loro richieste le carte d'identit. Senza di quelle, potevano essere arrestati, persino fucilati sul posto, perci, alla prima occasione, volt la macchina verso una via laterale.
   - Dovremo tentare la sorte, sperando di non perderci - spieg. - E quando saremo costretti a tornare sulla grande autostrada, per farlo forse dovremo usare la forza e sfondare un posto di blocco.
   - Va bene, ma dove stiamo andando? - s'inform O'Brien.
   - Come va il braccio? - chiese Two Hawks.
   O'Brien gemette e rispose: - Mi sto dissanguando. Non ce la far, Luogotenente.
   - Non credo che sia cos grave. - Two Hawks ferm la macchina ed esamin la ferita alla luce di una torcia, che aveva trovato in un portaoggetti sotto il pannello. Come aveva pensato, la ferita era leggera: c'era ancora un piccolo flusso di sangue, che per fu fermato facilmente con un fazzoletto. Lo annod intorno al braccio e riprese a guidare.
   Fino a poco tempo prima, le reazioni di O'Brien lo avevano stupito: il sergente era stato un buon soldato, molto competente, allegro e coraggioso, ma da quando si era reso conto che si trovavano fuori dal loro universo originario, era cambiato. Si sentiva come se fosse sul punto di morire, e questo, pens Two Hawks, era dovuto ad un senso di completa dislocazione, dall'essere tagliato fuori per sempre dal mondo nel quale era nato e aveva vissuto: era un estraneo in un posto che non capiva, soffriva di nostalgia in un modo che nessun uomo aveva mai esperimentato e questo lo stava letteralmente uccidendo.
   Two Hawks sapeva come doveva sentirsi, anche se era sicuro di non soffrire nella stessa misura: in primo luogo aveva imparato a vivere con una sensazione simile gi sulla sua Terra nativa. Figlio di due culture, mai del tutto integrato e incapace di credere completamente nei valori e nei costumi di una di esse, era anche lui uno straniero. In secondo luogo, era fondamentalmente pi flessibile di O'Brien, poteva sopravvivere allo shock di un trapianto, riprendere coraggio e persino trarne profitto, se le cose andavano bene. Ma era preoccupato per l'irlandese.
  -- CAPITOLO DECIMO
   Due ore pi tardi, dopo essersi persi una dozzina di volte, uscirono sull'autostrada principale, la strada di kadziiva'. A mezzo chilometro di distanza scorsero un gran numero di soldati, che proprio mentre Two Hawks li osservava, fecero scendere un uomo da una macchina e lo obbligarono a marciare fino ad una tenda, a un lato della strada.
   - Controllano la presenza di spie o disertori - osserv Two Hawks. - Bene: li aggireremo.
   La cosa non fu cos facile: dovettero attraversare un piccolo ruscello ad un chilometro di distanza da l, e guidarono lentamente, senza impantanarsi, solo per essere fermati cinque minuti pi tardi da un recinto di pietra che sembrava correre ininterrotto da un orizzonte all'altro. Ormai era arrivata l'alba. La macchina si mosse per tre chilometri parallela al recinto, che alla fine termin. Tuttavia un fitto boschetto e un ampio ruscello sbarrarono di nuovo la loro strada.
   Two Hawks guid il veicolo nel corso d'acqua, che era largo circa trenta metri, e procedettero faticosamente per dieci metri, con l'acqua che cominciava a filtrare da sotto le portiere, prima che la macchina si fermasse, con le ruote che giravano a vuoto. Dopodich niente riusc pi a tirarla fuori dal fango.
   - Andremo a piedi - decise Two Hawks. - Forse un bene che la macchina si sia impantanata: se fossimo andati avanti e l'acqua fosse diventata pi profonda, la caldaia sarebbe potuta esplodere.
   - Me lo dice adesso?! Battiamocela da qui! Camminarono sul terreno coltivato tenendosi paralleli
   all'autostrada; quattro giorni dopo, la parte lastricata fin, e da quel momento in poi, la strada divenne di terra battuta.
   I due si cibarono di alimenti sottratti ai contadini. Passarono due giorni prima che avessero la possibilit di rubare un'altra macchina, un modello a combustione interna. Quel giorno percorsero una quarantina di chilometri, muovendosi sul ciglio della strada e suonando il clacson ai rifugiati che si trovavano sul percorso. Poi sentirono parlare di una stazione di controllo pi avanti e svoltarono in una stretta strada battuta di campagna. Quando terminarono la benzina, continuarono a piedi.
   - La nazione degli Iskapintik a nord - spieg Two Hawks ad O'Brien. - L'ultima volta che ne ho sentito parlare, era neutrale: varcheremo il confine e ci affideremo alla loro misericordia, comunque vada.
   - Non mi piace il modo in cui l'ha detto. Che tipo di gente ?
   - Fondamentalmente, Indiani con molti geni bianchi. Parlano un linguaggio che appartiene alla famiglia Nahuatl, qualcosa di simile alla lingua azteca del Messico. Somigliano molto agli Aztechi, in effetti: sono venuti dall'Asia circa nello stesso periodo degli Irochesi, ed entrambi sono stati spinti fuori da una potente nazione amerinda, che pi tardi conquist met dell'Asia settentrionale.
   Gli Iskapintik sconfissero un'altra trib, mezza bianca e mezza amerinda, che aveva appena finito di terrorizzare l'Europa orientale, e ne massacrarono la met, rendendo schiavi i superstiti.
   - Sono abbastanza violenti, eh?
   - Ho avuto questa impressione. Per esempio, stato solo cinquant'anni fa che hanno smesso di sacrificare esseri umani nelle cerimonie religiose. E i loro schiavi non solo sono trattati come subumani, ma non hanno nemmeno la possibilit di diventare uomini liberi, come invece succede tra gli Hotinohsonih.
   - Allora perch stiamo andando l?
   - In realt, non con l'idea di affidarci alla loro misericordia. Cercheremo di attraversare il paese, nascondendoci e viaggiando di notte, e la nostra meta sar il Tyrsland, la Svezia di Terra 1. Il Perkunisha ha dichiarato guerra al Tyrsland, ma non ha ancora fatto alcuna mossa belligerante contro di esso. Se riusciamo ad arrivarci, potremo prendere accordi per farci trasportare nel Blodland. L saremmo uomini importanti; avremmo davvero qualcosa per cui vivere.
   - Dolce Madre di Cristo! Darei l'occhio destro per vivere in un posto in cui parlano inglese.
   - Non voglio scoraggiarti, ma dovresti impararlo partendo da zero, anche se ti sarebbe pi facile che non studiare l'Irochese.
   Avevano tagliato attraverso l'interno del paese, usando strade di campagna come guida, ma tenendosi paralleli ad esse. Solo di notte, quando le strade erano deserte, ci camminavano sopra, ed anche allora, Two Hawks lo faceva di malavoglia; ma camminare nei campi di grano o nei prati o attraverso la boscaglia li rallentava cos tanto che di quando in quando dovevano tentare sistemi di viaggio pi rapidi. Quindici giorni dopo aver lasciato 'Estokwa, incrociarono un'autostrada che andava verso nord: dalla cima di una collina, Two Hawks pot vedere che il grande fiume di rifugiati non era diminuito. In quel punto non c'erano soldati in vista, perci decise che sarebbero stati al sicuro mescolandosi al traffico. Camminarono faticosamente per due giorni lungo il bordo della colonna, accorgendosi che in quel modo impiegavano meno tempo, poi all'alba del terzo giorno, udirono spari di cannone verso ovest. Al tramonto, si sent da lontano il rumore di piccole armi da fuoco, ed il giorno successivo, apparvero le truppe hotinohsonih: erano rinforzi provenienti dal sud e diretti a nord-ovest, dove infuriava una battaglia. Two Hawks o O'Brien tornarono al centro della colonna di rifugiati, per non farsi notare ed anche perch la noncurante velocit dei veicoli militari rendeva pericoloso viaggiare sul ciglio della strada.
   Il quarto giorno, i profughi vennero deviati verso est ad un incrocio. - I Perkunishani devono aver occupato la strada, pi avanti - comment Two Hawks. - Stanno davvero avanzando.
   - Ho sempre pensato che gli Irochesi fossero potenti guerrieri - osserv O'Brien. - Ma non mi sembra che stiano combinando niente di meglio dei Russi.
   Two Hawks avvert una leggera irritazione, come se la critica rivolta agli Hotinohsonih fosse in qualche modo una critica nei suoi confronti. Sapeva che O'Brien aveva sempre pensato a lui come ad un Indiano e che, anche se non gli aveva mai mancato apertamente di rispetto, si teneva le sue opinioni personali.
   - Ti dir una cosa - ribatt. - Pu darsi che i Perkunishani stiano vincendo, ma stanno pagando un prezzo dannatamente pi alto di quanto abbiano fatto i Tedeschi. La guerra un po' diversa qui: non ci sono Convenzioni di Ginevra, lo sai, e ci che una nazione fa ai suoi prigionieri di guerra sono solo affari suoi. I Perkunishani hanno scoperto dall'esperienza fatta in passato che gli Irochesi non sono buoni schiavi: continuano a tentare di fuggire oppure rimangono uccisi nel tentativo.
   Perci il Perkunisha ha dichiarato una guerra senza quartiere: nessun prigioniero, eccetto quando uno necessario per dare informazioni, ottenute con la tortura. Gli Hotinohsonih lo sanno, combattono fino alla morte, e, quando si ritirano, uccidono i loro feriti, se non sono in grado di portarseli dietro. Come risultato, gli invasori stanno incontrando una resistenza molto pi accanita di quanto potrebbe succedere altrimenti. Ma la loro superiorit tecnologica e la strategia di aggirare le sacche di difensori per rastrellarle pi tardi spiega la loro rapidit attuale. In pi, c' il fatto che sono disposti a sopportare grosse perdite.
   Vedi, i Perkunishani vogliono conquistare pi territorio possibile prima che venga l'inverno. La terra occupata la zona della Romania e della Russia sud-occidentale di Terra 1, per senza quel clima relativamente mite. C' un'altra ragione per cui dobbiamo raggiungere il Tyrsland prima dell'arrivo delle nevi: non dobbiamo lasciarci sorprendere in aperta campagna dal freddo, perch moriremmo congelati in breve tempo.
   O'Brien rabbrivid e comment: - Che mondo, fratello! Se dovevamo attraversare una porta, perch non siamo stati fortunati e non abbiamo trovato un mondo caldo e pacifico?
   Two Hawks sorrise e si strinse nelle spalle: era possibile che ci fosse una Terra parallela del genere, ma se era cos, non si trovavano in essa. Dovevano vivere in quella che era loro toccata.
   Alcuni minuti pi tardi, oltrepassarono una macchina impantanata nel terreno soffice, al lato della strada. Tre uomini stavano cercando di spingerla fuori. - Hai notato la donna al volante? - chiese Two Hawks. - Aveva una sciarpa intorno ai capelli e la faccia era abbastanza sporca, ma giurerei che si trattava di Ilmika Thorrsstein.
   Esit per parecchi minuti, poi decise che la presenza della ragazza poteva rappresentare un colpo di fortuna: forse Ilmika si stava dirigendo verso l'Iskapintik, perch la sua posizione come figlia dell'ambasciatore del Blodland le avrebbe assicurato un buon trattamento e persino il ritorno nel suo paese, ed avrebbe avuto interesse a portare Two Hawks e O'Brien con s. Dopotutto, questa era stata originariamente la sua intenzione, e lui non riusciva a pensare a nessuna ragione per cui avrebbe dovuto cambiare idea.
   Cammin con decisione verso di lei. Per un attimo, la donna sembr sorpresa, poi lo riconobbe e l'incredulit fu seguita da un sorriso di gioia. - Possiamo venire con voi? - chiese Two Hawks.
   - Sembra troppo bello per essere vero - annu Ilmika.
   Two Hawks non perse altro tempo: i due Americani andarono dietro la macchina e aiutarono gli altri tre uomini. Dopo che il veicolo ebbe riguadagnato il fango pi secco, Two Hawks e O'Brien presero posto sul sedile anteriore, a fianco di Ilmika, mentre gli altri, che si rivelarono membri dell'ambasciata dei Sei Regni a 'Estokwa, salirono dietro. Ilmika guidava la macchina a vapore il pi rapidamente possibile, senza danneggiare i pedoni: usava spesso il clacson per avvertirli di togliersi dalla loro traiettoria e, se non si scansavano abbastanza in fretta, faceva deviare la macchina sul margine della strada: era stata proprio una manovra del genere a intrappolarla nel fango dieci minuti prima che Two Hawks arrivasse.
   Mentre viaggiavano, l'americano raccont ad Ilmika cosa era successo. Naturalmente, la donna sapeva che gli agenti del Blodland erano stati uccisi, ma aveva supposto che i Perkunishani fossero riusciti a rapire i due uomini provenienti da un altro mondo. Adesso si trovava su quella strada perch il suo percorso di fuga originario era stato bloccato: la flotta perkunishana aveva fatto irruzione nel Mar Nero, sconfiggendo la marina da guerra hotinohsonih e un piccolo contingente di navi del Blodland, ed ora controllava le acque e i cieli del Mar Nero. Il piccolo dirigibile col quale la donna aveva programmato di portare i due nel Dassa (la Turchia) era stato distrutto, perci lei era fuggita verso l'Iskapintik.
   Guidarono per tutto il giorno e per tutta la notte, e l'alba li trov molto pi a nord, ma anche senza carburante. Non ebbero fortuna nel tentativo di ottenerne dell'altro dai veicoli militari che li oltrepassarono: su venti, non se ne ferm nessuno, in risposta ai loro segnali.
   - un viaggio lungo, ma dovremo camminare - decise Ilmika. - Se riesco a mettermi in contatto con un ufficiale, pu darsi che ottenga un'altra macchina.
   Non sembrava molto fiduciosa: era evidente che gli Hotinohsonih erano troppo occupati nella battaglia a nord-ovest per perdere tempo e materiali, nemmeno per Lady Ilmika Thorrsstein. E avevano camminato per non pi di sei chilometri, quando ebbero una prova del fatto che i soldati erano troppo impegnati a prendersi cura di se stessi per preoccuparsi di loro.
   Un chilometro pi avanti, un gruppo di militari corse fuori dalla foresta e attravers la strada. I rifugiati vicini abbandonarono i carri e li seguirono a precipizio: lungo la colonna venne passata parola e con essa si diffuse il panico. Improvvisamente, la strada si trasform in un mucchio disordinato di veicoli senza guida.
   Quaranta metri davanti a loro, la terra fiori in una colonna di fumo e di fango proiettato in aria: la gente che aveva appena abbandonato l'autostrada non rimase ferita, ma la bomba successiva esplose vicino ad un gruppo che non aveva saputo in tempo la notizia, i cui componenti furono scagliati in ogni direzione.
   Quando cadde la prima bomba, Two Hawks e gli altri si erano gettati in un piccolo fossato. Rimasero appiattiti al suolo mentre un secondo, un terzo ed un quarto proiettile, precipitando sulla strada, li assordavano e li coprivano di fango. Un piede tranciato atterr vicino alla testa di Two Hawks, che gli diede uno sguardo e poi nascose la faccia nell'erba. La quinta bomba li stord e quasi li seppell, ma nessuno fu colpito, la sesta esplose un po' pi gi, e la settima colp il fossato e uccise una quantit di uomini di donne e di bambini.
   Poi il bombardamento cess, e Two Hawks sollev la testa. Oltre la strada, c'era un campo di grano bruciato e al di l di esso il declivio di una collina, sulla cima della quale comparvero cinque autoblinde. Due portavano cannoni a canna lunga; le altre erano munite di armi che da lontano sembravano simili alle canne delle mitragliatrici. Two Hawks sapeva che le mitragliatrici non erano ancora state inventate, ed in effetti erano uno degli oggetti che aveva avuto l'intenzione di spiegare ai Blodlandesi. Ma l'aspetto di quelle armi non gli piaceva, anche se i cannoni sarebbero stati sufficienti a fargli decidere di fuggire. Si alz con gli altri e corse attraverso le stoppie annerite del campo di grano a fianco della strada. Aveva visto le truppe irochesi ripararsi in un boschetto a circa mezzo chilometro di distanza verso nord-ovest: esse sarebbero state l'obiettivo dell'attacco delle autoblindo, perci non c'era utilit nel tentare di nascondersi l. Guid quindi il gruppo verso sud-est, attraverso il campo, in direzione di una linea d'alberi mezzo bruciati che probabilmente nascondevano un ruscello. Nel momento in cui i rifugiati raggiunsero la met del campo, i Perkunishani avevano attraversato la strada: spararono alcuni colpi contro il gruppo, che continu a correre, e, guardandosi alle spalle, Two Hawks pot vedere i proiettili sollevare frammenti di terra. La velocit del fuoco lo stup: era sicuro che le macchine avessero un qualche tipo di arma a fuoco rapido. Le sue letture non avevano indicato l'esistenza di un pezzo d'artiglieria simile, ma era evidente che doveva essersi sviluppato in segreto e che veniva rivelato solo adesso. Erano fucili Gatling?
   Una ragione in pi per spiegare la rapida avanzata dei Perkunishani. La potenza della loro artiglieria doveva essere schiacciante.
   I veicoli svoltarono verso il bosco e il frastuono della battaglia si fece subito orrendo. Dur forse per dieci minuti, poi scese il silenzio. I profughi avevano ormai attraversato il ruscello, fiancheggiato dalla linea d'alberi, ed erano entrati in una foresta relativamente fitta ed estesa. Camminarono fino al tramonto, dormirono parecchie ore, poi ripresero la fuga. Due giorni dopo, si imbatterono in un gruppo di soldati morti. Un condotto di scolo l vicino nascondeva una piccola macchina, l'equivalente di una jeep, che non era danneggiata e aveva il serbatoio pieno per met di carburante. Guidarono verso nord finch non fin il combustibile, e ricominciarono quindi a camminare: una settimana pi tardi, erano in un punto imprecisato vicino al confine con l'Iskapintik.
   Davanti a loro, avevano sentito spari provenienti da un fucile leggero. Mentre Ilmika e un uomo che si era ammalato si nascondevano dietro alcuni alberi, gli altri strisciarono su per il pendio di una collina, armati di fucili e di revolver presi ai morti che avevano fornito loro anche la jeep, senza avere per l'intenzione d'intraprendere alcuna azione aggressiva: volevano solo stabilire come andassero le cose l davanti e se dovevano tenersi alla larga.
   Two Hawks arriv in cima alla collina e osserv la lotta con un binocolo. La schermaglia era quasi alla fine: c'era una quantit di corpi sul terreno, a varie distanze, all'esterno di un bastione di pietra che era tutto ci che restava di una fattoria bruciata. I corpi indossavano l'uniforme nera e arancio della fanteria perkunishana. Erano rimasti sette attaccanti, e si stavano avvicinando faticosamente ai difensori dietro il muro. Two Hawks osserv per un po' e vide che dal muro stavano ancora sparando solo in tre. Poi un Perkunishano, accovacciato dietro un carro rovesciato vicino alle rovine, lanci una granata, che atterr oltre il riparo, in un angolo.
   Dopo l'esplosione, non ci furono altri spari di risposta. Ancora cauti, i Perkunishani continuarono a stare attaccati al terreno finch non si trovarono a parecchi metri di distanza. Uno si espose per un attimo, ma questo non gli attir addosso nessuno sparo. Ad un segnale, tutti gli attaccanti si alzarono e corsero verso il muro. Da dietro il riparo sal improvviso il fumo di un pezzo d'artiglieria e alcuni secondi dopo Two Hawks sent lo schianto: un Perkunishan cadde. Un altro sparo, ed un secondo aggressore si accasci.
   Il resto del gruppo era troppo vicino al muro per voltarsi e scappare: continuarono a caricare, ma mentre lo facevano, aprirono il fuoco, in modo da costringere il nemico a tenere gi la testa. Questi, tuttavia, non si cur dei proiettili che rimbalzavano sul muro, vicino alla sua testa, e continu a sparare con efficacia mortale. Altri due attaccanti barcollarono; uno cadde all'indietro e l'altro dopo essersi fermato, fece ancora alcuni passi avanti di corsa, e poi si accasci a sua volta nel fango.
   Two Hawks rimase sorpreso. Poteva vedere l'elmetto e la parte superiore dell'uniforme del difensore, ed entrambi erano dello stesso tipo di quelli che portavano i Perkunishani. C'era una sola differenza, due larghe strisce rosse sul torace.
   Poi i sopravvissuti attraversarono una breccia nel muro, sparando a bruciapelo all'unico superstite, ma, se lo colpirono, lui non lo diede a vedere. Rovesci il fucile, ruot il calcio come un randello ed abbatt l'uomo pi vicino. Spar quindi momentaneamente dal campo visivo di Two Hawks, poi riapparve, tenendo sollevato sulla testa il corpo dell'uomo che aveva colpito, che lanci contro gli altri due, buttandoli entrambi a terra. Tuttavia, quello che avrebbe potuto fare dopo era solo congetturabile. D'improvviso, sembr che avesse la meglio, ma uno dei soldati che erano stati colpiti riprese conoscenza, si alz e spar all'uomo con le strisce rosse. L'elmetto gli vol via dalla testa e lui cadde.
   Un minuto pi tardi, i tre sopravvissuti avevano trascinato il loro nemico fuori, sul terreno. Il Perkunishano ferito non li aiut, ma si diede da fare per togliersi la giacca e fare a pezzi la manica della camicia. Poi bend la parte superiore del braccio destro. Gli altri due trasportarono il suo corpo fin sotto un albero di acero. Da qualche posto, avevano tirato fuori una corda e ne usarono una parte per legargli le mani, quindi tolsero all'uomo gli stivali e gli legarono anche i piedi.
   Un'estremit della corda fu assicurata ai polsi dell'uomo e l'altra lanciata su un ramo. Due uomini tirarono la corda e il prigioniero venne issato in alto finch i piedi nudi non furono a circa venti centimetri da terra. La sua posizione doveva essere dolorosa, dato che tutto il peso gravava sulle braccia, legate dietro la schiena e spinte a forza indietro e verso l'alto, ma, nonostante ci, la faccia dell'uomo appeso era inespressiva. Gir lentamente su se stesso all'estremit della corda e non apri bocca nemmeno per protestare quando i soldati gli ammucchiarono sotto i piedi della legna per accendere un fuoco.
   Two Hawks decise di intromettersi. Ammirava lo stupendo spirito combattivo del grosso uomo, anche se questo soltanto non sarebbe bastato ad indurlo ad attaccare i soldati. Era curioso di conoscere le ragioni della lotta tra due gruppi di Perkunishani.
   Espose agli altri membri del gruppo quello che voleva fare, ed essi acconsentirono a seguirlo, specialmente dopo che lui disse di ritenere che il prigioniero potesse fornire loro informazioni utili. Si sparpagliarono e impiegarono qualche tempo per aggirare la collina e strisciare lungo una depressione nel terreno. Entrarono nel bosco dalla depressione e si avvicinarono cautamente ai Perkunishani. Trascorsero altri dieci minuti prima che fossero accovacciati dietro gli alberi, abbastanza vicini da sentire la conversazione: dato che questa era in Perkunishano, Two Hawks non ne cap molto, ma era ovvio che i soldati stavano imprecando contro l'uomo appeso e lo stavano insultando.
   Oramai il fuoco divampava abbastanza alto da lambire i piedi nudi del prigioniero, che doveva soffrire d'un'intesa agonia, ma non diceva nulla. Two Hawks smise di aspettare un momento pi propizio: non voleva che il prigioniero rimanesse storpiato. Mir allo stomaco del soldato pi vicino ed anche gli altri presero la mira. Two Hawks sollev una mano, la tenne alzata e poi la abbass: uno scoppio quasi simultaneo di armi da fuoco scagli indietro i tre Perkunishani, e nessuno di loro si mosse pi.
   Two Hawks corse fuori, scagli di lato con un piede le sterpaglie infuocate, e poi tagli la corda nel punto in cui era legata al tronco dell'albero, mentre due Blodlandesi abbassavano l'uomo appeso.
   Two Hawks tolse il pugnale dalla fondina, ma non si offr di tagliare i lacci del gigante. Sembrava troppo pericoloso: era alto quasi due metri, ed aveva un'ampiezza di spalle di una novantina di centimetri. Le braccia, il torace e le gambe erano, come mole simili a quelle di un gorilla; la faccia era larga e con gli zigomi alti, il naso aquilino, i capelli dritti e neri. Tuttavia, la pelle non era particolarmente scura, e gli occhi marroni avevano grandi sfumature verdi.
   Uno dei Blodlandesi, Aelfred Herot, rivolse all'uomo alcune domande in perkunishano. Ci fu una rapida conversazione, e Herot spieg a Two Hawks: - un Knukkinuk.
   Two Hawks annui. Il Kinukkinuk era la nazione algonchina che occupava l'area della Cecoslovacchia di Terra 1. Da pi di cento anni, faceva parte del Perkunisha.
   - Dice di chiamarsi Kwasind, cio Il Forte. Era in un reggimento kinukkinuk comandato da ufficiali perkunishani. Lui e un altro Kinukkinuk hanno deciso di disertare e di unirsi agli Hotinohsonih. Ma sono stati inseguiti e messi alle strette nella fattoria. Il resto l'hai visto. Gli ho spiegato chi siamo, e dice che gli piacerebbe unirsi a noi. Parla anche Hotinohsonih, perch sua madre era una schiava proveniente da quel paese. Dice che suo padre la rese libera prima di sposarla, perci Kwasind non figlio di una schiava. I Kinukkinuk sono molto orgogliosi, anche se i Perkunishani li trattano come subumani.
   Senza una parola, Two Hawks tagli le corde di Kwasind. Il gigante si strofin i polsi, mentre camminava per riattivare la circolazione. La pelle dei piedi era molto rossa, ma non ustionata. Si sedette poi su un cadavere per rimettersi gli stivali, e Two Hawks gli tese un fucile, una cintura di munizioni e un pugnale.
   - Grazie. - disse in Hotinohsonih, Kwasind.
   - Puoi camminare bene?
   - Posso camminare. Ma se tardavate ancora dieci secondi...
   Two Hawks mand Herot a riprendere Ilmika e la sua guardia, poi controllarono le vittime: tre Perkunishani erano ancora vivi, seriamente feriti, e Kwasind ed il Blodlandese misero fine alle loro sofferenze con un colpo di pugnale al plesso solare. Kwasind prese poi la spada a un ufficiale morto, tagli la testa ai Perkunishani, le sistem in una piccola piramide e poi si allontan per ammirare la costruzione.
   O'Brien vomit, e Two Hawks si sent male.
   Herot spieg: - Tagliando la testa ai nemici, impedisce che le loro anime vadano nel Michilimakinak, il paradiso dei Kinukkinuk.
   - Molto interessante - comment Two Hawks. - Spero che non abbia altre usanze che rallentino il nostro viaggio.
   Ilmika ed Elhson li raggiunsero. Ilmika, vedendo le teste, impallid, ma non disse nulla.
   Kwasind salmodi sui corpi dei suoi compatrioti e amici, poi apr loro la giacca e la camicia. Sulla parte superiore sinistra del torace di ciascuno dei due, c'era tatuata una svastica in un cerchio: Kwasind la rimosse tagliando la pelle in circolo intorno ad essa e strappandola via, quindi ricostru il fuoco che Two Hawks aveva scagliato da parte con il piede e lanci i pezzi di pelle tatuata nelle fiamme.
   Herot spieg: - I simboli tatuati contengono le anime: se vengono bruciati, le anime sono libere di volare nel Michilimakinak, ma se le prendono i nemici, possono essere essiccate o conservate in alcool, cosicch non andrebbero mai nel Michilimakinak.
   Two Hawks aspett finch Kwasind ebbe finito: se il ritardo fosse stato causato da qualcosa di diverso dalle usanze religiose avrebbe insistito per partire subito, ma in questo caso, era importante non arrecare offesa, perch colpire la religione di un uomo equivaleva a colpire la sua identit fondamentale.
  -- CAPITOLO UNDICESIMO
   Per tutto quel giorno e il successivo, il gruppo cammin attraverso la campagna, diretto a nord-ovest; all'alba del terzo furono svegliati di soprassalto dal rombo di molti motori. Two Hawks strisci fino al bordo della depressione in cui si erano nascosti e guard gi per il pendio della collina, verso la strada, un quarto di miglio pi in basso: questa era affollata da una colonna di autoblinde e di autocarri che trascinavano cannoni su cassonetti. Tutti i veicoli erano dipinti in scarlatto, con sbarre blu, e le portiere recavano l'effigie di un orso nero rampante.
   - Gli Iskapintik - spieg Ilmika alle sue spalle. - Penso che finalmente stiano invadendo l'Hotinohsonih. Sapevamo da qualche tempo che i Perkunishani cercavano di convincere gli Iskapintik ad unirsi a loro, promettendo in cambio la met dell'Hotinohsonih.
   Two Hawks guard il fiume di uomini, armi, approvvigionamenti e veicoli che passavano rombando: i lineamenti dei soldati, sotto gli elmetti rotondi d'acciaio, somigliavano in qualche modo a quelli degli Indios messicani di Terra 1, anche se la pelle era pi chiara.
   Per tutto il giorno, la colonna continu a sfilare, mentre, gli osservatori in cima alla collina sonnecchiavano e montavano la guardia a turno, non osando avventurarsi fuori alla luce del sole, neanche nella foresta, perch c'erano pattuglie nella campagna. Quando arriv il tramonto, ripresero la marcia. Il giorno successivo, Aelwin Graenfield, il Blodlandese malato, non riusc ad alzarsi: debolmente, incit gli altri a lasciarlo indietro, ma essi non ne vollero sapere. Continu a peggiorare e all'alba era morto.
   Misero il corpo in una fossa poco profonda, scavata con i pugnali, ed Herot diresse il servizio funebre, consistente in una preghiera detta dai Blodlandesi mentre si muovevano in circolo, intorno alla tomba aperta, nella direzione del moto apparente del sole, e gettavano un pugno di terra sul corpo. Two Hawks rimase a capo chino, ma osserv i procedimenti. I Blodlandesi, come tutti gli Europei occidentali, aderivano alla stessa religione, fondata solo un centinaio di anni prima da un uomo chiamato Hemilka. Ispirato da una rivelazione, questi aveva rinnegato la fede nei vecchi di e aveva proposto di sostituirla con una religione monoteistica. Era stato martirizzato: appeso ad una corda per una gamba e con entrambe le gambe spezzate, era stato lasciato l, finch era morto di dolore, di sete e di assideramento. Era un tipo di esecuzione riservata agli eretici, una forma che era sparita solo settantacinque anni prima.
   Dopo la morte di Hemilka, i suoi discepoli si erano sparpagliati per sfuggire alla stessa punizione, e anche per diffondere il suo messaggio, ed alla fine, l'Hemilkismo aveva trionfato, come il Cristianesimo di Terra 1, dopo un lungo periodo di persecuzione.
   C'erano molti paralleli tra il Cristianesimo e l'Hemilkismo: la salvezza per tutti coloro che credevano in Hemilka e nella sua nascita da una vergine, un paradiso, un inferno, e un limbo per i pagani virtuosi vissuti prima di lui. C'era anche una dottrina molto simile a quella che sostenevano i Mormoni: il battesimo dei morti.
   Two Hawks spieg a O'Brien la storia e i dogmi della religione, ed il sergente parve molto interessato e fiero del fatto che il Cristo di Terra 2 fosse un Irlandese.
   - veramente una coincidenza - aggiunse Two Hawks, - che le grandi religioni occidentali siano state fondate da Semiti, il Giudaismo e il Cristianesimo dai Giudei, l'Islamismo da un Arabo che prese buona parte della sua religione dalle fedi precedenti. Ma qui...
   - L'unico figlio di Dio un Irlandese, non un Ebreo - s'interruppe O'Brien. - Non ha detto che nacque in Irlanda? E chi era sua madre? Di sicuro, era irlandese anche lei.
   - Abbastanza stranamente, si chiamava Meryam. Per quanto riguarda il fatto che Hemilka non fosse giudeo, be', deve essere stato almeno in parte semita, perch il suo nome cretese. Come ti ho detto, i Kerdezh sono stati nell'Irlanda meridionale, o Bamba, per molti secoli. Inoltre, ovvio che Hemilka deriv molti elementi sia dalla religione Neshirita dei nord-Africani che dalla religione Mitraica dell'Asia Minore e di buona parte dell'Asia.
   - Una cosa - chiese O'Brien. - Perch diavolo l'Irlanda chiamata Bamba? un nome semitico?
   - No. celtico. In tempi antichi, sulla nostra Terra, Banba era una specie di nomignolo dato all'Irlanda, perch Banba era la dea principale degli Irlandesi pagani. Tra l'altro, il nome significa maiale. Suppongo che qui il nomignolo sia diventato il nome ufficiale. Col tempo, la n si trasformata nella labiale m, a causa della sua stretta vicinanza alla labiale b. O forse era Bamba fin dall'inizio. Nessuna delle lingue esattamente uguale a quelle parallele di Terra 1.
   Il corpo di Graefield fu coperto di terra, ed essi si prepararono a riprendere la marcia. Fu allora che i membri della polizia iskapintik emersero da dietro gli alberi, dove erano rimasti in osservazione. Erano in sei, vestiti di uniformi blu e con elmetti d'acciaio coperti di panno scarlatto, ed il loro distintivo aveva la forma di un'aquila che stringeva negli artigli un serpente che si contorceva convulsamente. Tutti erano armati di fucili ad un solo colpo, di spade inguainate e di grossi sfollagente.
   Mentre quattro di loro tenevano i fucili puntati, gli altri due legarono le mani dietro la schiena ai prigionieri. Un ragazzino, il figlio di un contadino che doveva aver riferito della presenza degli stranieri alla polizia, se ne stava fiero da una parte.
   L'ufficiale capo, un uomo basso e scuro, con una grossa bocca piena di denti molto grandi e sporgenti, si avvicin ad Ilmika guardandola con malignit. Allung la mano, le tocc i seni, e poi cominci a spogliarla. Trovando difficile la cosa per via delle mani legate, le tolse i lacci. Ilmika non protest, perch sapeva che sarebbe stato inutile. Come figlia di un nobile blodlander, non avrebbe dato agli uomini la soddisfazione di sentirla implorare o piangere.
   Non c'era nulla che i prigionieri potessero fare, se non stare li come testimoni passivi. O per lo meno, questo era quello che pensava Two Hawks, che chiuse gli occhi quando Ilmika fu gettata a terra. Ma O'Brien, che era al suo fianco e respirava come un cavallo sfiatato, improvvisamente mand un urlo. Two Hawks apr gli occhi, e vide che l'Irlandese aveva cominciato a correre verso la donna e verso il capo, che le stava sopra. Uno dei poliziotti gli sferr un colpo con il calcio del fucile, ma lo manc. O'Brien attravers i pochi metri tra i prigionieri e la polizia prima che quest'ultima si rendesse conto di cosa stava succedendo, salt in aria, pieg le ginocchia e poi sferr un calcio dritto davanti a s. Il poliziotto, curvo su Ilmika, sent le grida di avvertimento degli altri e si volt, ricevendo cos sul mento l'impatto di entrambi gli stivali di O'Brien sbattuti con forza: ci fu uno schiocco come di un bastoncino che si spezzasse e l'uomo cadde sulla schiena.
   O'Brien si abbatt a terra violentemente, di schiena. Le braccia, legate dietro, subirono tutto l'urto della caduta. Url di dolore, rotol su se stesso e lott per rimettersi in piedi. II calcio di un fucile gli fu sbattuto sulla parte posteriore della testa; cadde in avanti, di faccia. L'uomo che aveva colpito O'Brien rovesci il fucile e gli spar alla nuca. O'Brien si raddrizz, trem e rimase immobile.
   Anche l'Iskapintik che O'Brien aveva colpito con un calcio era morto, con la mascella fracassata e il collo rotto. Furiosi, i poliziotti cominciarono a picchiare i prigionieri. Two Hawks fu atterrato dal calcio di un fucile, che lo raggiunse alla spalla. Poi gli diedero due calci nelle costole, ed un altro colpo, che gli fu inferto, con la punta dello stivale, sul lato della testa, lo intont.
   Dopo aver finalmente scaricato la loro rabbia, i poliziotti si calmarono. Per un po', parlarono violentemente tra loro, mentre i prigionieri si lamentavano o gemevano, oppure giacevano muti e immobili. Herot, che era stato picchiato pi brutalmente di tutti, vomit attraverso labbra lacerate dal calcio di un fucile. Sangue e denti si riversarono sul terreno.
   Two Hawks non riusc a pensare coerentemente per un po': si sentiva come se gli avessero ficcato nella testa un aculeo incandescente, e la spalla gli doleva come un dente marcio. Pi tardi, comprese perch O'Brien avesse agito in maniera cos suicida: il sergente aveva cominciato a morire lentamente sin da quando aveva appreso di essere tagliato fuori per sempre dal suo mondo d'origine. Un profondo dolore si era impadronito di lui, ed era cos lacerante che il desiderio di vivere era filtrato fuori attraverso la pelle della sua anima. Perci, aveva causato di proposito la propria morte: era stato un atto di coraggio e di galanteria e quindi agli altri non appariva come un autoassassinio. E lui aveva reagito all'attacco di questo mondo.
   Un altro colpo per lui, forse quello che l'aveva ferito pi di tutti, era stata la scoperta che la sua religione qui non esisteva: non poteva assistere alla Messa o confessarsi, e sarebbe morto senza avere la possibilit di ricevere l'Estrema Unzione o di essere seppellito in terra consacrata.
   L'atto di O'Brien non fu del tutto inutile, perch serv ad allontanare l'interesse da Ilmika. Il capo ringhi un ordine: con aria intontita, Ilmika si rimise in piedi a fatica e lasci che le legassero di nuovo le mani.
   Herot smise di vomitare, si alz in piedi e ricominci a parlare col capo; l'Iskapintik gli impose di tacere, e, quando Herot continu, gli punt la bocca del revolver contro lo stomaco. Il Blodlandese era fuori di senno dal dolore o dalla sofferenza fisica, oppure era un uomo molto coraggioso, che non sarebbe arretrato davanti a nessuno. Dal tono di Herot, Two Hawks era sicuro che buona parte del suo discorso fosse un'invettiva, e si aspettava che il capo gli facesse schizzare fuori le budella. L'Iskapintik si limit invece a sogghignare, spinse via Herot e ordin che i prigionieri salissero a bordo di un autocarro, che si era avvicinato. Rimasero sull'autocarro per dieci ore, senza cibo n acqua, ed alla fine, arrivarono ad un accampamento militare: qui, furono fatti marciare fino ad un recinto con mura alte, dove ricevettero un po' d'acqua, dello stufato puzzolente e pane nero, secco e duro. Quelli che non avevano le labbra o la mascella troppo doloranti per il pestaggio, mangiarono.
   Cadde la notte, e con essa sopraggiunse un'orda di zanzare. La mattina port un po' di sollievo. Un ufficiale, che parlava sia il Blodlandese che l'Hotinohsonih, li interrog, e sembr allarmato dalle loro storie: un'ora dopo, vennero alcune guardie che portarono via Ilmika, trattandola con cortesia.
   Two Hawks chiese ad Herot se aveva idea di cosa stesse succedendo. Attraverso labbra gonfie e denti spezzati, questi mormor: - Se l'Iskapintik fosse ancora neutrale saremmo stati liberati con ampie scuse. Ma ora no. Il meglio che possiamo sperare una vita di schiavit. La Lady Thorrsstein probabilmente verr scelta da un ufficiale di alto rango, per essere la sua concubina. Quando lui se ne sar stancato, la passer ad un ufficiale di rango inferiore, e solo Dio sa cosa accadr dopo questo. Ma lei una nobile blodlandese e si uccider alla prima occasione.
   Two Hawks non era cos sicuro: sospettava che stesse accadendo qualcosa di insolito. Il giorno seguente, lui e Kwasind furono portati in un edificio e in un ufficio: c'erano anche Ilmika Thorrsstein, un ufficiale iskapintik e un ufficiale perkunishano. Quest'ultimo era splendido, nella sua uniforme scarlatta e bianca, con molte medaglie e grandi spalline dorate. Ilmika aveva un aspetto molto migliore: aveva fatto un bagno, i capelli legati in un nodo di Psiche e indossava una giacca da donna e una gonna lunga. Tuttavia sembrava assente. Il Perkunishano doveva ripetere le domande parecchie volte, prima che lei rispondesse.
   Two Hawks comprese rapidamente la situazione: l'efficientissimo sistema di spionaggio del Perkunisha aveva saputo della cattura di Ilmika, poco dopo che essa si era verificata, ed il governo aveva richiesto immediatamente che Ilmika, Two Hawks e Kwasind gli fossero consegnati. Gli esponenti del governo iskapintik probabilmente si erano domandati cosa ci fosse dietro questa richiesta, ma non avevano modo di scoprirlo: se avessero sospettato la verit su Two Hawks, probabilmente avrebbero negato di averlo in custodia.
   Solo pi tardi, Two Hawks scopr che il Perkunisha voleva anche Ilmika e Kwasind: Ilmika era la pronipote del sovrano, il Kassandrash, in quanto figlia di una sua nipote, che aveva sposato un fratello pi giovane del re del Blodland. Dopo la morte del fratello del re, la nipote del Kassandrash aveva sposato Lord Thorrsstein, che era un cugino del re, ed Ilmika era nata da questo matrimonio. Il Kassandrash non voleva che la sua pronipote cadesse nelle mani barbare degli Iskapintik.
   Per quanto riguardava Kwasind, era stato scambiato erroneamente per O'Brien. L'errore sarebbe stato scoperto presto, ma sarebbe durato abbastanza da farlo portare a Berlino con gli altri due. Dei Blodlandesi non sentirono mai pi parlare. Two Hawks immagin che fossero stati fagocitati da un campo di lavoro.
   Prima di salire a bordo del treno a vapore che doveva portarli a Berlino, i tre presenziarono all'esecuzione degli uomini che avevano oltraggiato Ilmika e dei loro compagni. Questi furono fatti marciare nudi nel cortile della prigione e vennero fermati davanti a colonne sovrastate da travi orizzontali. Un ufficiale, che indossava un'uniforme blu e un copricapo con lunghe piume, lesse loro le imputazioni e le sentenze. Two Hawks non capiva il nahutl, ma l'ufficiale rilesse il documento in blodlander pronunciato male.
   Poi i boia, vestiti di nero e con la faccia nascosta da maschere di demoni, gettarono sull'estremit dei cinque raggi alcuni fili metallici. La parte terminale di ogni filo fu arrotolata intorno a un grande rullo sorretto da due alti supporti, fissati al cemento da bulloni, l'altra estremit venne tirata gi dal raggio e avvolta strettamente intorno ai testicoli di ciascun prigioniero.
   I boia cominciarono a girare le manovelle dei rulli. Dopo poco tempo i fili avevano cominciato a sollevare lo scroto dei condannati, e anche se la carne continuava a stendersi, il suo proprietario veniva sollevato da terra. Tutti e cinque si trovarono presto in posizione orizzontale, salivano lentamente. Con le mani legate sulla schiena, non potevano far altro che subire. Due, il capo e un altro, lo facevano con grazia. Gli altri si dibattevano. Nessuno grid. Erano di stoffa dura, Two Hawks dovette riconoscerlo.
   Quando i condannati erano stati sollevati a un metro e mezzo da terra, i rulli furono bloccati. Dopo, fu solo una questione di tempo prima che la carne dello scroto si separasse alla radice; uno per uno, in rapida successione, gli uomini ancora muti caddero sulla schiena. Dopo che ebbero recuperato il fiato e le facolt mentali, furono fatti rialzare. I fili furono raddrizzati all'estremit e poi riavvolti intorno al pene; ancora una volta, cominci l'operazione di sollevamento.
   Two Hawks non provava dispiacere per loro: stavano ricevendo quello che si meritavano, anche se avrebbe preferito che fossero fucilati. Nonostante ci, si sent male e fu contento quando gli organi finalmente si divisero. Questa volta solo uno, il capo, sopravvisse. Anche se stava perdendo cos tanto sangue che non sarebbe durato pi di un minuto, gli tagliarono la gola.
   L'ufficiale chiese poi ad Ilmika se era soddisfatta.
   - Dir a mio padre - rispose con voce alta e decisa, - che gli Iskapintik sono un popolo giusto. Vi ringrazio per aver vendicato il mio onore.
   Two Hawks non pensava che quello che avrebbe trovato a Berlino gli sarebbe piaciuto, eppure si sent sollevato quando passarono il confine iskapintik. La sensazione di disagio nella sua mente scomparve solo allora.
   Il vagone nel quale viaggiavano era, sotto molti aspetti, lussuoso: Two Hawks e Kwasind avevano uno scompartimento tutto per s, il cibo era eccellente e potevano bere tutta la birra, il vino o il whisky che volevano. Riuscirono anche a farsi un bagno. Tuttavia c'erano sbarre di ferro su ogni finestrino, e guardie armate stavano ad entrambi i lati delle porte, alle estremit del vagone. L'ufficiale di servizio, il Kiliarkhosh (Capitano) Wilkish, non si allontanava mai, mangiava con i due uomini ed aiutava Two Hawks con le sue lezioni di perkunishano.
   Ilmika rimaneva nel suo scompartimento. Le poche volte che usc, sembrava forzata, e Two Hawks pens che ci fosse dovuto al fatto che lui aveva assistito alla sua disgrazia: la donna non solo provava imbarazzo perch lui l'aveva vista subire un oltraggio, ma probabilmente lo disprezzava perch non aveva tentato di difenderla. Nel suo codice, qualsiasi gentiluomo sarebbe morto piuttosto che permettere che una gentildonna fosse disonorata. Two Hawks non cerc di difendersi: lei aveva visto cosa era successo a O'Brien, ed inoltre la sua stessa gente, Herot e gli altri, non aveva combattuto per lei. Avevano scelto la via realistica, e saggiamente, pens lui.
   Ilmika non disse niente di tutto questo. Rispondeva ai saluti di Two Hawks con un freddo cenno, e lui si stringeva nelle spalle e a volte sorrideva. Che gliene importava? Era stato attratto da lei, ma erano separati da un abisso: lui non era n blodlandese n nobile, ed anche se lei si fosse innamorata di lui (e non aveva dato il minimo segno di esserlo), non avrebbe potuto sposarlo.
   Two Hawks si tenne occupato imparando la lingua e anche studiando il paese che vedeva dai finestrini del vagone. La topografia, supponeva, sarebbe stata molto simile a quella della Polonia o della Germania di Terra 1, e le abitazioni non erano troppo diverse nella struttura, anche se c'era la tendenza a decorarle con quella che lui defin un'architettura a ricciolo. I contadini erano vestiti in modo semplice, avevano capelli arruffati e non erano troppo puliti. L'assenza di cavalli gli dava una strana sensazione. Non era periodo di aratura, ma Wilkish gli disse che usavano i buoi, anche se nelle grandi tenute si stavano rimpiazzando le bestie con trattori a vapore o a metano. Wilkish si vant del fatto che il suo paese aveva pi trattori da fattoria di ogni altra nazione del mondo.
   Alla citt di Gervvoge, un altro ufficiale si un a loro. Vyautash indossava una uniforme tutta nera con spalline argentee e la testa di un cinghiale d'argento sull'alto chep rosso. Aveva la faccia scarna e le labbra sottili, eppure risult un uomo affabile e dall'intelligenza sveglia, propenso a far giochi di parole con pochi o nessun pretesto. Two Hawks non si lasci ingannare da questo: Vyautash era l per un interrogatorio preliminare dei due prigionieri.
   L'americano aveva deciso che tanto valeva vuotare il sacco: se avesse rifiutato di cooperare, avrebbe finito per parlare in ogni caso, e per giunta in condizioni di salute molto cattive. Inoltre, non aveva nessun definito obbligo di lealt nei confronti di nessun paese di questo mondo: il fato lo aveva originariamente gettato in mezzo ai Blodlandesi ed agli Hotinohsonih, eppure questi ultimi lo avevano torturato e poi rinchiuso, e i primi avevano tradito i loro alleati per mettere le mani su di lui. Non sembrava che ci fosse molta differenza tra il comportamento pratico del Perkunisha e quello del Blodland. Tuttavia, diventare alleato di un Tedesco non lo faceva sentir bene: lavorare per la stessa nazione con cui stava lavorando l'aviatore tedesco era, in un qualche modo indefinibile, tradire il suo paese, il suo mondo.
   Ma... qui non c'erano gli Stati Uniti d'America, come non c'era nessuna Germania.
   Dopo una mezz'ora di interrogatorio da parte di Vyautash, Two Hawks cap le ragioni di quel tipo di domande. Vyautash stava controllando le risposte con quelle riportate in un grosso volume rilegato di fogli dattiloscritti. Senza dubbio, il libro conteneva informazioni date dal Tedesco.
   - Come sapete che quel tipo, qualunque sia il suo nome, vi abbia raccontato una storia vera? - chiese Two Hawks.
   Vyautash rimase sorpreso. Poi sorrise e rispose: - Quindi, sa di lui? Glielo hanno detto i Blodlandesi? Tra l'altro, il suo nome Horst Raske.
   - E cosa pensate dei suoi racconti?
   - Ci sono prove sufficienti a convincere quelli che contano. Tuttavia, secondo me, ci sono anche aspetti imbarazzanti. Diciamo che c' un universo che occupa lo stesso spazio del nostro, ma non lo interseca. Posso capire perch lo stesso tipo di animali, inclusi gli esseri umani, si siano sviluppati su entrambi i pianeti. Dopo tutto, le dimensioni e la distanza delle due Terre dal Sole sono identiche, e i fattori geofisici sono simili.
   Ma non riesco a capire perch su entrambi i mondi si trovino linguaggi quasi identici: capisce quanto sia matematicamente improbabile una coincidenza come questa? Circa parecchi milioni di miliardi contro una, direi. Eppure mi chiedono di credere che non uno, ma molti linguaggi hanno, la loro quasi-controparte sulla vostra Terra. - Vyautash scosse la testa ed esclam: - No! No! No!
   - Raske e i miei uomini sono passati attraverso una porta - spieg Two Hawks. - Forse ci sono state molte porte. Durante i centomila anni, o gi di l, in cui esistito l'uomo, pu darsi che ci sia stato molto traffico tra le due Terre. Forse l'umanit non ha avuto origine su questo pianeta, forse venuta qui dalla mia Terra, dato che le prove fossili sul mio pianeta indicano che l'uomo nato l. Tuttavia, non provato oltre ogni dubbio. Non stato trovato nessun fossile che costituisca innegabilmente un legame diretto tra l'uomo moderno e il subumano.
   Vyautash replic: - Fino a cinquant'anni fa, la speculazione sull'evoluzione dell'uomo era proibita, e persino ora, c' molta resistenza all'idea che l'uomo, forse, non sia stato creato in un solo giorno, e che questo giorno non sia stato solo 5000 anni fa. Tuttavia, ci sono forti prove che l'uomo sia esistito per molto pi di cinque millenni. Non solo l'uomo, ma parecchi tipi di sub-umani.
   - Potrei affermare che la gente di questo pianeta abbia avuto origine sulla mia Terra - disse Two Hawks. - Solo...
   - Solo cosa?
   - Se gli uomini originari hanno attraversato le porte per entrare in questo mondo, allora anche i cavalli ed i cammelli avrebbero dovuto attraversarle con loro. Ma supponiamo pure che varie trib di Terrestri varcarono le porte in numero sufficiente a stabilirsi qui, e che per arrivarono in un tempo precedente a quello in cui il cavallo e il cammello sono stati addomesticati. Questo spiegherebbe il fatto che su Terra 2 c' un certo numero di tipi etnici e di linguaggi, che sono abbastanza simili a certi gruppi terrestri da essere derivati da essi, e pu anche spiegare l'assenza di altre popolazioni del tipo di Terra 1, qui: gli Slavi, gli Ebrei, gli Italici, gli aborigeni australiani, e cos via.
   Per, se gli esseri umani potevano attraversare le "porte", perch non gli animali? Perch non il cavallo, il cammello?
   Inoltre, sembra rilevante il fatto che gli immigranti provenienti da Terra 1, che devono essere passati solo in numero ristretto, possano essere arrivati a dominare approssimativamente le stesse regioni che occupano su Terra 1. Perch la gente che abitava gi quelle regioni e che doveva essere pi numerosa, stata sconfitta dai nuovi arrivati? Semplicemente, non lo so.
   - Non lo so nemmeno io - convenne Vyautash. - Ma gli inalterabili e semplici fatti sono che i Perkunishani, i Rasna e cos via sono qui. E noi dobbiamo vivere qui, e lei qui e deve vivere qui, a sua volta. Perci proseguiamo con la nostra discussione.
   Two Hawks passava con Vyautash quasi tutti i momenti di veglia del viaggio, ma cercava di inserire alcune domande da parte sua: Vyautash non aveva problemi a rispondere, e i suoi modi erano tali che Two Hawks era sicuro che il suo inquisitore credesse alla sua storia. Una delle cose che l'americano trov interessante fu che il concetto di zero aveva avuto origine solo tre secoli prima ed era arrivato in Europa da soli duecento anni. Come su Terra 1, il concetto era venuto dall'Europa Orientale.
   Vyautash gli diede questa informazione, ma fu pi interessato alla rivelazione di Two Hawks che l'Arabia di Terra 1 era ricca di petrolio. Evidentemente, questa Arabia era cos poco esplorata che l non lo avevano ancora scoperto. Inoltre il Tedesco non ne aveva fatto parola ai Perkunishani.
   - L'Arabia dovr cadere sotto il nostro potere - disse Vyautash. - Al momento, le coste meridionali sono dominate dal Bondland. Ma toglieremo le loro basi da l. Sa, questa informazione rende valido l'intero interrogatorio.
   - Ad ogni modo, l'avreste appreso prima o poi da Raske - ribatt Two Hawks. - Quello che mi piacerebbe sapere : cosa intende fare il vostro governo di noi?
   - Dato che state cooperando cos bene e che sembra che siate una miniera di informazioni vitali, sarete trattati con ogni riguardo. In effetti, possiamo offrirvi la cittadinanza. Lei sarebbe solo un cittadino di seconda-classe, perch non completamente di razza bianca.
   Vyautash rimase in silenzio per un po', poi aggiunse: - Credo che si possa fare in modo da assegnarla ad una categoria speciale. gi accaduto in passato. Possiamo farla diventare un cittadino di prima classe, per editto del Kassandrash.
  -- CAPITOLO DODICESIMO
   Il treno arriv a Berlino a tarda notte e Two Hawks non ebbe molte opportunit di esaminare la citt. Lui, Ilmika e Kwasind vennero trasferiti su una macchina veloce, con un'auto-blindo che la precedeva e un altro che la seguiva. Ebbe la possibilit di vedere le case e alcune costruzioni imponenti, che avevano tutte un aspetto medioevale; le vie erano strette e tortuose e le case si affacciavano direttamente sulla strada. C'erano lampioni, ma solo agli angoli degli incroci. Ogni tanto, passava un civile in bicicletta: pedalare doveva essere difficoltoso, per via della mancanza delle gomme.
   Poi si trovarono nel cuore della citt. Qui i vecchi edifici erano stati abbattuti per fare spazio ad ampie strade lastricate ed a grandi costruzioni che presentavano sul davanti enormi colonne. Oltrepassarono una piazza nel centro della quale sorgeva un monumento di pietra che rappresentava le conquiste del bisnonno dell'attuale Kassandrash, o Imperatore. A mezzo chilometro di distanza, c'era il palazzo del Kassandrash stesso.
   La macchina si ferm davanti al palazzo, ed Ilmika venne condotta all'interno. Prima di andarsene, lanci uno sguardo a Two Hawks, dall'ombra del suo cappuccio: era spaventata e gli stava facendo cenno di aiutarla, ma lui non pot fare nulla, tranne che rivolgerle un largo sorriso e sollevare due dita disposte a V. Lei non poteva conoscere il significato di quel gesto, ma riusc a sorridere debolmente. Poi spar.
   Two Hawks e Kwasind furono scortati fino ad un altro edificio, adiacente al palazzo. Attraversarono alcune stanze ampie e stupendamente arredate, percorsero due rampe di scale e un salone coperto da uno spesso tappeto, poi entrarono in un appartamento di quattro stanze: fino a nuovo ordine, quello sarebbe stato il loro alloggio. Tuttavia li informarono che c'erano sbarre alle finestre e che davanti alle porte erano dislocati sei soldati. Poi Vyautash annunci: - molto tardi, ma Raske vuole parlarvi. Io aspetter qui finch lui non se ne sar andato.
   Alcuni minuti pi tardi, una guardia davanti alla porta principale intim il chi va l. Ci fu un borbottio, poi la porta si spalanc ed entr un giovane alto e molto attraente che indossava l'uniforme blu e scarlatta degli ufficiali della Guardia Imperiale. Si tolse il chep, ricoperto di pelliccia di orso polare, scoprendosi i capelli biondi tagliati alla foggia militare. Sorrideva e gli occhi azzurro intenso riflettevano la cordialit del suo sorriso. Aveva ciglia molto lunghe e scure.
   Two Hawks cap alcuni dei commenti di Vyautash a proposito dell'influenza che quest'uomo aveva sulla figlia del Kassandrash. Era uno degli uomini pi belli che Two Hawks avesse mai visto, eppure aveva tratti abbastanza mascolini da sfuggire al rischio di essere definito grazioso.
   L'ufficiale fece battere i tacchi, si inchin leggermente e disse con voce piena e baritonale: - Luogotenente Horst Raske ai suoi ordini. - Si esprimeva in un inglese che aveva solo una leggera traccia di accento tedesco.
   - Luogotenente Roger Two Hawks.
   Poi Two Hawks present Kwasind. Raske gli fece appena un cenno col capo: sapeva che Kwasind apparteneva ad una delle razze inferiori e che non poteva essergli di alcuna utilit, come sapeva anche che era l solo perch Two Hawks aveva insistito per tenerlo al suo fianco. Quando i Perkunishani avevano scoperto che Kwasind non era O'Brien, avevano manifestato l'intenzione di mandarlo presso un battaglione di lavoro. Non sapevano che era un Kinukkinuk e un disertore, altrimenti gli avrebbero sparato nel giro di un'ora. Ma Two Hawks aveva detto a Vyautash che Kwasind era un Hotinohsonih fuggito con lui dall'istituto, ed aveva chiesto che fosse lasciato alle sue cure, sostenendo di aver bisogno di un servo. Vyautash aveva acconsentito.
   Raske chiese a Kwasind di portar loro della birra. Si sedette su un grosso sof ricoperto di pelle di lupo, fece l'atto di infilare la mano nella tasca interna della giacca e poi si ferm. Sorrise e disse: - Faccio ancora il gesto di prendere le sigarette. Be', una delle cose delle quali dovr imparare a fare a meno. Un prezzo basso da pagare in un mondo che mi offre... ci offre, cos tante cose in pi del nostro pianeta nativo. Te lo dico io, Luogotenente, siamo a posto. Questa gente ci dar qualsiasi cosa in cambio del nostro sapere. Qualsiasi cosa!
   Osserv Two Hawks per vedere l'effetto delle sue parole. Two Hawks si sedette su una sedia di fronte al sof e disse: - Sembra che tu te la stia cavando bene, considerato che sei qui da poco tempo.
   - Non sono tipo da lasciarmi crescere l'erba sotto i piedi
   - rise Horst Raske. - Sono un superbo linguista: conosco gi bene questa lingua barbara, almeno quanto basta ai miei fini. Naturalmente la mia fortuna stata quella di essere per met lituano: sai, il perkunishano notevolmente simile alla mia lingua madre. Ma non pensi che questa coincidenza sia un segno della mia buona stella?
   Prese il bicchiere di birra offerto da Kwasind e lo sollev, rivolgendosi a Two Hawks.
   - Facciamo un brindisi, amico mio! Al nostro successo! Due Terrestri in un mondo straniero, ma non necessariamente inospitale! Che noi possiamo vivere a lungo e prosperare! Prosperare come non ci mai successo l dove eravamo.
   - Berr a tutto questo - accett Two Hawks. - E lascia che mi congratuli con te per la tua notevole adattabilit. La maggior parte degli uomini sarebbero in uno stato di shock dal quale non si riprenderebbero mai completamente.
   - Sembra che tu stia bene.
   - Sono resistente. Mangio qualunque cosa mi mettano davanti. Ma questo non significa che io non cerchi del cibo pi appetitoso.
   Raske rise di nuovo. - Mi piaci! Sei il mio tipo, speravo che lo fossi.
   - Perch?
   - Sar sincero con te. Non sono cos autosufficiente come sembro. Mi sento un po' solo, soltanto un po', devi capirmi, ma mi manca la compagnia di uno della mia Terra. - Rise e aggiunse: - Avrei preferito una donna, naturalmente, ma non posso avere sempre quello che voglio. Inoltre... - Sollev il bicchiere e strizz un occhio a Two Hawks al di sopra di esso.
   - Inoltre, ho tutta la compagnia femminile che desidero. E la migliore, anche. Sono riuscito a guadagnarmi l'interesse, e potrei dire pi dell'interesse, della figlia del Kassandrash. Lei esercita una grande influenza.
   - Hai bisogno di me per qualcosa di pi della compagnia. Che altra ragione hai per trattarmi con i guanti bianchi?
   - Sono contento che tu non sia stupido. Se lo fossi, non mi saresti molto utile. S, ho bisogno di te: in effetti, devi la tua presenza qui al fatto che io ho organizzato le cose perch ci arrivassi. Ho un amico che un pezzo grosso del servizio di spionaggio e che mi ha parlato dei due uomini provenienti da un altro mondo che erano stati richiusi in una casa di cura. Ho suggerito il rapimento e...
   - Sei stato tu a suggerire anche che ci uccidessero se non riuscivano a prenderci vivi?
   Raske fu colto alla sprovvista, ma si riebbe rapidamente. Sorridendo, rispose: - S, sono stato io. Non potevo permettere che voi offriste agli Hotinohsonih informazioni che li mettessero allo stesso livello tecnologico dei Perkunishani, il popolo che io ho adottato. Non sei d'accordo? Non avresti fatto lo stesso se ti fossi trovato al mio posto?
   - possibile.
   - Naturalmente, lo avresti fatto. Ma non sei stato ucciso, devi a me il fatto di essere scampato ad una morte terribile in un campo di lavoro iskapintik: sono stato io ad insistere perch il governo perkunishano richiedesse la tua liberazione. ovvio che, il Kassandrash si infuriato quando ha scoperto il modo in cui sua nipote stata oltraggiata: stato lui ad insistere perch i poliziotti venissero giustiziati.
   - E che cosa le succeder adesso?
   - Le stata offerta la cittadinanza. Se presta giuramento, la tratteranno bene, molto bene, come si addice alla nipote del Kassandrash; se rifiuta, ed probabile che lo faccia perch un'ostinata Blodlandese, sar imprigionata. Ma la metteranno in una bella prigione, e probabilmente avr stanze private e servi in un castello.
   Two Hawks sorseggiava la birra e guardava il Tedesco. Tedesco? Raske aveva gi dimenticato la guerra nel suo mondo nativo: gli interessava solo ci che poteva ottenere qui ed era lieto di avere qualcosa di valido da vendere. Two Hawks dovette ammettere che il suo era un atteggiamento realistico: perch continuare la guerra qui? La Germania e l'America e la Russia potevano benissimo essere su un pianeta di un'altra galassia, ed i giuramenti di fedelt che lui e Raske avevano prestato erano annullati come se entrambi fossero stati uccisi nel cielo di Ploesti.
   Questo, naturalmente, non significava che lui si fidasse di Raske: quell'uomo era un opportunista: ed una volta che Two Hawks non gli fosse pi stato utile, si sarebbe liberato di lui. Ma quell'atteggiamento poteva funzionare in due direzioni: Raske poteva essere usato da Two Hawks.
   - Posso essere molto utile al Perkunisha - spieg Raske, - perch sono ingegnere aeronautico, ed ho anche alcune cognizioni di chimica e di elettronica. Ma non conosco la tua formazione accademica.
   - Il mio campo non ti sar di molto aiuto, temo. Ho una laurea in Linguistica Indo-europea, ma ho frequentato un certo numero di corsi di matematica e di elettronica perch sapevo che alla fine la linguistica si sarebbe servita di queste materie nell'analisi del linguaggio. Ho una patente di radiofonista di prima classe, e so molte cose sulle automobili. Facevo il meccanico a mezza giornata per pagarmi gli studi.
   - Non poi cos male. Ho bisogno di qualcuno che sia qualificato per farmi da assistente nella costruzione dell'equipaggiamento radio e degli aeroplani. Ho disegnato i progetti per un caccia che sar fornito di radio e di mitragliatrici. Tuttavia, non sar molto perfezionato. Sar quasi uguale ad un aereo della fine della I Guerra Mondiale, ma spazzer i cieli, incendier e far precipitare tutte le lyftship dei Blodland e sar tremendamente utile per osservare e bombardare le truppe di terra.
   Two Hawks non fu sorpreso che il Perkunisha non costruisse velivoli moderni. Dopotutto, essi erano fatti di materiali derivati da una tecnologia avanzata. Fabbricare l'acciaio superiore e l'alluminio (che qui non era nemmeno conosciuto), costruire industrie per ricavare metalli simili e per lavorarli erano cose che si potevano realizzare, ma ci sarebbe voluto moltissimo tempo e il governo perkunishano non desiderava un tale ritardo: voleva qualcosa che potesse essere usato nell'immediato futuro e non dopo la fine della guerra.
   Quindi Raske avrebbe offerto loro un velivolo che a lui sembrava antiquato e poco efficiente, ma che sarebbe stato audace e persino futuristico per la gente di questo mondo.
   Raske continu a parlare. Era sovraccarico di impegni e dormiva pochissimo. L'orario di lavoro interferiva con le sue altre attivit, vale a dire, rafforzare la sua posizione sociale e politica e corteggiare la figlia del Kassandrash. Per fortuna, aveva bisogno di poche ore di sonno ed era riuscito ad agire in maniera efficace, ma poteva servirsi di un uomo che si assumesse il pesante compito di sovrintendere a tutti i piccoli dettagli e che si occupasse della grande quantit di decisioni che andavano prese quotidianamente. S, Two Hawks gli sarebbe stato di grande aiuto.
   Indic il simbolo rappresentante un lupo argenteo a due teste, che portava appuntato sul torace, a sinistra. - Ho un grado militare che equivale a quello di Colonnello della Luftwaffe. Posso sistemare le cose in modo che ti facciano Maggiore non appena avrai ottenuto la cittadinanza speciale. Normalmente, ci vorrebbero settimane, ma faremo in modo che sia pronta per domani, poi diventerai un Perkunishano a pieno titolo, per grazia del Kassandrash. Non potresti sperare di meglio. Questo paese destinato a dominare tutta l'Europa e probabilmente l'Africa e anche buona parte dell'Asia.
   - Come lo era la Germania?
   Raske sorrise. - Non sono uno stupido o una persona che non capisce la realt dei fatti. Ho visto le scritte sui muri quando gli Stati Uniti entrarono in guerra. Inoltre il Perkunisha relativamente pi forte della Germania: tanto per cominciare, i suoi cittadini occupano una zona molto pi ampia, la sua tecnologia e le sue tattiche militari sono superiori a quelle di tutte le altre nazioni. E con noi due, disporr subito di una tecnologia invincibile. Ma c' molto lavoro da fare, molto. Ci vuole tempo per costruire fabbriche che producono un tipo migliore di acciaio e l'alluminio. Probabilmente dovremo conquistare la Groenlandia prima di mettere le mani sulla bauxite, che poi dovr essere estratta e trasportata qui. E si deve fabbricare la gomma sintetica, si devono edificare fabbriche e costruire nuove macchine utensili: queste cose non possono essere fatte senza programmi e una grande amministrazione. Si devono addestrare migliaia di persone.
   un compito gigantesco. Ma pu essere portato a termine, quale pensi che sar la posizione degli uomini che lo renderanno possibile? Te lo chiedo, ma non hai bisogno di rispondermi. Oh, diventeremo molto, molto importanti, Roger Two Hawks. Sarai un grand'uomo; non avresti mai sognato di possedere tanto potere e tanta ricchezza quando eri giovane e vivevi in una riserva.
   - Non ho mai vissuto in una riserva.
   Raske si alz, si avvicin e mise una mano sulla spalla dell'americano. - Non volevo ferire i tuoi sentimenti. Non essere cos permaloso. Io non so cosa ti offende e cosa ti fa piacere. Lo scoprir prima o poi, quando avremo tempo. Intanto lavoriamo insieme meglio che possiamo, e cerchiamo di non dimenticare ci che il futuro tiene in serbo per tutti e due.
   Si avvicin alla porta, ma si ferm prima di aprirla. - Dormi un po', Roger. Domani mattina, potrai fare un bagno, e poi ti prenderanno le misure per nuovi abiti. Poi al lavoro. Lavoro, lavoro, lavoro! E se ti stanchi, pensa a ci che tutto questo lavoro ingrato ti procurer un giorno. Auf wiedersehn!
   - Arrivederci! - rispose Two Hawks. Dopo che la porta si fu chiusa, si alz e and nella camera da letto. Il letto era grande e a baldacchino, con tende di velluto sulle quali erano raffigurate scene di avvenimenti della storia perkunishana. Ce n'era una che rappresentava la tortura inflitta ad un re vichingo catturato durante una scorreria nel territorio perkunishano. Two Hawks non trovava che conciliasse il sonno, ma lo fece riflettere. Qualsiasi piano avesse fatto per fuggire, doveva essere cauto. Sempre che volesse tentare di fuggire. Doveva ammettere che l'offerta di Raske lo attraeva.
   Be', perch no? Su Terra 2, una nazione valeva l'altra, per quanto lo riguardava. Non doveva niente a nessuno. Persino la popolazione che gli era pi vicina, gli Hotinohsonih con i quali avrebbe potuto facilmente identificarsi, lo avevano torturato e poi lo avevano chiuso in una casa di cura per malati di mente.
   In quel momento, Kwasind sporse la larga faccia scura nella stanza e chiese di parlare con Two Hawks prima che andasse a dormire. L'americano gli fece cenno di sedersi sul letto vicino a lui, ma il Kinukkinuk rimase in piedi.
   - Non comprendevo la lingua che usavate tu e Raske. lecito che sappia cosa vi siete detti?
   - Non parlare come un umile schiavo - lo rimprover Two Hawks. - Devi essere il mio servo se vuoi sopravvivere, ma questo non significa che non possiamo parlare da uomo a uomo quando siamo soli. - Aveva ispezionato accuratamente la stanza cercando dispositivi di ascolto, ma non aveva trovato niente. E comunque non pensava che l'elettronica fosse abbastanza progredita da permettere la fabbricazione di spie, anche se, tuttavia la possibilit che ci fossero uomini incaricati di origliare nascosti dietro il muro. - Avanti, Kwasind, siediti vicino a me e parla a voce bassa.
   Poi gli rifer i punti salienti del suo discorso con il Tedesco.
   Kwasind rimase in silenzio per un po', con le folte sopracciglia abbassate in un'espressione pensierosa. Infine disse: - Quello che quest'uomo afferma vero: potresti diventare un grand'uomo, anche se avresti sempre la consapevolezza di essere uno straniero e vedresti il disprezzo dietro i sorrisi e gli inchini e le grandi case e le donne stupende che loro ti darebbero. Agli occhi degli Wapiti (i bianchi), saresti sempre il barbaro che diventato improvvisamente importante. E quando la guerra sar finita e non avranno pi bisogno di te, cosa succeder? Sar facile trovare una qualche ragione per farti cadere in disgrazia, per privarti del titolo e degli onori, forse persino per renderti schiavo, forse persino per ucciderti.
   - Tu stai cercando di rivelarmi qualcosa - osserv Two Hawks, - ma finora non mi hai detto niente che io non abbia gi pensato.
   - Hanno in mente di trasformare tutta l'Europa in un unico Perkunisha. Sono malvagi. Intendono sterminare i Dakota, i Kinukkinuk, gli Hotinohsonih e i loro stessi alleati, gli Iskapintik. Le popolazioni bianche d'Europa saranno costrette a parlare la lingua del Perkunisha, i loro linguaggi saranno proibiti. Un giorno, solo il perkunishano sar conosciuto. Le bandiere degli altri popoli verranno bruciate, ed anche i loro libri di storia. Un giorno, ogni bambino bianco in Europa si considerer un Perkunishano, non un Rasna, un Blodlandese un Akhaiviano.
   - E allora, che c' di nuovo? - chiese Two Hawks. - Forse questa sarebbe la cosa migliore. Niente pi rivalit nazionali, niente pi guerre.
   - Parli come uno di loro.
   - Ma non io sono. I loro scopi sembrano buoni, solo che non mi piacciono i mezzi. Ma qual l'alternativa? I Blodlandesi sono forse migliori? E i Kinukkinuk non spazzerebbero via i loro nemici ereditari, gli Iskapintik e gli Hotinohsonih, se ne avessero la possibilit? Il Blodland non vuole forse estendere il suo dominio sul resto del mondo? All'Akhaivia non piacerebbe far risorgere l'impero che aveva sotto Kassandras il Grande?
   - Mi hai detto che pensavi che la schiavit fosse una cosa sbagliata - replic Kwasind. - Hai sostenuto che i bianchi europei del tuo mondo l'avevano abolita come una grande malvagit, e che i bianchi di questa... questa America... avevano fatto la stessa cosa. Hai detto che gli uomini neri e marroni d'America erano ancora trattati come schiavi, ma che un giorno sarebbero stati accettati come uguali. Hai detto...
   - Stai mirando a qualcosa di pi che non ad una conferenza di etica - intervenne Two Hawks. - Stai sondando il terreno perch non sai se devi dirmi qualcosa. Giusto?
   - Tu vedi nel mio animo e leggi tutto quello che c' dentro.
   - Non proprio. Ma scommetto dieci contro uno che qualcuno ti ha contattato per farti fuggire. Ti ha parlato un Blodlandese.
   - Devo fidarmi di te - annu Kwasind - Se non lo faccio, non potr fuggire. Vogliono te, non me. Ora, ti ho parlato delle malvagit dei perkunishani perch volevo vedere le tue reazioni. Volevo sapere cosa provavi in proposito, non cosa pensavi. Nel tuo animo, tu senti che il Perkunisha ha torto? Sai che i suoi nemici hanno i loro difetti, ma sai anche che hanno il diritto di costruire il loro destino. Che cosa provi?
   Two Hawks si alz dalla sedia e si avvicin a Kwasind, posandogli una mano sulla grande spalla. - Non so davvero niente del Blodland o delle altre nazioni, ma sento che il Perkunisha somiglia troppo alla Germania del mio mondo. Forse potrei imparare a sopportare i Perkunishani. In realt, non penso che sia possibile.
   - Ci proprio quello che speravo di sentirti dire.
   - Se mi fossi schierato dalla parte del Perkunisha mi avresti ucciso, vero? - chiese Two Hawks. - I Blodlandesi mi vogliono vivo, ma se non possono avermi cercheranno di accertarsi che nemmeno il loro nemico mi abbia. Non cos?
   - Non mentir - rispose Kwasind. - Tu sei mio amico; mi hai salvato la vita. Per, per il mio paese, ti avrei ucciso con queste mani. Poi avrei ucciso tutti i Perkunishani che potevo prima che loro uccidessero me!
   - D'accordo. Dunque, qual il piano?
   - Quando sar il momento me lo diranno. Nel frattempo, tu devi collaborare col nemico.
   Kwasind and nella sua camera. Two Hawks rimase sveglio per un po' nel suo letto, pensando a Horst Raske: il Tedesco riteneva che quel mondo fosse il suo giocattolo, ma se i Blodlandesi intendevano uccidere Two Hawks nel caso si fosse schierato con i Perkunishani, allora era probabile che stessero pensando di assassinare Raske. Solo uccidendolo potevano privare i Perkunishani delle armi e della tecnologia superiore che Raske era in grado di fornire.
  -- CAPITOLO TREDICESIMO
   La settimana successiva fu piena di impegni. Ogni mattina, Two Hawks passava tre ore a prendere lezioni di lingua, e dopo, lavorava fino a mezzanotte o pi nel suo ufficio: esso si trovava in una grande industria alla periferia di Berlino, e vi andava in una macchina che era preceduta e seguita da autoblindo. Sapeva che erano l non solo per impedirgli la fuga, ma anche per proteggerlo contro un tentativo di assassinio.
   Raske gli affid l'incarico di costruire un dispositivo che sincronizzasse il fuoco delle mitragliatrici con le rotazioni dell'elica di un aereo. Two Hawks conosceva i principi di base, ma anche cos, gli ci vollero quattro giorni per costruire un prototipo. Una volta terminato il suo primo compito, pass a dirigere un gruppo che lavorava a razzi che potessero essere fatti esplodere dagli aeroplani. Questo gli richiese una settimana. Dopo, fu nominato ingegnere capo di un gruppo che progettava macchine, utensili e tecniche per costruire aerei su una base di massa.
   Two Hawks aveva solo cominciato questo lavoro quando Raske gli tolse l'incarico. - Ho un lavoro molto pi interessante. Tu ed io istruiremo i piloti, che formeranno il nucleo dell'Air Force Imperiale Perkunishana. Cosa si prova ad essere il cofondatore di una forza aerea?
   Raske risplendeva di gioia: era sempre entusiasta, felice e ottimista, e Two Hawks, pur sapendo che Raske lo avrebbe fatto fucilare se avesse saputo che era un traditore, non riusciva ad evitare che questi gli piacesse, sensazione che gli rendeva certamente pi facile lavorare con lui o per lui.
   Passarono tre settimane. L'autunno arriv rapidamente e presto sarebbe stato inverno. Two Hawks chiese a Kwasind se aveva ricevuto altri messaggi dagli agenti del Blodland, ed il Kinukkinuk rispose: - No. Mi stato detto che non si sarebbero messi in contatto con me finch non fossero stati pronti ad agire.
   Two Hawks non confess a Kwasind che al momento non si stava preoccupando di fuggire. Suo malgrado, il lavoro di istruzione dei piloti lo entusiasmava. Ormai, erano pronti quattro monoplani a due posti, tutti costruiti a mano, ognuno dei quali aveva un motore a 12 cilindri, a rotazione e con raffreddamento ad acqua, doppi comandi, un'autonomia di 200 chilometri e poteva volare a 150 chilometri orari.
   Gli aerei erano ben lontani dall'essere ci che Raske avrebbe potuto costruire se avesse avuto pi tempo e materiali migliori: l'alluminio mancava e l'acciaio non era neanche all'altezza di quello prodotto in media nel 1918 d.C. su Terra 1; il carburante era inoltre di bassa qualit, e quindi l'aeroplano doveva essere della massima semplicit e limitato in quanto a velocit e autonomia. Eppure quegli aerei erano adeguati alle attuali esigenze della Air Force Perkunishana, che consistevano nell'effettuare ricognizioni e nel bombardare con artiglieria pesante e leggera i depositi di munizioni vicini al fronte. E distruggere i dirigibili.
   Raske progettava di costruire in seguito aerei da inseguimento pi solidi e pi veloci, e sperava anche di avere una flottiglia di bombardieri bimotori. L'Alto Comando Perkunishano disse che questo sarebbe stato possibile solo molto pi avanti, in quanto si calcolava di terminare la conquista dell'Europa prima di averne bisogno. Quando sarebbe venuto il momento di affrontare gli Ikhwani del Sudafrica e i Saariset (i popoli di lingua finnica delle isole giapponesi di Terra 1), allora avrebbero potuto progettare un velivolo migliore e pi versatile.
   Il giorno in cui Raske fece volare il primo aereo, il Kassandrash in persona venne ad assistere alla prova, insieme all'Alto Comando.
   Il governatore perkunishano era un uomo alto e con una grande barba; aveva appena passato i cinquant'anni, ed aveva perso il braccio destro nell'ultima guerra, nel guidare una carica di fanteria contro l'unico forte blodlandese che resisteva ancora sul continente europeo. Durante la battaglia corpo a corpo che segu, un ufficiale blodlandese aveva troncato un braccio al giovane graduato in un combattimento con la spada, e le truppe perkunishane, infuriate, avevano massacrato tutti i difensori.
   Two Hawks fu presentato al Kassandrash. Era stato addestrato per un'ora sulle frasi di rito e sui gesti da usare in quell'occasione, e quindi la super senza disonorarsi. Il Kassandrash ordin a Two Hawks di rimanere al suo fianco perch voleva che rispondesse alle sue domande tecniche mentre Raske era in volo. Il tedesco usc dall'hangar con aria spavalda: indossava un'uniforme rossa, nera e blu, che aveva disegnato lui stesso come abito d'ordinanza della nuova forza aerea; in testa, aveva un elmetto che terminava a punta, portava una sciarpa gialla avvolta intorno al collo e indossava un paio di occhiali di protezione dai bordi esagonali.
   Persinai, la figlia del Kassandrash, gli si avvicin, e lui le mise un braccio intorno alla vita e le diede un leggero bacio su una guancia. Suo padre non sembr preoccuparsi di quello che stavano facendo, ma alcuni nobili aggrottarono le sopracciglia: erano quelli che appartenevano alla fazione cui non piaceva che la principessa fosse innamorata di uno straniero, anche se stava per essere elevato al rango di nobile. E non erano neanche contenti del potere che questi esercitava nelle faccende militari: non era un segreto che il capo della Sicurezza Interna, anche lui un nobile di rango inferiore e per met Rasna, fosse un ottimo amico di Raske.
   Raske si arrampic sull'aereo e mise in moto il motore. Ci fece rimanere a bocca aperta gli esponenti dell'Alto Comando, perch i veicoli di terra a combustione interna, fino ad allora, dovevano essere avviati a manovella, e per far partire i motori dei dirigibili, si doveva ricorrere prima della partenza a motori ausiliari a vapore. Il monoplano argenteo ad ali basse decoll, sal a 900 metri, poi effettu una serie di avvitamenti, cerchi della morte e Immelman, ed infine cominci a discendere per compiere un atterraggio su tre punti. Two Hawks sussult all'impatto delle ruote dai bordi privi di pneumatico. Mentre gli altri si accalcavano intorno a Raske per congratularsi con lui, l'americano esamin il dispositivo di atterraggio: i raggi delle ruote erano leggermente incurvati, e dopo alcuni altri atterraggi, le ruote avrebbero dovute essere rimpiazzate. Ci sarebbero voluti due anni o anche di pi prima che fosse disponibile la gomma sintetica: i chimici stavano facendo esperimenti sulla base delle informazioni fornite da Raske, ma lui aveva soltanto una vaga idea di come si potesse ottenere il neoprene dal cloroprene.
   Durante i cinque giorni che seguirono, il Tedesco e l'Americano provarono tutti e quattro i prototipi, ed eseguirono anche attacchi con la mitragliatrice contro fantocci sistemati sulla terraferma, lanciarono razzi, e sganciarono bombe. Two Hawks si accorse che, quando decollava, il suo serbatoio era sempre pieno solo per un quarto: Raske non stava lasciando al suo collega nessuna possibilit di tagliare la corda e fuggire verso la costa, che distava soltanto un centinaio di chilometri.
   Gli operai della fabbrica di aerei lavoravano in tre turni, con la massima rapidit, ma anche cos i primi aeroplani a produzione di massa non sarebbero stati ultimati prima che passasse almeno un mese. Raske e Two Hawks erano in volo ad istruire i piloti durante ogni ora di luce. Quando dieci di loro furono sufficientemente addestrati (ma Two Hawks non la pensava cos), cominciarono ad istruire gli altri. Accadde l'inevitabile: un aereo precipit a vite con a bordo istruttore e studente, ed un altro and in posizione di stallo durante il decollo e fin completamente distrutto, anche se il pilota rimase solo leggermente ferito.
   Raske era furibondo. - Ce ne sono rimasti solo due, e stiamo perdendo tempo su quelli, tra le riparazioni e i cambiamenti di ruote!
   Two Hawks si strinse nelle spalle, ma era pi preoccupato di quanto sembrasse: aveva in mente un progetto che richiedeva uno degli aerei, e se gli incidenti fossero continuati, sarebbe stato costretto a rimanere a terra per molto tempo.
   Una sera mentre stava lavorando a un progetto di serbatoi di carburante staccabili, Kwasind venne nel suo studio.
   - per dopodomani - annunci. - L'agente blodlandese dice che dobbiamo tenerci pronti al tramonto, subito prima di lasciare il campo di aviazione per venire qui.
   - Qual il piano?
   Kwasind spieg che le due autoblindo che di solito li accompagnavano avrebbero ricevuto l'ordine di andarsene per occuparsi di una falsa emergenza, ordine che sarebbe stato impartito da un agente blodlandese con addosso l'uniforme di un Kreion (un generale). Dopo che le guardie se ne fossero andate, Kwasind avrebbe ucciso il soldato che viaggiava con loro, e Two Hawks si sarebbe occupato dell'autista. Nel caso che il comandante delle autoblindo avesse rifiutato di obbedire agli ordini del Kreion, entrambi i veicoli sarebbero stati bombardati e i sopravvissuti sarebbero stati uccisi da agenti nascosti vicino al campo. Tuttavia, i Blodlandesi speravano che questo non fosse necessario.
   - Dove ci porteranno?
   - Ci faranno attraversare il paese di notte; di giorno, ci nasconderemo in diverse stazioni. Quando arriveremo alla costa, un battello ci porter nel Tyrsland (Svezia). Il Perkunisha non ha ancora invaso il Tyrsland, che non abbastanza forte da destare preoccupazioni. Dal Tyrsland, ci faranno fuggire in dirigibile verso la Norvegia, e da l, una nave ci porter nel Blodland.
   - Mi sembra rischioso - obiett Two Hawks, - ma immagino che sappiano quello che fanno.
   Raske lo salut appena arriv all'hangar, subito dopo il secondo dei voli di istruzione del mattino: il Tedesco aveva uno strano sorriso, e Two Hawks si chiese se il piano di fuga fosse stato in qualche modo scoperto. Si guard intorno cercando gli ufficiali venuti ad arrestarlo, ma tutto sembrava normale: gli operai stavano mettendo insieme due nuovi aerei, le cui parti erano state costruite in tutta fretta nelle industrie e trasportate al campo, ed un gruppo di studenti ascoltava una conferenza tenuta da uno degli aviatori che avevano ricevuto i gradi di recente. Gli unici soldati in vista erano le solite guardie. Nonostante ci, Two Hawks pass la mano sulla derringer sistemata all'interno della sua cintura, per essere sicuro che fosse l. I poliziotti Iskapintik non l'avevano trovata quando l'avevano perquisito perch erano troppo ansiosi di mettere le mani su Ilmika. E i Perkunishani non l'avevano mai perquisito perch supponevano l'avessero fatto gli Iskapintik.
   - Una volta mi hai raccontato che ti piaceva Lady Ilmika - esord Raske. - Che te ne sembrerebbe se ti riuscisse di averla?
   - Che vuoi dire? - chiese Two Hawks. Non era sicuro che Raske non stesse cercando di intrappolarlo, anche se non sapeva in che modo un interesse per lei potesse servire allo scopo.
   - Non sai cosa le successo? Two Hawks scosse il capo.
   - Credo che nessuno te lo abbia detto: caduta in disgrazia e si trova in prigione. Il Kassandrash stesso le ha offerto la libert se rinunciava al Blodland per allearsi col Perkunisha. Quella stupida gli ha dato uno schiaffo! Riesci a immaginare una cosa del genere? Colpire in faccia il Kassandrash e davanti a tutta la corte! C' da meravigliarsi che non sia stata giustiziata sul posto! Credimi, Sua Maest era abbastanza furioso da farlo.
   Ma sua moglie intervenuta a favore della ragazza e il Kassandrash l'ha semplicemente fatta imprigionare. Tuttavia, non sopporta l'idea di essere stato umiliato, cos sta pensando a una punizione adatta a lei.
   Raske sogghign e continu: - Mi sono ricordato che mi avevi detto che era tanto bella, ma che tu non avresti mai potuto toccarla. Quindi, amico pellerossa, solo per dimostrarti l'alta stima che ho di te, e anche quanto mi prendo cura dei miei interessi, ho fatto in modo che tu possa avere ci che il tuo cuore desidera. Ho parlato al Kassandrash stamattina, e lui era compiaciuto. Crede che il mio piano fornir l'umiliazione e l'offesa che lei merita. Mi piacerebbe averla per me, solo che non oso farlo: la figlia del Kassandrash non di vedute molto aperte.
   - Stai parlando sul serio?
   Raske rise e rispose: - Lady Ilmika, nipote dello Shof (il re) del Blodland e nipote del Kassandrash, tua! Diventer la tua schiava! Hai carta bianca con lei. Io... Cosa c', Zwei Habichten? Pensavo che ne saresti stato felice. O forse sei...?
   - Sopraffatto, questa la parola. Solo... non preoccuparti. Cosa le succeder se non l'accetto?
   - Non l'accetti!? Devi essere fuori di senno! Selig? Se sei tanto pazzo da rifiutare la mia offerta... be', non lo so: ho sentito dire che Ilmika potrebbe essere rinchiusa in isolamento finch non morir. O forse verr mandata in un bordello militare, anche se non penso che il Kassandrash far una cosa del genere a sua nipote. Chi lo sa? A chi importa?
   A Two Hawks non sarebbe dovuto importare. Ma gli importava. Senza considerare la realt e la logica della sua situazione, sapeva di dover prendere Ilmika come schiava: questo era l'unico modo di salvarla. La sua presenza avrebbe complicato il piano di fuga, e gli agenti blodlandesi sarebbero stati furibondi. O forse no? Era figlia di un nobile e nipote del governatore del loro paese. Perch non avrebbero dovuto essere lieti di includere anche lei?
   - D'accordo. Mandala qui.
   Raske gli diede una pacca sulla spalla e strizz un occhio: - Fammi sapere come va, eh?
   Two Hawks voleva colpirlo, ma si costrinse a rilassare i pugni e a sorridere.
   - Forse lo far.
   Raske decise che si erano divertiti abbastanza; dovevano tornare al lavoro. Two Hawks avrebbe dovuto dirigere la scuola di aviazione oggi, perch lui doveva andare ad un colloquio con il capo dell'Ufficio Approvvigionamenti.
   - l'uomo pi reazionario e stupido che io abbia mai incontrato - spieg. - Ho progettato una carabina a ripetizione che darebbe alla fanteria un potere di fuoco pari a dieci volte quello attuale. Credi che quel testardo accetter? No, dice che i soldati semplici la useranno male, faranno sventagliate di proiettili invece di prendere la mira con cura, e la carabina provocher uno spreco di munizioni.
   Tuttavia, questa non l'unica ragione per cui non vuole la mia carabina! Sai che gli equipaggi armati di fucili gatling sono composti interamente di ufficiali? Nessun sottufficiale o civile ha il permesso di maneggiare un gatling, tranne che in situazioni di estrema emergenza. Questa norma ridicola basata su ci che successo 30 anni fa. Quando il Perkunisha fu sconfitto, parte dell'esercito e un gran numero di operai, servi e schiavi si ribellarono. La rivolta fu soffocata nel sangue, ma da allora l'aristocrazia si assicurata che i cittadini non mettessero le mani su armi potenti. Pu darsi che la norma sia stata necessaria una volta, ma adesso assurda. Quel porco!
   Two Hawks aspett fino a un'ora prima del crepuscolo per cominciare la fase iniziale del suo piano: era improbabile che Raske venisse al campo a quell'ora tarda, quindi si sentiva al sicuro. Col pretesto che il motore di uno degli aerei mandava un rumore strano, lo fece atterrare, poi, come se l'idea gli fosse venuta all'improvviso, annunci che voleva provare un esperimento. Mentre alcuni meccanici tentavano di localizzare l'origine del rumore strano, altri saldarono i tubi di aggancio per due serbatoi ausiliari di carburante. Questi, spieg Two Hawks, sarebbero stati installati sulla parte inferiore delle ali, ed andavano adattati al supporto per i razzi. Collegarono poi dei tubi flessibili ai serbatoi e li fecero arrivare fino al punto di immissione del carburante nel motore. Two Hawks diresse l'installazione delle valvole necessarie. A quel punto, quelli che stavano lavorando al motore dissero che non riuscivano a localizzare il presunto problema, e l'americano rispose loro di lasciar perdere: forse si era sbagliato. Si arrampic nella carlinga e avvi di nuovo il motore. I serbatoi principali di carburante erano stati prosciugati fino ad essere quasi vuoti, e Two Hawks lasci funzionare il motore per parecchi minuti prima di aprire le valvole dei serbatoi ausiliari. Il motore continu a girare senza perdere un solo colpo durante la commutazione.
   Ormai era mezzanotte. Two Hawks ordin che i serbatoi ausiliari fossero disinseriti e tolti, e li fece riportare nel retro dell'hangar, dove sarebbero stati lontani dallo sguardo di Raske. Mentre tornavano al loro appartamento a Berlino, spieg a Kwasind che cosa aveva fatto.
   - Voglio che tu rintracci la persona con cui sei in contatto e scopri cosa intende fare. Digli che i piani sono cambiati. No, meglio ancora, fallo parlare direttamente con me. Devo spiegargli nei particolari di cosa abbiamo bisogno.
   Kwasind protest, sostenendo che il Blodlandese avrebbe rifiutato : era troppo pericoloso contattare Two Hawks di persona.
   - Digli che se non lo fa, l'intera faccenda salta. Ora, quando possiamo incontrarlo?
   - Domani mattina presto, prima che tu vada al campo di aviazione.
   Quando entrarono nel loro appartamento, trovarono due soldati ed Ilmika Thorrsstein, che stava seduta su un sof, con le mani piegate in grembo, la schiena diritta e il viso altezzoso. Nonostante la sua dignit, aveva un'aria dimessa. La crocchia di lunghi capelli biondi in cima alla testa era lenta, con ciocche di capelli disordinate e non aveva trucco. Inoltre indossava una camicia larga e una gonna di cotone stampato di poco prezzo: erano gli indumenti di una schiava.
   Quando vide entrare Two Hawks, spalanc gli occhi e apr le labbra: evidentemente non le era stato detto di chi era quell'appartamento, e forse, non sapeva neanche che sorte le era stata destinata.
   Two Hawks mand via i soldati.
   La donna parl per prima. - Che cosa faccio qui?
   Two Hawks glielo spieg in tono secco, e lei apprese la notizia senza vacillare.
   - Devi essere stanca e affamata - disse Two Hawks. - Kwasind, portale del cibo e un po' di vino.
   - E poi? - chiese Ilmika. Gli rivolse uno sguardo fermo, e Two Hawks le fece un largo sorriso, mentre lei arrossiva.
   - Non succeder quello che pensi - spieg. - Non voglio una donna che non mi desidera. Non ti obbligher.
   Lei guard le due ragazze Kinukkinuk che erano appena uscite dalla cucina.
   - E loro?
   - Sono schiave. Non rimarranno qui questa notte. Puoi dormire nella loro stanza, ed in pi, puoi anche chiudere la porta dall'interno.
   D'un tratto, le lacrime le rigarono le guance e le labbra le tremarono. Si alz in piedi e poi cominci a singhiozzare forte. Lui le mise un braccio intorno alle spalle e le fece appoggiare il viso sul suo petto; Ilmika pianse violentemente per alcuni minuti prima di allontanarsi da Two Hawks, che le diede un fazzoletto per asciugarsi le lacrime. Kwasind apparve e le annunci che la sua cena era pronta in camera. Ilmika, senza una parola, lo segu.
   Quando il gigante fu tornato, Two Hawks disse: - Le parler prima che vada a dormire. Deve sapere cosa sta succedendo.
   - Perch fai questo per lei?
   - Forse ne sono innamorato. O forse sono un inguaribile cavaliere, un Gawain dalla pelle rossa. Non lo so, ma sento che non posso semplicemente lasciare che venga rinchiusa per il resto della sua vita o che la mandino in un bordello militare.
   Kwasind scroll le spalle per indicare che non capiva. Ma se Two Hawks voleva cos, sarebbe stato cos.
   Dopo un breve sonno ristoratore, Two Hawks usc dalla camera da letto per andare in cucina. Si ferm quando vide nel soggiorno un uomo che parlava con Kwasind. Lo straniero indossava la divisa blu e grigia dei servi e portava un fagotto di biancheria. Aveva lunghi capelli castani, grossi baffi dello stesso colore e il naso aquilino. Il suo nome, quello vero, era Rulf Andersson.
   Two Hawks ordin ai due di entrare nella sua stanza. Mentre si affrettava a cambiare le lenzuola, Andersson parl a voce bassa.
   - Kwasind mi ha esposto il tuo piano. Sei pazzo!
   - Al Blodland piacerebbe avere una macchina volante nuova di zecca? Un modello bell'e fatto il cui possesso farebbe risparmiare mesi nel progetto e nella costruzione degli altri? Il mio piano non impossibile: in effetti, proprio il fatto che molto audace e del tutto inaspettato contribuir al suo successo.
   - Non lo so - disse Andersson. - un'idea fantasiosa.
   - Puoi metterti in contatto con i tuoi compatrioti nel Tyrsland?
   - S. Ma per preparare quello che vuoi abbiamo bisogno di alcuni giorni.
   - Niente tempo in pi. Presto o tardi, Raske scoprir di sicuro i motori ausiliari, oppure qualcuno gliene parler. Dobbiamo muoverci rapidamente, dopodomani, al massimo.
   - Va bene, ci proveremo. Vedr Kwasind pi tardi e lui ti riferir se siamo in grado di farlo.
   Two Hawks spieg il suo piano nei dettagli e si accert che Andersson sapesse esattamente di cosa c'era bisogno. Quando l'agente se ne fu andato, Two Hawks prov ad aprire la porta della camera di Ilmika, ma era chiusa a chiave.
   - Kwasind, rimani qui oggi. Dobbiamo fingere di adattarci all'idea che lei sia la mia schiava, quindi falle svolgere qualche lavoro: spolverare, cucinare e cos via. Portale qualcosa per truccarsi e bei vestiti. Non dovrei desiderare che la mia schiava sia poco attraente, non vero?
   Se ne and al campo di aviazione. Era impegnato, quel giorno, dato che doveva svolgere anche il lavoro di Raske, perch il Tedesco era ad una riunione dell'Alto Comando: questo era un vantaggio per Two Hawks, che lavor ancora ai serbatoi ausiliari e poi fece decollare l'aereo per un volo di prova dell'apparecchiatura. Dopo l'atterraggio, gli venne incontro l'ufficiale incaricato di mettere insieme due aerei nel retro dell'hangar, e gli disse che gli aerei erano pronti per l'installazione dei due serbatoi del carburante. Avrebbero quindi dovuto togliere i serbatoi ausiliari da quell'aereo e tagliare i tubi di aggancio: gli dispiaceva, ma non c'erano altri serbatoi a portata di mano da usare.
   - Molto bene - rispose Two Hawks. - Fatelo domani.
   - Ma Raske ha ordinato che gli aerei siano costruiti senza ritardi. Gli operai del secondo e del terzo turno possono installare i serbatoi questa notte.
   Two Hawks gli lanci un'occhiata torva e parl duramente.
   - Voglio che Raske veda i miei serbatoi ausiliari, che aumenteranno di centocinquanta chilometri l'autonomia dei nostri aerei. No, questo molto pi importante di un'interruzione di un giorno nel lavoro di costruzione di quelle macchine. Ti ordino di lasciare quei serbatoi dove sono.
   - I miei uomini non avranno niente da fare! Raske mi riterr responsabile del ritardo!
   - Mi assumo io tutta la responsabilit. Tu e i tuoi uomini prendetevi una notte di libert. Avete lavorato duramente. Firmer l'ordine per una notte di libera uscita.
   L'ufficiale sembrava riluttante, ma poi lo salut e si allontan per riferire ai suoi uomini i nuovi ordini. Two Hawks lo osserv: c'era una possibilit che l'ufficiale telefonasse a Raske per chiedere una verifica di quel cambiamento, e se il Tedesco fosse venuto a conoscenza della cosa, avrebbe indovinato subito cosa intendeva fare l'Americano. Two Hawks segu l'ufficiale.
   - Sembri preoccupato che la cosa possa metterti nei guai - disse. - Ti consiglio di chiamare Raske ora. Se ti ordiner di continuare a lavorare, allora obbediremo, ed io sar ancora responsabile di qualsiasi ritardo fino al momento in cui ti metterai in contatto con lui.
   L'ufficiale si rincuor e si affrett ad allontanarsi, solo per tornare dieci minuti dopo con un'espressione frustrata. - in riunione. Ha rifiutato di parlarmi, ma mi ha mandato a dire che se ho qualche problema, devo rivolgermi a lei.
   - Dunque, vedi, non hai nessuna responsabilit.
   Two Hawks cominci a respirare meglio: il suo gioco d'azzardo aveva dato un buon risultato.
   L'americano incontr Kwasind proprio nel momento in cui stava entrando nell'appartamento.
   - Andersson dice che gli agenti nel Tyrsland sono stati informati del cambiamento dei piani, e che gli agenti al campo di emergenza sono pronti, per precauzione. Non pu dirci nient'altro fino a domani mattina, ma molto preoccupato. Se i venti lungo la costa saranno troppo forti, non potremo far decollare l'aereo.
   - In quel caso, dovremo scordarci l'aereo e prendere il battello da pesca. Dov' Ilmika?
   - appena andata in camera sua.
   Two Hawks buss alla porta, che si apr per rivelare una donna del tutto diversa, almeno esteriormente. Il suo nodo di Psiche era impeccabile, aveva gli occhi truccati ed il rossetto sulle labbra. Indossava una toga Neo-Cretese, scollata sul davanti, una cintura dorata stretta intorno alla vita, una gonna di crinolina, con davanti una grande V che lasciava vedere una lussuosa sottogonna di seta.
   - Sua Signoria ha un aspetto splendido - comment Two Hawks. - Tuttavia, dovrai metterti qualcosa di meno attraente, ma pi resistente e che non limiti i tuoi movimenti. Puoi cercare di somigliare ad un soldato perkunishano?
   Lei rise e replic: - Ho tagliato e cucito tutto il giorno per adattarmi a una delle tue uniformi.
   Vedendolo sollevare le sopracciglia, aggiunse: - Noi signore blodlandesi abbiamo schiave o serve che svolgano il lavoro, ma ci insegnano ancora tutte le arti domestiche: come potremmo dirigere ed educare accuratamente le nostre schiave se non ne sapessimo nulla noi stesse?
   - Mi sembra giusto - convenne lui. Aveva molte cose da dire sulla schiavit e consistevano per la maggior parte in una condanna. Tuttavia, non era questo il momento di discutere.
   - Partiremo abbastanza presto, in modo da arrivare al campo di aviazione prima dell'alba. Non mi sono attenuto di proposito a un programma rigido, cos le variazioni nella partenza non desteranno sospetti.
   Ilmika aveva un aspetto cos fresco e splendido che Two Hawks avvert il desiderio di baciarla, ma soffoc l'impulso, perch sapeva che lei si sarebbe offesa: anche se era attratta da lui, non poteva mostrare nei suoi confronti un affetto maggiore di quello che avrebbe manifestato per un servo fedele o per un cittadino devoto.
   Le augur la buonanotte e and a letto. Si addorment immediatamente e gli sembr che fosse passato solo un minuto quando fu scosso da Kwasind.
   - Non pu essere gi ora? !
   - No. Ti vogliono al telefono. Raske.
   - A quest'ora? - Alla debole luce del becco a gas, guard l'orologio sul comodino: erano le due di notte.
   - Che diavolo pu volere?
   - Non lo so. Spero che non ci siano problemi.
   Two Hawks and barcollando nella stanza vicina e sollev il telefono. Ci fu un sibilo e un crepitio sulla linea, e la voce di Raske arriv un po' confusa: il sistema perkunishano di riproduzione della voce lasciava molto a desiderare.
   - Raske?
   - Two Hawks! - esplose Raske. - Che stai cercando di fare? Come se non lo sapessi! Dovresti essere pi furbo di cos, amico indiano!
   - Di cosa stai parlando?
   E Raske glielo disse: era come Two Hawks aveva temuto. L'ufficiale apprensivo incaricato del lavoro di assemblaggio non si era sentito abbastanza rassicurato: dopo aver agonizzato per molto tempo, aveva cercato di nuovo di mettersi in contatto con Raske, e questa volta, era riuscito a raggiungere il Tedesco, che si trovava ad una festa offerta dalla moglie del Kassandrash. Appena gli era stato raccontato dei serbatoi ausiliari, Raske aveva indovinato l'intenzione di Two Hawks.
   - Non dir niente a nessuno di questo - concluse Raske. - Tu mi piaci, e, cosa ancora pi importante, ho bisogno di te. Quindi te la caverai a buon mercato. Per avrai meno libert: seguirai un programma di lavoro minuto per minuto e sapr dove sei e cosa stai facendo ogni attimo del giorno e della notte.
   Raske fece una pausa, ma Two Hawks non replic. Con un tono leggermente lamentoso, il Tedesco riprese a parlare.
   - Perch vuoi fuggire? Qui hai tutto quello che vuoi, mentre il Blodland non pu offrirti un accidente di niente. Inoltre, il Blodland sconfitto. Sar conquistato l'anno prossimo di questi tempi.
   - solo che i Perkunishani non mi sono simpatici - replic Two Hawks. - Mi ricordano troppo i Tedeschi.
   - Sporco pellerossa!
   Raske si ferm di nuovo. Two Hawks lo sentiva respirare affannosamente. Poi: - Ancora un altro imbroglio e finirai davanti al plotone d'esecuzione! O nella camera di tortura! Mi capisci?
   - Ho afferrato l'idea. C' altro? Voglio tornare a letto. Con sua sorpresa, Raske rise. - Sei una persona calma. Mi
   piace. Molto bene: lascerai il tuo appartamento esattamente alle sei domani mattina e andrai a rapporto dal comandante del campo di aviazione appena arrivi. Inoltre, il tuo schiavo, Kwasind, dovr rimanere nell'appartamento. Informer subito le guardie. Un'altra cosa: se non ti comporti bene, la tua piccola bionda compagna di giochi verr portata via. Hai afferrato?
   - Ho afferrato - conferm Two Hawks, e riagganci il telefono.
  -- CAPITOLO QUATTORDICESIMO
   Rifer a Kwasind la conversazione con Raske: il gigante lo ascolt senza cambiare espressione, poi chiese: - E adesso?
   - Dobbiamo agire ora o mai pi: non possiamo andarcene dalla porta principale, quindi useremo quella sul retro.
   Kwasind sembr perplesso, e Two Hawks spieg: - Dalla finestra, prova a imitare Ercole con le sbarre d'acciaio della finestra della mia camera mentre io sveglio Ilmika.
   Cinque minuti dopo, lui e Ilmika entrarono nella sua stanza da letto. Lei aveva addosso l'uniforme di un ufficiale della Air Force Imperiale Perkunishana. Il berretto le calzava comodamente in testa, dato che si era tagliata i lunghi capelli.
   Kwasind aveva strappato via una sbarra dalla sua cavit di pietra e ne stava piegando un'altra. I due lo osservarono pieni di meraviglia: lentamente, l'acciaio spesso un pollice si incurv, mentre Kwasind, il viso impassibile e senza traccia di sforzo e con i piedi puntati contro la parete, tirava. Un attimo prima che le estremit della sbarra si separassero dalla pietra, abbass i piedi sul pavimento, in modo che la parte inferiore del corpo fosse ora appoggiata contro la parete e la parte superiore piegata in fuori. Stridendo, l'acciaio si divelse. Kwasind si blocc, pieg le ginocchia e si volt di lato. Depose la sbarra sul tappeto e sogghign.
   - Ora possiamo passarci, stringendoci un po'.
   Tagliarono a strisce le lenzuola e ne annodarono le estremit: avevano giusto il materiale sufficiente per fare una corda doppia e forte, che scendeva dalla finestra del terzo piano fino ad una distanza di circa un metro e mezzo dal suolo. Two Hawks scrut l'ampia strada e il marciapiede sotto di s: non c'era nessuno in vista, ma sapeva che all'uscita nord, alla loro destra, era dislocata una sentinella, ferma dall'altra parte di una massiccia colonna. A meno che non fosse uscita sul grande portico, non avrebbe visto il nastro bianco che pendeva lungo il muro esterno.
   - Infilati questa sbarra nella cintura - consigli Two Hawks a Kwasind. - Io prender l'altra. Pu darsi che ne avremo bisogno.
   Usc dalla finestra per primo, e scivol fuori senza esitazioni, dopo aver controllato la sicurezza del nodo all'estremit superiore, assicurata ad una colonna del letto. Discese rapidamente, mettendo una mano sotto l'altra. Quando tocc terra, si guard intorno. Nella strada non era ancora apparso nessuno. Un minuto dopo, lo segu Ilmika, e poi Kwasind.
   Two Hawks li guid gi per la strada, tenendoli lontani dalla guardia alla porta nord: voleva una macchina, ma camminarono per quattro lunghi isolati (pi di un chilometro) prima di trovarne una. Piuttosto, fu la macchina a trovare loro: un riverbero di fanali da una strada secondaria li mise in guardia appena in tempo. Corsero verso l'arco profondo di un ingresso e si appiattirono contro la porta per essere il pi possibile in ombra. Two Hawks decise che avrebbe dovuto esporsi al rischio di dare un'occhiata. Dal rumore sembrava che il veicolo stesse andando sufficientemente piano da permettergli di raggiungerlo di corsa e di saltare sul predellino.
   Guard e vide il corpo bianco di una macchina decapottabile e, sul cofano, l'immagine di un cavaliere con l'armatura e con la spada sollevata. Era una macchina della polizia con dentro tre uomini. Two Hawks spieg a Kwasind cosa doveva fare. Entrambi impugnarono le sbarre, e, quando il cofano del veicolo arriv all'altezza dell'arco della porta, Two Hawks sussurr: - Ora! - Usc di corsa dall'androne, tenendo davanti a s la sbarra in posizione obliqua e con Kwasind al fianco.
   Gli uomini di pattuglia, che prima stavano chiacchierando, s'interruppero per un attimo, immobili e ammutoliti dalla sorpresa; poi il guidatore schiacci violentemente i freni, quando avrebbe dovuto spostare il piede sull'acceleratore. Two Hawks salt oltre lo sportello posteriore e si gett sull'uomo che si trovava sul sedile di dietro, brandendo al contempo la sbarra d'acciaio. Il poliziotto si alz e sollev il fucile per parare il colpo. Ci fu un suono metallico quando la sbarra cozz contro la canna del fucile, quindi caddero entrambi sul sedile, con Two Hawks sopra.
   L'americano, usando la sbarra come una spada, ne premette l'estremit nella bocca dell'uomo. Un fucile gli spar quasi negli orecchi, ma se era stato puntato contro di lui, lo aveva mancato.
   I denti del poliziotto si ruppero, e Two Hawks, inginocchiatosi sul torace dell'uomo, si appoggi di peso sulla sbarra che penetr nella gola, e vi rimase, nonostante gli sforzi frenetici che il poliziotto faceva per spingerla fuori. Gli occhi dell'uomo diventarono sporgenti, la faccia pi scura. Improvvisamente, smise di lottare.
   Two Hawks tenne ferma la sbarra finch non fu sicuro che l'uomo era morto, poi si alz, la tir fuori dalla gola del poliziotto, e rivolse la sua attenzione agli altri. Kwasind non aveva bisogno di lui: il guidatore giaceva sul sedile, disteso su un fianco, col collo spezzato da un colpo di sbarra. L'altro, quello che aveva sparato col fucile, era stato spinto fuori dalla macchina. Anche lui era morto, strangolato da Kwasind.
   - Sei stato colpito? - chiese Two Hawks.
   - partito un colpo dal suo fucile quando l'ho buttato fuori. Sto bene.
   Two Hawks guard su e gi per la strada. Se qualcuno aveva sentito la sparatoria, non stava facendo del chiasso per questo. Tir gi il corpo dal sedile posteriore e lo gett sul selciato; mentre l'americano rimetteva in moto il motore e studiava i comandi, Kwasind trascin tutti e tre i cadaveri sotto l'arco della porta. Alcuni minuti pi tardi, se ne andarono in macchina, armati di revolver e di fucili a un solo colpo. Two Hawks segu la strada percorsa ogni mattina per raggiungere il campo di aviazione. Per due volte, incrociarono macchine di pattuglia che procedevano nell'altra direzione: i guidatori suonarono il clacson per salutarli, Two Hawks rispose nello stesso modo, e questo fu tutto. Two Hawks chiese a Kwasind se sapeva dove fossero appostati gli agenti blodlandesi, perch nutriva qualche speranza che potessero essere usati per creare un diversivo, come si era programmato in origine, ma Kwasind rispose che il suo contatto aveva rifiutato di passargli quell'informazione.
   - Allora dovremo agire da soli: chi fa da s fa per tre. L'unico problema che siamo in anticipo sul programma. Scommetto che quell'ufficiale apprensivo tornato all'hangar e ha fatto togliere i serbatoi ausiliari. Questo significa che dovremo atterrare una volta per rifornirci di carburante prima di arrivare alla costa. Se i Blodlandesi non hanno la benzina pronta, siamo spacciati.
   - Forse dovremmo preoccuparci di decollare, prima - ribatt Kwasind. Two Hawks gli lanci uno sguardo: alla luce del pannello dei comandi, il gigante mostrava la solita espressione impassibile, ma aveva la faccia lucida di sudore. Two Hawks sorrise: dubitava che la traspirazione fosse causata dagli sforzi o dal nervosismo derivati dalla lotta con i poliziotti. Kwasind era apparso pi che agitato quando gli avevano detto come sarebbero fuggiti: coraggioso e freddo nei combattimenti a terra, era terrorizzato dall'idea di volare. Non l'aveva ammesso in modo chiaro, ma le sue domande ed una certa rigidit ogni volta che l'argomento veniva fuori lo tradivano.
   Il suo stato di nervosismo, tuttavia, derivava da qualcosa di pi del semplice concetto di lasciare la terraferma. Le antiche religioni europee avevano calcato la mano sulle storie di demoni volanti, ed anche se la nuova religione dell'Hemilkismo screditava queste credenze come semplici superstizioni, i vecchi terrori erano duri a morire: almeno met della popolazione credeva fermamente nei demoni. E Kwasind apparteneva ad una delle vecchie religioni che non erano scomparse e che sopravviveva in una forma clandestina nel suo paese oppresso. Persino ora, pensando ai mostri alati, Kwasind doveva aver l'impressione di sentire il battito delle loro ali.
   Allontanandosi dalla Berlino vera e propria, attraversarono i sobborghi passando per un'ampia strada maestra. Dieci minuti di percorso libero dal traffico nell'abitato e una corsa di cinque minuti nella campagna li portarono al campo di aviazione. Questo era completamente circondato da un reticolato di filo spinato alto una decina di metri. Di notte, cani molto simili ai pastori tedeschi pattugliavano il recinto, e non c'era modo di entrare, eccetto che dal cancello principale: avrebbero dovuto passare di l usando una scusa.
   Two Hawks ferm la macchina in risposta a un ordine della guardia. L'altra sentinella rimase vicino al casotto, con il fucile puntato, mentre la prima si avvicinava alla macchina.
   - Pulkininkash (Colonnello) Two Hawks e pattuglia - annunci Two Hawks, parlando come se avesse molta autorit.
   Il soldato esit. Alla fine chiese: - Dov' la sua guardia del corpo, Colonnello?
   Guard la macchina e i suoi occhi si spalancarono. - Questa una macchina della polizia!
   Two Hawks sollev il revolver e spar, mirando al plesso solare: la guardia cadde all'indietro e Two Hawks gli spar ancora; Kwasind aveva alzato il fucile nello stesso momento e fece fuoco proprio al di sopra della testa di Two Hawks, assordandolo. La guardia vicino al casotto aveva sollevato il fucile per sparare contro di loro, ma fu troppo lenta. Il primo proiettile di Kwasind gli fece fare una giravolta di 180®. Kwasind lasci cadere il fucile e tir fuori il revolver dalla fondina, ma ormai, Ilmika aveva colpito la guardia con un proiettile del suo revolver.
   Kwasind salt fuori dalla macchina e tolse dalla cintura del sergente morto un anello pieno di chiavi; ne prov quattro prima di trovare quella adatta ad aprire il grosso chiavistello del cancello del reticolato. Ilmika raccolse i fucili e le cinture con le munizioni delle sentinelle e le mise sul sedile posteriore.
   Kwasind apr i cancelli, e Two Hawks fece passare la macchina lentamente, per dare al gigante la possibilit di salirci dentro. Dalle baracche vicino al retro dell'hangar si levarono allora delle urla, ed un uomo munito di revolver corse fuori dagli acquartieramenti degli ufficiali: Two Hawks premette sull'acceleratore, e, l'ufficiale corse loro dietro, gridando. Dal suo revolver part un colpo. Soldati vestiti per met e armati di fucili uscirono di corsa dalle baracche.
   La macchina gir l'angolo dell'hangar come un bolide, poi slitt quanto Two Hawks diede un colpo sui freni, la raddrizz, fece una brusca svolta a destra e la diresse verso la facciata priva di porte dell'hangar, arrestandola con uno stridore di freni e di ruote vicino all'aereo chiamato Raske IL Kwasind salt fuori e corse verso l'angolo dell'edificio, da dove cominci a sparare contro coloro che li avevano inseguiti.
   Gli operai che stavano costruendo i due aerei avevano interrotto il lavoro quando la macchina era entrata ruggendo. Two Hawks spar una volta mirando al di sopra delle loro teste, ed essi non aspettarono un secondo proiettile, ma scapparono verso la porta sul retro. Ilmika prese posizione dietro un bidone vuoto, per sparare al primo soldato che fosse entrato dalla porta posteriore.
   Two Hawks imprec quando guard il Raske II, perch i motori ausiliari e i loro agganci erano stati rimossi. Si strinse nelle spalle e disse: - C'est la guerre -; si mise il casco e si arrampic nel monoplano. Apr le valvole e gli interruttori: almeno, i serbatoi erano pieni e le mitragliatrici avevano un rifornimento completo di munizioni.
   Premette sullo starter: ci fu un rumore lamentoso mentre l'elica di legno prendeva a girare sempre pi rapidamente ed il motore tossiva come se avesse avuto il tachimetro piantato in gola.
   Kwasind e Ilmika lasciarono le loro postazioni per correre verso l'aereo. La donna sal nella parte posteriore della carlinga, ma Kwasind si ferm ad un segnale di Two Hawks e si arrampic sull'ala per poter sentire le parole dell'americano. Sogghign, discese e tolse i ceppi dalle ruote.
   Two Hawks diede pi gas al motore e gir bruscamente il timone a destra. L'aereo descrisse un semicerchio e si trov di fronte al Raske I. Kwasind si mise sotto la coda del Raske II e la sollev. Quando la fusoliera fu parallela al pavimento, Two Hawks cominci a sparare con le mitragliatrici gemelle. L'altro aereo trem all'impatto: nella sua struttura apparvero grossi buchi disposti in una linea che procedeva rapidamente verso i serbatoi di carburante, mentre Kwasind continuava a muovere la fusoliera.
   Il Raske I esplose. Un fumo denso si sprigion dall'hangar e fece tossire Two Hawks e Ilmika mentre avvertivano il calore dello scoppio violento. Per fortuna, il Raske I si trovava sulla parete opposta dell'hangar, a un centinaio di metri di distanza. Anche cos, Two Hawks non si era sentito sicuro che il carburante in fiamme non si espandesse fino al suo aereo, ma era un rischio da correre perch non voleva che nessuno lo seguisse. Sovraccarico per la presenza di tre persone, l'aereo sarebbe risultato troppo lento e goffo per ingaggiare un combattimento con il Raske I. E non aveva il tempo di distruggere l'aereo in un modo diverso.
   L'aereo continu a girare come su un perno mentre il gigante ne muoveva la coda, e Two Hawks fece fuoco di nuovo mentre il muso descriveva un arco orizzontale. Il fumo era cos denso che non riusciva a vedere se i soldati avessero lasciato o no il riparo dell'altro lato della parete dell'hangar: se avessero cercato di fuggire attraverso il fumo, sarebbero stati colpiti dal fuoco delle mitragliatrici. Allo stesso modo, le truppe che fossero entrate dalla porta sul retro avrebbero dovuto essere intimorite dalla grandinata di piombo.
   Kwasind continu a far girare la coda finch l'aereo non si trov di fronte all'ingresso.
   Two Hawks tenne premuti i freni fino a quando Kwasind non si fu sistemato a fianco di Ilmika. La faccia del gigante era rigida. Two Hawks guard indietro, gli sorrise, lasci i freni e tir in fuori la manetta. L'aereo sussult come un coniglio spaventato, e la testa dell'americano fu respinta contro il poggiatesta. Il Raske II usc ruggendo nella notte illuminata dagli spari, e da dietro le mura dell'hangar corsero fuori dei soldati e spararono contro l'aereo. Un proiettile for la struttura della carlinga.
   La coda si sollev, ma le ruote rimasero attaccate al terreno perch c'era pi peso di quanto il velivolo fosse destinato a portare. Per quello che sembr un lasso di tempo mortalmente lungo, l'aereo rifiut di sollevarsi: la fine della striscia lastricata sfrecci via, e al di l di essa c'erano un centinaio di metri di terra battuta e poi il recinto.
   Two Hawks aspett che l'aereo avesse percorso sballonzolando pi di cinquanta metri di prato erboso: ormai, le ruote erano sollevate dal terreno di alcuni centimetri. Tir la cloche: lasciarono il suolo e passarono sopra il recinto a una distanza di appena quindici centimetri. Oltre il recinto, c'era un boschetto d'alberi le cui cime strusciarono contro le ruote. Two Hawks trasse un sospiro di sollievo e continu a salire: ora si sarebbe diretto verso nord finch l'alba non gli avesse dato visibilit sufficiente ad orientarsi. Desider che ci fosse stato abbastanza tempo per agganciare i serbatoi ausiliari, perch questo avrebbe reso superfluo l'atterraggio di emergenza a met percorso.
   Poi gli venne in mente che il peso in pi dei serbatoi ausiliari li avrebbe spediti contro il recinto. Avrebbe potuto provare a decollare verso nord, dove la pista era pi lunga, ma si sarebbe trovato contro vento, ed inoltre, rullare verso l'estremit a sud avrebbe dato ai Perkunishani la possibilit di inseguirlo in macchina. No, le cose avevano funzionato molto meglio in questo modo. In tutto questo pazzo modo.
   L'improvvisazione il mio forte, si disse Two Hawks, ed inton un canto di guerra dei Seneca che gli aveva insegnato sua madre, e poi alcuni versi tratti dal Re Vagabondo, mentre Kwasind rimaneva rigido e teneva la testa china. Si fece giorno. Two Hawks gli parl attraverso la cuffia, e Kwasind disse che si sentiva male: guardare qualsiasi cosa eccetto il pavimento della carlinga gli faceva venire da vomitare, le ginocchia gli si erano trasformate in acqua e le budella gli si attorcigliavano come una colonna di fumo.
   Ilmika, invece, era eccitata: emetteva esclamazioni di gioia quando passavano sopra case e stalle, trecento metri sotto di loro, e puntava il dito come un bambino incantato verso le mucche e le persone minuscole. Quando arse il sole, Two Hawks perse la sua esultanza: l'ago del carburante si stava abbassando pi in fretta di quanto si fosse aspettato, ed era anche preoccupato perch sarebbero arrivati in anticipo al punto di rifornimento, se pure sarebbero riusciti ad arrivarci. Se gli agenti del Blodland a Berlino non avessero scoperto abbastanza presto la loro fuga, non avrebbero informato gli agenti nella fattoria vicino a Gervuoge. E poi c'era la possibilit che gli agenti a Gervuoge fossero stati scoperti, e che i Perkunishani aspettassero l'aereo al momento dell'atterraggio.
   Two Hawks gemette, ma dopo un po' rise di se stesso. Oh, Dio! Prima era il potente guerriero irochese e subito dopo una persona molto apprensiva. Anche se qualcosa non va, si disse, me la sono cavata bene finora andando a naso.
   Il loro secondo atterraggio, l'ultimo nel territorio perkunishano, doveva aver luogo sulla costa del Mar Baltico. Quella striscia di spiaggia era la propaggine pi settentrionale della penisola che, su Terra 1, se Two Hawks si ricordava correttamente la geografia, era l'isola di Rugen. Dato che le condizioni glaciali di questo mondo avevano chiuso in una morsa una cos grande massa d'acqua trasformandola in ghiaccio, il Mar Baltico era pi piccolo che su Terra 1, e di conseguenza l'isola era diventata una penisola e la costa meridionale del Baltico si estendeva ulteriormente verso nord.
   Dopo l'atterraggio su questa costa, si supponeva che i fuggiaschi venissero raccolti da un dirigibile blodlandese proveniente dall'isola di Aabryg. Su Terra 1, quest'isola si chiamava Bronholm ed era territorio danese. Qui, Aabryg apparteneva al Tyrsland, l'equivalente della Svezia su Terra 2. Il dirigibile doveva trasportare Two Hawks e i suoi compagni e l'aereo, se possibile, ad Aabryg, poi nel Tyrsland, in Norvegia e da l nel Blodland.
   Nel momento in cui raggiunsero la sponda meridionale del grande lago Ramumas, la spia del carburante aveva appena raggiunto la posizione di vuoto. Questo significava che ne era rimasto un gallone, non molto per volare in cerchio mentre cercavano la fattoria. In primo luogo, si era spostato troppo verso est, o almeno cos gli pareva, e andando ad ovest, dovette lottare con un forte vento di testa, che gli consum ancor pi rapidamente il suo prezioso gallone.
   Avanti, Inglesi, preg. Pass sopra un incrocio a forma di croce celtica e seppe che era a circa quattro chilometri di distanza dal luogo fissato per l'appuntamento: ci doveva essere un'altra strada di terra battuta tre chilometri ad ovest, poi una piccola penisola a forma di punto interrogativo, e, un chilometro al di l di essa, una fattoria separata da altre due da una striscia d'alberi larga un quattrocento metri. Sul tetto della stalla dovevano esserci dipinti due triskelion intrecciati, i simboli a tre foglie che erano sulla bandiera nazionale dei sei regni che in origine costituivano l'impero del Blodland. Se era tutto a posto per l'atterraggio, avrebbe visto la fiammata di due razzi, altrimenti, non avrebbe visto nulla, eccetto forse una truppa di Perkunishani che lo aspettava. In entrambi i casi, sarebbe dovuto atterrare: aveva troppo poco carburante.
   La fattoria apparve non appena oltrepassarono un'alta collina. Ilmika punt l'indice verso il basso e sorrise: proprio davanti c'era una grande stalla bianca con due triskelion rossi intrecciati su un lato del tetto inclinato. Two Hawks descrisse un cerchio sulla fattoria, osservando il terreno ed anche aspettandosi di sentire lo scoppiettio del motore che si fermava. Gir in tondo per tre volte, abbassandosi un po' ogni volta. Se i segnali non arrivavano, avrebbe cercato di oltrepassare il bosco in direzione della fattoria che stava dall'altra parte. Almeno, avrebbero avuto un certo vantaggio rispetto agli inseguitori, anche se sembrava improbabile che la fuga potesse aver successo. Ma avrebbero dato del filo da torcere ai Perkunishani.
   Dalla stalla uscirono tre uomini. Due reggevano dei tubi che brillavano al sole, ognuno dei quali sput un oggetto scuro che raggiunse l'altezza di dieci metri e poi esplose in fiammate verdi e rosse.
   L'atterraggio avrebbe potuto essere facile, dato che era disponibile un prato lungo e ampio con una superficie piatta, ma questo era diviso in due da uno steccato di tronchi spaccati. Two Hawks dovette effettuare una scivolata d'ala per perdere quota abbastanza rapidamente, e poi regol il suo volo planato in modo tale che riusc ad evitare a stento lo steccato. L'aereo si ferm con il muso a neanche mezzo metro di distanza dal limitare del bosco. Dopo aver rullato all'indietro verso lo steccato l'americano spense il motore e scese dall'apparecchio. Sei uomini e una donna, tutti vestiti del rozzo tessuto marrone fatto in casa dei contadini, lo stavano aspettando.
   Le presentazioni furono brevi. Aelfred Hennend, il capo, spieg: - Ci hanno avvertito con il telegrafo appena in tempo. - Diede un ordine e gli altri uomini si allontanarono per prendere il carburante e l'olio. Two Hawks disse: - Lo steccato deve essere abbattuto se vogliamo avere una pista sufficiente. - Hennend rispose che sarebbe stato fatto, poi li invit in casa, a prendere del cibo e del caff. Mentre entravano, aggiunse: - Pu darsi che i nostri vicini vengano a ficcare il naso qui intorno. La vostra macchina volante li metter sicuramente in agitazione. Pu darsi che ci siano persino delle truppe per strada. Dovremo sparire appena la vostra macchina sar stata rifornita di carburante, ed un vero peccato: detesto dover lasciare questo posto perch una buona stazione per il nostro movimento clandestino. Ma se riuscirete a portare quello strano congegno nel Blodland, varr la pena di compiere questo sacrificio.
   Two Hawks non si scus. Mentre mangiava, chiese a Hennend istruzioni per l'atterraggio successivo e studi attentamente una mappa con lui. Entr un radio-operatore per annunciare che il tempo sulla costa baltica era buono: c'era una cortina di nubi, ma nessun presagio di pioggia e il vento era moderato; inoltre, la lyftship, il dirigibile, era gi partita dal Tyrsland.
   Two Hawks torn all'aereo per dirigere le operazioni di rifornimento: lo steccato era stato abbattuto nel mezzo, per una lunghezza di quindici metri. Il carro e i buoi che avevano trasportato i bidoni di carburante erano vicini all'aereo. I serbatoi furono riempiti in venti minuti, anche se il carburante dovette essere versato a mano.
   Two Hawks consider la possibilit di togliere le mitragliatrici dall'aereo: la perdita di peso li avrebbe aiutati a decollare e avrebbe anche ridotto il consumo di carburante, ma avevano perso gi abbastanza tempo per il rifornimento, e poi sarebbe stato meglio tenere le armi: i Blodlandesi avrebbero avuto non solo l'aeroplano come modello, ma anche le mitragliatrici come prototipi.
   I due aviatori strinsero la mano agli agenti ed Ilmika tese la sua perch la baciassero. Augurarono buona fortuna agli agenti ed entrarono nella carlinga. Two Hawks sogghign quando not la riluttanza di Kwasind: questi non aveva fatto nessun tentativo per nascondere la sua grande gioia nel tornare al sicuro sulla terraferma, e Two Hawks era certo che sarebbe rimasto volentieri indietro e avrebbe cercato di arrivare nel Tyrsland per mezzo del movimento clandestino, se lui glielo avesse suggerito. Forse questa era una buona idea: senza Kwasind, l'autonomia e la velocit dell'aereo sarebbero migliorate di molto.
   No, lasciamo che soffra: prima fosse uscito dal paese, meglio sarebbe stato, perch Kwasind, era in modo troppo evidentemente un Indiano, ed avrebbe avuto difficolt a viaggiare di giorno; se fossero riusciti a prenderlo, la cosa sarebbe ricaduta sulla coscienza di Two Hawks. Inoltre, si era affezionato a quel nuovo compagno.
   Il decollo fu facile, anche se il Kinukkinuk forse non la pensava cos, poich le ruote bordate di ferro evitarono di tre metri la cima degli alberi. Per Two Hawks, tre metri andavano bene quanto trenta. Sal a 150 metri e si mise in volo orizzontale. La loro destinazione era una spiaggia isolata ma ragionevolmente piana sul Mare Perkunishano (il Baltico). Two Hawks individu l'autostrada che Hennend aveva segnato in rosso sulla mappa e la segu verso nord, poi, quando vide il porto di Saldus al termine di essa, vir verso est. Saldus era una citt di circa 40.000 civili e 10.000 marinai: c'erano navi da guerra nel porto e un campo d'aviazione alla periferia, ma non not dirigibili.
   Sedici chilometri ad est di Saldus, il terreno acquistava pendenza e si trasformava in una serie di scogliere rocciose. Dopo tre chilometri, avvistarono una spiaggia, ad un'estremit della quale c'era un gruppo di uomini e, ad un quattrocento metri di distanza, un battello da pesca a due alberi. Two Hawks effettu l'atterraggio, che fu pi ballonzolante di quanto desiderasse, con una trentina di metri d'avanzo prima che le scogliere ricominciassero. Anche cos, dovette effettuare una scivolata d'ala per perdere quota al pi presto, proprio come aveva fatto nell'atterraggio precedente. Appena sceso dall'aereo, controll il carrello d'atterraggio: i raggi delle ruote erano piegati, ma non abbastanza da destare preoccupazioni. Inoltre, se il piano procedeva bene, n i raggi n le scogliere avrebbero costituito un problema.
   Parl con gli agenti, che lo informarono sugli sviluppi della guerra, che dal punto di vista perkunishano, era in progresso, mentre da quello blodlandese, era un disastro. Il Perkunisha aveva completamente sopraffatto il Dakota, il Gotsland, la Neftroia e la met orientale dell'Hotinohsonih, aveva occupato la parte settentrionale del Rasna (la Francia di Terra 1), ma si era impantanato nella conquista della met meridionale. Le armate perkunishane avevano anche sopraffatto l'Akhaivia (l'Italia di Terra 1) fino a Vespros (Firenze), e dal modo in cui stavano andando le cose, c'era da aspettarsi che l'Akhaivia, la Doria (la Yugoslavia) e l'Hatti (la Grecia) venissero occupate nel giro di un mese o due. La flotta perkunishana dominava il Mediterraneo, dato che lo Shofet di Nuova Creta (la Penisola Iberica) le aveva permesso di attraversare lo stretto di Khasdrubal (Gibilterra).
   Una grande squadra di velivoli perkunishani aveva sconfitto una flotta blodlandese sul Narwe Lagu (la Manica), ed un'altra aveva bombardato la citt di Bammu (Londra). Finora, le navi di superficie delle due nazioni non avevano combattuto una battaglia su grande scala, tuttavia, l'armata navale perkunishana era in certa misura pi numerosa di quella blodlandese, e presto ci sarebbe stata un prova di forza, dal momento che il Perkunisha stava mettendo insieme un'armata di invasione sulle coste del Rasna. L'attuale superiorit aerea del Perkunisha poteva per ribaltare l'equilibrio di uno scontro navale, ed un dirigibile aveva gi affondato una corazzata blodlandese. Proprio quella mattina erano arrivate notizie stupefacenti: lo Shofet di Nuova Creta aveva deciso di entrare in guerra a fianco dei vincitori. Per molto tempo Nuova Creta aveva reclamato il Bamba sudorientale e la Cornovaglia, conquistate dai Blodlandesi parecchie centinaia di anni prima, ed il servizio di spionaggio aveva riferito che lo Shofet e il Kassandrash si erano incontrati e si erano accordati sul fatto che Nuova Creta riavesse i suoi antichi possedimenti. Ma prima, le isole dovevano essere invase.
   La ritirata della flotta blodlandese dalle basi mardakane (indiane) per contribuire alla difesa della patria era stata un invito per il Saariset: i popoli di lingua finnica semi-caucasici del Saariset (le Isole Giapponesi di Terra 1) avevano fatto salpare le loro navi verso il Mardaka. Questo avrebbe fatto imbestialire il Perkunisha, naturalmente, perch questo intendeva annettere il ricco sotto-continente al proprio impero, ma al momento, il Perkunisha non poteva farci niente.
   - E l'Ikhwan? - chiese Two Hawks, riferendosi alla nazione araba del Sudafrica.
   - Loro non dichiarano la guerra, la fanno soltanto. Le loro armate stanno marciando sia contro le colonie africane del Perkunisha che contro le nostre; inoltre, parte della loro flotta e una moltitudine di navi per il trasporto delle truppe si stanno dirigendo rapidamente verso il Mardaka meridionale per reclamarlo. Sai, glielo abbiamo tolto.
   - Tutte e due le Terre sono sprofondate nel caos - osserv Two Hawks. - Come al solito. Avete saputo di qualche reazione alla nostra fuga da Berlino?
   Erik Shop, il capo, rispose che non aveva notizie in merito. Un uomo li interruppe per riferire che era stato avvistato un dirigibile proveniente dal Tyrsland, e Two Hawks, voltatosi, vide all'orizzonte un piccolo oggetto diretto verso il mare. Un secondo pi tardi, su di loro cadde un'ombra e udirono il ronzio di eliche lontane. Sollevarono lo sguardo: nel cielo c'era un'altra nave volante, il cui fianco argenteo era contrassegnato dalla testa di un cinghiale nero, diretta verso nord, alla velocit di 60 chilometri all'ora e ad una quota di 150 metri.
   Shop imprec. - Perkunishano, classe Mammuth! -
   - Che possibilit ha la vostra nave contro quel mostro?
   - Il Guthavock solo un incrociatore leggero - rispose Shop. Era pallido. - Puoi volare attraverso il Baltico verso il Tyrsland?
   - Non lo farei mai. - Guard l'imponente nave, si strinse nelle spalle ed aggiunse: - C' una sola cosa da fare, che ci piaccia o meno.
  -- CAPITOLO QUINDICESIMO
   Si avvi a grandi passi verso l'aereo, i cui serbatoi erano stati riempiti proprio nel caso che si verificasse una simile emergenza. Rivolse a Shop alcune domande sui dirigibili e poi entr nella carlinga, avvi il motore e rull fino al termine estremo della spiaggia; gli uomini, che gli erano corsi dietro, si aggrapparono alle ali mentre lui premeva sui freni e imballava il motore quanto pi poteva senza far ancora muovere l'aereo.
   Gli altri gli erano corsi dietro, cos pot chiamare Ilmika al suo fianco. Al di sopra del rombo del motore, grid: - Se non torno, tu e Kwasind partite con il battello da pesca insieme agli altri! Vi porteranno a casa!
   Ilmika tese una mano, gli fece abbassare la testa e lo baci.
   - Sei un uomo coraggioso, Two Hawks! Non te l'ho detto perch ero troppo orgogliosa! Dopo tutto...!
   - Non ho sangue blu nelle vene e sono un pellerossa hotinohsonih - complet lui. - Grazie, comunque! So quanto ti costato piegare il tuo rigido collo blodlandese!
   Lei non doveva aver sentito le sue ultime parole, perch gli sorrise. Poi fu impegnata ad aggrapparsi all'ala, lavorando con gli altri per mantenere a terra l'aereo mentre lui teneva i freni e dava velocit al motore. Two Hawks abbass la mano, gli uomini lasciarono le ali, lui moll i freni e il Raske II si proiett in avanti. Percorse rapidamente la spiaggia, sobbalzando, si sollev e acquist quota a un'inclinazione il pi accentuata possibile. Le scogliere nere gli correvano incontro: non poteva evitarle se continuava ad andare dritto, ma poteva effettuare una brusca virata a sinistra. Si trov su un fianco, con le onde proprio al di sotto, poi il velivolo si raddrizz e cominci a salire. La manetta era tirata completamente in fuori, dato che non aveva importanza quanto carburante si consumasse.
   La lunga e sinistra sagoma del dirigibile, all'inizio piccola, divenne pi grande: anche se partiva avvantaggiato, la sua massima velocit era di 60 chilometri all'ora; quella dell'aereo, di 160. Il dirigibile blodlandese non si era dato alla fuga, ma continuava a procedere diritto verso il suo nemico pi grande e meglio armato.
   Coraggioso ma sconsiderato. Eppure Two Hawks dovette ammirarne gli ufficiali e l'equipaggio. Avevano il loro dovere da compiere, e se questo includeva l'atto di combattere contro un nemico che li surclassava quasi senza speranza, non sarebbero scappati: i Blodlandesi, nonostante le diversit della loro controparte su Terra 1, somigliavano ad essa in quanto a coraggio e testardaggine.
   Entrambi i dirigibili gli ricordavano i primi, rigidi dirigibili tedeschi del suo mondo, quei vascelli dall'aspetto bizzarro che lo avevano tanto affascinato quando ne aveva visto le illustrazioni sui vari libri di aviazione. La poppa e la prua di entrambi erano munite di una serie di timoni di quota verticali, quattro ciascuno; le navicelle a comandi liberi e le navicelle a motore pendevano da cavi attaccati alla struttura, e le fiancate arrivavano solo alla vita degli uomini dell'equipaggio che, ad alta quota, dovevano gelare dal freddo. Scale di legno davano accesso dalle navicelle alle aperture nella sagoma a forma di sigaro.
   Dato che l'alluminio qui era sconosciuto e che gli altri metalli erano troppo pesanti, la struttura era di abete rosso, un legno leggero, resistente e flessibile. Il legno di balsa sarebbe stato pi leggero, ma su questo mondo mancava, poich era originario del Sud-America. Two Hawks ricordava vagamente che navi rigide in legno erano state costruite da una compagnia tedesca durante la Prima Guerra Mondiale: se cos era, dovevano essere state molto simili alle due che vedeva ora. Le strutture incrociate e le sezioni longitudinali erano in legno e lo scheletro era coperto di pelle di battiloro; la differenza consisteva nel fatto che qui i cavi di rinforzo interni erano in acciaio, non in alluminio, il che rendeva naturalmente pi pesanti le aeronavi di questo mondo.
   Gli era stato detto che i dirigibili dovevano rimanere nell'hangar se il vento era superiore a 30 chilometri all'ora. Per fortuna, quel giorno il vento era solo di circa otto chilometri, insolitamente debole per quella zona: se fosse stato superiore al limite, sarebbe venuto un vascello di superficie a prelevare i profughi, e, se il tempo lo avesse permesso, l'aereo sarebbe stato smontato e portato sulla nave di salvataggio.
   Ora riusciva a vederla: un due alberi a circa un chilometro e mezzo di distanza dalla costa. Ma ad ovest, a nove chilometri da esso, c'era un piccolo oggetto dal quale saliva un filo di fumo nero e che si lasciava dietro una scia bianca: era una cannoniera perkunishana che procedeva rapidamente verso di loro.
   Il capitano della nave di salvataggio avrebbe fatto cosa saggia se avesse virato e fosse scappato immediatamente: non aveva nessuna possibilit di portare a termine la sua missione, se il dirigibile blodlandese fosse stato sconfitto.
   La situazione era sinistra: a meno che Two Hawks non fosse riuscito ad abbattere il dirigibile nemico, lui e il suo gruppo erano condannati.
   I due dirigibili erano a ottocento metri di distanza l'uno dall'altro, quando l'americano raggiunse quello pi grosso. Cominci a prendere quota per trovarsi al di sopra di esso, e mentre lo faceva not le grandi lettere nere dipinte sulla sua fiancata: Pilkash Tigrash, le parole perkunishane per Tigre Grigia. Era imponente e finora ne erano stati costruiti solo cinque delle sue dimensioni; ma altri venti della Classe Mammuth Tre erano in via di fabbricazione e altri ancora ne sarebbero venuti.
   Sopra le lettere, c'erano obl quadrati da cui spuntava la canna delle armi, che emisero aghi di fiamma. Il tessuto dell'ala destra si strapp quando i proiettili lo attraversarono, e Two Hawks si allontan, vedendo nello stesso momento un razzo che lampeggiava, diretto contro di lui, passare davanti al suo aereo, a quindici metri di distanza, ed esplodere. L'onda d'urto scosse il velivolo ed alcuni frammenti strapparono un altro pezzo di tessuto, questa volta sull'ala sinistra.
   Two Hawks continu a salire mentre altri quattro razzi esplodevano tutt'intorno. Frammenti di shrapnel o di bossoli traforarono il lato della carlinga, ma avevano perso energia e non lo colpirono. Arriv alla quota desiderata di novanta metri sopra il dirigibile e vir, tuffandosi in picchiata: il suo angolo di discesa divenne di 45 gradi, poi di 60. Quadrati neri nell'involucro superiore anteriore del dirigibile sprigionarono piccole lingue rosse, due razzi fecero a gara a chi lo raggiungeva per primo, ma entrambi gli passarono sopra ed esplosero alle sue spalle.
   Quando si trov a 150 metri di distanza, fece fuoco con le mitragliatrici gemelle, e continu a sparare proiettili incendiari finch non si trov cos vicino che dovette virare per non andarsi a schiantare contro il dirigibile. Appena gir, percep, e poi ud, l'esplosione; gir lo sguardo indietro e verso l'alto, poich ora si trovava oltre la nave e pi in basso di essa: la parte centrale era avvolta nelle fiamme. Rapido, il fuoco si diffuse nel grande vascello che, si abbass lentamente verso il mare, mentre bambole azzurre, uomini, si gettavano fuori, preferendo una rapida caduta e una morte veloce e indolore contro le dure acque alla prospettiva di finire bruciati.
   Two Hawks riprese il volo orizzontale e osserv la Tigre Grigia mentre cadeva, con la poppa in alto e il muso in gi. Si schiant sul mare e, ancora in fiamme, si spezz, mentre il leggero scheletro di legno tremava all'impatto.
   Quattro minuti pi tardi, la Tigre Grigia era sparita. Rimanevano solo alcuni grandi pezzi di legno a spirale, alcune parti di tessuto e piccole isole di carburante in fiamme. Ritorn alla spiaggia e atterr. Ilmika lo abbracci, mentre gli altri danzavano e ridevano. Avrebbe dovuto sentirsi esultante, perch era il vincitore di un evento storico: la prima battaglia al mondo tra un dirigibile e un aeroplano. Ma la vista degli uomini che saltavano dalla Tigre Grigia, alcuni con l'uniforme incendiata, lo aveva depresso: aveva troppa immaginazione, o troppa sensibilit, per non provare un po' di loro terrore. Troppe volte lui stesso era stato vicino al momento di ci-che-non-pu-essere-evitato e al termine estremo.
   Il Guthavock, il dirigibile blodlandese, si avvicin all'aereo rimanendo in aria, ad una quota di quindici metri. Il vento era di circa dodici chilometri all'ora e si manteneva costante, e il grande vascello non dondolava abbastanza da preoccupare Two Hawks. Quando fu esattamente sopra di loro, il dirigibile cal una rete, all'estremit di un cavo, da un'apertura nel suo ventre: essa venne distesa sulla spiaggia e l'aereo vi fu spinto sopra. Dopo che ebbero sollevato la rete e la ebbero avvolta intorno al velivolo, Two Hawks fece segno al dirigibile di cominciare a tirare su il cavo. Il vascello, regolando la spinta delle eliche sul vento, si libr con difficolt: ci fu un inevitabile strattone quando il cavo cominci a sollevarsi, poi l'aereo sal facilmente, con il muso puntato verso il basso a causa del peso del motore, eppure cos saldamente avvolto nella rete da non scivolarne fuori. La pressione della rete lo poteva danneggiare un po', ma Two Hawks non se ne preoccupava, perch il velivolo, poteva essere riparato quando fosse giunto nel Blodland.
   L'aereo spar nel ventre della balena volante, ed alcuni minuti pi tardi, il cavo fu calato di nuovo: alla sua estremit c'era un grande cesto, probabilmente preso per questo tragitto da un pallone di osservazione. Ilmika, Kwasind e Two Hawks vi si collocarono dentro, si aggrapparono alle corde di sostegno e il cesto venne tirato su. Il dirigibile cominci a salire ed al tempo stesso gir verso nord. Prima che i tre fossero entrati nell'aeronave, questa aveva cominciato il suo viaggio attraverso il mare verso il Tyrsland.
   Il cesto sal attraverso un foro e fu fatto oscillare lateralmente, lontano dall'obl e su una piccola piattaforma. Si arrampicarono fuori con una sensazione di sollievo, ed un ufficiale li condusse lungo una passerella che correva sopra gli assi longitudinali della lyftship. Two Hawks osserv le strutture a spirale di legno perforato e le grandi cellule che contenevano l'idrogeno, e l'ufficiale, rispondendo alle sue domande, spieg che l'involucro delle cellule era fatto di pelle di battiloro. Two Hawks aveva supposto che fossero composte di quel materiale, dato che un tessuto gommato in un mondo senza gomma sarebbe stato impossibile, e che finora nessuno aveva inventato la gomma sintetica. Lui non era un chimico, ma poteva fornire agli scienziati informazioni sufficienti perch iniziassero le ricerche. Questo mondo aveva bisogno di lui molto pi del suo mondo d'origine, pens, ma il problema era che lui aveva bisogno del suo mondo d'origine molto pi di quanto avesse bisogno di questo: qui non c'era modo di vincere, e poteva solo lottare.
   Con questo pensiero infelice, ma non insopportabile, discese attraverso l'obl e lungo un'asta nella navicella, che fungeva da ponte. L l'heretoga (il capitano) e i suoi ufficiali furono presentati ai nuovi passeggeri. Si congratularono con Two Hawks per la vittoria sull'aeronave perkunishana, e l'heretoga sal con Roger a vedere l'aereo, uscendo su una scala molto ripida e molto stretta, con due corde per reggersi. Aethelstan, il capitano, non appariva esultante come avrebbe dovuto riguardo all'aereo. Two Hawks, all'inizio, era perplesso, poi cominci a capire: Aethelstan amava il suo posto di comando, amava le grandi navi sostenute dal gas, ed in questa piccola, fragile macchina accoccolata nell'aeronave come un uccellino nel nido lui vedeva un destino funesto. Quando sarebbero state costruite abbastanza navi pi-pesanti-dell'aria, esse avrebbero spazzato via i dirigibili dal cielo, e la sua carriera sarebbe finita: sarebbe allora potuto tornare alle navi di superficie, oppure avrebbe potuto imparare a volare su una macchina che non gli era familiare, e per quest'ultima cosa era troppo vecchio.
   Ce ne sarebbero stati molti come lui. La guerra avrebbe portato dei cambiamenti, come tutte le guerre, e molti uomini sarebbero stati privati di quello a cui erano adatti e che amavano. E l'introduzione di Raske e di Two Hawks in questo mondo era un catalizzatore che avrebbe fatto avvenire il cambiamento anche pi rapidamente di quanto sarebbe potuto succedere in condizioni normali ed in un modo molto pi strano.
   Tre giorni pi tardi, i tre erano a Bammu, la capitale del Blodland. Bammu sorgeva sulla stessa area della Londra di Terra 1. Era stata fondata da commercianti di Nuova Creta, che avevano ribattezzato il preesistente villaggio celtico con il nome di Bab Mu, la porta del fiume. La citt non era grande quanto la sua controparte su Terra 1 : aveva una popolazione di soli 750.000 abitanti, inclusi i sobborghi, l'architettura degli edifici era pi simile alla citt del XII secolo su Terra 1, almeno agli occhi di Two Hawks. Le costruzioni che ospitavano attivit commerciali ed il governo avevano una sfumatura estranea, un'impronta vagamente levantina. Inoltre l'influsso semitico orientale dei colonizzatori provenienti da Nuova Creta era molto forte: molti nomi di strade erano di origine cretese, l'equivalente blodlandese del parlamento di Terra 1, il Witenayemot, era. una mescolanza di elementi semitici e germanici, e nemmeno il re era chiamato con la vecchia denominazione germanica: era definito Shof, derivato da Shofet, la parola cretese per governatore.
   Two Hawks venne sottoposto ad una serie d'interrogatori, molto diversi da quelli degli Hotinohsonih, perch i Blodlandesi sapevano quanto lui valesse. Era passata solo una settimana da quando aveva cominciato a fare i progetti per una fabbrica di aeroplani quando gli diedero un rango di nobilt minore. Durante una cerimonia serale, lo Shof lo nomin lord del regno, Aetheling di Fenhop, rendendolo proprietario di un castello e di una quantit di fattorie nella parte occidentale del paese. A Bammu stessa, possedeva un piccolo palazzo e una quantit di schiavi e di servitori.
   Two Hawks chiese informazioni ad Ilmika sui precedenti proprietari. - L'Huskarl di Fenhop era un eretico - spieg lei. - stato impiccato circa trent'anni fa, non per eresia, ma per aver ucciso uno dei suoi schiavi. Se non fosse stato un eretico, gli avrebbero inflitto solo una grossa multa e una breve condanna al carcere. I suoi figli sono emigrati nel Rasna e la propriet tornata alla corona.
   - E ora che sono un nobile - chiese lui, - questo significa che posso sposare una donna della nobilt?
   Il viso di lei arross mentre rispondeva: - Oh, no, manterrai la tua patente di nobilt finch sarai in vita ed essa verr cancellata alla tua morte: la tua propriet torner alla corona, i tuoi figli saranno cittadini comuni, e tu non puoi sposare una nobildonna.
   - Dunque il mio sangue non abbastanza buono per mescolarsi con il sangue blodlandese? E i miei figli, dopo essersi abituati ad un tenore di vita elevato, potranno andare a mendicare. Dal castello alla capanna, giusto?
   Ilmika era indignata. - Vorresti che venissimo adulterati? Come la purezza dell'antica nobilt blodlandese sarebbe contaminata! I nostri figli sarebbero dei bastardi. Non ti basta essere diventato pari del regno, anche se...?
   - Dillo, Ilmika Thorrsstein! Anche se sono uno straniero e un selvaggio dalla pelle rossa: questo ci che non hai avuto il coraggio di dire, giusto?
   Pronunci due parole di antica origine germanica e se ne and: provava una rabbia che lo aveva portato quasi al punto di colpirla, una rabbia che aveva radici pi profonde della reazione al fatto di essere considerato un bastardo. Sapeva di aver nutrito qualche speranza, anche se minima, che Ilmika potesse diventare sua moglie. Accidenti! Era innamorato di una snob patrizia dal cuore gelido, superstiziosa, bigotta, illetterata, emotivamente stupida! Accidenti a questo e accidenti a lei! Avrebbe fatto quello che avrebbe dovuto fare fin dall'inizio! L'avrebbe dimenticata.
   Eppure, era stata lei a lodare il suo coraggio, il suo valore e la sua alta utilit presso lo Shof e il Witenayemot, ed a suggerire che gli venisse conferita una patente di nobilt.
   Lo avrebbe fatto per qualsiasi uomo che la avesse salvata due volte da una vita di schiava concubina, indipendentemente da quanto fosse umile per nascita, pens: la sua gratitudine arrivava fino a quel punto, ma non pi in l, e di certo lei non lo amava.
   Si immerse nel compito di fabbricare aeroplani, lavorando giorno e notte: oltre ad occuparsi dell'industria di aeroplani e dell'organizzazione della Blodland Shoflich Lyftwaepon (la Air Force Reale del Blodland), progett una carabina e un carro armato per le forze di terra. Impieg anche del tempo nel tentativo di educare il ramo medico militare alla pulizia e alla cura delle ferite, ma dopo una lotta breve e feroce, dovette arrendersi: questo mondo non aveva ancora un Pasteur, e non avrebbe accettato Two Hawks in quel ruolo. Nel frattempo, i soldati sarebbero morti inutilmente di infezione, di tifo e di vaiolo, e le donne sarebbero morte di febbri puerperali. Two Hawks bestemmi contro le forze dell'oscurit e del pregiudizio e ritorn furioso al compito di costruire attrezzi migliori per uccidere.
   Un mese dopo il suo arrivo a Bammu, i Perkunishani invasero l'isola. Le flotte del Perkunisha e di Nuova Creta si scontrarono con le navi blodlandesi nel Narwe Lagu: i difensori inflissero pesanti perdite e fecero pagare al nemico due navi per ognuna delle loro, ma persero due terzi della forza, cio tutto tranne due corazzate, e dovettero scappare. La flotta aerea blodlandese aveva ingaggiato un combattimento con quella perkunishana, contemporaneamente alla battaglia di superficie: fu un disastro da entrambe le parti e fin in un pareggio con quaranta aeronavi che cadevano in fiamme da entrambi i lati.
   La natura sembrava essersi alleata con gli invasori: il canale era innaturalmente piatto e i venti deboli, il giorno in cui il nemico sbarc, e le condizioni meteorologiche tennero per cinque giorni. Alla fine di questo lasso di tempo, il nemico aveva stabilito un fronte di sbarco largo otto chilometri e profondo altrettanto, anche se per riuscirci, aveva dovuto sacrificare 20.000 uomini.
   Un'armata di Nuova Creta sbarc sulle coste meridionali del Bamba e avanz rapidamente, di nuovo con perdite sproporzionate.
   Poi, arriv l'inverno, e fu un inverno quale Two Hawks non aveva mai conosciuto: nel giro di due mesi, le due isole furono coperte da grandi cumuli di neve, i venti artici presero a soffiare da nord, la temperatura scese a 30 gradi sotto lo zero. Two Hawks tremava e indossava pellicce di orso polare. Eppure questo era solo l'inizio: prima che l'inverno, con la sua rabbia gelata, fosse finito, il termometro sarebbe sceso fino al punto equivalente a meno 40 gradi Fahrenheit.
   Pens che di sicuro i combattimenti si sarebbero interrotti ora. Nessuno poteva andare avanti in maniera efficiente in questo inferno gelato, o anche solo provarci. Ma invasori e invasi erano abituati in ugual misura al rigore del clima: continuarono a combattere, e quando autoblindo e autocarri si impantanavano, uomini con sci o scarpe da neve trascinavano toboga di rifornimenti. Uomini cadevano ed erano sepolti nella neve, ma un maledetto chilometro dopo l'altro, i Perkunishani reclamarono il territorio blodlandese, e quando fu vicina la fine dell'inverno, erano ormai in possesso delle bianche terre che corrispondevano al Kent, al Sussex, al Surrey e all'Hampshire dell'Inghilterra di Terra 1.
   Ora, Two Hawks disponeva di venti monoplani, tutti armati di mitragliatrici e con gli sci come carrello di atterraggio. Aveva addestrato quattro giovani a volare, anche se con quel freddo era difficile persino avviare i motori, poi i quattro divennero istruttori, ed all'epoca del disgelo, la Lyftwaepon ebbe a disposizione un centinaio di caccia, circa centocinquanta piloti e duecento studenti.
   Lo spionaggio inform Two Hawks che Raske aveva 500 velivoli di prima linea e 800 piloti qualificati.
   Fu allora che gli venne l'idea delle slitte da ghiaccio a propulsione autonoma: perch non costruire un velivolo che si muovesse su pattini da slitta e che fosse sospinto da un motore da aeroplano? Una flotta simile poteva operare sulla superficie congelata dello stretto e del canale, e poteva tagliare le linee di rifornimento di materiale alle forze degli invasori. Se si riusciva a distruggere quantit sufficienti di rifornimenti, i Perkunishani nell'isola si sarebbero trovati a corto di cibo e di munizioni quando sarebbe arrivato il disgelo. Le acque tra il continente e l'isola non sarebbero state navigabili in quel periodo, e prima che il mare avesse permesso il rinnovamento dei rifornimenti, una forte spinta da parte dei Blodlandesi avrebbe potuto distruggere il nemico a corto di cibo, di munizioni e di personale.
   Il suo suggerimento fu respinto. L'Alto Comando pensava che l'idea fosse troppo rivoluzionaria. Two Hawks disse al Comando che non capiva la loro ostinata cecit, ma l'unica risposta fu una selvaggia paternale sul fatto che lui doveva starsene al suo posto, fattagli dall'anziano Lord Raedaesh, un vecchio rigido con basette bianche e folte e occhi pallidi e freddi come il mare ghiacciato. Raedaesh aveva chiarito fin dall'inizio che considerava Two Hawks come una persona venuta dal nulla e non del tutto sana di mente, e si era opposto all'uso delle macchine volanti di nuovo conio per qualunque cosa che non rientrasse in scopi di osservazione. Se non fosse stato per gli ordini dello Shof, Raedesh non avrebbe mai permesso questo spreco di uomini e di materiali per una simile stupidaggine.
   Two Hawks ascolt finch non riusc pi a controllarsi. Interrompendo Lord Raedaesh, supplic gli altri di starlo a sentire: i battelli da ghiaccio potevano fare di pi che tagliare le linee nemiche di rifornimento, potevano distruggere l'intera flotta perkunishana. Le navi erano tutte in porti bloccati dal ghiaccio e i Blodlandesi sapevano dove si trovava ognuna di esse: una flotta di battelli da ghiaccio sarebbe stata in grado di attraversare la superficie gelata, persino nel Mare del Nord e nel Baltico, e di silurare ogni corazzata e incrociatore immobile, ogni cacciatorpediniere, ogni nave per il trasporto delle truppe, ogni nave da rifornimento.
   Questo era il momento di agire, momento di agire, subito, prima che il disgelo iniziasse. Le eliche e i motori dei suoi aerei potevano essere montati sui battelli da ghiaccio, e questi avrebbero trasportato un equipaggio, mitragliatrici, siluri, persino un piccolo cannone. Si potevano costruire battelli da ghiaccio per il trasporto dei commandos, perch anche se l'idea sembrava bizzarra, una situazione disperata richiedeva un'azione disperata.
   Lord Raedaesh, col volto scarlatto, gli tuon di uscire dalla sala del Consiglio: doveva tornare ai suoi giocattoli volanti e alle sue poco sportive armi a fuoco rapido, e che non osasse pi seccare l'Alto Comando con i suoi piani da folle.
   Tremando e infuriandosi interiormente, Two Hawks obbed perch non poteva fare altro. Al ritorno a casa, disse a Kwasind: - Adotter un atteggiamento da menefreghista, e me la rider di Raedaesh e dei suoi amici somari. Dopo tutto, sono solo esseri umani, cio fossili viventi, stupide tartarughe che si rinchiudono nel guscio della tradizione. Non sono diversi dalle loro controfigure sulla mia Terra, passate e presenti. Potrei raccontarti la storia della stupidit dell'uomo sulla Terra, specialmente la stupidit della tipica mente militare. Ne saresti sorpreso.
   - I Blodlandesi non hanno il monopolio della stupidit, dell'arroganza o della rigidit - replic Kwasind. - Hai sentito le ultime novit?
   Nuova Creta e il Perkunisha erano in guerra. Le forze di Nuova Creta si erano affidate completamente ai loro alleati perch li rifornissero durante l'inverno, ma i Perkunishani erano stati molto avari con le provviste, adducendo la scusa che stavano incontrando abbastanza problemi a rifornire le loro stesse truppe. Lo Shofet di Nuova Creta aveva compreso la vera motivazione che si celava dietro le azioni del suo alleato: anche se aveva promesso il Bamba come premio di guerra, il Perkunisha voleva l'isola per s, e se i Nuovi Cretesi fossero stati sconfitti e il Perkunisha avesse dovuto prendere le redini della situazione, questo gli avrebbe permesso di reclamare il Bamba per diritto di conquista.
   La Shofet aveva accusato di tradimento l'alleato, e gli arroganti Perkunishani avevano reagito in modo rapido e violento, ed ora le loro truppe e la loro flotta mediterranea nel Rasna meridionale stavano combattendo contro i precedenti alleati.
   - Pensano di poter conquistare il mondo intero - comment Kwasind. - Ma adesso stanno andando troppo in l, spero. Questo non tutto, sai. Il Perkunisha ha chiesto all'Ikhwan di riconsegnarli le colonie africane che ha occupato, e gli ha anche ordinato di rimanere fuori dal Mardaka occidentale: se l'Ikhwan non obbedisce, il Perkunisha gli dichiarer guerra.
   - Che sta facendo in merito il governo blodlandese? L'Ikhwan ha una flotta potente, forse la pi potente ora che il Perkunisha ha perso cos tante navi, e se si alleasse con noi...
   - Non lo far: ovvio che ha intenzione di lasciare che l'Europa si dilani da sola. Poi entrer in guerra. Sta' a vedere.
   - il Fimbulwinter - mormor Two Hawks. - La Gotterdammerung. Il Crepuscolo degli Dei.
   Ma l'inverno pass senza che finisse il mondo. Le nevi si sciolsero ed il fango si divert con le armate che cercavano di passarci in mezzo. I Blodlandesi erano ben trincerati in posizioni strategiche, con i cannoni pronti, mentre i Perkunishani dovevano trascinare l'artiglieria dovunque ve ne fosse bisogno. Dato che i Blodlandesi in ritirata avevano fatto saltare le poche strade lastricate dell'isola e avevano tolto i binari ferroviari, gli invasori dovettero costruirne di nuovi: questo richiese del tempo e le loro armate si impantanarono.
   L'Air Force blodlandese ebbe il suo primo grande combattimento con gli aerei nemici trenta chilometri a sud di Bammu. Anche se erano inferiori di dieci velivoli, i Blodlandesi combatterono ferocemente: persero sei aerei e ne buttarono gi in fiamme dodici di quelli nemici. Two Hawks era in volo quel giorno, perch pensava che i suoi uomini avessero bisogno della guida di una persona esperta di combattimenti aerei.
   Gli aviatori, che avevano la loro base nella parte settentrionale della capitale, effettuarono dieci sortite quel giorno. Two Hawks decoll una seconda volta e guid cinquanta aerei in un attacco contro il campo nemico pi vicino alle linee del fronte: venti aerei a terra, tutti gli hangar, un deposito di bombe e quattro postazioni antiaeree furono distrutti. Per due settimane, i Blodlandesi volarono dal tramonto all'alba. Subirono pesanti perdite nei numerosi combattimenti aerei nel cielo di Bammu, poich i Perkunishani erano decisi a distruggere l'efficacia aerea degli isolani. Per fortuna, non fu scagliato contro di loro tutto il peso della forza aerea nemica. Lo spionaggio rifer che Raske avrebbe voluto utilizzare nella campagna tutti gli aerei disponibili, ma l'Alto Comando si era opposto. La met era andata a combattere contro i Nuovi Cretesi; nell'isola ne veniva usato solo un quarto.
   Raske era a Berlino, probabilmente timoroso di lasciare la capitale per motivi politici, perch tra la nobilt aveva molti nemici che si sarebbero avvantaggiati della sua assenza per scacciarlo, se possibile. Il comandante dell'Air Force perkunishana era un uomo che aveva volato con i dirigibili, che non aveva neanche imparato a guidare i velivoli pi-pesanti-nell'aria e non capiva quindi il modo efficace di usare il suo apparecchio. Gli ufficiali che guidavano gli uomini nei combattimenti aerei erano privi di esperienza come i soldati sottoposti alla loro guida. Dato che gli aerei dei comandanti di volo erano sempre contraddistinti da un elmetto con una piuma rossa, essi subivano un attacco concentrato da parte dei Blodlandesi. Two Hawks aveva dato ordine di abbattere i comandanti di volo per primi, se possibile, e per un comandante, l'atto di impegnarsi in un combattimento si trasform in una morte quasi certa, mentre in caso contrario, sarebbe stato considerato codardo dagli uomini sottoposti ai suoi ordini. Il ritmo delle promozioni nelle forze aeree degli invasori divenne rapido.
   Questo era molto soddisfacente per Two Hawks, ma i suoi successi sembravano avere scarso effetto sui combattimenti che si svolgevano sulla terraferma. Il nemico occupava un forte dopo l'altro, una citt dopo l'altra, perdendo nella proporzione di tre a uno, ma in apparenza senza preoccuparsene. Improvvisamente, la capitale fu invasa. Per una settimana, una flotta bombard i forti alla foce del fiume Habarsh, poi sbarcarono le truppe. Quel giorno, l'aviazione perkunishana forn una copertura; Two Hawks guid contro di essa la sua forza al completo e in un giorno gli aviatori perkunishani furono quasi spazzati via.
   Ci non fece differenza per gli uomini sulla terraferma. Dopo sette giorni, gli invasori stavano martellando alle porte di Bammu.
   Due giorni pi tardi, cinquanta dei nuovi bombardieri bimotori di Raske atterrarono in un campo perkunishano, fecero il pieno e decollarono per bombardare Bammu, scortati da un centinaio di nuovi caccia. Tornarono solo la met dei bombardieri e 60 caccia, e quel giorno, Two Hawks abbatt dieci nemici, portando il suo punteggio a cinquantuno. Torn con solo trenta blodlandesi, tutto ci che rimaneva dei suoi piloti.
  -- CAPITOLO SEDICESIMO
   Nonostante le perdite impressionanti, il bombardamento fu un successo. Quattro bombe colpirono il Wytenaiemot mentre i lord erano in seduta conclusiva prima di evacuare verso il nord. L'Anziano Lord Raedaesh rimase ucciso, e Two Hawks pens che questa fosse la cosa migliore che potesse succedere per i Blodlandesi, ma la bomba uccise anche lo Shofet, i suoi due fratelli pi giovani, la regina e i figli dello Shofet. L'intera famiglia reale fu spazzata via, eccetto lo zio dello Shofet, che era stato in manicomio per vent'anni. Nella confusione che segu all'annuncio del disastro, un giovane Kreion (Generale), chiamato Erik Leonitha, un figlio bastardo dello zio pazzo, si proclam reggente del Blodland, ed ordin all'armata che era fuori di Bammu di prendere posizione verso nord. Liber quindi gli schiavi in un proclama che dichiarava che la schiavit era finita per sempre nel Blodland. Questo non fu fatto in base ad un principio democratico, ma per ottenere che gli schiavi non si ribellassero, dato che gli agenti perkunishani avevano diffuso il malcontento tra di loro fin da prima della guerra.
   Erik Leonitha promise anche che, dopo che il nemico fosse stato scacciato, al popolo sarebbero stati concessi pi diritti: avrebbero avuto la possibilit di fare carriera nelle forze militari e nel commercio su vasta scala.
   Two Hawks, agendo di sua iniziativa, aveva dato ordine di smantellare la fabbrica di aeroplani e di trasportare i macchinari a nord: rimase a Bammu finch l'ultimo pezzo di equipaggiamento non fu caricato su un treno merci, poi sal con Kwasind a bordo dell'ultimo treno che lasciava la citt. Persino mentre saliva sul suo vagone, numerose bombe esplodevano a non pi di quattrocento metri di distanza. Attravers diversi vagoni affollati di ufficiali e di profughi di alto rango. Mentre passava per un corridoio, si sent chiamare per nome. Si gir per guardare negli occhi azzurri di Ilmika Thorrsstein.
   - passato molto tempo, Milady - disse lui. - Ho saputo di vostra madre e dei vostri fratelli. Ho mandato una lettera di condoglianze. L'avete ricevuta?
   - No. Le poste vanno cos male adesso. Ma ti ringrazio per la partecipazione.
   Tent di continuare la conversazione senza molto successo. Lei sembrava sconfitta. Forse, pens, era solo troppo stanca: aveva il viso pallido e grandi cerchi oscuri sotto gli occhi. Lui si scus, dicendo che sperava di poterle parlare ancora prima che arrivassero a destinazione. Dopo aver attraversato altri due corridoi affollati, trov il suo scompartimento: era una stanza piccola, ma era gi fortunato ad averla. L'esercito l'aveva prenotata per lui e per un altro uomo importante, un Kreion. L'ufficiale si alz quando Two Hawks entr e ricambi il saluto; poi, con sorpresa dell'americano, tese la mano perch lui gliela stringesse.
   - Sono Lord Humphrey Gilbert. Il fato stato benevolo con me. Desideravo incontrarla da molto tempo.
   Two Hawks lo guard incuriosito. Gilbert era un nome di origine francese, o almeno cos aveva sempre creduto fino a quel momento, ma dato che non c'erano n una nazione n una lingua francese in questo mondo, doveva essersi sbagliato. Eppure provava un senso di calore a imbattersi in qualcosa che gli ricordava il suo mondo perduto, che fosse una coincidenza o meno.
   Gilbert era un uomo basso e robusto, intorno alla cinquantina; i folti capelli, che stavano diventando grigi, erano ricci, e aveva spesse sopracciglia nere, occhi grigi, una faccia larga e il doppio mento. I baffi erano scuri, lunghi e appuntiti. Gilbert invit Two Hawks a sedersi, cosa che lui avrebbe fatto in ogni caso dato che non aveva intenzione di rimanere in piedi, poi cominci a parlare con l'americano come se lo conoscesse da molto tempo. Two Hawks lo prese ancora di pi in simpatia, dato che tutti gli aristocratici che aveva incontrato lo avevano trattato in qualche modo con freddezza o con eccessiva gentilezza. Come risult, in un certo senso Gilbert lo conosceva da molto tempo: aveva appreso tutto quello che aveva potuto sul suo conto.
   - Ho ereditato il titolo da mio padre - spieg Gilbert. - Apparteneva a una famiglia di mercanti borghesi, ma molto ricchi: la maggior parte delle ricchezze provenivano da una grande flotta di navi mercantili. Ora ho perso buona parte delle mie terre e tutte le mie navi: be', questo non molto rilevante per la mia storia, eccetto per il fatto che voglio che lei conosca i miei precedenti. Vede, la mia famiglia stata fondata dal mio bis-bis-bis, ho dimenticato quanti bis, nonno, che arriv nel Blodland nell'Anno di Hemilka 560.
   Two Hawks calcol la data, paragonandola alla data equivalente di Terra 1: l'Hemilka 560 doveva essere il 1583 d.C.
   Il mio antenato, che si chiamava anche lui Humphrey Gilbert, non giunse dal continente. Arriv dall'oceano occidentale, l'Okeanos, su una nave quale nessuno aveva mai visto prima.
   Gilbert fece una pausa, come se si aspettasse una reazione di qualche tipo. Two Hawks aveva l'aria inespressiva. Gilbert continu. - La nave era la Squirrel, nave sorella del Golden Hint.
   Gilbert sembr interdetto quando Two Hawks assunse un'aria solo educatamente interessata, ed aggiunse: - Mi appare evidente che la sparizione del mio antenato dal suo mondo non ha provocato pi di un'increspatura nella vostra storia, se lo ha fatto. Aveva pensato che forse era stato un uomo di rilievo. Be', non importa. Humphrey Gilbert era un Inglese... ah, vedo che i suoi occhi si illuminano, ora! Fu uno dei primi navigatori diretti verso il continente dell'America...
   - Come sa tutto questo, voglio dire, a proposito degli Inglesi e dell'America?
   Gilbert sollev una mano grassa. - Pazienza! Ci arrivo subito. Come stavo dicendo, la sua nave si era trovata in una tempesta che l'aveva separata dalla nave sorella. Quando la tempesta fin, Gilbert non riusc a localizzare l'altra nave, quindi continu a navigare finch non arriv a quella che pensava fosse l'Inghilterra e la sua patria: entr nel porto di Ent (Bristol di Terra 1), e l, lui e i suoi uomini furono presi per pazzi. Ma per Gilbert e per il suo equipaggio, erano pazzi gli altri. Che cosa era successo? Qui c'erano delle persone che somigliavano in qualche modo agli Inglesi, ma che parlavano una lingua che ricordava solo lontanamente la loro. Niente di ci che essi avevano conosciuto era familiare. Dove si trovavano?
   I Blodlandesi chiusero l'intero equipaggio in una casa di cura. Alcuni dei marinai impazzirono, ma il mio antenato doveva essere un uomo molto adattabile. Alla fine, convinse le autorit di essere inoffensivo, e dopo che lo liberarono, divent un marinaio e alla fine capitano di una nave. Si mise nel commercio africano di schiavi (allora, l'Africa si era appena schiusa) e si arricch. Fece un buon matrimonio e mor ricco e molto rispettato.
   Era abbastanza intelligente da non insistere sulla veridicit di ci che aveva raccontato quando era arrivato per la prima volta a Ent. In effetti, non ne riparl mai. Ma scrisse la sua storia, ed in pi anche una storia del suo mondo d'origine. La intitol Un Romanzo non Pubblicato, ovvero Attraverso le Porte d'Avorio del Mare. Dalla sua morte, il manoscritto si trova nella libreria di famiglia: la maggior parte dei suoi discendenti non l'ha letto e quelli che lo hanno fatto hanno pensato che il loro antenato aveva un'immaginazione piuttosto fertile.
   Gilbert fece un'altra pausa, poi continu: - Io non l'ho mai pensato. C'erano troppi dettagli concreti nella sua narrazione. Aveva cercato di trascrivere tutto il suo mondo sulla carta. Scrisse persino un dizionario e una grammatica comparata inglese-blodlandese. Io sono rimasto affascinato dal manoscritto (che di pi di 5.000 pagine) e ho fatto dello studio di esso il mio hobby. Ho investigato sui racconti di altre strane apparizioni e mi sono convinto che esisteva un'altra Terra, e che, di tanto in tanto, degli uomini passavano da un mondo all'altro.
   Lei sicuro di non aver mai sentito parlare di Sir Humphrey Gilbert?
   Two Hawks scosse la testa. - Se ho letto qualcosa su di lui, l'ho dimenticata. E sono anche un lettore onnivoro. Pascolo in tutti i campi.
   - Forse era solo uno dei molti che perirono durante le loro esplorazioni. Non fa niente, quello che importa che la sua presenza qui conferma la storia. pi di una fantasia. E la mia ricerca mi ha convinto di una cosa: le porte sono certi punti deboli nelle forze che separano i due universi, si aprono solo a intervalli infrequenti e forse la maggior parte di esse mai pi di una volta.
   Si protese verso Two Hawks e gli occhi gli si illuminarono. - Ma credo di aver localizzato una porta pi o meno permanente. Almeno si trova in un posto fisso, e si aperta pi di una volta e forse si aprir ancora.
   Two Hawks si mise in agitazione. - Lei conosce un posto simile? Dove?
   - Non l'ho mai visto in realt. Avevo in programma di fare un viaggio l per indagare, ma la guerra mi ha fermato. Tuttavia mi sono imbattuto in un riferimento a qualcosa che sembrava simile a una porta mentre leggevo un libro sugli stregoni di Hivika.
   Hivika, pens Two Hawks. Questo era il nome della catena di isole che rappresentavano l'unica parte emersa del continente nordamericano sommerso. Aveva letto il loro nome sulle mappe: a giudicare dalla posizione, dovevano costituire la parte superiore delle montagne Rocciose. L'isola pi grande si trovava approssimativamente dove su Terra 1 c'era lo stato del Colorado. I Polinesiani immigrati delle Hawaii abitavano le isole montagnose, e finora Hivika era rimasta neutrale e indipendente. Gli abitanti di Hivika come i Maori di Terra 1, avevano imparato presto come fabbricare armi da fuoco e polvere da sparo per conto loro e come usarle in maniera efficace. I primi abitanti del Vecchio Mondo che erano entrati in contatto con gli Hivikani non erano stati gli Europei, ma gli Ikhwani arabi del Sud-Africa. Questi avevano continuato a commerciare con l'Hivika per un centinaio di anni prima che una nave blodlandese scoprisse per caso le isole. Gli Europei trovarono una popolazione dalla pelle scura, bella e intelligente, che estraeva il ferro e l'oro, navigava su vascelli armati di cannoni, e non era affatto intimorita dalla tecnologia dell'uomo bianco. Inoltre, gli Hivikani avevano superato diverse epidemie portate fino a loro dagli Ikhwan, ed i discendenti dei sopravvissuti erano notevolmente resistenti alle malattie europee.
   - Sa - prosegu Gilbert, - l'Hivika pratica ancora l'antica religione. I suoi preti, che affermano di essere stregoni, vigilano costantemente su certi luoghi tab. Uno di questi una caverna in cima alla montagna pi alta dell'isola maggiore. Non si sa molto della caverna, ma un erudito perkunishano ha scoperto alcune cose: i preti chiamano la caverna Il Foro Tra 1 Mondi, e ogni tanto, dal fondo della caverna, salgono suoni terribili da dove talvolta appare il Foro. La parte posteriore della caverna sembra dissolversi, e i preti hanno visioni fugaci di un altro mondo. Forse mondo non la traduzione esatta della parola che usano. Potrebbe significare il Posto degli Di. I preti non osano avvicinarsi alla porta perch credono che il loro dio principale, Ke Aku'a, viva l dentro.
   - Questo troppo bello per essere vero. Temo che lei si ecciti troppo in proposito. Probabilmente verr fuori che si tratta di un qualche fenomeno naturale.
   - Le porte sono fenomeni naturali - replic Gilbert. - Ad ogni modo vale la pena di indagare, non d'accordo?
   - Ho intenzione di indagare - convenne Two Hawks. - In effetti, mi piacerebbe partire subito per l'Hivika, solo che impossibile.
   - Quando la guerra sar finita, potremo andare insieme. Se c' una porta che si possa attraversare, mi piacerebbe molto vedere la Terra del mio antenato.
   Two Hawks non replic, ma pens che per Gilbert Terra 1 sarebbe stata un posto interessante da visitare, ma non nel quale vivere. Gilbert avrebbe provato la stessa sensazione di disorientamento e di completo distacco che avevano avvertito Two Hawks e O'Brien. Persino ora, nonostante la sempre maggiore familiarit con il pianeta, Two Hawks non si sentiva mai a suo agio: semplicemente, non apparteneva a quel posto.
   Tuttavia, era una sensazione che riusciva a sopportare senza provare niente di pi di un leggero disagio e di un senso di sconnessione per la maggior parte del tempo. Le notti erano i momenti peggiori, quando si ritrovava solo.
   Qualcuno buss alla porta dello scompartimento. Two Hawks apr ed un giovane ufficiale lo salut, dicendo: - Le chiedo scusa, Koiran. La Lady Thorrsstein si sentita male, e ha chiesto di lei.
   Two Hawks segu l'ufficiale nel vagone di Ilmika, e la trov distesa su un sedile circondata da uomini solleciti: era molto pallida, ma si era ripresa dallo svenimento. Un dottore in piedi vicino a lei, sussurr a Two Hawks: - Star bene non appena manger qualcosa.
   - Ilmika, perch non hai chiesto...? - esord Two Hawks, poi si interruppe e aggiunse: - No, saresti troppo orgogliosa per farlo.
   - La sua non una storia infrequente in questi tempi infelici - intervenne il dottore. - Ci sono molte persone di alto rango che hanno perso terre, soldi, tutto eccetto il titolo. E...
   Il dottore chiuse la bocca come se avesse detto troppo, e Two Hawks gli rivolse uno sguardo tagliente: quell'uomo sembrava trarre una sorta di soddisfazione dalla sorte di Ilmika. Probabilmente, era un cittadino comune e, come molti, condivideva il risentimento represso ma molto intenso delle classi inferiori nei confronti dei privilegiati. Two Hawks capiva il loro sentimento, dato che la maggioranza subiva persecuzioni ed ingiustizie superiori a quelle delle classi proletarie nei primi anni del XIII secolo sul suo pianeta, tuttavia, era irritato con il dottore: Ilmika era un essere umano che aveva anche attraversato molte privazioni e molti dolori, i suoi familiari erano morti, la sua casa e i suoi possedimenti erano in mano al nemico. E, quando parl con lei mentre le dava da mangiare una minestra calda, scopr che non aveva un soldo a nome suo.
   Piangeva, mentre mangiava la minestra. - Non ho potuto fare a meno di svenire. Ora tutti sanno quanto sono povera. Sono un caso da carit. Il nome dei Thorrsstein disonorato.
   - Disonorato? - le fece eco lui tranquillamente. - Se lo sei tu, lo sono anche i tre quarti della nobilt del Blodland. Perch devi essere cos orgogliosa? colpa della guerra, non tua. Inoltre, arrivato il momento di dimostrare che la nobilt fatta di stoffa pi dura di un semplice nome: devi agire da nobile, per essere nobile.
   Sorrise debolmente. Lui ottenne una fetta di prosciutto da un ufficiale e un pezzo di pane da un altro e glieli diede. Quando ebbe finito, la donna gli sussurr: - Se solo potessi allontanarmi dai loro sguardi...
   - Nel mio scompartimento c' posto anche per te. - L'aiut ad alzarsi e, sostenendola, la port nel suo scompartimento, dove lei si distese su uno dei sedili e si addorment subito. Quando si svegli, nel tardo pomeriggio, Two Hawks cen con lei nello scompartimento; Kwasind stava fuori dalla porta, quindi erano soli. Two Hawks aspett che Ilmika avesse mangiato il cibo freddo e rozzo, poi le chiese se voleva lavorare per lui, dato che aveva bisogno di una segretaria. Ilmika divent cos rossa che lui pens di averla fatta arrabbiare; ma quando la sent balbettare, cap che aveva frainteso lo scopo dell'offerta.
   Rise, anche se non era divertito. - No, Milady, non ti sto chiedendo di diventare la mia amante. Non dovrai fare niente di pi di ci che richiesto dai tuoi doveri di segretaria.
   - Perch non dovrei essere la tua concubina? Ti devo cos tanto.
   - Non fino a questo punto! E anche se cos fosse, non ti chiederei mai di ripagarmi: voglio una donna che mi ami, o che almeno mi desideri.
   Era ancora rossa in viso, ma la guardava fisso negli occhi.
   - Se non ti desiderassi, credi che accetterei il tuo cibo e la tua ospitalit ora? Mi consideri cos priva di orgoglio?
   Two Hawks si alz e si chin su di lei, ed Ilmika sollev il viso e chiuse gli occhi perch lui la baciasse. Le sue braccia gli cinsero il collo e lei si alz, muovendo la bocca contro quella di lui, e premendo il corpo contro il suo.
   Lui la spinse via. - Ti stai sforzando troppo. Non desideravi davvero baciarmi.
   - Mi dispiace - mormor lei, poi si volt e cominci a piangere. - Possibile che nessuno mi voglia? Mi rifiuti perch sono stata disonorata da quelle bestie nell'Iskapintik?
   Two Hawks la fece girare su se stessa perch lo guardasse in faccia. - Ilmika, non ti capisco. Fai questo perch ti senti di essere stata privata della tua virt con un atto di forza?
   - Non lo sai? In tutto il Blodland, non c' pi un nobile che mi vorrebbe, da quando la mia storia conosciuta.
   - Quindi vorresti prendere me perch sono un comune cittadino, e i cittadini comuni non si preoccupano della virt delle loro donne? O forse uno come me dovrebbe andare in delirio per la gioia di avere una nobildonna, qualunque sia lo stato della sua virt? Sono l'ultimo rifugio, giusto?
   Lei lo colp forte in viso, poi lo aggred con le unghie, ma Two Hawks la prese per i polsi e la tenne lontana da s.
   - Stupida cagna! Io ti amo! non mi interessa un accidente della tua verginit! Ti amo e desidero che tu mi ami! Ma che il diavolo mi porti se mi prender una donna che pensa che io sia cos umile da non poter rifiutare nemmeno lei! Non punirai te stessa punendo me!
   La scosse cos forte da farla cadere sul sedile, ed aggiunse: - L'offerta ancora valida. Riferiscimi la tua decisione quando arriviamo a Tolkinham. Nel frattempo, me ne vado.
   Si sbatt la porta alle spalle, e per il resto della notte, dorm seduto sul pavimento del corridoio, appoggiato contro il lato di un sedile. Non dorm bene. Quando il treno arriv a Tolkinham e lui torn nello scompartimento, Gilbert era l'unica persona presente.
   - Dov' andata Thorrsstein? - chiese Two Hawks.
   - Non lo so. Pensavo che venisse a salutarti.
   Two Hawks attravers a spintoni la folla nel corridoio, attirandosi alcune occhiatacce e rimproveri mormorati. Una volta fuori, esamin la stazione: Ilmika era sparita. Pens di mandare Kwasind a cercarla, ma un ufficiale lo ferm, consegnandogli gli ultimi ordini, che erano di fare rapporto al Kreion Grettirsson. Two Hawks si chiese perch un generale della fanteria lo volesse, e, avuto un passaggio da una macchina dell'esercito diretta verso il grande campo fuori Tolkinham, raggiunse l'accampamento del Kreion. Grettirsson lo inform che la Blodlandish Lyftwaepon non esisteva pi: la penuria di benzina e di olio era cos acuta che le scorte di carburante sarebbero state riservate solo ai veicoli militari di terra. Two Hawks doveva prestare servizio come comandante di un reggimento di autoblindo, o per meglio dire, lo avrebbe fatto finch la benzina non fosse finita del tutto. Poi sarebbe passato alla fanteria.
   Two Hawks lasci la tenda con la consapevolezza che l'isola era condannata: nel giro di un mese o due, i Perkunishani sarebbero stati padroni del Blodland.
   Durante le quattro settimane di combattimenti che seguirono, Two Hawks venne a sapere degli sviluppi della situazione nel Perkunisha: nonostante i trionfi all'estero, a Berlino non era andato tutto bene. I due figli del Kassandrash erano rimasti uccisi in un disastro ferroviario, e gli agenti blodlandesi riferirono i loro dubbi sul fatto che si fosse trattato di un incidente. Nell'apprendere la notizia della morte dei suoi figli, il Kassandrash era rimasto paralizzato da un colpo apoplettico, e sei giorni pi tardi, era morto di polmonite. Il suo erede maschio, un nipote, era stato assassinato mentre andava a Berlino. I Perkunishani avevano accusato il Blodland dell'assassinio e subito dopo anche del disastro ferroviario, ma gli agenti blodlandesi avevano i loro sospetti e tutti indicavano Raske come il responsabile.
   Le ambizioni del Tedesco erano ben note. Voleva sposare la figlia del Kassandrash, e, in tal caso, sarebbe diventato Principe Consorte, ammesso che il Gran Consiglio la nominasse regina. Il Consiglio si stava riunendo ora ed era incerto se incoronarla o scegliere il nuovo Kassandrash in una lista di nobili maschi.
   Nel frattempo, le armate sul campo portavano avanti la guerra come al solito. Il Reggente del Blodland, Erik Leonitha, si dimostr uno stratega brillante: per tre volte, sconfisse gli invasori in battaglie su larga scala, ma ogni volta dovette ritirarsi, incapace di mantenere il terreno che aveva conquistato. I Perkunishani sbarcarono nuove armate, forti di truppe fresche e di armi superiori. La forza aerea nemica, che non doveva pi temere gli aerei di Two Hawks, devast il Blodland settentrionale con bombardamenti leggeri e al tappeto.
   Poi, la riserva blodlandese di carburante fin, e l'esercito si ritir a piedi verso l'ultima postazione, con gli aerei nemici che lo bersagliavano continuamente e l'armata nemica alle calcagna. Two Hawks e Kwasind, ora fucilieri, arrivarono a Ulfastal, dove all'americano fu consegnato un biglietto di Humphrey Gilbert. - Kwasind, - esclam dopo averlo letto, - Ilmika infermiera in un ospedale militare di qui! E prima lavorava in una fabbrica di munizioni. Ha fegato: sapevo di non essermi innamorato solo di una bella faccia.
   Kwasind non fu molto delicato. - Pu darsi che abbia fegato. Ma ti ama?
   - Non lo so. Lo spero ancora. Forse si sta mantenendo solo per dimostrarmi che pu essere indipendente, e forse si avviciner a me da pari a pari dopo aver dimostrato che non deve prendermi perch sono l'unico che vuole averla.
   - Una donna non uguale a un uomo. Dovresti prenderla comunque e insegnarle ad amarti. Cos' tutto questo parlare di indipendenza? Una donna dovrebbe dipendere da un uomo.
   Quella sera Two Hawks and a cercare Ilmika. Trov l'ospedale, ma era stato bombardato e non era pi utilizzabile. I feriti erano stati sistemati in tende intorno all'edificio sventrato, e ci volle un'ora per localizzare la donna in una grande tenda ai margini dell'accampamento.
   Nel vederlo entrare, lei rimase cos sorpresa che lasci cadere un rotolo di bende, che poi raccolse dal pavimento, evidentemente con l'intenzione di usarlo senza sterilizzarlo. Lui non disse nulla in proposito, dato che aveva imparato molto tempo prima che era inutile protestare: questa gente non sapeva niente dei germi e non voleva sentirne parlare.
   - Salve, mio signore.
   - Salute a voi, Milady. Dannazione, Ilmika, non essere cos formale! Ne abbiamo passate troppe per questo gioco del mio-signore-mia-signora !
   - Hai ragione, come al solito. Cosa fai qui?
   - Potrei dire che sono venuto a far visita a un amico malato.
   - Ti riferisci a me?
   Lui annu e chiese: - Vuoi sposarmi? Ilmika rimase senza fiato e lasci quasi cadere le bende di nuovo.
   - Di sicuro tu... Tu non dovresti scherzare su una cosa come questa.
   Le mise le mani sulle spalle e disse: - Perch dovrei scherzare? Sai che ti amo. Non potevo chiederti di essere mia moglie prima perch... be', conosci tutte le ragioni fin troppo bene. Ma le cose sono cambiate, ed il sangue blu, le barriere di classe non significano pi molto; sia che il Blodland vinca o che perda la guerra, le cose non saranno mai pi le stesse. E se mai ti riuscir di smetterla di pensare come un'aristocratica e di guardarmi come una donna guarda un uomo, potremo essere felici. Pensi di poterlo fare?
   Lei non rispose, e Two Hawks aspett finch non riusc pi a sopportare il silenzio.
   - Di' s o no!
   - S!
   La prese tra le braccia e la baci: non sembrava che cercasse di fingere passione questa volta.
   Un dottore li interruppe e ordin ad Ilmika di tornare al lavoro.
   - Ilmika - disse Two Hawks, - se domani le cose andranno male, cercher di incontrarti a Leftswik. Da l partir in nave per Karbashan (Dublino) se saremo sconfitti qui... come penso accadr. Ho dei programmi per noi, ma non c' tempo di parlarne ora. Nel frattempo, ti amo!
   Con le lacrime agli occhi, lei mormor: - Ti amo. Ma, Roger, ho paura per domani... E se non ti dovessi rivedere pi?
   - Allora non mi vedrai. Ma sar solo perch sono morto.
   - Non dirlo! - rabbrivid Ilmika.
   - Si dovrebbe dire tutto.
   Le diede un ultimo bacio e se ne and, ricambiando lo sguardo torvo del dottore con un sorriso. Ritornando al suo alloggio, fu fermato da un sottufficiale che lo inform che doveva andare a rapporto dal Reggente. Chiedendosi cosa volesse Leonitha da lui, Two Hawks segu il sottufficiale verso la tenda-padiglione. Dovette fornire la sua identit a due guardie prima che lo lasciassero entrare. Questa precauzione di sicurezza era necessaria, dato che l'assassinio di ufficiali di alto rango era una procedura normale in guerra, in effetti, il Reggente era scampato di poco ad un attentato due giorni prima: uno dei Perkunishani che avevano fallito il colpo si era sparato alla testa prima di essere preso mentre l'altro, che era ferito troppo gravemente per uccidersi, quando aveva ripreso conoscenza, era stato appeso a testa in gi su un fal.
  -- CAPITOLO DICIASSETTESIMO
   Nella tenda, Two Hawks scatt sull'attenti di fronte al Reggente, seduto dietro una scrivania. Il suo braccio, per, non ricadde sul fianco con la rapidit prescritta, perch Two Hawks rimase troppo sbalordito alla vista dell'uomo seduto su una sedia nel retro della tenda.
   - Raske!
   Il Tedesco gli rivolse un largo sorriso e fece un cenno disinvolto.
   - Il mio vecchio amico, e nemico, il pellerossa Two Hawks! - esclam.
   Una bella donna bionda sedeva su un'altra sedia vicino a Raske: era vestita lussuosamente e il collo, le dita e le braccia risplendevano di gemme. Two Hawks indovin subito che doveva trattarsi di Persinai, la figlia del Kassandrash.
   Il Reggente spieg la loro presenza: il Gran Consiglio aveva eletto un nuovo Kassandrash, ed uno dei suoi primi atti era stato l'ordine di arrestare Raske, perch il Tedesco era accusato dell'assassinio degli eredi al trono.
   Raske aveva preceduto le guardie di un soffio: aveva convinto la figlia del Kassandrash a fuggire con lui, ed i due erano scappati dal Perkunisha con uno dei nuovi caccia bimotori. Raske era atterrato in un campo nel Rasna (la Francia di Terra 1) e, fatto sfacciatamente rifornire di carburante il suo aereo, era riuscito ad arrivare fino ad un prato sulla costa orientale del Blodland del nord.
   Ora lui e la sua sposa chiedevano asilo.
   - Non so se devo sparargli o ascoltarlo - comment il Reggente. - Come ostaggio, non vale nulla ed troppo tardi per usare la sua conoscenza tecnica.
   - Se riuscite a racimolare abbastanza carburante - sugger Raske, - porter Two Hawks nel Bamba: il Blodland avr bisogno di entrambi noi, dato che dovrete opporre un'ultima resistenza laggi.
   - Neanche il Bamba ha carburante - obiett Two Hawks, - quindi cosa potremmo fare l?
   - Vi dir qualcosa che i Perkunishani hanno tenuto molto segreto: non ci sar nessuna invasione nel Bamba fino all'anno prossimo. Il Perkunisha si esteso troppo: impegnato tanto a fondo sul continente e qui non pu varare un'altra grande campagna. Naturalmente, il Perkunisha cercher di bluffare, e chieder alle forze blodlandesi nel Bamba di arrendersi senza condizioni. Ma se rifiutate, se resistete, avrete un anno per fare preparativi, e per allora forse avrete rifornimenti, carburante, olio, munizioni. Sono stato in contatto con gli Ikhwani, che sono disposti a provvedere a tutte le necessit del Bamba e non hanno paura della flotta perkunishana. Immaginano che sia troppo indebolita dalle perdite.
   Raske accenn ad alzarsi, ma venne fermato da una guardia alle sue spalle.
   - Se io e Two Hawks daremo agli Ikhwani tutte le informazioni di cui hanno bisogno per costruire una forza aerea, essi aiuteranno il Blodland!
   Il Reggente si rivolse a Two Hawks; - Possiamo credergli?
   - Oh, s che potete. Non ho dubbi che sia stato in contatto con l'Ikhwan, proprio nel caso che dovesse fuggire per salvarsi la vita, ma tutto questo discorso a proposito dell'Ikhwan disposto a riarmarci e a rifornirci nel Bamba una balla. Anche se gli Ikhwani osassero condurre nel Bamba navi da guerra e da carico, queste verrebbero fatte saltare in aria! Se ne occuperebbe la forza aerea perkunishana. No, non c' niente da sperare dall'Ikhwan.
   - Lo pensavo - comment il Reggente, poi si rivolse a Raske. - Andrai al posto di polizia mentre decido cosa fare di te. Tua moglie sar alloggiata in una casa, dove sar trattata bene: dopo tutto, la figlia del Kassandrash. Quello che succeder a te, Raske, dipende dal risultato della battaglia di domani: se perdiamo, ti avr il Perkunisha e suppongo che ti spareranno a vista; se vinciamo... be' pu darsi che ti spari io. Per causa tua e delle tue macchine volanti, al Blodland negata la possibilit di riarmarsi nel Bamba.
   Mentre Raske veniva scortato fuori dalla tenda, Two Hawks gli disse: - Dura sorte, amico crucco. Hai vissuto da persona importante per un po', pi importante di quanto saresti mai stato su Terra 1. Accontentati di questo.
   - Non sono ancora morto, muso rosso, - gli rispose Raske con un largo sorriso. - Ti vedr pi tardi. Cio, se sarai ancora vivo.
   Two Hawks lo osserv mentre lo facevano marciare fuori e pens che le parole di Raske erano pi di una bravata. La battaglia di domani poteva essere l'ultima per Two Hawks. Come risult, lo fu quasi, ma non del tutto. Per quattro volte durante il giorno, fu leggermente ferito da frammenti di bombe, schegge di granata, e una volta da una baionetta durante un combattimento corpo a corpo. Scese il crepuscolo e i Blodlandesi si ritirarono verso nord. Two Hawks e Kwasind si incamminarono verso ovest, poich pensavano che la parte principale dell'esercito perkunishano stesse fluendo verso le regioni montagnose dell'interno, pronto per il colpo finale.
   - Potremmo andare verso le colline e condurre una vita miserabile come guerriglieri - disse Two Hawks a Kwasind. - Alla fine, se non moriremo prima di fame, saremo presi. Quindi, ci rimangono solo la costa e un battello per il Bamba. Che diavolo, non dobbiamo niente a questa gente! Non la nostra lotta e non nemmeno il mio mondo. Andr nell'Hivika, in qualche modo.
   Arrivarono al porto di Lefswick, sulle rive del Mar Bambish. Lefswick era affollata di profughi e tutti volevano ottenere un passaggio su quattro grossi battelli a vapore e su una quantit di vascelli pi piccoli. Two Hawks non aveva molta speranza che gli permettessero di salire a bordo, a meno che non riuscisse a trovare qualche ufficiale importante che gli assicurasse un posto. Tuttavia, non era nemmeno arrivato ai moli quando si sent chiamare per nome: si volt e vide il grasso Humphrey Gilbert che si faceva strada a spintoni tra la folla. Gilbert sorrideva e agitava un fascio di fogli.
   - Two Hawks! Amico Terrestre! Che fortuna! Ti ho cercato, sperando che ti facessi vedere, nonostante tutti i pronostici contrari! Posso portarti nella mia cabina privata, anche se dovrai dormire sul pavimento! Ma sbrigati! La nave parte fra trentacinque minuti! Avevo appena rinunciato a ogni speranza!
   - Hai visto Ilmika Thorrsstein? - chiese Two Hawks.
   - Se l'ho vista? - L'uomo grasso saltava su e gi per la gioia. - Anche lei nella mia cabina! Lei... non importa... venuta a cercarti e sta bene! Amanti riuniti, felicit reciproca e cos via!
   Two Hawks era troppo felice per rispondere. Sent solo la met delle chiacchiere di Gilbert. Furono fermati in fondo al ponticello di imbarco, dove un ufficiale impieg una quantit esasperante di tempo per esaminare le carte. Tuttavia, non sollev alcuna discussione, e fu un bene, perch se lo avesse fatto, si sarebbe trovato ad essere gettato in acqua dalle grandi mani di Kwasind. Two Hawks avrebbe preso d'assalto la nave per arrivare ad Ilmika: un atto folle, dato che i marines all'estremit superiore del ponticello di imbarco gli avrebbero sparato.
   Tuttavia, non era cos in preda all'estasi da non notare un viso familiare tra la folla sulla parte anteriore della nave. Si ferm, guard di nuovo, poi scosse la testa: non poteva essere.
   Ma non si stava sbagliando: il bel Raske, biondo e con la testa ricciuta, gli stava rivolgendo un largo sorriso. Il Tedesco agit la mano e poi si volt e spar nella folla: la sua sensazione che non sarebbe stato tradito da Two Hawks era esatta. L'Americano chiese in che modo Raske fosse fuggito dal posto di polizia e fosse arrivato fin l e a bordo di un vascello che stava caricando solo l'lite dei profughi, ma l'avrebbe scoperto pi tardi. Nel frattempo, se Raske era abbastanza bravo e veloce da coronare con successo la sua fuga, poteva anche andarsene, per ora, almeno. Tutto ci che Two Hawks desiderava adesso era stringere tra le braccia Ilmika.
   Lo fece, anche se senza intimit. Oltre a Gilbert e a Kwasind, c'erano altri cinque uomini nella cabina, fingevano di ignorare i due innamorati e continuavano a parlare come se non stesse accadendo niente. Sollevando un attimo lo sguardo tra un bacio e l'altro, Two Hawks li vide guardarlo di nascosto: il loro divertimento o il loro imbarazzo erano evidenti, ma non se ne cur.
   La nave lasci il porto e acquist velocit tanto rapidamente quanto lo permettevano i suoi motori sovraffaticati. Non era al sicuro ora e non lo sarebbe stata nemmeno dopo aver attraccato a Dublino: in qualsiasi momento potevano apparire gli aerei perkunishani e sottoporla a bombardamenti pi o meno violenti. Poi, cal la nebbia, ed essi furono al sicuro, ammesso che non speronassero un'altra nave e che non finissero per incagliarsi sugli scogli vicini alla spiaggia bambese.
   Two Hawks detestava farlo, eppure doveva trovare Raske e stabilire cosa stesse tramando. Non era ancora sicuro che non avrebbe denunciato il Tedesco: al momento, non costituiva una vera minaccia per i Blodlandesi. Poteva fare poco contro di loro o per loro, anche se forse sarebbe risultato molto utile in seguito. O forse avrebbe finito per diventare un nobile Blodlandese o persino il loro governatore. Two Hawks considerava Raske capace di fare qualunque cosa.
   Lo trov seduto su una coperta sul ponte. C'erano altri l vicino, ma erano mezzo nascosti dalla nebbia fitta. Two Hawks lo chiam per nome finch il Tedesco non rispose, poi gli chiese: - Dov' Persinai?
   - morta - rispose Raske senza emozione. - Subito dopo che siamo scappati... te lo racconter una volta o l'altra amico pellerossa. Non crederesti al modo in cui sono fuggito... be', avevamo delle armi, le ho dato una pistola, e lei si uccisa. Era depressa sin da quando era stata chiusa nel posto di polizia; coscienza, credo. Si sentiva colpevole perch aveva abbandonato la sua gente. E biasimava me per la morte di suo padre, e quindi se stessa per essersi innamorata di me.
   Two Hawks rimase in silenzio per un po'. Era possibile che la storia di Raske fosse vera; d'altra parte, lui era capace di aver abbandonato la donna se avesse ritenuto che lo intralciava. Qualunque fosse la verit, probabilmente non l'avrebbe mai conosciuta nessuno tranne Raske.
   - Cosa pensi che il futuro tenga in serbo per noi due Terrestri? - chiese Raske. - Nel Bamba possiamo essere al sicuro per un po': so che il Perkunisha non intende invaderlo fino al prossimo anno, forse addirittura per due, se il Bamba non creer problemi. Il Perkunisha, cos com', troppo esausto e non vuole nuove guerre.
   - Se e quando il Perkunisha scoprir che siamo nel Bamba, chieder che ci riconsegnino - ribatt Two Hawks. - Tu sai, come lo so io, che non vogliono che ce ne andiamo a zonzo: pensano che siamo troppo pericolosi per loro, il che roba da ridere.
   - Che vuoi dire? - chiese Raske, il suo orgoglio ferito che trapelava dalla voce.
   - Questo mondo ci ha gi prosciugati delle nostre, ammettiamolo, limitate conoscenze. Non abbiamo pi da dare che un po' di assistenza tecnica. vero che i Blodlandesi hanno rifiutato ci che io ho detto loro a proposito dell'origine delle malattie, ma ci arriveranno da soli con il tempo. Lo avrebbero fatto in ogni caso tra qualche anno, quando qualche Pasteur originario del luogo avrebbe affrontato coraggiosamente le loro superstizioni e le avrebbe sconfitte, proprio come tutto quello che abbiamo detto loro sarebbe venuto fuori in ogni caso tra vent'anni o anche meno: abbiamo solo accelerato un po' la scienza, e questo tutto.
   Raske emise una risata soffocata. - Sai, Two Hawks, hai davvero ragione. Mi sono offeso per un attimo, ma riconosco la verit, quando devo farlo. Solo... be', avevo quello che loro volevano, e ho tentato di sfruttare il mio vantaggio per conquistarmi un impero. Se le cose fossero andate in modo solo un po' diverso...
   - Ma non andata cos, e noi siamo qui, destinati ad essere inseguiti fino ai confini della terra per via di qualcosa che non abbiamo. Ma prova a convincerli di questo.
   Esit per un attimo, poi decise di non raccontare a Raske i suoi piani: il Tedesco poteva essere inoffensivo, persino utile, ma, se avesse intravisto una possibilit di migliorare la sua posizione a spese di Two Hawks, non avrebbe esitato un attimo. Si era dimostrato capace di uccidere e, forse, persino di abbandonare la donna che aveva rinunciato al suo paese e al suo titolo per lui. Eppure, Two Hawks trovava difficile non confidarsi con Raske: tra loro c'era il vincolo dell'appartenenza alla Terra, e quel tipo era cos affascinante che ti avrebbe sorriso un attimo prima di trafiggerti con il pugnale, e la cosa strana era che il sorriso avrebbe alleviato un po' il dolore. O anestetizzato la vittima.
   Two Hawks pens che, se fosse stato realista, avrebbe dovuto dire al capitano della nave di gettare in mare Raske.
   Sospir e si alz, dicendo: - Non ti denuncer. Ma se vengo a sapere di qualche trucco disonesto da parte tua, sei finito. E questo un addio: non voglio vederti pi, eccetto che da molto lontano.
   - Two Hawks! Mi ferisci! Perch?
   Sembrava che Raske si fosse davvero offeso profondamente. Two Hawks si allontan, con la consapevolezza che con ogni probabilit stava lasciando libero un lupo su questo mondo, ma incapace di recidere i legami derivanti dall'avere un universo comune: provocare la morte di Raske sarebbe stato un po' come tagliare via una parte del suo stesso cuore.
   Il resto del viaggio si svolse nella nebbia. Dublino era ugualmente avvolta nella foschia, quando i passeggeri vi sbarcarono in un crepuscolo umido. Gilbert guid Ilmika, Two Hawks e Kwasind a casa di un amico. Erano l solo da un giorno quando giunse la notizia della peste.
   Stava accadendo proprio come trent'anni prima, quando il Perkunisha era stato sul punto di conquistare il Mondo Occidentale. I mucchi di cadaveri in decomposizione dappertutto per terra, la fame che indeboliva e l'inverno letale, la mancanza di pulizia, e i ratti che prosperavano, avevano portato ancora una volta le Peste Nera.
   - L'Europa salva dai Perkunishani; ora Dio la salvi da un fato molto peggiore - disse Gilbert. Il suo viso, normalmente rosso, era pallido, e non sorrideva pi. - I miei genitori, tre miei fratelli e due sorelle morirono l'ultima volta che ci colp il flagello. Mia zia mi port nel Bamba per sfuggirgli, ma esso ci segu, e anche lei mor. Dio aiuti il genere umano. Ora vedrete un macello quali i Perkunishani hanno immaginato solo nei loro incubi. Anche loro moriranno: met del genere umano morir nell'arco di due anni.
   - Se mi avessero ascoltato... - cominci Two Hawks. Si interruppe, si strinse nelle spalle e riprese. - Rimarremo qui a morire?
   - No! - esclam Gilbert - Una delle mie navi nel porto: in effetti, l'ultima delle mie navi. Ha provviste per un lungo viaggio, e salperemo stanotte per l'Hivika! Solo, speriamo di arrivarci prima che l'Hivika venga a sapere della peste! Altrimenti non ci permetteranno mai di sbarcare!
   Two Hawks intuiva cosa aveva in mente, oltre a sfuggire la peste bubbonica. - Mi piacerebbe sperare, ma non ho molta fiducia nei racconti di stregoni superstiziosi.
   - Perch no? - chiese Gilbert. E in effetti, perch no?
   Tuttavia, a mano a mano che i giorni passavano e l'unica cosa che si vedeva era l'Atlantico, l'oceano freddo, grigio e qualche volta infuriato, Two Hawks diventava sempre meno ottimista: anche se c'era una porta in una caverna in cima a quell'alta montagna nell'Hivika, probabilmente non si sarebbe aperta: gli stregoni stessi affermavano che si apriva solo ogni cinquant'anni e inoltre solo per pochi secondi. L'ultima volta era accaduto trent'anni prima. Inoltre c'era il problema di guadagnare l'accesso alla caverna: tra tutti i numerosi luoghi tab dell'isola, la caverna era il pi sacro, ed a nessuno, eccetto che ai pochi alti sacerdoti e al re, era permesso entrarvi; la montagna stessa, anche se vicina al mare, era circondata da mura a met del pendio ed era molto sorvegliata.
   Nonostante i suoi cattivi presentimenti, Two Hawks si godette il viaggio, che diede a lui e ad Ilmika la possibilit di fare una lunga luna di miele. Per la prima volta, si conobbero davvero e scoprirono, con grande sorpresa di entrambi, che non solo si amavano l'un l'altra, cio provavano una passione reciproca, ma si piacevano veramente. Com'era naturale, avevano alcuni modi di pensare e di comportarsi che irritavano l'altro, sia personali che culturali, ma erano disposti a dirsi reciprocamente quando il partner faceva qualcosa di offensivo e il disaccordo veniva appianato. Two Hawks era felice, anche se era abbastanza realista da capire che lei avrebbe sempre avuto una certa arroganza: non riusciva a evitarlo, dato che era stata allevata come un'aristocratica in un mondo non democratico.
   Two Hawks cominci a sentirsi davvero a disagio quando il vascello attravers quella linea invisibile che su Terra 1 sarebbe stata la spiaggia del Nord-America. Si aspettava quasi che la nave tremasse, poi si sollevasse fuori dall'acqua su un pendio del terreno con grande schianto e stridore, ma la Hwaelgold continu senza difficolt mentre da qualche parte l sotto c'era una Nuova Atlantide, superando la zona nella quale ci sarebbe stata la citt di New York. Two Hawks immagin una metropoli sommersa fatta di grattacieli e con ossa umane sparse per le strade, sulle quali nuotavano i pesci. Naturalmente, era una pura fantasia, dato che in questo mondo nessun uomo aveva mai visto quella zona, che giaceva ad almeno 1800 metri sotto la superficie, fredda e oscura e coperta di fango viscido.
   Al di sopra del livello dell'acqua non c'era una parte del Nord e Sud-America che non fosse stata, su Terra 1, almeno 1800 metri sul livello del mare. Nell'Emisfero Settentrionale, esistevano solo alcune piccole isole ad est (la parte pi alta degli Appalachi su Terra 1) e una catena di isole, alcune abbastanza grandi, ad ovest. Queste erano abitate da Polinesiani, immigrati che presumibilmente vi erano arrivati 750 anni prima; le catene del Sud-America, pi grandi come superficie e pi lunghe di quelle del nord, erano popolate da colonizzatori con ogni probabilit provenienti dall'isola conosciuta su Terra 1 col nome di Isola di Pasqua.
   L'isola principale verso la quale la Hwaelgold si stava dirigendo era composta di un altipiano che, su Terra 1, avrebbe costituito le parti montagnose del Colorado. La capitale, Kualono, era situata sulla costa orientale del mare ed era un porto con grandi templi di pietra, palazzi e massicci idoli di granito, semplici case ariose poco adatte agli inverni freddi, strade maestre fatte di grandi blocchi di pietra vicinissimi l'uno all'altro, e vegetazione tipicamente nordamericana. I nativi indossavano pochi vestiti d'estate e amavano giocare e nuotare in modo molto simile ai loro cugini hawaiani. D'inverno, indossavano abiti pesanti di tessuto filato e piume. Attualmente c'erano anche miniere di ferro, fonderie e industrie, e automobili sulle strade, ma, a dispetto dell'industrializzazione crescente e del commercio (principalmente con gli Arabi del Sud-Africa), gli Hivikani vivevano in modo molto simile a come avevano fatto in passato: indolenti, allegri, giocherelloni e maligni solo in guerra. L'ultimo conflitto aveva avuto luogo circa cinquanta anni prima e aveva creato uno spazio vitale pi che sufficiente in quella terra sovrappopolata.
   Two Hawks passava molto tempo sul ponte con Gilbert, mentre Ilmika stava seduta su una sedia in un angolo e lavorava a maglia; Kwasind rimaneva in piedi da un lato come una bronzea statua di Ercole. Two Hawks, che aveva disegnato una mappa basata su quanto ricordava del Nord-America del suo mondo d'origine, indic il fiume Mississipi.
   - Dovremmo essere all'incirca al di sopra di esso - osserv. - O meglio, dove sarebbe se esistesse qui.
   In quel momento, il capitano emise un'esclamazione. Two Hawks sollev lo sguardo e lo vide puntare il binocolo verso nord. Prese un cannocchiale che Gilbert gli porgeva e osserv lo stesso quarto di mare: c'era una piccola nuvola, cos bassa sull'orizzonte che poteva essere vista solo con le lenti. Il capitano, dopo averla osservata per un po', diede ordine di aumentare la velocit della Hwaelgold. Spieg poi che il battello poteva avere intenzioni pacifiche ed era forse un mercantile proveniente dal Sud-Africa. Ma se fossero riusciti ad evitare il contatto con la nave, sarebbe stato meglio.
   Al tramonto, il fumo era pi vicino. La velocit approssimativa della nave la escludeva dalla categoria dei mercantili: poteva trattarsi solo di una nave da guerra, di un cacciatorpediniere o di un incrociatore. - A giudicare dalla direzione dalla quale proviene dovrebbe essere ikhwana, ma potrebbe essere anche un predatore perkunishano.
   Alla fine del secondo giorno, l'inseguitore (se lo era) si trovava a poco pi di un miglio di distanza: scintillava bianco al sole ed era adesso identificabile come arabo.
   - Non credo che ci affonderanno - osserv il capitano. - Siamo una preda troppo preziosa, un grande vascello da sbarco ben costruito che gli Ikhwani possono usare per arricchire la loro flotta mercantile. Ma non possono mettere un equipaggio a bordo della nave catturata e riportare la Hwaelgold in Sud-Africa. Non ha abbastanza carburante o provviste per fare il viaggio. Quindi, l'unica cosa che gli Arabi possono fare di costringerci a navigare fino a Kualono per rifornirci l di carburante.
   - Che cosa succeder a noi? - chiese Ilmika.
   - Pu darsi che gli Ikhwani obblighino alcuni marinai ad aiutarli a portare la Hwaelgold in Ikhwan. Quelli che resteranno di noi dovrebbero essere lasciati in Hivika, liberi di cercare di tornare in Blodland come meglio potranno. Gli Ikhwani non vorranno prendere pi prigionieri di quanti ne possano servire: dopo tutto, dovrebbero nutrirci. A meno che non ci usino come schiavi. una possibilit. A dire il vero, non lo so. Siamo nelle mani di Dio e degli Ikhwani.
   Cadde la notte, e l'incrociatore rimase a un quarto di miglio dietro la Hwaelgold, con i riflettori puntati sul mercantile. Il capitano non intraprese nessuna inutile azione di fuga, ma continu a guidare il suo vascello al massimo della velocit: non poteva fare nient'altro, a meno che gli Ikhwani non gli mandassero addosso una bomba o gli ordinassero di fermarsi, cosa che l'incrociatore avrebbe sicuramente fatto quando fosse sorta l'alba.
   A mezzanotte, la tempesta per la quale il capitano aveva pregato arriv da ovest, rapida come il calare di una rete, e con essa venne il mare mosso. Due secondi dopo il sopraggiungere della pioggia e dell'oscurit, il capitano ordino che la Hwaelgold virasse bruscamente verso sud. In breve, le luci dell'incrociatore scomparvero, e quando si alz, il sole brill solo sulla nave del Blodland. Il capitano ordin allora una normale andatura da crociera, poich era preoccupato che i motori cedessero se sottoposti a uno sforzo prolungato.
  -- CAPITOLO DICIOTTESIMO
   Nei cinque giorni successivi, i mari rimasero privi di fumo di altre navi; all'alba del sesto giorno, il capitano fece il punto e verific che la loro posizione era a solo 150 chilometri ad est di Kualono, per cui nel giro di un'ora avrebbero dovuto avvistare Miki'ao, una piccola isola: esattamente quaranta minuti pi tardi, il picco di 150 metri di Miki'ao si innalz sull'orizzonte. Tuttavia, il sorriso d'orgoglio del capitano fu spazzato via quando avvistarono del fumo in coda alla nave. Diede ordine che si avanzasse a tutta velocit e pass la maggior parte delle due ore successive guardando verso poppa: questa volta, gli Ikhwani si erano avvicinati molto di pi prima di essere individuati, e stavano avanzando rapidamente verso sud con un'angolazione tale che avrebbe permesso loro di intercettarli molto prima che raggiungessero la sicurezza di Kualono.
   Il capitano si consigli con Gilbert e poi ordin che la Hwaelgold facesse una virata di 45 gradi verso sud. - Ci sono scogliere pericolose proprio sopra il porto - spieg. - Le conosco bene, e ci passeremo in mezzo; forse gli Ikhwani ci si sfasceranno sopra. Se non lo faranno, scapperemo a riva, ammesso che su quelle scogliere impervie ci sia un punto che ce lo permetta. Comunque, gli Arabi non metteranno le mani sulla mia nave.
   - Si sta dirigendo verso la Montagna di Lapu - spieg Gilbert. - dove c' la Caverna degli Dei Esterni: se approdiamo l, avremo una buona scusa per varcare i confini della zona tab. Non ci arriveremo fino a un po' prima del crepuscolo, quindi, se gli Hivikani non ci vedono...
   Two Hawks contraccambi il sorriso di Gilbert. - Entriamo con la forza allora? Grandioso! E se gli Ikhwani rispettassero la sovranit marittima dell'Hivika e rifiutassero di seguirci? Che scusa useremo?
   - Se rispettassero la sovranit dell'Hivika, se ne sarebbero andati da molto tempo - replic il capitano. - I diritti dell'Hivika si estendono fino a ottanta chilometri di distanza dalla costa. No, non se ne andranno finch non si imbatteranno in una nave da guerra Hivikana, e forse neanche allora. All'Ikhwan piacerebbe avere una scusa per entrare in guerra con l'Hivika, che desidera invadere da molto tempo. Solo la minaccia di una guerra con il Blodland e il Perkunisha li ha trattenuti dalla conquista. Ora, non so.
   La Hwaelgold, con i motori a tutto vapore, procedette verso nord, ma il suo inseguitore ridusse con regolarit la distanza tra loro, e quando i promontori neri della costa si ersero abbastanza alti, l'incrociatore era ormai solo mezzo miglio dietro di loro; dalla bocca di uno dei suoi 180 millimetri si sprigion del fumo, e a venti metri dalla prua di tribordo della Hwaelgold si innalz una colonna d'acqua. Venti secondi pi tardi, apparve una seconda tromba marina a quindici metri dalla prua di babordo.
   Ormai il capitano stava facendo seguire alla sua nave un percorso a zig zag, ma la via non era scelta a caso, poich il vascello stava manovrando attraverso gli stretti canali tra uno scoglio e l'altro, alcuni dei quali erano evidenti solo per il blu pi scuro dell'acqua, mentre gli altri erano abbastanza vicini alla superficie da far ribollire il mare.
   Ormai l'incrociatore aveva smesso di sparare: evidentemente, non aveva avuto intenzione di colpire la sua preda, ma sperava solo che le bombe la inducessero ad arrendersi. Vedendo che la Hwaelgold se la batteva, gli Ikhwani la seguirono, zigzagando anche loro, ma a un'andatura pi cauta. Two Hawks si chiese perch gli Arabi stessero correndo un rischio del genere. Perch dovevano essere cos decisi a catturarli? Cosa aveva di speciale il mercantile? Forse che la loro rete di spionaggio nel Blodland aveva scoperto che lui stava andando nell'Hivika? In questo caso, doveva aver mandato un messaggio radio, per mezzo di una trasmittente a onde corte, a un vascello ikhwano, da qualche parte nelle vicinanze, messaggio che era stato ritrasmesso da parecchie navi finch l'incrociatore non l'aveva ricevuto.
   Questo poteva spiegare perch la Hwaelgold non fosse stata affondata: lo volevano vivo, in modo che gli Arabi potessero usare le sue conoscenze proprio come avevano fatto i Perkunishani e i Blodlandesi, e questo poteva giustificare non solo l'inseguimento tra gli scogli, ma anche l'atto di ignorare la sovranit marittima dell'Hivika.
   La montagna di Lapu cadeva proprio a strapiombo sulle acque, e saliva ripida sia sul lato sud che sul lato nord; sul versante orientale, digradava invece in modo molto pi dolce e terminava in un'ampia spiaggia di sabbia nera. Il capitano diresse verso di essa la nave, dopo aver superato a fatica uno stretto canale. Ci fu una leggera strusciata delle piastre della chiglia sulla roccia, e il vascello raggiunse acque pi tranquille. Il capitano Wilfrik emise un sospiro di sollievo e fece un largo sorriso.
   - L'incrociatore non ce la far a passare di l senza strapparsi via la carena. Spero che ci provi.
   Diede ordine di fermare la nave e di calare due scialuppe. L'incrociatore non tent il passaggio; scivol lungo la scogliera, fece una virata il pi stretta possibile per evitare un'altra scogliera, poi punt il muso verso l'esterno e, mentre i motori la trattenevano dall'essere trascinata indietro contro gli scogli, cal in acqua due lance a motore. Two Hawks, osservandole con il binocolo, vide che erano equipaggiate con parecchi mortai e cannoni da 40 millimetri. Ognuna, oltre all'equipaggio, conteneva circa trenta marines che somigliavano a Saraceni medioevali, con i loro turbanti sui quali si elevavano le punte lucenti degli elmetti, le corazze di acciaio, grandi cinture di cuoio, fondine che contenevano le scimitarre, pantaloni scarlatti rigonfi e stivali alti fino al polpaccio e con la punta ricurva. Ognuno aveva un grande sacco blu assicurato con cinghie alla cintura, e portava un fucile.
   Il capitano voleva riportare la nave attraverso l'entrata tra gli scogli e fracassare le lance proprio mentre entravano nel passaggio all'altra estremit, ma Gilbert si oppose. - L'incrociatore ti far saltare in aria, e poi mander un'altra lancia con i marines. Controlla il tuo ardore, e lascia che la pattuglia di sbarco ci segua. I marinai del nostro gruppo tenderanno loro un'imboscata, ma non gli chieder di dare la vita per noi: lo faranno da un posto che gli Ikhwani non possano prendere, se riusciranno a trovarne uno.
   Due battelli portarono a riva Two Hawks, Ilmika, Kwasind, Gilbert, ed alcuni ufficiali e uomini dell'equipaggio. Attraversarono rapidamente la spiaggia e cominciarono la scalata. Ormai il sole era disceso dietro la montagna, rivestendo di crepuscolo questo versante, mentre sulle loro teste e verso il mare, il cielo era di un azzurro luminoso e l'acqua era verde. Le lance ikhwane spinsero la prua sulla sabbia, e le figure verdi e scarlatte (marroni nel crepuscolo) parvero piccole bambole.
   Gli inseguiti avevano venti minuti di vantaggio e ne approfittarono; anche se si trovarono subito in un'oscurit cos fitta da rendere la scalata difficile, andarono avanti. Poi il sole si tuff nel mare, questo li rallent ulteriormente. Si aggrappavano ai cespugli e si tiravano su, scivolando di tanto in tanto, ma sempre in grado di fermare la discesa afferrandosi alla vegetazione. Di tanto in tanto, si imbattevano in grandi querce nodose: Gilbert disse che erano state piantate l duecento anni prima dal Re Mahimahi. - La montagna, sopra il muro di cinta, una fitta foresta di querce. Saremo ben nascosti, quindi, se riusciremo a oltrepassare le sentinelle Hivikane.
   - Mi chiedo perch non ci abbiano ancora individuati - osserv Two Hawks. - So che buio ora, ma le guardie avrebbero dovuto essere in grado di vedere entrambe le navi.
   - Non lo so - rispose Gilbert. - Forse hanno in mente di tenderci un agguato, proprio come stiamo facendo noi con gli Ikhwani.
   Il grasso di Gilbert lo opprimeva e gli rendeva il respiro pesante; a parte il suo ansimare, la montagna era tranquilla, e gli unici suoni erano quelli del vento tra le foglie di quercia e il rumore che il gruppo produceva avanzando: ramoscelli che si spezzavano, foglie che si spiaccicavano, un ramo che scattava all'indietro con un sibilo, imprecazioni soffocate allorch qualcuno scivolava. Quando si fermarono per riposarsi e Gilbert riprese fiato, il silenzio era simile a quello di una grande cattedrale, nel momento in cui tutti hanno chinato la testa e subito prima che il ministro del culto intoni una preghiera. Tuttavia, ci che sarebbe arrivato non sarebbe stata una preghiera, Two Hawks ne era certo. Sembrava che dall'attrito dell'aria contro quel silenzio stesse per sprigionarsi un lampo, o che una bestemmia e non una preghiera avrebbe fatto scricchiolare la montagna.
   Continuarono a salire con difficolt, e il loro percorso era illuminato solo dalla luce delle stelle. Passarono due ore, e poi spunt la luna, piena per tre quarti, che fece rimbalzare raggi simili a mercurio luminoso sulla montagna. Da quel momento in poi si arrampicarono con maggiore sicurezza e rapidit. La luce, anche se utile in quel frangente, sarebbe divenuta un pericolo quando avessero raggiunto il muro di guardia. Two Hawks sperava che la vegetazione non fosse stata abbattuta tra il muro e la zona di querce e cespugli perch avventurarsi attraverso una radura con quella luminosit significava rivelarsi immediatamente a qualsiasi sentinella.
   Venti minuti pi tardi, arrivarono al limitare del bosco: come aveva temuto Two Hawks, c'era uno spazio scoperto di quaranta metri. Dall'altra parte, sopra le loro teste con un'angolazione di 50 gradi, apparivano, indistinte, le mura munite di feritoie; erano alte circa 6 metri, composte di imponenti blocchi di pietra, grigi e venati di nero, e tenuti insieme da calce. Ogni trenta metri, lungo la cima del muro, c'era un'esile torre di 6 metri, rotonda e sormontata da un cono di piccole rocce calcinate.
   - Dove sono le guardie? - sussurr Gilbert.
   La luce della luna rivestiva il muro di un soffice bagliore metallico; il grigio luminoso dava l'impressione che poteva tintinnare al colpo di un martello. Ma non c'era nessun suono eccetto il fruscio del vento tra le foglie.
   Two Hawks, guardando le entrate oscure, strette ed arcuate sui lati delle torri, osserv: - Se le guardie sono l dentro, sono nascoste. Be', si va. Non mi segua nessuno finch la pista non libera.
   Con il rotolo della corda nella mano sinistra e gli uncini a tre punte nella destra, usc di corsa dall'ombra di una quercia. Si aspettava di sentire un grido dall'interno oscuro di una torre, seguito da una lingua di fiamma e da un'esplosione, ma, le mura rimasero immobili e dello stesso color grigio luminoso di prima. Quando raggiunse la base dei bastioni, si ferm, valut la distanza fino alla cima e lanci gli uncini; la corda si srotol dietro ad essi. I ganci attraversarono una feritoia proprio sopra di lui e urtarono il muro con un suono metallico. Il rumore lo stup. Fino a quel momento non si era reso conto di come fosse inconsapevolmente forte l'impressione di sacralit del luogo.
   Tir la corda, ed essa si tese mentre le punte penetravano nel muro, poi sal mettendo una mano sopra l'altra, con i piedi contro il muro, quasi paralleli al terreno. Si aggrapp al bordo di pietra e si tir su, poi si accucci al riparo della feritoia. Aspett invano il grido di una guardia, e, quando fu passato un minuto, discese tranquillamente nel camminamento che percorreva il muro in tutta la sua lunghezza, e che era largo quasi due metri ed aveva un parapetto alto abbastanza da arrivargli alla cima della testa.
   Tir fuori il revolver e corse verso i gradini di pietra che portavano sopra il muro e verso la pi vicina torre di guardia, percorse la ripida rampa e si lanci attraverso lo stretto arco a punta che dava accesso alla torre. La luce della luna brillava attraverso un foro piccolo e stretto nel soffitto e diradava l'oscurit quanto bastava per permettergli di vedere che non c'era nessuno dentro. Una scala di legno contro la parete portava a una piattaforma di legno da cui la guardia poteva osservare e sparare attraverso uno qualsiasi delle sei aperture e coprire un arco di 360 gradi.
   Usc dalla torre alla luce della luna e fece dei segnali. Tutto il gruppo fu subito sul muro, aiutato dalla scala che Two Hawks aveva prelevato dalla torre. Gilbert fece sparpagliare i suoi uomini in modo che coprissero un centinaio di metri del muro: se i marines ikhwani avessero tentato di scalare le mura in quel punto, i Blodlandesi avrebbero potuto concentrare su di loro un fuoco potente. Nel caso che gli Ikhwani avessero tentato in qualche altro punto lungo il muro, un marinaio appostato nella torre li avrebbe potuti individuare, purch non fossero troppo distanti.
   Gilbert, Kwasind, Ilmika e Two Hawks percorsero il corridoio finch non arrivarono a un punto oltre il quale c'era un cancello: al di l delle mura un sentiero portava dal cancello fino in cima alla montagna, e decisero di seguirlo. La probabilit di essere sottoposti a un'imboscata sembravano poche: era evidente che le sentinelle hivikane avevano abbandonato i loro posti, per un qualche motivo che avrebbero appurato pi tardi.
   Il sentiero rendeva pi semplice il cammino, anche se il pendio era sempre ripido. All'alba erano solo a parecchie centinaia di metri dalla cima della montagna, e qui si imbatterono in un Hivikano. Adagiato a faccia in gi al lato del sentiero, indossava un mantello di piume brillanti e multicolori, un copricapo di piume, e una maschera di legno con incastonati turchesi, smeraldi e granate. Two Hawks rivolt il corpo e tolse la maschera. La faccia del sacerdote era di color grigio scuro. Two Hawks gli tolse il mantello, la piastra pettorale di ossa e piume e la camicia di cotone. Non c'erano ferite.
   A Two Hawks si rizzarono i peli sulla pelle e gli si gelarono la testa e il collo come se su di essi fosse stato messo un elmetto di ghiaccio; gli altri sembravano preoccupati come lui, tutti eccetto Kwasind, che appariva imperturbabile come sempre, ma doveva tremare interiormente, sensibile com'era ai terrori dell'ignoto.
   Two Hawks cominci a salire, ma si ferm di nuovo. La luce grigia dell'alba sembrava precipitare verso alcuni punti e solidificarsi. Mentre il gruppo si avvicinava, le concentrazioni si rivelarono grandi statue di granito grigio, di basalto nero o di tufo grigio e poroso, accovacciate, torve e simili a rospi. Per la maggior parte, avevano facce di uomini o di dei, distorte o deformi. Alcune erano di animali: con grandi orecchi, un grugno lungo e grandi denti. Affollavano a centinaia il pendio della montagna, e per la maggior parte guardavano cupe gi per la discesa, anche se alcune erano rivolte verso l'alto.
   Kwasind seguiva Two Hawks cos da vicino che gli pest i piedi parecchie volte, costringendolo ad ordinargli di stare indietro di alcuni passi. - Sono solo pietra - lo rincuor. - Rocce morte.
   - Le rocce sono morte - mormor Kwasind. - Ma cosa vive in esse?
   Two Hawks si strinse nelle spalle e continu a camminare a fatica su per il sentiero ripido, in testa alla fila. Mentre saliva, sentiva pi forte il rimuginare, il risentimento quasi tangibile degli idoli. Si disse che erano i suoi stessi timori a influenzarlo; si aspettava guai, forse la morte, e le figure grigie accovacciate li simboleggiavano. Nonostante ci, sentiva una stretta intorno al torace, respirava con maggiore difficolt e il cuore gli batteva pi forte di quanto fosse dovuto agli sforzi della scalata. Riusciva a comprendere gli altri e a simpatizzare con loro: superstiziosi com'erano, stavano mostrando molto coraggio rifiutandosi di scappare via.
   Il frastuono della scarica di fucili esplose molto sotto di loro. Fu come se fossero stati liberati da una corda che li stava tirando nella direzione sbagliata: tutti sussultarono, ma le loro facce mostravano sollievo invece della preoccupazione che ci si sarebbe potuti aspettare: il frastuono della battaglia era un fenomeno cos umano e ai loro occhi cos terreno da dissipare quella strangolante atmosfera da seduta medianica.
   - Un altro centinaio di metri e saremo alla caverna - annunci Two Hawks, sollevando lo sguardo.
   Bruscamente, il fango nero-marrone e ben pressato del sentiero fin. Davanti a lui c'era una sostanza monotonamente grigia che si espandeva sulla montagna da quel punto in su. Al tatto, risultava calda attraverso la suola delle scarpe. Avvert gli altri di fermarsi.
   - Lava. Ancora calda.
   La pietra fusa era fluita gi dalla bocca della caverna e si era estesa a ventaglio fino a formare una sorta di grembiule triangolare. L'imponente entrata della caverna era bloccata per met dalla sostanza grigia.
   - Ora sappiamo cosa ha spaventato tutti - disse. - Gli Hivika devono aver pensato che la cima della montagna fosse sul punto di saltare. O che gli di fossero infuriati. Oppure tutt'e due le cose. Pu darsi che quel sacerdote sia morto per un attacco di cuore. Non ci sono segni di gas velenosi.
   Mentre si avvicinavano alla caverna, scivolando un po' sulla lava, il calore divenne pi intenso, i loro vestiti si inzupparono subito di sudore, e le piante dei piedi cominciarono a diventare spiacevolmente calde. Quando raggiunsero l'ingresso della caverna, compresero di non poter rimanere a lungo.
   Non dovettero indugiare. Il raggio della torcia di Two Hawks all'interno mostr la lava che saliva bruscamente dalla bocca della caverna, che a soli sei metri da loro, ne era interamente riempita: l'eruzione, se era di origine terrestre, aveva colmato l'interno. Two Hawks sapeva, dalla descrizione di Gilbert, che la caverna penetrava per almeno un centinaio di metri nella pietra della montagna. Alla fine c'era, o c'era stata, la porta. Cio, se mai era esistita.
   Non c'era niente da fare ora, se non dimenticare la porta e allontanarsi dagli Ikhwani. Ritornarono gi per il sentiero verso il muro. Prima di arrivare a met strada, sentirono cessare la sparatoria. Two Hawks li fece fermare.
   - Se gli Ikhwani sono passati, staranno salendo dietro di noi. Se li stanno ancora trattenendo fuori dal muro, possiamo permetterci di aspettare un po' finch non lo sappiamo per certo.
   Si nascosero dietro un imponente idolo di pietra, a 50 metri dal sentiero, e, appoggiati alla sua ampia base, mangiarono un po' di manzo disseccato e di pane duro, e parlarono sottovoce. Il sole dissip il freddo della notte. Di tanto in tanto, Two Hawks guardava intorno all'idolo e gi per il sentiero. Per mezz'ora non vide nulla, poi si irrigid. Molte piccole figure, che risplendevano di bianco e nero e scarlatto stavano avanzando a fatica su per il sentiero. Il sole scintill anche sulle canne dei fucili o sulle scimitarre sguainate.
   - I tuoi uomini sono stati uccisi o catturati - annunci a Gilbert, che guard col binocolo, ed imprec. - Laggi c' un uomo in uniforme ikhwana ma con addosso medaglie perkunishane! - esclam poi. - Ha il capo scoperto; biondo! Dalla tua descrizione direi... No, meglio che guardi tu stesso!
   Two Hawks prese il binocolo. Quando lo abbass, disse: - Raske.
   - Come pu lui essere qui? - chiese Ilmika, rimasta senza fiato, per lo stupore.
   - Ovviamente, si messo in contatto con l'ambasciata ikhwana nel Bamba: sapeva dove stavamo andando, e ha fatto in modo che gli Ikhwani mi seguissero. Mi vogliono per la stessa ragione per cui mi volevano il Perkunisha e il Blodland. E se gli Ikhwani non possono avermi vivo, mi avranno morto!
   Us di nuovo il binocolo e cont trentadue nemici. C'erano sei uomini molto dietro al corpo principale, lenti a causa dei due mortai che stavano trainando. Fuori, sulla laguna, la Hwaelgold era ancora ferma all'ancora e oltre la scogliera l'incrociatore andava avanti e indietro come un lupo inquieto.
   Scrut l'orizzonte del mare: al largo, in lontananza, c'erano due pennacchi di fumo. Se solo quel fumo, preg, provenisse dai camini di due navi da guerra hivika, che si affrettavano a sfidare i vascelli non autorizzati... Se solo...
   Smise di guardare: era il momento di guadagnare tutto il tempo che potevano. Li guid indietro su per la montagna finch non arrivarono alla lava, poi svoltarono verso nord, costeggiando proprio il fondo della colata e, quando l'ebbero superata, cominciarono di nuovo a salire, in diagonale, attraverso il pendio. Nel girare intorno al picco, si fermarono. Qui, la montagna era tagliata, e cadeva diritta per un centinaio di metri fino alle acque di un fiordo profondo. Avrebbero dovuto arrampicarsi direttamente sulla cima del picco nel primo punto scalabile, se ce n'era uno.
   Ormai gli Ikhwani li avevano visti e stavano salendo verso di loro, sforzandosi fino al limite delle loro forze a soli trecento metri pi sotto.
   - Non credo che vivere in Sudafrica sia peggio che vivere altrove - osserv Two Hawks. - Ma di sicuro detesto il pensiero di dover imparare l'arabo quando non ho ancora nemmeno approfondito la conoscenza dell'hotinohsonih, del perkunishano, o del blodlandese. - Rivolto a Gilbert, aggiunse: - Sono sicuro che lasceranno andare il resto di voi se mi consegno a loro.
   - E io, Roger? - chiese Ilmika. - Mi lasceresti?
   - Verresti nell'Ikhwan con me?
   Lei gli si gett fra le braccia e sussurr: - Andr ovunque tu vada. Con piacere.
   - Sarebbe una vita miserabile e solitaria. Gli Ikhwani praticano un rigido purdah, sai.
   La lasci andare e scrut di nuovo il mare con il binocolo. La Hwaelgold era in fiamme; da essa stavano calando dei battelli. Vicino al mercantile si stavano innalzando colonne d'acqua, e dall'incrociatore si levavano sbuffi di fumo. Una scheggia bianca con una candida scia si stava allontanando dall'incrociatore, diretta verso il varco nella scogliera. Altri marines ikhwani si stavano avvicinando, ma avrebbero dovuto combattere contro i marinai blodlandesi, che probabilmente avevano preso posizione vicino alla spiaggia.
   I pennacchi di fumo gemelli all'orizzonte non sembravano avvicinarsi affatto: a questa distanza e in un lasso di tempo cos breve, Two Hawks non poteva determinare quanto andassero veloci o in che direzione viaggiassero gli sconosciuti.
   Abbass il binocolo e imprec. - Al diavolo gli Ikhwani! Sono stanco di essere passato di mano in mano come un pezzo di mercanzia! Propongo di tentare la fuga, oppure, se ci mettono con le spalle al muro, di dar loro del filo da torcere! certo che gli Hivikani verranno a ficcare il naso qui intorno, presto o tardi. Potremo affidarci alla loro misericordia!
   Gilbert disse: - Faremo in modo che sappiano di aver a che fare con dei Blodlandesi.
   Two Hawks rise, perch c'erano solo due Blodlandesi nel gruppo, e uno di essi era una donna. Tuttavia Ilmika non doveva essere considerata poco: come tiratrice, poteva superare uno qualsiasi degli uomini.
   Ritornarono al punto in cui la montagna diventava un monolite verticale: qui, c'era un piccolo altipiano, lungo circa quaranta metri e largo venti, dietro il quale c'era un dirupo alto un centinaio di metri. Sotto, il pendio aveva un'angolazione di 50 gradi, e c'erano solo alcuni grandi macigni come riparo per gli Ikhwani, e niente del tutto per un centinaio di metri immediatamente al di sotto dell'altipiano: se i marines avessero tentato di avvicinarsi sul fianco destro dei difensori, non sarebbero potuti arrivare pi vicini di 50 metri senza esporsi, e sarebbero potuti piombare sui difensori solo arrampicandosi intorno al picco: anche ammesso che fosse possibile, per farlo avrebbero impiegato ancora molte ore.
  -- CAPITOLO DICIANNOVESIMO
   Circa all'una di pomeriggio, gli Ikhwani, strisciando sul ventre, si avventurarono verso i quattro grandi massi che fornivano l'unica protezione presente nelle vicinanze dall'altipiano. Ormai i tre uomini avevano fatto rotolare fino al bordo di questo tutti i massi pi piccoli, dieci in tutto. I difensori si misero tra alcuni di questi e aspettarono. Two Hawks, che aveva contato le munizioni, scoprendo che avevano trenta colpi a testa, raccomand loro di non sprecarli.
   I marines aprirono la battaglia con una scarica di fucileria che dur circa tre minuti. Le loro pallottole cantarono un lamento funebre sulla testa dei difensori, rimbalzarono sui massi o colpirono la roccia sotto il bordo dell'altipiano, ma gli assediati non risposero una sola volta al fuoco.
   Incoraggiati da questa assenza di risposta, dieci marines si arrampicarono verso i massi, mentre i rimanenti continuavano il fuoco di copertura. Two Hawks sporse in fuori la testa abbastanza a lungo da vederli strisciare in su, ed osserv anche che gli uomini che trascinavano i mortai dovevano fare ancora molta strada: evidentemente questi erano pezzi d'artiglieria molto pesanti, non come i mortai da campo facilmente trasportabili del suo mondo.
   Two Hawks aspett alcuni minuti. La scarica si interruppe, ma lui non si sporse. Quando ricominci con furia anche maggiore, cont finch non ritenne che la linea avanzata dovesse essere ad almeno cinquanta metri sotto di loro. Guard rapidamente: era come si era aspettato: dieci Ikhwani, ciascuno separato dall'altro da una distanza di tre metri, stavano avanzando. Erano in piedi ora, accucciati; impugnavano il fucile con una mano e si aggrappavano agli spuntoni di roccia con l'altra.
   Diede un segnale. Kwasind e Gilbert si misero in ginocchio dietro un masso e lo spinsero sul bordo: rimbalz gi per la montagna come una volpe dietro una lepre, ma non colp nessuno, anche se fece sparpagliare i marines. Due persero l'equilibrio e rotolarono gi per il pendio, e quando riuscirono a fermarsi, erano ormai fuori combattimento.
   Il secondo masso sbalz in aria un Ikhwano facendolo rotolare due volte prima che colpisse il suolo per non muoversi pi. I marines che avevano fornito il fuoco di copertura erano troppo impegnati a cercare di capire in che direzione sarebbero andati i massi: smisero di sparare e nell'intervallo Two Hawks e Ilmika riuscirono ad esplodere tre colpi a testa, con mira precise: quattro marines furono colpiti; i tre sopravvissuti cominciarono a ridiscendere il pendio, ed uno perse l'equilibrio e scivol per trenta metri prima di sbattere la testa contro un piccolo masso.
   - Ora sanno - comment Two Hawks. - Se sono intelligenti, aspetteranno fino all'arrivo dei mortai. Allora, buonanotte a noi.
   - Non ti vogliono vivo, Roger - osserv Ilmika.
   - S, lo so. Raske deve serbarmi rancore.
   Gli Ikhwani si accontentarono di sparare qualche colpo occasionale, mentre gli uomini con i mortai continuavano ad avanzare lentamente, anche se era stato mandato gi un gruppo ad aiutarli. Two Hawks giudic che le pesanti armi non sarebbero state portate a destinazione fin verso il crepuscolo. Non che la notte potesse fare molta differenza circa la precisione del fuoco del mortaio.
   Non riusc a vedere gli uomini della Hwaelgold. La lancia proveniente dall'incrociatore era sbarcata da molto tempo e i marines erano spariti nella foresta di querce. Il mercantile si era inclinato su un fianco, ma stava ancora a galla. E le due colonne di fumo erano decisamente pi vicine.
   Gilbert lo inform che i mortai probabilmente avevano un campo di tiro di circa 200 metri. A questa notizia, Two Hawks fece un largo sorriso: per portare le armi ad una distanza utile gli addetti ai mortai avrebbero dovuto lasciare la protezione dei massi distanti per sistemare i mortai dietro a quelli pi vicini, e dubitava che avrebbero tentato di farlo, se non sfruttando la copertura della notte. Probabilmente avevano troppo rispetto per i missili di pietra che i difensori potevano far rotolare addosso a loro.
   Il sole sprofond dietro il picco, ed il cielo azzurro si scur: - Quando si far abbastanza scuro, ce ne andremo di qui - decise Two Hawks. - Gli Ikhwani impiegheranno del tempo per portare i mortai verso quei massi. Pu darsi che gli altri organizzino un fuoco di copertura per gli addetti al mortaio, come pu darsi di no, ma, in entrambi i casi, dobbiamo tentare la sorte. Taglieremo verso destra attraverso il pendio e speriamo di riuscire ad aggirare la linea mentre spareranno in su contro di noi... o meglio, mentre spareranno verso la nostra presunta postazione.
   Sulla montagna si accalcarono nuvole da ovest, rallegrando i difensori. L'influsso del sole svan completamente e un'oscurit spessa come gelatina carbonizzata copr la montagna. I quattro passarono cautamente sul bordo della spianata e cominciarono a strisciare gi per il pendio. Circa un minuto dopo, la notte divent rumorosa e guizzante di fiamme: i marines stavano cercando di tenere impegnati i difensori mentre i mortai venivano portati nelle nuove postazioni.
   Two Hawks, osservando che erano molto sotto la linea del fuoco, cambi idea, e rifer ai compagni cosa intendeva fare, aggiungendo per che si sarebbero attenuti al piano originario, se loro lo preferivano. Gli altri risposero che avrebbero fatto ci che lui ordinava.
   I quattro cominciarono a strisciare verso nord-est, diretti verso la pi vicina linea di massi, che raggiunsero alcuni minuti prima degli equipaggi dei mortai. Dall'altro Iato del masso, ascoltarono il suono raspante dell'arabo, mentre i mortai venivano sistemati. Era impossibile stabilire se l ci fossero solo gli artiglieri o se con loro fossero venuti altri. Dopo aver deciso che pi rimandava l'azione meno possibilit aveva di sorprenderli, Two Hawks strisci intorno a una grande roccia insieme ad Ilmika, mentre Gilbert e Kwasind passavano dietro all'altra, a dieci metri di distanza.
   Tutto and meglio di quanto avesse sperato Two Hawks, che spar da un lato del masso, mentre Ilmika faceva fuoco dall'altro. Kwasind e Gilbert entrarono in azione appena sentirono il primo sparo. Anche se era buio, i turbanti e i pantaloncini bianchi dei marines facilitavano il tiro, ed i quattro miravano alle zone oscure tra quelle bianche.
   C'erano otto uomini per ogni mortaio. Ne caddero quattro per gruppo prima che i sopravvissuti potessero mettere in funzione i loro revolver. Parecchi tentarono di correre, persero l'equilibrio e rotolarono, fuori dalla lotta. Gli altri morirono dove si trovavano.
   Ilmika e Two Hawks cominciarono ad aggirare il masso per arrivare al mortaio, ma dovettero tuffarsi a riparo. I marines che erano pi in basso, indovinando cosa era successo, avevano aperto il fuoco. Il piano di Two Hawks di usare i mortai contro di loro e di farli saltare in aria insieme alle loro armi, non era pi attuabile; peggio ancora, i marines stavano avanzando verso i massi, decisi a riprendersi i mortai.
   I quattro si arrischiavano a sporgere la testa intorno ai massi e a sparare di tanto in tanto. Ma la grandine di pallottole che urlava proprio sopra le loro teste e che strappava pezzi di roccia dai lati del masso faceva diventare suicida Patto di continuare a cercare di rispondere al fuoco.
   Two Hawks imprec. Avrebbe dovuto attenersi al piano iniziale. Avrebbero potuto essere sulla strada della salvezza ora, se non fosse stato trascinato dal suo presuntuoso, folle e dannato impulso di contrattaccare.
   Improvvisamente, il fracasso proveniente da sotto raddoppi, poi si triplic in intensit. I proiettili smisero di volare intorno a loro, ma sotto, il manicomio abbaiante continu. Ci furono fischi e urla in una lingua non araba. Two Hawks non cap le parole, ma riconobbe il linguaggio come polinesiano.
   Erano arrivati gli Hivikani.
   La battaglia dur circa cinque minuti. Poi gli Ikhwani sopravvissuti si arresero. Gli Hivikani che erano stati informati di ci che stava succedendo dai loro prigionieri, gridarono ai quattro di arrendersi. Il blodlandese dell'ufficiale aveva un pesante accento, ma si riusciva a comprenderlo. Gilbert rispose in hivikano, e un momento dopo anche i quattro erano prigionieri. Si unirono agli altri, l sotto.
   Raske era l, con le mani intrecciate dietro il collo. Quando vide Two Hawks, rise e disse: - Infido diavolo! Per il rotto della cuffia, eh? Hai tutta la fortuna dello stesso Hitler!
   - Chi Hitler? - chiese Two Hawks.
  -- CAPITOLO VENTESIMO
   L'alba norvegese faceva impallidire le finestre della stanza d'albergo quando Two Hawks interruppe il suo racconto.
   - Di sicuro non si fermer ora? - chiesi - Proprio prima della fine?
   - Dimenticavo - rispose lui, - che le parole di Raske non devono avere nessun significato per lei. Quando le disse, non significarono niente neppure per me: ero troppo preoccupato di quello che ci sarebbe successo per pensare molto ad esse. Tutti noi, gli Ikhwani, i Blodlandesi, Kwasind, Raske e io stesso fummo processati per ingresso illegale, un crimine non capitale, e per aver varcato i confini di un terreno consacrato, un crimine capitale. Ma Raske e io avevamo qualcosa di utile da offrire all'Hivika in cambio della nostra vita. E io feci liberare anche Kwasind e i Blodlandesi. Tuttavia il re dell'Hivika voleva qualcuno da usare per dare un esempio, quindi impicc i marines ikhwani e anche i marinai che erano sopravvissuti all'affondamento della loro nave. Quei due pennacchi di fumo che avevo visto provenivano da incrociatori hivikani, che avevano affondato la nave degli Ikhwani, anche se non senza riportare gravi perdite.
   Passammo un anno nell'Hivika, un anno molto attivo, una ripetizione di ci che io e Raske avevamo portato a termine nel Perkunisha e nel Blodland. Quando ottenemmo la libert, la guerra era finita. La peste era finalmente scomparsa, anche se non prima di aver ucciso in quattro mesi il quadruplo della gente morta in un anno di guerra. Il Perkunisha si fece a pezzi; una parte del suo esercito e molti civili si ribellarono, un cittadino comune di nome Wissambrs divenne il capo della repubblica... be', lei sa tutto questo.
   - Ma cos' questa storia di... un Hitler? - chiesi io.
   Two Hawks sorrise. - Raske ha risposto alla stessa domanda per me mentre eravamo nella prigione hivikana. E mi ha raccontato del mondo dal quale era venuto. Come ho detto, avevamo sempre lavorato troppo duro mentre eravamo a Berlino per poter fare molti discorsi o conversazioni sulla nostra vita su quella che pensavamo fosse stata la stessa Terra. Inoltre, evitavamo entrambi di discutere delle nostre ideologie o degli scopi dei nostri paesi. Sentivamo che non c'era nessuna utilit nel continuare le dispute di un mondo per noi perso per sempre.
   Accadde non prima che ci trovassimo in Hivika che apprendemmo di essere passati attraverso la stessa porta, simultaneamente, ma provenendo da Terre diverse.
   - Sorprendente!
   - S. Il governatore della Germania del mio mondo era il Kaiser, nipote del Kaiser della Germania della Prima Guerra Mondiale. Raske disse che, nel suo mondo, il Kaiser era stato esiliato in Olanda dopo la Prima Guerra Mondiale. Tra l'altro, la sua Prima Guerra Mondiale ebbe luogo circa dieci anni dopo rispetto al mio mondo, se le vostre cronologie relative sono esatte. Nell'universo di Raske, un cittadino austriaco di nome Hitler divenne dittatore della Germania e la guid nella Seconda Guerra Mondiale.
   Naturalmente, il Kaiser della Prima Guerra Mondiale del mio mondo e quello del mondo di Raske non erano la stessa persona, capisce? Non avevano nemmeno gli stessi nomi propri. Eppure, il corso della storia sul suo mondo e sul mio stato sorprendentemente simile; solo le persone erano diverse. Le coincidenze sono troppe e troppo strette per essere considerate solo tali. Cos, la mia teoria che questa terra sia popolata da umani che hanno attraversato le porte venendo dalla mia terra se ne va fuori dalla finestra.
   Lo sapeva...? No, non potrebbe naturalmente... che le incursioni della Air Force Americana furono fatte sulle due Ploesti nello stesso giorno? Raske volava su un Messerschmidt, un modello che mi era ignoto, sul punto di attaccare un American Liberator, molto simile al mio bombardiere, anche se il mio era classificato come un Vengeance.
   Quindi, noi ora sappiamo che una "porta" pu aprirsi su pi di due mondi nello stesso istante.
   Bussarono alla porta; lui la apr e la bella Ilmika Thorrsstein entr, annunciando: - Scusatemi, signori, se vi interrompo, ma tempo che noi andiamo.
   Un momento pi tardi, nella stanza entrarono due uomini. Two Hawks mi present all'erculeo Kwasind e al biondo e attraente Raske.
   - Dove state andando ora? - chiesi a Two Hawks.
   - Abbiamo saputo di qualcosa di molto strano nel territorio ghiacciato del Tyrsland settentrionale - spieg lui. - I nomadi wakasha raccontano storie di cose insolite in una valle, l, di qualcosa che ci sembra simile a una porta. Se il racconto ha un qualche fondamento, pu darsi che non ci vediate pi. Ma se privo di basi, come io mi aspetto che sia, allora rimarremo in questo mondo. A Raske piacerebbe tornare nel suo, se possibile, ma se non ci riuscir, andr nel Saariset, da cui ha ricevuto magnifiche offerte; se accetta, arriver ad essere quasi un re. Raske, temo, il classico leopardo che non pu cambiare la sue macchie. Per quanto riguarda me, torner nel Blodland con Ilmika. - Sorrise e aggiunse: - Pu darsi che questo non sia il migliore di tutti i mondi possibili. Ma quello in cui siamo, quindi cercheremo di farlo diventare migliore.
  -- CAPITOLO VENTUNESIMO
   TVA HAVOKEN FRA ERTHE, OFF AETHELSTAN PORSENA, fu pubblicato sei mesi dopo. Two Hawks ricevette per posta una copia autografata il giorno in cui ritorn dal paese dei Wakasha, nella parte settentrionale del Norweg e del Tyrsland. Quella sera, si sedette nella libreria del palazzo nella contea di Kimbran e scrisse una lettera di ringraziamento a Porsena, che si trovava a Bammu. Comment che riteneva che fosse una relazione accurata, anche se tralasciava almeno la met di ci che aveva detto a Porsena. Forse la seconda edizione poteva avere un'aggiunta che spiegasse il suo mondo (quello di Two Hawks) pi completamente. Aggiunse anche che era felice di sentire che il libro sarebbe stato tradotto subito in rasna e in kerdezh.
   Nel paragrafo finale, afferm brevemente che non era riuscito a localizzare un'altra porta.
   Il libro risult il best seller dell'anno, anche se molti lettori pensavano che fosse un'invenzione.
   Nel frattempo, Roger era impegnato a dirigere le sue propriet e a consultarsi con vari tecnologi e scienziati privati e del governo. Gli era stato conferito il titolo nobiliare di gerl (pronunciato yerl), un rango appena inferiore a quello del melik, il pi alto della nobilt. Con il titolo erano arrivate le propriet dell'ultimo Gerl Lars Volfrik, che non aveva lasciato eredi diretti. Il suo palazzo si trovava presso le rovine di un castello, vicino a un villaggio che nel suo mondo nativo era chiamato Pembroke, nel Galles. Ilmika era di grande aiuto in questo lavoro di amministrazione delle propriet, che portava via molto tempo. Come tutte le donne nobili, era stata educata dall'infanzia a simili compiti. La guerra aveva causato molti stenti tra i fittavoli, la cui vita non era mai stata facile anche durante i tempi migliori. Inoltre, il problema di cosa fare con gli schiavi liberati, procur a Roger molto fastidio e molte angosce. Per la maggior parte, essi volevano rimanere come contadini o domestici di casa, ma non avevano terra, e Roger, che non era ricco, poteva permettersi solo un certo numero di servi. I Caucasici dalla pelle scura, discendenti degli aborigeni dell'Africa Occidentale, erano odiati e disprezzati dai contadini e dalla gente del villaggio. Quelli che potevano assumere gli affrancati, erano in grado, se mai, di pagare un salario che garantiva solo la semplice sopravvivenza. Cos, nella gran maggioranza, gli schiavi, anche se molto riluttanti a lasciare l'unica zona che conoscevano, si decisero ad emigrare verso le grandi citt industriali.
   Poi la popolazione locale si dispiacque di vederli andare via: la peste aveva causato una tale penuria di lavoratori, in effetti, che i cittadini avevano chiesto che la liberazione degli schiavi fatta da Leonitha venisse annullata. Il Tekker (il Reggente) era rimasto fermo contro questa richiesta ed era riuscito a ottenere nel parlamento Blodlandese una leggera maggioranza che lo spalleggiasse.
   Erano tempi duri per i Sei Regni, carenze di quasi ogni cosa, tasse alte per ricostruire il paese, sommosse, altre malattie che si prendevano la loro tassa sui debilitati sopravvissuti alla peste. Le contee settentrionali chiedevano che la nobilt fosse abolita insieme alla capitazione e che Leonitha fosse eletto capo di una repubblica: il Blodland arriv sull'orlo di una guerra civile.
   Sul continente, la situazione non era migliore. L gli schiavi avevano sentito della liberazione di quelli Blodlandesi e chiedevano di essere fatti anche loro contadini. Da entrambe le parti, si erano verificate inevitabili sommosse e orrendi massacri.
   Poi Kwasind and da Two Hawks per comunicargli che doveva lasciarlo.
   - Il mio paese si liberato dai Perkunishani, ma essi stanno mettendo insieme molti eserciti lungo i confini kinukkinuk e intendono riprenderselo. Devo aiutare la mia gente a combattere contro i matcheswomp (quelli che fanno il male).
   Entrambi gli uomini piansero quando si salutarono. Subito prima che Kwasind salisse a bordo del treno a vapore, Roger disse: - Ci vedremo di nuovo. Presto.
   Il gigante rispose tristemente: - No. Io non lo credo. I miei mantowak tutelari sono venuti da me l'altra notte mentre dormivo e mi hanno detto che morir combattendo contro i Perkunishani e che tu non rimarrai a lungo in questo mondo.
   Vedendo l'espressione sorpresa di Roger, Kwasind aggiunse: - Non credo che intendessero dire che morirai presto.
   Quindi abbracci di nuovo Roger, mormorando: - Addio, amico - e sal sul vagone. Two Hawks aspett un po' per salutarlo con la mano, ma il treno part senza un'apparizione fugace di quella grande faccia scura.
   Roger era afflitto, ma non aveva molto tempo per pensare a Kwasind. Inoltre, secondo i suoi doveri come gerl, doveva consultarsi con i sapienti che venivano da lui per prosciugarlo di tutte le informazioni che aveva e che riguardavano la scienza e la tecnologia del suo mondo. Lui riferiva loro tutto quello che sapeva ed era compiaciuto del fatto che i dati che forniva avrebbero procurato a quel mondo le numerose cose di cui esso aveva bisogno. Non era compiaciuto invece dell'uso che sarebbe stato fatto della sua conoscenza delle macchine militari.
   Tuttavia, aveva finalmente convinto alcuni eminenti scienziati che i batteri erano responsabili di molte malattie. In realt, non era il primo a dire questo al mondo. Un dottore rasna lo aveva fatto dieci anni prima, ma era stato ridicolizzato e perseguitato ed era finito in una casa di cura per pazzi.
   Durante questi tempi attivi, la vita matrimoniale di Roger cominci a deteriorarsi. Un po' di questo cambiamento fu provocato dal suo affaticamento e dalla mancanza di tempo da passare insieme, ma la maggior parte deriv dallo scontro di due ambienti culturali ampiamente diversi. Ilmika era gentile e persino tenera di cuore nei confronti dei servi, ma il suo atteggiamento verso le classi inferiori disturbava Roger. Lei si infuri quando lui us la sua influenza come signore locale per fare in modo che un giudice desse ad un ragazzo di undici anni una condanna a cinque anni di carcere invece della morte per impiccagione. II bambino, uno dei tanti orfani mezzi morti di fame che vagabondavano in giro, aveva rubato un pezzo di pane, un barattolo di burro e un piccolo prosciutto. Roger si era persino offerto di prendere il ragazzo come servo e di essere responsabile di lui, ma il giudice, aveva rifiutato di permetterglielo, affermando che era fin troppo indulgente cos e che permettere ad un criminale di andare via impunito avrebbe allentato le fondamenta di una societ che era gi troppo instabile.
   Ilmika e Roger litigarono violentemente per questo, e quella fu la peggiore di una lunga serie di discussioni. Invece di riconciliarsi dopo, come era sempre avvenuto, si separarono per un po'. Lui si rec a Bammu e lei and a far visita a una cugina nella contea meridionale. Quando ritornarono a casa, fecero entrambi uno sforzo per riguadagnare la tenerezza e la passione dei primi sei mesi di matrimonio. La cosa fall, e, Roger dorm da allora in un'altra stanza.
   Un altro fattore importante nella sua crescente infelicit era l'atteggiamento degli altri nobili nei suoi confronti. Teoricamente, era un loro pari, ma in realt, anche se erano educati con lui, non riuscivano a nascondere interamente i loro pregiudizi nei confronti degli stranieri, specie se di pelle scura. Roger era entrambe le cose, e sebbene fosse considerato un eroe nazionale, era ancora uno che si era fatto dal nulla e che apparteneva a una razza diversa. Era escluso da molti avvenimenti sociali ai quali avrebbe dovuto essere invitato, e in quelli ai quali partecip, fu sottilmente snobbato.
   Roger avrebbe potuto sopportare questo se Ilmika gli avesse dato tutto il suo appoggio. Ma ora stava raramente con lui, e dopo due anni divorzi. Avrebbe potuto vincere se l'avesse combattuta in tribunale, ma non vedeva per quale motivo avrebbe dovuto farlo. Lei fece le valigie e se ne and, anche se non senza piangere, e prese il treno per Bammu, dove aveva un palazzo. Un anno dopo, fu annunciato il suo fidanzamento con un cugino di terzo grado. Roger le mand un regalo di nozze: un cappotto di pelo di orso polare e un piccolo scrigno d'oro con incastonati dei diamanti, antico di cinquecento anni e fatto a Nuova Creta. Poteva permetterselo a malapena, ma voleva che lei sapesse che non la odiava.
   Cinque mesi dopo, proprio mentre stava lasciando il parlamento dopo una seduta tempestosa, fu chiamato da Humphrey Gilbert. Grasso e allegro come sempre, Gilbert insistette per celebrare la loro riunione andando nella taverna pi vicina. Roger era felice di vederlo: a quel tipo lui piaceva sinceramente ed era in effetti l'unico amico del quale potesse fidarsi.
   Roger ordin una birra; Gilbert un grosso bicchiere di whisky bambese; brindarono l'uno alla salute dell'altro, e poi Gilbert disse: - Hai l'aria di uno che ha bisogno di una lunga vacanza.
   - Ne ho bisogno.
   - Allora vieni con me nell'Hotinohsonih.
   - Stai andando l? Perch?
   - Affari, ragazzo mio. Affari dei quali meglio per te non sapere nulla.
   Roger sorrise. La ricchezza di Gilbert era andata persa durante la guerra, i suoi magazzini erano bruciati e le sue navi affondate, ma lui si era dedicato al contrabbando, una professione lucrativa anche se pericolosa, dato che poteva finire nel cappio di un boia. Dopo aver ammassato un capitale considerevole, aveva lasciato il contrabbando e si era dato alle importazioni. E solo due mesi prima era stato fatto cavaliere dallo stesso Huskarl Tekker.
   - Non hai bisogno di preoccuparti dei miei progetti l. O, direi, dovresti ignorarli tutti tranne uno.
   Gilbert sembrava felice e reticente.
   - E quale?
   - Ho degli agenti l, ed uno mi ha parlato di un fenomeno interessante, interessantissimo.
   Si appoggi indietro, con gli occhi che brillavano, e mand gi dell'altro Bambish. Poi si protese attraverso la tavola.
   - Potrebbe essere un'altra porta!
  -- CAPITOLO VENTIDUESIMO
   - Non c' fretta, Roger - supplic Humphrey Gilbert, respirando affannosamente. - Riposiamoci un po'.
   Anche Two Hawks si sentiva del tutto sfiatato, ma non si sedette, e guard indietro, gi per la ripida e scoscesa montagna che lui, Gilbert e l'interprete, Wentasta, avevano scalato: altri cento metri li avrebbero portati al picco. Questa terra era disagevole e scoscesa ed aveva un aspetto desolato e minaccioso: su di essa sembrava incombere un qualcosa che era meglio non offendere.
   Responsabile di questa impressione poteva essere il fatto che la zona corrispondeva alla Transilvania del suo mondo e che essi si trovavano a non troppi chilometri di distanza dal luogo dove sorgeva la casa di Dracula su Terra 1 ; d'altra parte, i racconti degli abitanti del luogo, cos come erano stati riferiti dall'interprete, erano altrettanto tetri quanto quelli su Dracula. Qui, secondo la gente del villaggio, vagavano streghe, giganti, un mostro fatto di pietra e una bestia con la forma di un leone ma coperta di piume e con un becco d'aquila. C'erano anche pigmei succhiatori di sangue e nani pelosi che facevano rotolare massi sugli intrusi.
   L'uomo che avevano assunto come guida e interprete dei molti dialetti parlati nella zona, affermava di non credere a simili superstizioni, ma era ovviamente a disagio, ed aveva rifiutato di portarli oltre un certo punto.
   Gilbert, asciugandosi il sudore e respirando affannosamente, si tolse lo zaino e il fucile e poi si sedette; Wentasta si accovacci subito vicino a lui. La sua mascella si muoveva mentre masticava un pezzo di resina: dato che non c'erano gomme da masticare in questo mondo, il loro sostituto era la resina di lentischio o di abete rosso.
   Quando ebbe ripreso fiato, Gilbert comment allegramente: - Be', questa indubbiamente un'impresa sbagliata. Ma stata utile per farmi perdere peso.
   Wentasta fece un largo sorriso e disse, in blodlandese parlato male: - Questo mi ricorda una barzelletta. Vedi, c'era questo grasso commesso viaggiatore, e lui...
   Durante il loro viaggio, l'interprete aveva raccontato almeno duecento barzellette, tutte sporche, la cui frequenza e grossolanit era aumentata a mano a mano che si avvicinavano alla meta. Anche se lo negava, era spaventato, e quelle storielle rabelesiane erano un mezzo per tenersi su di morale.
   Alla fine della storia, Gilbert e Wentasta ruggivano di risate; Two Hawks sorrise, ma si allontan quando Wentasta ne cominci un'altra, e allorch Gilbert protest che aveva ancora bisogno di riposare, gli grid in risposta: - Vi aspetter in cima.
   Per strada, pens a quello che aveva fatto da quando era sbarcato nell'Hotinohsonih. Mentre Gilbert badava ai suoi affari commerciali, aveva vagato per il porto, osservando ogni cosa e allo stesso tempo migliorando il suo uso della lingua. Era consapevole del fatto che la polizia segreta lo stava pedinando, ma non permise a se stesso di preoccuparsi di questo: Gilbert si era occupato di qualsiasi accusa potesse essergli mossa a causa dell'incidente del sanatorio.
   Questa era la citt di Shikelami, che su Terra 1 era Costanza, in Romania. Una volta era stata abitata da coloni provenienti da Wilion o Troia, che qui aveva una storia diversa. I coloni, chiamati Dariani, avevano stabilito un regno che era durato trecento anni prima di essere distrutto.
   Gli affari di Gilbert avevano richiesto tre mesi, ma prima ancora di concluderli lui aveva comunicato a Roger di aver localizzato il luogo di quella che poteva essere una porta.
   - Naturalmente, mi sto basando solo su voci e sui racconti di montanari superstiziosi, ed probabile che rimarremo molto delusi. Anche se ci fosse davvero una porta, cosa ci sar dall'altra parte? Il tuo mondo d'origine? O un'altra terra che per te potrebbe essere persino pi estranea di questa?
   - Se c' una porta - aveva risposto Two Hawks, - e io dubito molto che ci sia, allora tenter la sorte. Soffro di nostalgia. Ho tenuto duro molto pi a lungo di quanto abbia fatto O'Brien, che si sentito alienato fin dall'inizio e non mai riuscito a superare il desiderio di tornare nel proprio mondo. Penso che fosse questo il motivo per cui si lanci in quell'attacco suicida contro i poliziotti iskapintik quando stavano violentando Ilmika: semplicemente, non voleva vivere qui e sembrava che non ci fosse nessun modo in cui poter tornare nella nostra Terra. Io mi sono dimostrato molto pi adattabile, ma ora sto soffrendo a mia volta: la sensazione di non essere del tutto agganciato alla realt diventa ogni giorno un po' pi forte. Ed ho nostalgia di casa.
   Anche se l'avventura sembrava senza speranza (quante porte potevano esserci?), era deciso ad andare fino in fondo.
   Strisci fino al bordo di un piccolo altipiano, si alz in piedi e cammin verso l'altro lato: questo fianco della montagna era molto pi corto, e circa centocinquanta metri pi sotto si apriva una piccola valle. La base della montagna cominciava a un chilometro e mezzo di distanza, ed a met strada c'era l'ampia e oscura bocca di una caverna.
   Sulla sporgenza di fronte ad essa sorgeva una costruzione.
   Dopo alcuni minuti, Gilbert e la guida raggiunsero Two Hawks. - Vedete? - domand Wentasta. - Non stavo mentendo: c' la casa della strega e dietro ad essa la caverna. Si dice che vicino al retro ci sia un posto attraverso il quale essa entra nel regno dei demoni. Ad ogni modo, i montanari affermano che si libera dei suoi nemici spingendoli attraverso la porta verso il luogo dei demoni, anche se non so perch essi dovrebbero farle visita solo per essere eliminati.
   Poi aggiunse: - Si dice che le persone che vogliono ucciderne altre e che vorrebbero disfarsi dei corpi in modo che non vengano assolutamente trovati portino qui i cadaveri. In cambio di un compenso, lei getta i corpi attraverso la porta, che invisibile, e cos non ci sono prove. I racconti sono ridicoli, naturalmente: chi sarebbe in grado di trascinare un corpo su per queste ripide montagne?
   - La polizia non ha mai fatto indagini su di lei? - chiese Two Hawks.
   - Nessuno abbastanza coraggioso da accusarla. Inoltre la polizia locale ha paura di lei come gli altri.
   Rimasero seduti per mezz'ora. Un orso discese con lentezza il pendio verso una macchia di bacche, le piccole figure di tre cervi bevvero a un ruscello ed attraversarono di corsa il fondo della valle. Alla fine, Wentasta si alz.
   - Io mi fermo qui - annunci. - Mi accamper sotto la sporgenza che abbiamo superato, quella vicino all'albero contorto. Se non sarete di ritorno entro due giorni, andr a casa.
   - Torneremo - rispose Gilbert. - Almeno, io torner. Wentasta non aveva l'aria di pensare che la cosa fosse certa.
   Quando i due raggiunsero la costruzione, il sole era tramontato dietro un picco, anche se il cielo era ancora abbastanza chiaro. Furono accolti dal silenzio: o il proprietario della casa di legno a due piani li stava osservando dall'interno, oppure si trovava altrove.
   Accesero le torce elettriche che avevano portato dal Blodland, congegni introdotti da Two Hawks, ed i raggi di luce giocarono intorno alle numerose finestre e alla porta d'ingresso chiusa.
   - Non l'ha costruita da sola - osserv Gilbert. - Deve aver ricevuto molto aiuto.
   - Perch stai bisbigliando? - chiese Roger.
   - Questo posto mi fa venire i brividi - replic Gilbert, ridendo nervosamente.
   - Nemata! Nemata! - grid Two Hawks. - Hai dei visitatori!
   Non ci fu risposta. Era possibile che la donna fosse nella caverna?
   Gir intorno all'edificio. Dietro ad esso, c'era qualcosa che somigliava ad un pollaio di legno, ma il pollame era sparito da un pezzo.
   La torcia gir intorno all'ingresso della caverna. Molto indietro rispetto ad esso c'erano un tavolo con alcune sedie e dei bicchieri di pietra, e al di l, una tenda di qualcosa che sembrava pelle, orlata in fondo.
   Gilbert lo raggiunse.
   - stupido, naturalmente. Ma non mi piace stare qui da solo.
   - Non ti biasimo - convenne Roger.
   Chiam nella caverna. Nessuna risposta, eccetto l'eco.
   Tornarono alla porta d'ingresso e urlarono di nuovo il nome della donna. Forse era un po' sorda, anche se la guida aveva descritto la strega come giovane e bella, pur ammettendo di non averla mai vista e di supporre che vivesse l da pi di cinquant'anni.
   Two Hawks buss alla porta. Non ricevendo nessuna risposta, sollev il chiavistello e spinse. La porta si spalanc verso l'interno su cardini di legno. Con il raggio che gli faceva da avanguardia, entr. La polvere era spessa sul pavimento e sui pochi mobili. Non c'erano impronte.
   Le trovarono in un'ampia stanza sul retro. Era un mucchio d'ossa sotto una coperta ridotta in polvere, un teschio che fissava il soffitto, una massa di capelli neri coperti di polvere.
   - La strega morta - disse Two Hawks, pensando al film sul Mago di Oz.
   - E da molto tempo, anche - aggiunse Gilbert. - Quelle storie che abbiamo sentito su di lei devono riferirsi alle sue attivit passate, se mai erano vere.
   Perquisirono il resto della casa e poi andarono fuori. Cose piccole e nere piombarono intorno a loro. Una sfrecci attraverso un raggio di luce: un pipistrello.
   - Forse il suo spirito entrato in uno di questi - comment Gilbert. Sembrava serio per met.
   - Sai quello che dice la gente del luogo.
   Entrarono nella caverna e camminarono attraverso gli escrementi di pipistrello verso la tenda. Two Hawks fece per spostarla da una parte, lungo l'asta di legno, ma la pelle marcia gli si strapp in mano.
   Al di l, scorsero un lungo e ampio tunnel, vicino alla fine del quale, c'era una porta incassata nella pietra, cos massiccia e pesante che dovettero spingere tutti e due per aprirla. La porta stessa era di quercia, con cardini di bronzo, e chiodi di ferro assicuravano i battenti esterni al legno; anche gli altri battenti erano assicurati da chiodi di ferro che erano stati introdotti in piccoli fori trapanati nella roccia.
   - Non pu averla mai aperta da sola - osserv Gilbert.
   - Forse non l'ha mai aperta affatto - replic Two Hawks.
   All'interno trovarono un altro tunnel, tagliato nella pietra e ampio quanto bastava a far passare una sola persona. C'era polvere spessa un pollice sul pavimento, e lungo il muro si aprivano alcune nicchie dalle quali li fissavano teschi di esseri umani e di animali. Alla fine, c'era un'altra tenda, ma questa era fatta di strisce di conchiglie.
   - molto lontana dal Mar Nero - disse Gilbert.
   Two Hawks si ferm accanto a un teschio. Lo guard attentamente, poi lo prese dallo scaffale e soffi via la polvere.
   - Fossilizzato - spieg. - Non sono un esperto, ma mi sembra di Neanderthal.
   - Neanderthal? - fece eco Gilbert.
   Two Hawks chiar quello che intendeva dire.
   - Ah, vuoi dire l'Uomo Gelsomediano.
   La tenda trem mentre Two Hawks l'attraversava, poi la luce gioc su altri venti metri di tunnel, e lui si sent deluso, anche se non si era davvero aspettato di trovare qualcosa.
   Le conchiglie sbatterono una contro l'altra quando Gilbert sporse la testa attraverso la tenda.
   - Qui c' un mistero amico mio, ma non quello che stavamo cercando.
   - Era davvero troppo bello per essere vero.
   Ad ogni modo, Two Hawks cammin verso il fondo.
   Si trovava mezzo metro da esso quando fu preso da vertigine, e poi da un profondo senso di dislocazione, uno strappo, un malessere. Dopo, stava cadendo nell'improvvisa luce del sole.
   Urt contro qualcosa.
  -- CAPITOLO VENTITREESIMO
   Quando si svegli, cap di essere nel Nord-America.
   In alto, su un ramo di un albero vicino a lui, scorse una aquila calva.
   Tuttavia, ci che lo interess di pi fu il dolore alla testa. Allung una mano e tast un bernoccolo, sul lato destro, vicino alla linea del cuoio cappelluto. Sobbalz, quando le dita lo toccarono.
   L'aquila, scoprendo che lui era vivo, vol via a cercare un altro pasto.
   Two Hawks allora si accorse di avvertire un altro dolore meno acuto: era atterrato sulla schiena, e lo zaino e il fucile sotto di lui gli facevano piegare la schiena in modo molto spiacevole. Si rotol, lamentandosi, e si alz in piedi barcollando. Davanti a lui c'era una spirale di granito. Guard in su, e sent un dolore nel collo mentre lo faceva. La roccia era alta circa nove metri, il che significava che lui era caduto attraverso la porta da un'altezza di almeno dieci metri: era fortunato a non essersi rotto qualche osso.
   In cima alla roccia, c'era un'altra prova del fatto che lui si trovava nel Nuovo Mondo: un grosso pettirosso, che doveva essersi posato l poco dopo che l'aquila se n'era andata verso un terreno di caccia migliore.
   Two Hawks sciolse le stringhe del pesante zaino e lo lasci cadere al suolo, dopo aver esaminato il fucile semi-automatico calibro .36 (che aveva fabbricato nel Blodland) e controllato il revolver calibro .36 che portava in una fondina, osserv pi attentamente i dintorni.
   Era in cima a un'alta collina, sopra ed intorno alla quale crescevano alberi sempreverdi di vari tipi, abeti rossi e larici. Attraverso un'apertura del fogliame, riusc a vedere un ampio ruscello.
   Un colpo alle sue spalle gli fece fare una piroetta, col cuore che gli batteva forte, e il movimento improvviso gli provoc un dolore lancinante alla testa ed alla schiena: a mezzo metro di distanza, giacevano un altro zaino e un fucile, ed attaccato allo zaino c'era un foglio di carta ripiegato.
   Guard in su di nuovo. Non c'era nessuna prova che l ci fosse una porta, ma Gilbert aveva gettato il suo zaino al di l di essa: era chiaro che non avrebbe sporto la testa attraverso essa per controllare che cosa era successo al suo compagno improvvisamente scomparso, e Two Hawks non poteva biasimarlo per questo.
   Il biglietto diceva:
   Dovunque tu sia, che Dio ti accompagni. Spero che tu trovi quello che stavi cercando, qualsiasi cosa sia. Pu darsi che tu abbia bisogno delle munizioni e delle provviste del mio zaino, quindi te lo mando. Mi sento un codardo, ma sto bene in questo mondo. Ad ogni modo, sai che non ti ho mai promesso di venire con te.
   Bloccher l'ingresso della caverna. Porter esplosivi e utensili per fare il lavoro. Tuttavia, lascer una piccola apertura perch tu possa passarci strisciando, se mai dovessi tornare indietro. Dubito che lo farai: ho la sensazione che le porte siano tutte a senso unico.
   In ogni caso, che Dio ti benedica e ti dia felicit.

Arrivederci. Humphrey.

  
   Two Hawks cerc finch non trov alcune piccole pietre. Le lanci verso l'area attraverso la quale lui doveva essere caduto. Cinque pietre passarono negli alberi, ma la sesta rimbalz contro un oggetto invisibile, se una porta poteva essere chiamata un oggetto. Gilbert aveva ragione: le porte erano a senso unico, o almeno, questa lo era.
   Tuttavia, Raske aveva dimostrato che una porta poteva far entrare contemporaneamente persone provenienti da due mondi paralleli e diversi in un terzo.
   Bevve dalla borraccia e poi trasfer le scatole di cartucce nel suo zaino e ne tolse altre dalle bandoliere di Gilbert. Stip quanti pi barattoli di carne conservata e di frutta pot dallo zaino nel suo. Sistem altri barattoli nelle tasche della giacca e scatole di fiammiferi nelle tasche dei pantaloni. Poi cominci a discendere la collina.
   Trenta giorni pi tardi, era circa trecento chilometri a sudest del punto di partenza, ed aveva finito tutto il cibo, eccetto due scatole, conservate per le emergenze. Aveva usato venti delle sue pallottole, sei per procurarsi della carne, le rimanenti per autodifesa. Aveva incontrato orsi, puma, bisonti e mastodonti. Oltre alle armi da fuoco, ora aveva un arco e una faretra piena di frecce, le cui asticelle avevano la punta di calcedonia. Si sentiva grato per il fatto di essersi preso una volta la briga di imparare a lavorare la selce e la calcedonia da un antropologo texano, quando era al college.
   La foresta sembrava continuare per sempre, anche se di tanto in tanto attraversava piccole pianure; aveva superato due grandi fiumi su zattere fatte con l'ascia e con uno scalpello di legno. Quando fosse arrivato ad un fiume che scorreva verso sud invece che verso ovest, ne avrebbe fabbricata un'altra e avrebbe navigato a sud fin dove esso lo avrebbe portato: sperava di trovarne uno che andasse anche verso est, dato che voleva arrivare alla costa, ma in quel preciso momento il suo principale desiderio era arrivare in una zona dal clima pi caldo, perch non voleva essere sorpreso da un inverno rigido.
   Finora non aveva trovato esseri umani o qualche prova che ce ne fossero, e stava cominciando a chiedersi se quel mondo non appartenesse ad un'era precedente a quella in cui gli indiani erano entrati in Nordamerica dall'Asia. Quando, nel trentesimo giorno, arriv ad alcune grandi pianure e vide maestosi mammuth, cammelli, tigri munite di zanne, bradipi giganti e cavalli, fu sicuro di essere solo, l'unico umano su due continenti.
   Era signore e padrone di tutto quello che guardava, finch si fosse tenuto lontano dai grandi erbivori e carnivori, ma la cosa non gli piaceva neanche un po'. Questo era il paradiso di un paleontologo o di un cacciatore e lo affascinava, eppure pensava che sarebbe impazzito se non avesse visto al pi presto una faccia umana, se non avesse sentito una voce umana.
   Il giorno dopo, pens che sarebbe morto di felicit. Mentre cacciava al limitare della pianura, sperando di colpire una delle lepri giganti che qui abbondavano, fu allarmato da alcune urla provenienti da una piccola collina. Si affrett a salire in cima e guard da dietro un albero. A circa un quattrocento metri di distanza, dodici uomini, Indiani, avevano messo con le spalle al muro un piccolo cammello. La zampa posteriore sinistra dell'animale sanguinava abbondantemente, evidentemente ferita in modo cos grave da non poter essere usata. Nonostante ci, esso ruggiva sui suoi aguzzini e sferrava colpi con gli zoccoli anteriori quando gli uomini di fronte a lui si avvicinavano troppo, ruotando poi su se stesso quando quelli dietro a lui si facevano avanti, scagliando le lance dalla punta di selce.
   I cacciatori erano alti e con una buona muscolatura; avevano la pelle pi scura di quella di Two Hawks, i capelli lunghi, sciolti e nerazzurri, le facce larghe e con gli zigomi alti, i nasi aquilini. C'era uno che avrebbe potuto passare per Toro Seduto. Indossavano gonnellini di pelle cortissimi, corde intorno al collo da cui pendevano conchiglie di molluschi traforate e calzavano mocassini di pelo. Le loro uniche armi erano lance, asce di pietra e pugnali.
   - Non hanno nemmeno archi - mormor Two Hawks. - Nemmeno atlatl.
   A circa venti metri di distanza dai cacciatori, c'erano due tigri munite di zanne, un maschio e una femmina, che si muovevano furtive tra i cespugli. Non dovevano avere in programma di attaccare gli uomini, ma speravano di raccogliere ci che sarebbe rimasto dopo che questi se ne fossero andati. Ma avrebbero dovuto lottare con i grandi avvoltoi che si erano sistemati sopra o intorno a un albero vicino.
   Alla fine, al cammello vennero tagliati i tendini e i cacciatori si avvicinarono: un momento dopo, stavano gi macellando l'animale. Sorridevano e chiacchieravano felici mentre lavoravano: quella notte, la trib avrebbe fatto un bel banchetto, si sarebbero riempiti la pancia finch non ne avessero potuto pi. Quello sembrava essere il momento psicologicamente appropriato perch Two Hawks si presentasse, perch i cacciatori dovevano essere di ottimo umore.
   Ma quale poteva essere il loro atteggiamento nei confronti degli stranieri?
   Molto sospettoso, naturalmente. Senza dubbio, essi guerreggiavano con altre trib ed avevano i loro nemici ereditari, ma i suoi strani indumenti e le sue armi lo avrebbero identificato all'istante come qualsiasi cosa tranne che un membro di un gruppo ostile conosciuto. Sarebbe stato completamente solo, e se si fosse avvicinato senza mostrare timore, sembrando pieno di fiducia, essi avrebbero reagito con molta cautela.
   E se avesse sparato ad una delle tigri, preferibilmente al maschio, dato che la femmina poteva avere cuccioli, avrebbe mostrato loro che dovevano temerlo, che era uno stregone o forse persino uno spirito.
   Eppure, esitava ancora, ma non per timore, dato che doveva fare questo passo prima o poi, e quindi tanto valeva che fosse ora. Ci che lo faceva indugiare era una certa delusione, perch nessuna delle sue fantasticherie si sarebbe realizzata: aveva visualizzato una quantit di mondi, tutti costituiti secondo i suoi desideri e tutti possibili. Uno era stato un continuum nel quale i francesi avevano vinto la Guerra Francese e Indiana. In questo conflitto, le trib irochesi si erano schierate con i francesi contro i coloni inglesi, e non viceversa, come avevano invece fatto nel suo mondo d'origine. I francesi avevano cos guadagnato il controllo del Nord-America orientale e avevano dato per gratitudine agli Irochesi tutta la zona settentrionale dello Stato di New York e le parti del Canada confinanti con esso. E cos, quando vi era arrivato, Two Hawks aveva scoperto che l'Irochea era una nazione sovrana. Ne sarebbe felicemente diventato cittadino, si sarebbe sposato, avrebbe allevato bambini, avrebbe lavorato, forse come pilota della linea aerea del suo popolo, sarebbe invecchiato e sarebbe stato sepolto nel suo suolo nativo. Be', qualcosa di simile a questo, ad ogni modo.
   Un'altra fantasia, ma una che poteva anche realizzarsi, era un mondo nel quale l'impero romano non era ancora caduto, diciamo, fino all'ottocento d.C. In questo mondo, i britanni romanizzati avevano resistito agli invasori anglosassoni, la loro lingua latina era diventata gradualmente un ramo separato della famiglia romanza ed essi avevano ottenuto l'indipendenza da Roma. Esploratori inglesi avevano poi scoperto l'America circa cinquecento anni prima di quanto era successo nel suo mondo e vi avevano stabilito alcune colonie che si erano per sviluppate pi lentamente che non su Terra 1. Gli Amerindi non avevano quindi sofferto un trauma culturale cos rapido e terribile, ed avevano potuto imparare la tecnologia degli invasori e tenersi al passo con essa.
   E cos, quando Two Hawks era arrivato in questo mondo, aveva scoperto che gli Irochesi dominavano tutto lo stato di New York, l'Ohio e forse anche la Pennsylvania. E altre trib, i Cherokee, gli Shawnee, i Creek, i Choctaw, e cos via erano nazioni potenti, popolose, fiorenti e tecnologicamente avanzate. O forse membri di una Confederazione o Unione d'America. I bianchi erano stati scacciati e tutto il Nordamerica e anche il Sudamerica erano pellerossa.
   Questo non avrebbe necessariamente reso migliore il mondo, preso nel suo complesso, ma di sicuro sarebbe andato bene per Two Hawks.
   Se questi mondi esistevano da qualche parte, lui non viveva in essi.
   N c'erano molte possibilit che trovasse un'altra porta: era gi stato straordinariamente fortunato (o forse no?) a localizzare la seconda.
   Ora, osservando i cacciatori tagliare la carne dopo aver strappato via la pelle del cammello, ebbe un'altra fantasia. Sarebbe diventato il capo di questa trib: avrebbe insegnato loro l'uso dell'arco, regole sanitarie appropriate (anche se essi potevano essere una delle trib pulite), come addomesticare gli animali (specialmente il cavallo) e l'agricoltura. Li avrebbe guidati verso la Georgia, dove sarebbe il clima stato pi caldo. Si sarebbe sposato, avrebbe fondato una dinastia, la sua trib si sarebbe estesa, e magari sarebbe anche riuscito a fabbricare attrezzi di ferro ed armi. E se avesse potuto dare inizio alla lavorazione dei metalli, allora avrebbe offerto al suo popolo l'opportunit di saltare in avanti, chi lo sa, di cinquemila anni, di diecimila, di ventimila?
   E quando gli equivalenti, su questo mondo, di Colombo Cortez, Pizarro, Caboto, Hudson, sarebbero arrivati l, avrebbero trovato una nazione con una tecnologia e una scienza superiori. E le Americhe sarebbero rimaste indiane.
   O, probabilmente sarebbero stati gli Indiani che avrebbero scoperto l'Europa, per loro il Nuovo Mondo, sarebbero stati loro che avrebbero conquistato i barbari.
   A meno che, per quell'epoca gli Americani non fossero diventati una popolazione saggia e umana e non avessero trattato bene gli esseri inferiori.
   - Sei un pazzo! - si disse.
   Nonostante ci, discese la collina. Non venne notato finch non fu ad un centinaio di metri dai cacciatori. Di colpo, le chiacchiere, gli scherzi si interruppero: i cacciatori si alzarono e smisero di lavorare per affrontarlo, con le lance pronte, avvicinandosi l'uno all'altro.
   Quando fu ad una quindicina di metri dal pi vicino, Two Hawks si ferm, sorrise, e grid un saluto in Onondaga. Naturalmente non avrebbero capito: anche se per qualche caso folle parlavano una lingua che era destinata a diventare irochese o cherokee, non avrebbero riconosciuto una sola parola del linguaggio da lui usato. Ma potevano avvertire la mancanza di ostilit nel tono.
   E potevano rispondere alle sue vibrazioni di solitudine.
   Avevano ancora il viso duro ed erano silenziosi.
   Two Hawks indic i due smilodonti che erano arrivati a meno di settanta metri prima di fermarsi.
   Port il fucile alla spalla, prese la mira e spar il primo colpo mai udito su questo mondo.

FINE


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